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Borse oggi in diretta | Ftse Mib chiude in rosso: -2,12%. Hera unico titolo sopra la parità (+0,79%)
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Borse oggi in diretta | Ftse Mib chiude in rosso: -2,12%. Hera unico titolo sopra la parità (+0,79%)

di Francesca Gerosa e Giulia Venini
18 novembre 2025, 07:41 Ultimo aggiornamento: 19:03

Wall Street prosegue la seduta in negativo per il timore del rischio di bolla legato ai titoli tech. Domani saranno resi noti i conti di Nvidia, banco di prova per il settore. Spread in leggera salita a 75 punti, cambio euro/dollaro a 1,1577. Nel capitale di Mps supera il 5% BlackRock

  • Ore 15:40 Ftse Mib in rosso sotto quota 43.000 zavorrato da Stellantis, Tim e Mps e dal calo di Wall Street
  • Ore 14:40 Martedì nero a Milano, Mps e Stellantis i peggiori
  • Ore 13:10 Il Ftse Mib resta in profondo rosso con le banche e Stm, spread stabile a 74: Confcommercio vede timidi segnali di ripresa
  • Ore 11:25 Il Ftse Mib va sotto 43.000, sell-off su Stellantis e Tim. Vendite su petrolio e oro
  • Ore 10:35 Il Ftse Mib cade verso la soglia di 43.000, male Stm alla vigilia dei conti di Nvidia
  • Ore 09:05 Ftse Mib in netto calo, si salva solo Hera. Lo spread sale a 74
  • Ore 07:35 Europa attesa in profondo rosso, bitcoin sotto 90.000 dollari

Il Ftse Mib chiude a 42.838 punti, in ribasso del 2,12%. Male tutti i titoli, eccetto Hera, che guadagna lo 0,79% a fine seduta. Maglia nera del listino Telecom Italia, che perde il 6,6%. In deciso ribasso anche Stellantis (-4,4%), seguito dalle banche: al termine degli scambi, Mps registra il -3,7%, Pop Sondrio il -3,5% e Bper il -3,4%. Spread a 75 punti, cambio euro/dollaro a 1,1577. 

Secondo quanto reso noto da Borsa Italiana, il controvalore provvisorio odierno degli scambi è pari a 3,85 miliardi, in aumento rispetto ai 2,9 miliardi di ieri.

I principali indici europei chiudono sotto la parità: i rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona hanno chiuso poco mossi, con il costo di finanziamento del Bund decennale pressoché invariato al 2,71%.

Dopo la chiusura dei mercati BlackRock ha comunicato in Consob di detenere il 5,021% in Mps, dal 12 novembre. La partecipazione è indiretta nell’ambito della «gestione non discrezionale del risparmio».

Ore 15:40 Ftse Mib in rosso sotto quota 43.000 zavorrato da Stellantis, Tim e Mps e dal calo di Wall Street

Intorno alle 15:40, il Ftse Mib cede dell’1,9% a 42.924 punti, sulla scia dei listini europei, tutti in rosso, e dopo l’apertura in negativo di Wall Street trascinata al ribasso dal calo di Nvidia, -3%.

L’unico titolo che scambia in positivo è Hera (+1%). Tra i maggiori ribassi si annoverano invece Stellantis (-5%), Telecom Italia (-4,3%), Mps (-3,7%) e Pop Sondrio (-3,4%).

Spread in salita a 75 punti, cambio euro dollaro a 1,1599.

Ore 14:40 Martedì nero a Milano

I mercati azionari europei non riescono a riprendersi. Con i futures Usa sotto pressione (-0,40% quello sull’S&P500 alle 14:50) a causa dei timori per le valutazioni eccessive dei titoli tecnologici legati all’AI e in attesa dei conti di Nvidia (mercoledì 19 novembre a mercati chiusi), Francoforte perde l’1,5%, Londra l’1,6%, Parigi l’1,3% e Milano il 2% a 42.888 punti.

Quasi tutte le blue chip sono in rosso, ma Mps, Tim e Stellantis sono le peggiori con cali superiori al 4%. Subito dietro Unipol, Bper, Intesa Sanpaolo e Popolare di Sondrio. Hera è l’unica in territorio positivo (+0,84%). Anche Iveco si difende bene dalle vendite (-0,38%), insieme a Interpump (-0,24%). 

L’euro spunta un +0,07% a 1,1598 dollari dopo che l’indice Redbook degli Stati Uniti ha registrato un +6,1% rispetto all'anno precedente nella settimana terminata il 15 novembre, dopo un aumento del +5,9% su base annua nella settimana precedente.

Ore 13:10 Il Ftse Mib resta in profondo rosso con le banche e Stm

Prosegue la giornata no delle borse europee (-1,26% il Dax, -1,39% il Cac40, -1,35% il Ftse100 e -1,75% a 43.001 punti il Ftse Mib alle 13:10 con le blue chip tutte in rosso tranne Hera e Leonardo), affossate dai timori per una possibile bolla dell’AI. Pesano le vendite che colpiscono i grandi titoli tecnologici (Stoxx Europe 600 technology -1,16%) e i fornitori di semiconduttori, come Stm (-2,44%), legati a Nvidia. Il mercato mette in discussione la solidità dei fondamentali dell’intelligenza artificiale a fronte di valutazioni elevate e di una partecipazione di mercato giudicata sempre più ristretta.

Spread stabile, Confcommercio vede timidi segnali di ripresa

Nonostante l'incertezza continui a dominare gli scenari economici interni e internazionali, nuove evidenze statistiche fanno emergere alcuni spunti positivi: dall'ottimo settembre per il turismo straniero, al rimbalzo statistico della produzione industriale nello stesso mese, fino alla buona tenuta degli scambi con l'estero, seppure fortemente oscillanti di mese in mese, ha sottolineato Confcommercio nella congiuntura di ottobre.

Questi elementi, sostenuti anche da un mercato del lavoro tonico, comportano lievi miglioramenti dei consumi e prospettive di aumento della fiducia e, di conseguenza, «previsioni meno pessimistiche non tanto sull'anno in corso, in un certo senso compromesso in termini di crescita, quanto sul prossimo che potrebbe anche raggiungere una variazione del pil all'1%. Non si può, dunque, escludere», secondo Confcommercio, «un'intonazione più favorevole dell'economia italiana anche perché le prime stime indicherebbero un consolidamento di questa prospettiva anche a ottobre e a novembre». Lo spread Btp/Bund è stabile a quota 74,95 punti base in attesa, venerdì 21, del giudizio di Moody’s sull’Italia.

Ore 11:25 Il Ftse Mib va sotto 43.000, sell-off su Stellantis e Tim. Vendite su petrolio e oro

I futures statunitensi restano in rosso (-0,29% quello sull’S&P500) e i mercati azionari europei cadono (-1,17% il Dax, -1,33% il Cac40, -1,01% il Ftse100 e -1,75% a 42.999 punti il Ftse Mib alle 11:25 con Tim, -3,75%, e Stellantis, -3,68%, in netto calo, seguite da tutte le banche e da Saipem, -3,03%; si salvano dalle vendite solo Inwit ed Hera) per i timori di una bolla nella AI e in attesa dei conti di Nvidia. Lo spread Btp/Bund è stabile a quota 74,6 punti base.

Tra le materie prime, il futures sull’oro perde lo 0,86% a 4.089 dollari al barile e quello sul petrolio Brent lo 0,16% a 64,10 dollari al barile e sul greggio Wti lo 0,16% a 59,78 dollari al barile. I rappresentanti russi non prenderanno parte ai colloqui sull'Ucraina che si terranno il 19 novembre a Instanbul, ha detto il Cremlino. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha andrà in Turchia nel tentativo di riavviare i negoziati con la Russia per porre fine alla guerra. L'inviato speciale degli Stati Uniti, Steve Witkoff, parteciperà ai colloqui in programma.
 

Ore 10:35 Il Ftse Mib cade verso la soglia di 43.000, male Stm alla vigilia dei conti di Nvidia

Le borse europee proseguono in profondo rosso (Dax -1%, Cac40 -1,28%, Ftse100 -0,87% e Ftse Mib -1,73% a 43.010 punti con tutte le banche sotto pressione, dopo l’avvertimento della Bce: le banche della zona euro devono prepararsi a shock senza precedenti che potrebbero causare gravi conseguenze su vasta scala per i sistemi finanziari, insieme a Stm, Stellantis e Tim) per i timori di una bolla dell’AI, soprattutto dopo che l’ad di Alphabet, Sundar Pichai, ha affermato in un’intervista alla BBC che nessuna azienda sarebbe indenne dal crollo del boom dell'intelligenza artificiale, mentre l'impennata delle valutazioni e i forti investimenti nel settore alimentano i timori di una bolla. Pichai ha riconosciuto «elementi di irrazionalità» nel mercato come ai tempi delle dotcom.

Tornano i timori di una bolla nell’AI

Il tutto mentre gli occhi degli investitori sono puntati sulla trimestrale del gigante statunitensi dell’AI, Nvidia, un momento molto atteso nel settore tecnologico in quanto l'azienda è leader nel settore dei chip e ha un'influenza significativa sull'industria. Nella trimestrale in pubblicazione il 19 novembre, gli investitori guarderanno con attenzione ai dati finanziari, alle prospettive future dell'azienda, alle innovazioni tecnologiche in corso e a eventuali partnership o acquisizioni recenti, ma anche alla sua capacità di mantenere la posizione di leader del settore.

Cosa aspettarsi dalla trimestrale di Nvidia

«Il significato del trimestre di Nvidia, per il settore tecnologico, potrebbe essere molto importante, in quanto le performance dell'azienda possono influire sulle decisioni degli investitori e le strategie delle altre aziende nel settore», sostiene Saverio Berlinzani, Chief Analyst di ActivTrades. «Se Nvidia riportasse risultati positivi, potrebbe essere un indicatore di tendenze positive nel settore tecnologico in generale. Al contrario, se i risultati sono al di sotto delle aspettative, potrebbe esserci una reazione negativa sul mercato e rallentamenti nelle strategie di sviluppo tecnologico».

Ore 09:05 Ftse Mib in netto calo, si salva solo Hera. Lo spread sale a 74

Borse europee sotto pressione in avvio di seduta (-1,35% il Dax, -1,32% il Cac40, -1,07% il Ftse100 e -1,64% a 43.048 punti il Ftse Mib). Anche i futures sugli indici statunitensi mostrano un orientamento negativo, con l’S&P 500 in calo dello 0,57%. Il clima resta guidato dall’incertezza sulle prossime mosse della Fed, mentre gli operatori attendono i risultati di Nvidia e il report sul mercato del lavoro Usa, entrambi considerati determinanti per valutare la sostenibilità delle valutazioni nel comparto tecnologico.

Lo spread sale a 74
 

Sul fronte obbligazionario, il rendimento del Treasury decennale Usa scende al 4,108% e quello del Btp 10 anni al 3,45% con lo spread con il Bund in aumento a quota 74,6 punti base. Il 17 novembre i rendimenti dei governativi europei, Italia inclusa, sono scesi leggermente in un mercato in attesa dei primi dati macro americani, dopo la fine dello shutdown. Mentre le stime di autunno della Commissione Europea hanno indicato una crescita dell'area euro più rapida del previsto nel 2025. Le previsioni di crescita per l'Italia sono state, però, tagliate a +0,4% per quest'anno e a +0,8% per i due prossimi anni.

Il 19 novembre il Tesoro riacquista quattro Btp e un Ccteu
 

Nell'area euro, i mercati scontano una probabilità del 30% di un taglio dei tassi di interesse da parte della Bce di 25 punti base entro luglio. In questo contesto, il Tesoro ha annunciato che effettuerà il 19 novembre un'operazione di riacquisto su quattro Btp e un Ccteu con scadenza nel 2026 per un massimo di 5 miliardi di euro. Le operazioni di riacquisto, utilizzate dal Tesoro soprattutto nella parte finale dell'anno, prevedono che il Mef rimborsi anticipatamente titoli di Stato in circolazione.

Wti sotto 60 dollari

Sul mercato valutario, l’euro si mantiene stabile a 1,1596 dollari (+0,05%), mentre lo yen recupera quota 154,958 per dollaro. Il futures sul petrolio Wti si porta a 59,37 dollari al barile (-0,80%), indebolito da un contesto di riduzione del rischio globale e dalla revisione delle aspettative sulla domanda. L’oro, a 4.012 dollari l’oncia (-1,5%), estende le perdite in un quadro caratterizzato dal rafforzamento del dollaro e dal ridimensionamento delle aspettative di un taglio dei tassi da parte della Fed nel breve.

A Milano si salva solo Hera. Cadono le banche, Stellantis e Stm. Diasorin e A2A contengono le perdite

Il listino delle blue chip milanesi è tutto vestito di rosso, si salva solo Hera (+0,69% a 4,1 euro). Pesanti Stm (-2,50% a 19,27 euro), in linea con resto del settore tecnologico in attesa dei conti di Nvidia, e le banche, Mps compresa (-2,12% a 8,54 euro), con il governo che intende mantenere la sua quota del 4,9% nella banca senese, mentre incorpora Mediobanca (-2,78% a 17,10 euro), recentemente acquistata, secondo alcune fonti vicine alla situazione. Tuttavia l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni conta su una futura fusione per tagliare alla fine la partecipazione, hanno aggiunto le fonti.

Quanto a Poste Italiane (-1,65% a 20,83 euro) Berenberg ha confermato il rating buy e il target price a 22,6 euro dopo che con i risultati del terzo trimestre la società ha ribadito le sue previsioni per l'esercizio 2025, indicando un ebit di 3,2 miliardi di euro e un utile netto di 2,2 miliardi. Tuttavia, durante la conference call sui risultati, ha sottolineato l'aumento del 21% del suo acconto sul dividendo da 0,33 euro a 0,40 euro e ha confermato il proprio impegno a mantenere una politica dei dividendi competitiva.

«Riteniamo che Poste miri a mantenere la sua politica dei dividendi in linea con quella delle banche italiane, considerando non solo il payout di queste ultime, ma anche i loro riacquisti di azioni proprie. Poste ha aggiunto che, in occasione della presentazione dei risultati dell'esercizio 2025 a febbraio del 2026, non solo annuncerà la sua proposta definitiva di dividendo per il 2025, ma fisserà anche le sue previsioni per il dividendo per il 2026. Dato il solido solvency del 312% di Poste Vita, aumentiamo leggermente le nostre previsioni sui dividendi: per l'esercizio 2025 da 1,21 euro a 1,25 euro; per l'esercizio 2026 da 1,30 euro a 1,33; per l'esercizio 2027 da 1,37 a 1,40 e per l'esercizio 2028 da 1,45 a 1,50 euro per azione», ha stimato Berenberg. Invece, Citigroup ha alzato il target price di Buzzi da 50 a 55 euro (-2,13% a 50,55 euro), ribadendo il rating neutral.

Nel comparto healthcare, Diasorin contiene le perdite (-0,27% a 58,7 euro) dopo l’annuncio, con Qiagen, del lancio del nuovo test Liaison QuantiFeron-TB Gold Plus II, con marcatura CE. La nuova versione del test per la diagnosi della tubercolosi introduce un’evoluzione rilevante in termini di efficienza operativa per i laboratori ad alto volume: la piattaforma consente di processare fino al 75% di campioni in più all’ora e di ridurre i tempi di risposta di circa il 25% rispetto alla versione precedente. Il miglioramento del flusso di lavoro e la riduzione dell’intervento manuale rappresentano elementi chiave per la competitività dell’offerta di Diasorin nei centri di riferimento e nei grandi hub ospedalieri.

Sul fronte utility, A2A (-0,54% a 2,392 euro) torna al centro del radar obbligazionario dopo il collocamento di un nuovo green bond da 500 milioni di euro, la seconda emissione completamente allineata alla tassonomia europea. Il titolo, con scadenza a 6,5 anni (maggio 2032), offre un rendimento annuo del 3,37% a fronte di una cedola del 3,25%, in linea con l’obiettivo di piano di mantenere il costo medio del debito intorno al 3,30%. Le risorse raccolte sono destinate a finanziare progetti del gruppo interamente coerenti con la tassonomia Ue, rafforzando il posizionamento Esg e la capacità di accesso ai capitali dedicati alla transizione energetica.

Quanto a Stellantis (-2,56% a 8,559 euro) il presidente, John Elkann, ha esortato la Commissione Europea a concedere alle case automobilistiche maggior flessibilità sugli obiettivi di emissione, proponendo che i traguardi intermedi fissati per il 2030 vengano calcolati come media su più anni.

Mentre si è concluso con successo l’aumento di capitale di Avio (-0,64% a 30,85 euro), sottoscritto al 98,83% (19.400.448 nuove azioni) per un ammontare complessivo di 395 milioni di euro. Risorse fresche per finanziare il piano di crescita del gruppo aerospaziale, piano che include l'apertura di un nuovo impianto negli Stati Uniti. I diritti di opzione non esercitati saranno offerti il 19 e il 20 novembre, salvo chiusura anticipata. Infine, si ricorda che termina l’opa volontaria totalitaria promossa da Seconda Srl su Fervi, iniziata il 29 ottobre.

Ore 07:35 Europa attesa in profondo rosso, bitcoin sotto 90.000 dollari

Borse europee attese in profondo rosso (-1,36% il futures sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta in scia al forte calo di Wall Street il 17 novembre (Nasdaq -0,86% ed S&P 500 -0,90%) e delle borse asiatiche (Nikkei giapponese -3,2% sotto il livello chiave di 50.000 punti con un sell-off generalizzato sui titoli tecnologici). Gli investitori si preparano ai risultati trimestrali del colosso statunitense dell’intelligenza artificiale, Nvidia, in agenda il 19 novembre dopo la chiusura dei mercati, e al rapporto sui posti di lavoro statunitensi, a lungo rimandato questa settimana. Anche i futures statunitensi flettono (-0,41% quello sul Dow Jones e -0,70% quello sull’S&P500). 

Waller (Fed): la debolezza del mercato del lavoro giustifica un taglio dei tassi a dicembre

Lo shutdown del governo federale americano, durato 43 giorni, ha ritardato la pubblicazione dei dati economici fondamentali, tra cui il rapporto sui posti di lavoro di settembre, previsto per giovedì. I dati disponibili durante la recente chiusura del governo statunitense mostrano un mercato del lavoro vicino allo stallo, con richieste di disoccupazione statali in leggero aumento, un numero di licenziamenti in crescita e nessuna evidenza di pressioni salariali in crescita, fatti che giustificano un altro taglio dei tassi di interesse di un quarto di punto percentuale a dicembre, secondo quanto ha detto il 17 novembre il governatore della Fed, Christopher Waller, candidato a sostituire il presidente, Jerome Powell, al vertice della banca centrale americana il prossimo anno.

«Non sono preoccupato di un'accelerazione dell'inflazione o di un aumento significativo delle aspettative di inflazione», ha affermato Waller. «La mia attenzione si concentra sul mercato del lavoro e, dopo mesi di indebolimento, è improbabile che il rapporto sui posti di lavoro di settembre o qualsiasi altro dato nelle prossime settimane possa cambiare la mia opinione sull'opportunità di un altro taglio» quando la Fed si riunirà il 9-10 dicembre. 

Un taglio a dicembre, secondo Waller, «fornirà un'ulteriore assicurazione contro un'accelerazione dell'indebolimento del mercato del lavoro e sposterà la politica verso un assetto più neutrale». Alle 17 è in agenda l’intervento di un altro esponente della Fed, Tom Barkin. Prima parlano alcuni membri della Bce:  alle 09:30 Machado, alle 09:40 Tuominen, alle 11 Buch ed Elderson. Solo due, invece, i dati macro, entrambi dagli Stati Uniti: alle 14:55 l’indice settimanale Redbook e alle 16 l’indice sul mercato immobiliare Nahb a novembre.

Bitcoin sotto 90.000 per la prima volta da fine aprile

Il dollaro resta debole nei confronti dell’euro, che vale 1,1595 dollari (+0,04%), mentre il bitcoin è sceso sotto i 90.000 dollari per la prima volta da fine aprile a causa dell’incertezza sul percorso dei tassi d’interesse della Fed. La più grande criptovaluta al mondo cade del 5,99% a 89.570 dollari dopo essere sceso fino a 89.471,4 dollari, portandosi il 30% al di sotto del picco di fine ottobre sopra i 126.000 dollari.

La caduta si è accentuata dopo che la criptovaluta non è riuscita a mantenere il supporto a 94.000 dollari. Anche i flussi più deboli negli Etf sul bitcoin hanno  contribuito al ribasso, con gli investitori istituzionali che si sono fatti da parte mentre la volatilità aumenta. I dati di alcune società di analisi hanno mostrato che, all’inizio di questo mese, oltre 19 miliardi di dollari in posizioni crypto sono stati spazzati via in 24 ore, innescando vendite forzate.

A Milano occhio a Mps, Mediobanca, Poste, Stellantis, Buzzi, Avio e Fervi

Sul listino milanese attenzione a Mps perché il governo intende mantenere la sua quota del 4,9% nella banca senese, mentre incorpora Mediobanca, recentemente acquistata, secondo alcune fonti vicine alla situazione. Tuttavia l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni conta su una futura fusione per tagliare alla fine la partecipazione, hanno aggiunto le fonti.

Quanto a Poste Italiane Berenberg ha confermato il rating buy e il target price a 22,6 euro dopo che con i risultati del terzo trimestre la società ha ribadito le sue previsioni per l'esercizio 2025, indicando un ebit di 3,2 miliardi di euro e un utile netto di 2,2 miliardi. Tuttavia, durante la conference call sui risultati, ha sottolineato l'aumento del 21% del suo acconto sul dividendo da 0,33 euro a 0,40 euro e ha confermato il proprio impegno a mantenere una politica dei dividendi competitiva.

«Riteniamo che Poste miri a mantenere la sua politica dei dividendi in linea con quella delle banche italiane, considerando non solo il payout di queste ultime, ma anche i loro riacquisti di azioni proprie. Poste ha aggiunto che, in occasione della presentazione dei risultati dell'esercizio 2025 a febbraio del 2026, non solo annuncerà la sua proposta definitiva di dividendo per il 2025, ma fisserà anche le sue previsioni per il dividendo per il 2026. Dato il solido solvency del 312% di Poste Vita, aumentiamo leggermente le nostre previsioni sui dividendi: per l'esercizio 2025 da 1,21 euro a 1,25 euro; per l'esercizio 2026 da 1,30 euro a 1,33; per l'esercizio 2027 da 1,37 a 1,40 e per l'esercizio 2028 da 1,45 a 1,50 euro per azione», ha stimato Berenberg. Invece, Citigroup ha alzato il target price di Buzzi da 50 a 55 euro, ribadendo il rating neutral.

Nel comparto healthcare, focus su Diasorin dopo l’annuncio, con Qiagen, del lancio del nuovo test Liaison QuantiFeron-TB Gold Plus II, con marcatura CE. La nuova versione del test per la diagnosi della tubercolosi introduce un’evoluzione rilevante in termini di efficienza operativa per i laboratori ad alto volume: la piattaforma consente di processare fino al 75% di campioni in più all’ora e di ridurre i tempi di risposta di circa il 25% rispetto alla versione precedente. Il miglioramento del flusso di lavoro e la riduzione dell’intervento manuale rappresentano elementi chiave per la competitività dell’offerta di Diasorin nei centri di riferimento e nei grandi hub ospedalieri.

Sul fronte utility, A2A torna al centro del radar obbligazionario dopo il collocamento di un nuovo green bond da 500 milioni di euro, la seconda emissione completamente allineata alla tassonomia europea. Il titolo, con scadenza a 6,5 anni (maggio 2032), offre un rendimento annuo del 3,37% a fronte di una cedola del 3,25%, in linea con l’obiettivo di piano di mantenere il costo medio del debito intorno al 3,30%. Le risorse raccolte sono destinate a finanziare progetti del gruppo interamente coerenti con la tassonomia Ue, rafforzando il posizionamento Esg e la capacità di accesso ai capitali dedicati alla transizione energetica.

Quanto a Stellantis il presidente, John Elkann, ha esortato la Commissione Europea a concedere alle case automobilistiche maggior flessibilità sugli obiettivi di emissione, proponendo che i traguardi intermedi fissati per il 2030 vengano calcolati come media su più anni.

Mentre si è concluso con successo l’aumento di capitale di Avio, sottoscritto al 98,83% (19.400.448 nuove azioni) per un ammontare complessivo di 395 milioni di euro. Risorse fresche per finanziare il piano di crescita del gruppo aerospaziale, piano che include l'apertura di un nuovo impianto negli Stati Uniti. I diritti di opzione non esercitati saranno offerti il 19 e il 20 novembre, salvo chiusura anticipata. Infine, si ricorda che termina l’opa volontaria totalitaria promossa da Seconda Srl su Fervi, iniziata il 29 ottobre.

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