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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,2% a 52.688 punti. Corrono Stm e Banco Bpm, Saipem perde il 7,3%
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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,2% a 52.688 punti. Corrono Stm e Banco Bpm, Saipem perde il 7,3%

di Francesca Gerosa e Giulia Venini
18 giugno 2026, 08:20 Ultimo aggiornamento: 18:14

Giù anche Tenaris (-4,5%) e Stellantis (-3,7%). Tre superpetroliere battenti bandiera saudita e cariche di 6 milioni di barili di greggio hanno già attraversato lo Stretto di Hormuz. Brent in calo intorno ai 76 dollari al barile . Spread Btp/Bund a 72 punti base

  • Ore 15:30  Ftse Mib poco sotto la parità. In evidenza Stm e Banco Bpm. Forti vendite su Saipem
  • Ore 14:30 Ftse Mib sopra 52.600 con Avio e Prysmian, l’euro cade dopo i dati macro Usa
  • Ore 14:15 Ftse Mib piatto, bene Banco Bpm. Torna l’appetito degli investitori esteri per i Btp
  • Ore 13:00 Ftse Mib in lieve calo, spicca Stm (+2%). La BoE lascia i tassi fermi
  • Ore 11:40 Ftse Mib in calo, rally di Prysmian. È super dollaro post Fed
  • Ore 10:35 Il Ftse Mib vira al ribasso con Buzzi e Saipem
  • Ore 09:05 Ftse Mib in lieve rialzo, spicca Generali (+2%). Spread poco mosso a 70
  • Ore 08:20 Europa attesa in calo anche se Trump ha firmato l'accordo con l'Iran. Petrolio -2%

A fine seduta il Ftse Mib ha segnato un progresso dello 0,2% a 52.688 punti mosso soprattutto dal comparto bancario, con rialzi su Banco Bpm (+2%), Bper (+0,6%), e Intesa Sanpaolo (+0,7%). Tra i titoli migliori spiccano StMicroelectronics (+4,2%) e Prysmian (+1,2%).

Hanno terminato le contrattazioni in ribasso Saipem (-7,34%), Tenaris (-4,5%) e Stellantis (-3,7%). Spread Btp/Bund a 72 punti col rendimento del decennale al 3,65% nel quarto giorno di emissione del Btp Italia Sì.

Nella giornata di oggi il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha affermato in Senato che l’opas di Intesa Sanpaolo su Banca Monte Dei Paschi di Siena (+0,4%) è un’operazione di mercato» e «saremo neutrali». Il governo «non utilizza a casaccio» il golden power, ha sottolineato il ministro. 

L’Europa ha chiuso in ordine sparso, col Dax in guadagno dello 0,38%, il Cac 40 dello 0,4% e il Ftse 100 in perdita di un punto percentuale

Wall Street viaggia in territorio positivo.

Nella serata italiana di ieri la Federal Reserve ha lasciato invariato l’obiettivo del tasso di riferimento dei Federal Funds nell’intervallo compreso tra il 3,5% e il 3,75%. Secondo James Butterfill, head of research di CoinShares, «per Bitcoin il messaggio di breve termine è contrastante: aspettative di tassi reali più elevati possono pesare sugli asset più sensibili alla liquidità, ma l’inflazione persistente e l’incertezza istituzionale continuano a rafforzare la tesi di lungo periodo a favore di Bitcoin come asset monetario alternativo». 

A fine seduta l’asset digitale si muoveva intorno a quota 62.759, giù del 4,5%. In calo anche il petrolio, col Brent a quota 76,7 (-3,6%) e il Wti intorno ai 73,9 (-3,8%). Il segretario generale dell’Opec, Haitham al-Ghais, ha contestato le previsioni dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (Iea), secondo cui il mercato petrolifero potrebbe andare incontro a un eccesso di offerta. L’Iea ha infatti affermato che una soluzione stabile dei conflitti in corso potrebbe aumentare la produzione di greggio, generando un forte surplus nel 2027. Secondo le stime dell’agenzia, l’offerta crescerà di circa 8 milioni di barili al giorno, mentre la domanda aumenterà solo di 2 milioni di barili al giorno, creando uno squilibrio tra produzione e consumi. 

Ore 15:30  Ftse Mib poco sotto la parità. In evidenza Stm e Banco Bpm. Forti vendite su Saipem

Il Ftse Mib procede leggermente sotto la parità (+0,1% a 52.528 punti). Denaro su Prysmian (2,1%), StMicroelectronics (1,8%), Banco Bpm (1,5%) e Avio (+1%). Si muovono al ribasso Saipem (-5,4%), Stellantis (-4,5%), Buzzi (-2,8%) e Amplifon (-2,65%). Spread Btp/Bund a 72 punti. 

A Wall Street in rialzo il Nasdaq (+1,35%) SpaceX ha aperto in calo del 3,8%. Positivi DowJones (+0,7%) e S&P 500 (+1%). 

Ore 14:30 Ftse Mib sopra 52.600 con Avio e Prysmian, l’euro cade dopo i dati macro Usa

Borse europee ancora in ordine sparso (Dax +0,12%, Cac40 +0,11%, Ftse100 -0,88% e Ftse Mib +0,09% a 52.642 punti alle 14:40 con Avio e Prysmian in testa, seguite da Stm e Banco Bpm) anche se il petrolio scende (future sul Brent -1,24% a 78,56 dollari) dopo che il Qatar, che ha svolto un ruolo chiave nel favorire la firma dell'accordo destinato a porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran, ha dichiarato che rappresenta una «solida base» per la prossima fase dei negoziati, in vista dei colloqui tecnici che dovrebbero iniziare domani 19 giugno in Svizzera.

Negli Usa le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione calano meno delle attese

L’euro accelera al ribasso (-0,29% a 1,1467 dollari) dopo che negli Stati Uniti il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno richiesto i sussidi di disoccupazione è sceso di 4.000 unità a 226.000 nella settimana terminata il 13 giugno. Le attese degli economisti erano per un dato a 225.000 unità. Il dato della settimana precedente è stato rivisto al rialzo di mille unità a 230.000.

Invece, l'indice mensile manifatturiero della Fed di Filadelfia è salito a 10,3 a giugno dopo essere sceso a -0,4 a maggio, battendo di poco il consenso degli economisti che avevano previsto una lettura pari a 10 punti.

Ore 14:15 Ftse Mib piatto, bene Banco Bpm. Torna l’appetito degli investitori esteri per i Btp

L’indice Ftse Mib di Piazza Affari viaggia sulla parità a 52.587 punti alle 14:15, sostenuto da Avio (+2,6%), Prysmian (+1,75%) e Banco Bpm (+1,48%), questa per il possibile rafforzamento di Credit Agricole nel capitale. Secondo quanto riportato da Bloomberg, la banca francese sta considerando di incrementare la sua quota mentre valuta come rispondere all’opa lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps. Le discussioni sarebbero in ogni caso in fase preliminare e non sarebbe stata presa alcuna decisione. Credit Agricole detiene il 22,9% di Banco Bpm e ha già il via libera della Bce per salire fino al 29,9%.

Lo spread Btp/Bund sale a 71 punti base dopo che il membro del consiglio direttivo della Bce, Martin Kocher, ha avvertito che i prezzi al consumo resteranno più elevati per qualche tempo nell'Eurozona nonostante l’accordo per porre fine alla guerra in Medio Oriente. La Bce resta pronta ad agire in qualsiasi momento per garantire che l'inflazione torni all'obiettivo del 2%, ma esiste incertezza su come reagirà l'economia, ha aggiunto il banchiere centrale.

Il rendimento del Btp 10 anni si amplia al 3,64%. Il controvalore dei titoli di Stato italiani nel portafoglio degli investitori esteri è aumentato ad aprile di 18,7 miliardi di euro dopo il calo di 8,8 miliardi di marzo e gli aumenti di 24,3 miliardi a febbraio e di 14,1 miliardi a gennaio, secondo i dati pubblicati da Banca d'Italia.

Ore 13:00 Ftse Mib in lieve calo, spicca Stm (+2%). La BoE lascia i tassi fermi

Mercati azionari europei blandi (Dax +0,02%, Cac40 -0,03% e Ftse Mib -0,10% a 52.140 punti alle 13; scatto di Stm +2,27% e di Prysmian +2,74%, Buzzi, Diasorin, Amplifon, Stellantis e Saipem i peggiori), tranne Londra in deciso calo (-1%) dopo che la BoE, come ampiamente previsto dagli economisti, ha lasciato i tassi di interesse fermi al 3,75%.

L'inflazione è scesa al 2,8%, ma dovrebbe aumentare nel corso dell'anno poiché gli effetti dei prezzi energetici più elevati continuano a trasmettersi all'economia. «Il rischio di significativi effetti di secondo impatto nella formazione dei prezzi e dei salari, contro cui la politica monetaria deve opporsi, è tanto maggiore quanto più a lungo persistono prezzi energetici elevati. Tuttavia, il mercato del lavoro continua ad allentarsi e i segnali di un indebolimento dell'economia potrebbero contenere le pressioni inflazionistiche», ha puntualizzato la BoE. Il dollaro si rafforza nei confronti della sterlina a 0,7562 (+0,54%) e il rendimento del Gilt 10 anni sale al 4,77%.

I prezzi del petrolio continuano a calare (-1,46% a 78,39 dollari al barile il future sul Brent): i colloqui preliminari tra Stati Uniti e Iran sono previsti domani, 19 giugno, presso il resort di montagna di Buergenstock, in Svizzera, a seguito della firma di un accordo di cessate il fuoco tra Teheran e Washington.

Ore 11:40 Ftse Mib in calo, rally di Prysmian. È super dollaro post Fed

A Piazza Affari l’indice Ftse Mib scende dello 0,11% a 52.536 punti alle 11:40 con i titoli oil, Buzzi, Amplifon e Stellantis sotto pressione; di segno opposto Prysmian (+3,18%) e Avio (+1,39%).

Il dollaro si mantiene vicino ai massimi degli ultimi due mesi dopo che la decisione della Fed di mantenere invariati i tassi in un intervallo compreso tra il 3,50% e il 3,75% ha alimentato le scommesse su possibili aumenti entro la fine dell’anno, alla luce dei timori relativi all’inflazione.

Secondo il Cme FedWatch, il mercato dei futures sui Fed funds prezza una probabilità dell’85% di un inasprimento della politica monetaria da parte della Fed a dicembre. L’euro scambia poco mosso a 1,1478 dollari, sui minimi degli ultimi due mesi.

Lo spread Btp/Bund è stabile a quota 70,39 punti base mentre prosegue la raccolta ordini del Btp Italia Sì con scadenza 23 giugno 2031. Il Tesoro offre il titolo indicizzato all'inflazione italiana, alla sola clientela retail, fino alle 13 di domani 19 giugno, salvo chiusura anticipata.

Ore 10:35 Il Ftse Mib vira al ribasso con Buzzi e Saipem

L’indice Ftse Mib di Piazza Affari vira al ribasso, alle 10:35 perde lo 0,21% a 52.485 punti, pesano Buzzi (-2,33%) e i titoli oil come Saipem (-2,81%), Eni (-1%) e Tenaris (-1,16%) di riflesso al calo dei prezzi del greggio (future sul Brent -2,26% a 77,75 dollari al bariole) dopo che Stati Uniti e Iran hanno diffuso il testo di un accordo provvisorio firmato dai rispettivi presidenti per porre fine alla guerra.

Lo spread Btp/Bund resta schiacciato a 70,41 punti base. In considerazione di quanto accaduto nella prima parte del 2026, e con segnali sempre più concreti di una possibile normalizzazione della situazione in Medio Oriente, per Confcommercio si rafforza la possibilità di una crescita nell'anno in corso prossima all'1%, anche nell'ipotesi di una seconda parte dell'anno meno dinamica.

In attesa dell’esito, scontato (tassi fermi), della riunione della BoE, la Banca Nazionale Svizzera li ha lasciati invariati, nonostante il recente aumento dell’inflazione causato dall’aumento dei costi del carburante derivante dalla guerra in Iran. La decisione, che ha prolungato a un anno il periodo in cui la banca centrale ha mantenuto i costi di indebitamento allo 0%, il livello più basso tra le principali banche centrali mondiali, era attesa dagli economisti.

Ore 09:05 Ftse Mib in lieve rialzo, spicca Generali (+2%). Spread poco mosso a 70

Borse europee contrastate in avvio di seduta. Francoforte sale dello 0,30%, Parigi solo dello 0,08%, invece Londra arretra dello 0,60% e Milano segna un +0,18%% a 52.691 punti dopo che il 17 giugno Stati Uniti e Iran hanno diffuso il testo di un accordo provvisorio firmato dai rispettivi presidenti per porre fine alla guerra, mentre Donald Trump ha minacciato di riprendere gli attacchi qualora Teheran non rispetti gli impegni assunti.

Il memorandum prevede l'immediata cessazione della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano, la piena ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, la revoca del blocco statunitense ai porti iraniani, l'eliminazione delle sanzioni internazionali nei confronti dell'Iran e un piano da 300 miliardi di dollari per la ricostruzione economica della Repubblica islamica. Teheran si impegna, inoltre, a non sviluppare armi nucleari, ribadendo una promessa fatta da decenni.

Rendimenti dei titoli di Stato in rialzo post Fed

Come atteso, invece, il 17 giugno la Fed ha lasciato invariati i tassi (anche la BoE oggi, 18 giugno, dovrebbe fare altrettanto), ma ha previsto un aumento del costo del denaro nel corso dell'anno, visto che l'inflazione resta al di sopra dell'obiettivo del 2%, a fronte di un mercato del lavoro resiliente. I mercati sono passati a prezzare al 38% un incremento da 25 punti base entro fine anno mentre la possibilità di un +50 punti base è scontata al 33%.

Il rendimento del Treasury Usa a 2 anni è salito al livello più alto da oltre un anno al 4,16% mentre quello del Btp 10 anni si amplia al 3,63% con lo spread con il Bund poco mosso a quota 70,27 punti base mentre prosegue la raccolta degli ordini da parte dei retail per il nuovo Btp Italia sì, che nelle prime tre sedute del collocamento si sono aggiudicati in tutto 6,9 miliardi. L'andamento è di poco superiore a quello della precedente emissione di maggio 2025, quando su un Btp Italia a 7 anni al termine del terzo giorno la raccolta era stata pari a 6,52 miliardi.

A Milano spicca Generali. Bene Avio e Ferretti. Giù Leonardo, Tim e Ovs

Sul listino milanese Stellantis è stabile a 5,77 euro. La casa automobilistica è in trattative con due potenziali partner per una collaborazione relativa al suo marchio di lusso Maserati, che sta attraversando un periodo di difficoltà, come ha detto il ceo Antonio Filosa, in un’audizione in Parlamento. Intanto ha investito direttamente nelle batterie allo stato solido con una quota del 9,5% in Factorial e un posto nel cda della società.

Mentre la joint venture fra Leonardo (-0,46% a 52,07 euro) ed Edge, una volta raggiunta l'operatività, vanterà contratti per diverse centinaia di milioni di euro, con ulteriori ordini previsti superiori ai quattro miliardi di euro nei prossimi cinque anni. Nel caso di Saipem (-1,6% a 4,65 euro) il progetto di fusione con Subsea7 è approdato sul tavolo dell'Antitrust Ue, con una prima decisione attesa il 22 luglio, come scrive MF-Milano Finanza, precisando che oltre all'esame dei possibili effetti sulla concorrenza andrà confermata anche l'assenza dei cosiddetti sussidi distorsivi extra-europei, con risposta entro il 29 giugno.

Tra le banche in pieno risiko, focus ancora su Mps (-0,07% a 10,94 euro): Fabrizio Palermo, consigliere di amministrazione di Generali, ha venduto 82.400 azioni del Monte a un prezzo medio di 10,329 euro lo scorso 10 giugno. La comunicazione è obbligatoria alla luce dell’opas promossa da Intesa Sanpaolo (+0,11% a 6,11 euro) sulla banca senese.

Restando in tema m&a, Unicredit (+0,45% a 79,93 euro) potrebbe scambiare il 10% di Generali (+2,42% a 43,54 euro) in mano a Delfin con azioni proprie, operazione che proietterebbe Delfin tra i primi soci della banca di Piazza Gae Aulenti con l'8% e Unicredit, socio al 9,2% di Generali, a un soffio dal 20% della compagnia triestina, secondo Il Sole 24 Ore.

Il progetto sarebbe stato presentato informalmente nelle scorse settimane dal gruppo bancario alla cassaforte della famiglia Del Vecchio che avrebbe rispedito al mittente la proposta per due motivi: in primo luogo perché Unicredit viaggia ai massimi e dunque l'eventuale concambio sarebbe sfavorevole, in secondo luogo perché in questa fase per Delfin la liquidità è l'opzione preferibile. 

Invece, Poste Italiane (+0,55% a 29,39 euro) riunisce l’assemblea ordinaria e straordinaria sull’aumento capitale al servizio dell'offerta su Tim (-0,59% a 7,96 euro). Intanto Conio, una società fintech partecipata di Poste Italiane e Banca Generali (+0,23% a 65,6 euro), ha ottenuto una licenza ai sensi del regolamento dell’Unione Europea sulle attività digitali (Micar) per operare in qualità di fornitore di servizi di cripto-asset (casp). L’autorizzazione consente a Conio di offrire servizi di custodia, trasferimento e collocamento di asset digitali nel rispetto delle norme Ue.

E se Ovs (-2,77% a 6,14 euro) ha chiuso il primo trimestre del 2026 con vendite a livello consolidato pari a 397 milioni di euro, in aumento del 12% rispetto allo stesso periodo del 2025, e con un'ebitda rettificato di 29,4 milioni, il lanciatore europeo Ariane 6, grazie alla spinta di quattro nuovi booster a propellente solido P160C di Avio (+1,42% a 35,06 euro), ha lanciato 36 satelliti Leo di Amazon nell'orbita terrestre.

Quanto, infine, a Ferretti, in rialzo dell’1% a 3,16 euro, il nuovo ad del costruttore di yacht, Stassi Anastassov, ha respinto le accuse mosse dal secondo maggior azionista della società in merito a una presunta violazione delle norme sul golden power, volte a tutelare gli asset strategici, a seguito della votazione degli azionisti dello scorso mese che ha portato alla nomina di un nuovo cda.

Ore 08:20 Europa attesa in calo anche se Trump ha firmato l'accordo con l'Iran. Petrolio -2%

Borse europee attese in ribasso (-0,21% il future sull’Eurostoxx50) anche se Stati Uniti e l'Iran hanno pubblicato il testo di un accordo provvisorio che i rispettivi presidenti hanno firmato il 17 giugno per porre fine alla guerra, anche se Donald Trump ha minacciato di riprendere gli attacchi se l'Iran non rispetterà gli impegni. Il Pakistan, con il sostegno del co-mediatore Qatar, ospiterà venerdì in Svizzera la cerimonia ufficiale di firma dell'accordo tra Stati Uniti e Iran. I futures Usa sono positivi: +0,50% quello sul Dow Jones e +0,74% quello sull’S&P500.

Trump firma l'accordo con l'Iran

I negoziatori delle due parti lavoreranno nei prossimi 60 giorni a una tregua permanente, che Trump spera porti pace in Medio Oriente e faccia abbassare i prezzi del petrolio, in calo del 2,7% a 77,34 dollari al barile (future sul Brent) anche se droni ucraini hanno colpito una raffineria petrolifera a Mosca per la seconda volta questa settimana, mentre la Russia ha lanciato missili su Kiev. Gli ultimi scontri avvengono mentre il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, cerca di assicurarsi il sostegno degli Stati Uniti e dell'Europa per raggiungere un accordo di pace.

Zelensky ha detto di aver parlato con Trump e con il presidente francese, Emmanuel Macron, oltre agli altri leader, ai margini del meeting del G7 in Francia. Ha descritto gli incontri come intesi a «coordinare il dialogo» per tentare di porre fine alla guerra. Trump ha detto che la Russia sta perdendo più soldati dell'Ucraina e ha fatto capire che sia il presidente russo Vladimir Putin che Zelensky sembrano disposti a fare qualcosa rispetto alla guerra.

I dati macro post Fed

L’euro recupera lo 0,12% e si porta a 1,1516 dollari in attesa dei dati macro della giornata. Già pubblicato il tasso di disoccupazione Ilo della Gran Bretagna che si è attestato al 4,9% nei tre mesi fino ad aprile, in calo rispetto al 5% del trimestre fino a marzo. Il consenso degli economisti aveva previsto una conferma del dato al 5%. Nel frattempo, il tasso di occupazione del Regno Unito si è attestato al 60,7% nel trimestre fino ad aprile. Alle 14:30 tocca alle richieste di sussidi settimanali di disoccupazione negli Stati Uniti e all’indice Fed Filadelfia di giugno per chiudere alle 16 con l’indice anticipatore di maggio sempre Usa.

Dalla BoE attesi tassi fermi

Prima alle 13 si riunisce la Bank of England che, secondo le previsioni degli economisti, dovrebbe mantenere invariati i tassi di interesse. Diversi anche gli interventi di alcuni esponenti della Bce: alle 9 Kocher e Nagel, alle 12:10 Elderson, alle 14 Cipollone e alle 14:15 Lane.

A Milano occhio a Stellantis, Leonardo, Saipem, Mps, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Generali, Poste, Tim, Avio, Ferretti e Ovs

Sul listino milanese attenzione a Stellantis sia perché la casa automobilistica è in trattative con due potenziali partner per una collaborazione relativa al suo marchio di lusso Maserati, che sta attraversando un periodo di difficoltà, come ha detto il ceo Antonio Filosa, in un’audizione in Parlamento, sia perché ha investito direttamente nelle batterie allo stato solido con una quota del 9,5% in Factorial e un posto nel cda della società.

Mentre la joint venture fra Leonardo ed Edge, una volta raggiunta l'operatività, vanterà contratti per diverse centinaia di milioni di euro, con ulteriori ordini previsti superiori ai quattro miliardi di euro nei prossimi cinque anni. Nel caso di Saipem il progetto di fusione con Subsea7 è approdato sul tavolo dell'Antitrust Ue, con una prima decisione attesa il 22 luglio, come scrive MF-Milano Finanza, precisando che oltre all'esame dei possibili effetti sulla concorrenza andrà confermata anche l'assenza dei cosiddetti sussidi distorsivi extra-europei, con risposta entro il 29 giugno.

Tra le banche in pieno risiko, focus ancora su Mps: Fabrizio Palermo, consigliere di amministrazione di Generali, ha venduto 82.400 azioni del Monte a un prezzo medio di 10,329 euro lo scorso 10 giugno. La comunicazione è obbligatoria alla luce dell’opas promossa da Intesa Sanpaolo sulla banca senese.

Restando in tema m&a, Unicredit potrebbe scambiare il 10% di Generali in mano a Delfin con azioni proprie, operazione che proietterebbe Delfin tra i primi soci della banca di Piazza Gae Aulenti con l'8% e Unicredit, socio al 9,2% di Generali, a un soffio dal 20% della compagnia triestina, secondo Il Sole 24 Ore. Il progetto sarebbe stato presentato informalmente nelle scorse settimane dal gruppo bancario alla cassaforte della famiglia Del Vecchio che avrebbe rispedito al mittente la proposta per due motivi: in primo luogo perché Unicredit viaggia ai massimi e dunque l'eventuale concambio sarebbe sfavorevole, in secondo luogo perché in questa fase per Delfin la liquidità è l'opzione preferibile. 

Invece, Poste Italiane riunisce l’assemblea ordinaria e straordinaria sull’aumento capitale al servizio dell'offerta su Tim. Intanto Conio, una società fintech partecipata di Poste Italiane e Banca Generali, ha ottenuto una licenza ai sensi del regolamento dell’Unione Europea sulle attività digitali (Micar) per operare in qualità di fornitore di servizi di cripto-asset (casp). L’autorizzazione consente a Conio di offrire servizi di custodia, trasferimento e collocamento di asset digitali nel rispetto delle norme Ue.

E se Ovs ha chiuso il primo trimestre del 2026 con vendite a livello consolidato pari a 397 milioni di euro, in aumento del 12% rispetto allo stesso periodo del 2025, e con un'ebitda rettificato di 29,4 milioni, il lanciatore europeo Ariane 6, grazie alla spinta di quattro nuovi booster a propellente solido P160C di Avio, ha lanciato 36 satelliti Leo di Amazon nell'orbita terrestre.

Quanto, infine, a Ferretti il nuovo ad del costruttore di yacht, Stassi Anastassov, ha respinto le accuse mosse dal secondo maggior azionista della società in merito a una presunta violazione delle norme sul golden power, volte a tutelare gli asset strategici, a seguito della votazione degli azionisti dello scorso mese che ha portato alla nomina di un nuovo cda.

(riproduzione riservata)



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