Il Ftse Mib chiude a 42.641 punti, in calo dello 0,03%, al termine di una seduta nel complesso debole. Tra le blue chip spiccano Saipem e Leonardo, che terminano le contrattazioni in rialzo di circa il 3,2%, e Tim (+2,3%). In calo alcuni titoli industriali come Buzzi (-1,1%) e Tenaris (-1%) e le banche (Popolare di Sondrio -1,3%). Lo spread Btp/Bund sale a 82 punti.
Anche le altre borse europee chiudono deboli, con l’eccezione di Londra che guadagna lo 0,2%. Oltre Oceano i listini statunitensi viaggiano deboli in attesa del vertice sull’Ucraina e dell’intervento del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, alla convention annuale di Jackson Hole.
Wall Street apre debole in attesa del vertice sull’Ucraina e di qualche indicazione dalla convention di Jackson Hole. L’S&P500 e il Dow Jones perdono lo 0,1%, mentre il Nasdaq scambia sulla parità. All'avvio dei mercati americani il Ftse Mib recupera e si riporta (anche se solo momentaneamente) sulla parità, a 42.665 punti intorno alle 15:45 (+0,03%), guidato da Tim(+2,4%) e Leonardo (+3%). In calo Tenaris (-1,4%) e i titoli finanziari, in particolare la Popolare di Sondrio (-1%) e Mps (-0,9%).
La Fed sarà al centro dell'attenzione questa settimana, con i membri della Banca centrale a Jackson Hole, nel Wyoming, per il tradizionale simposio annuale di politica economica. «Jackson Hole è una sorta di Woodstock per i banchieri centrali, ma con presentazioni con slide, cappelli da cowboy e line dance», spiega Vincent Reinhart, chief economist di Bny Investments. «Il tema di quest’anno “Mercati del lavoro in transizione: demografia, produttività e politica macroeconomica” offre un’occasione di confronto su intelligenza artificiale, crescita della produttività e conduzione della politica monetaria, temi di grande attualità alla luce delle dinamiche in evoluzione del mercato del lavoro e dell’impatto economico delle politiche di frontiera».
Il mercato al momento prezza una probabilità di quasi l'85% che l'Istituto americano tagli i tassi nella riunione di politica monetaria a settembre, secondo il FedWatch del Cme. «Un taglio di 25 punti base a settembre seguito da riduzioni di entità simile nei due trimestri successivi sembra una valutazione di base ragionevole del probabile andamento dei tassi statunitensi», osserva Mark Dowding, Fixed Income Cio di Rbc BlueBay.
Oltre alla politica economica, gli investitori seguiranno le ultime trimestrali. Secondo FactSet, oltre il 92% delle società dell'S&P 500 ha già riportato i risultati del secondo trimestre 2025 e quasi l'82% ha superato le aspettative.
Piazza Affari non riesce a recuperare e resta in rosso (-0,21% a 42.565 punti alle 14:40 con le banche sempre in rosso; spiccano contro corrente Tim con un +2,4% e Leonardo con un +3,3%) in attesa dell’avvio di Wall Street. Lo spread Btp/Bund risale a 81,9 punti base.
I prezzi dell’oro salgono, sostenuti dal calo dei rendimenti dei titoli di Stato Usa, mentre gli operatori attendono l’incontro del presidente statunitense, Donald Trump, con il presidente ucraino, Volodymyr Zelenskiy, e con i leader europei previsto più tardi nella giornata. L’oro spot sale dello 0,25% a 3.346 dollari l’oncia dopo aver toccato in precedenza il livello più basso dal 1° agosto. I futures sull’oro crescono dello 0,31% a 3.393 dollari l’oncia.
«Il tono positivo è tornato con l’oro che si avvicina alla soglia dei 3.350 dollari, poiché la combinazione di rendimenti contenuti e di un dollaro più debole crea sicuramente un vento favorevole per il metallo giallo», ha affermato l’analista indipendente Ross Norman.
Gli investitori guardano anche al simposio annuale della Federal Reserve a Jackson Hole, nel Wyoming, per ulteriori indicazioni sul percorso dei tassi d’interesse statunitensi. Gli economisti intervistati da Reuters si aspettano in gran parte che la Fed annunci un taglio dei tassi a settembre, il primo dell’anno, con un secondo entro fine anno.
Nonostante i futures Usa piatti, Milano perde lo 0,20% a 42.568 punti alle 13:30 appesantita sempre dalle banche (Unicredit -1,09%, Intesa Sanpaolo -0,71%, Mps -0,98%, Mediobanca -0,61% e Banco Bpm -0,80%, di segno opposto Campari, Leonardo, Tim e Saipem). Mentre i prezzi del petrolio accelerano al rialzo in attesa di indicazioni dall'incontro tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in cui si cercherà di giungere a un accordo di pace che ponga fine alla guerra.
I futures sul Brent guadagnano lo 0,49% e si portano a 66,17 dollari al barile, mentre quelli sul Wti lo 0,66% a 62,39 dollari al barile in scia ai commenti del consigliere per il commercio della Casa Bianca, Peter Navarro, secondo il quale gli acquisti di greggio russo da parte dell'India stanno finanziando la guerra di Mosca in Ucraina. «L'India funge da centro di smistamento globale per il greggio russo, convertendo il greggio sottoposto a embargo in esportazioni di alto valore e fornendo al contempo a Mosca i dollari di cui ha bisogno», ha detto Navarro.
Sabato 16 agosto Trump ha detto di non aver bisogno per il momento di prendere in considerazione dazi di ritorsione nei confronti di Paesi come la Cina per l'acquisto di greggio russo, ma che potrebbe doverlo fare tra due o tre settimane. La Cina, il maggiore importatore di petrolio al mondo, è il principale acquirente di greggio russo, seguito dall'India.
Borse europee (Milano -0,19% a 42.571 punti alle 11:50) e futures statunitensi in calo con gli investitori concentrati sull'Ucraina e sull'incontro dei leader europei con il presidente americano, Donald Trump, dopo che il vertice Russia-Usa si è concluso senza un accordo per il cessate il fuoco a Kiev.
I titoli della difesa guadagnano terreno, Leonardo (+2,07%) compreso. Vendute, viceversa, le banche (Mps -1%, Unicredit -1,10%, Intesa Sanpaolo -0,80% e Bper -0,68%), come in tutta Europa dove Commerzbank è la peggiore con un -3,40% in scia al downgrade di Deutsche Bank da buy a hold.
L’euro resta stabile nei confronti del dollaro a 1,1674 (-0,06%). Le prime stime del saldo dell'area dell'euro hanno mostrato un surplus di 7 miliardi di euro negli scambi di beni con il resto del mondo a giugno del 2025 rispetto ai +20,7 miliardi di giugno 2024. Più in dettaglio, le esportazioni di beni dell'area dell'euro verso il resto del mondo a giugno sono state pari a 237,2 miliardi con un aumento dello 0,4% rispetto a giugno 2024 (236,3 miliardi). Mentre le importazioni dal resto del mondo si sono attestate a 230,2 miliardi con un aumento del 6,8% rispetto a giugno 2024 (215,6 miliardi).
Borse europee caute (Dax -0,3%, Cac40 -0,6%, Ftse100 piatto e Ftse Mib -0,22% a 42.559 punti alle 10:15 con Mps, Bper, Unicredit, Popolare di Sondrio, Tenaris e Buzzi che perdono oltre un punto percentuale; di segno opposto Campari, Italgas, Leonardo, Nexi e Tim) con la politica monetaria che torna al centro e sarà soprattutto Washington a dettare la direzione.
Negli Stati Uniti, mercoledì 20 agosto arriveranno i verbali dell’ultimo Fomc, che daranno ulteriori indizi sul dibattito interno, sottolinea Gabriel Debach, market analyst di eToro, ricordando che a luglio i tassi sono rimasti invariati, ma due membri, Bowman e Waller, hanno rotto la linea, votando per un taglio immediato. Le minute diranno quanto forte sia stata quella frattura e come la Fed stia valutando un possibile taglio preventivo dei tassi già a settembre, un intervento non dettato da una crisi conclamata, ma pensato per anticipare rischi futuri.
Ma il vero climax è atteso giovedì e venerdì con il Jackson Hole Economic Policy Symposium. Un evento che negli anni ha segnato punti di svolta storici: da Bernanke che annunciava la Qe strategy, a Yellen con la forward guidance, fino a Powell nel 2020 con la svolta sull’inflazione average targeting. Quest’anno il tema è «Labor Markets in Transition» e l’intervento di Powell - previsto per venerdì - avverrà in un contesto particolare: un’economia che resta resiliente, un mercato del lavoro che mostra crepe, e una Casa Bianca che spinge apertamente per tagli aggressivi. Il mercato sconta già con oltre l’80% di probabilità un taglio a settembre: il discorso di Jackson Hole potrebbe essere il momento della conferma, secondo Debach.
Poi c’è la geopolitica, che rimane lo sfondo permanente. Dopo l’incontro in Alaska tra Trump e Putin, il presidente ucraino Zelensky sarà ricevuto alla Casa Bianca insieme ai leader europei, guidati da Ursula von der Leyen. Un vertice che potrebbe ridefinire i rapporti transatlantici proprio nei giorni in cui l’Europa discute di dazi, energia e difesa comune.
Sul fronte macro, aggiunge l’esperto di eToro, gli Stati Uniti saranno chiamati a fornire un quadro aggiornato sull’immobiliare: Nahb Housing Market Index, permessi edilizi, avvii di costruzioni, vendite di case nuove ed esistenti. In attesa, l’euro è poco mosso nei confronti del dollaro, viaggia a 1,1675 (-0,05%).
Numeri cruciali, spiega Debach, «perché il settore immobiliare è sempre il primo a percepire gli effetti del credito caro e dei mutui a lungo termine sopra il 6,6%. In contemporanea, arriveranno anche i flash Pmi di agosto: una lettura comparata che vedrà pubblicazioni in Eurozona, Regno Unito, Giappone, Australia e India. In Europa il mercato attende un ulteriore rallentamento nei servizi e un peggioramento della manifattura, mentre nel Regno Unito la narrativa potrebbe ribaltarsi con servizi in accelerazione e inflazione in risalita al 3,7%, massimo da gennaio 2024».
Borse europee contrastate in avvio di seduta (Dax -0,07%, Cac40 -0,08%, Ftse100 +0,24% e Ftse Mib +0,05% a 42.677 punti) nel giorno in cui Volodymyr Zelensky e i leader europei incontrano Donald Trump a Washington per definire un accordo di pace in Ucraina.
In momento diplomatico cruciale prende il via questa settimana il simposio annuale di Jackson Hole. Per Jerome Powell, pressato dalla Casa Bianca per ridurre i tassi di interesse (ormai scontato un taglio a settembre), sarà l'ultimo da presidente della banca centrale statunitense.
Nel meeting di luglio la Fed ha rinviato la riduzione dei tassi di interesse per timore di alimentare un'inflazione più elevata. Dopo la riunione di luglio Powell ha osservato che l'economia e il mercato del lavoro ancora solidi hanno permesso al Fomc di adottare un approccio attendista. «I membri del Fomc, tuttavia, sono divisi, visto che Waller e Bowman hanno espresso il loro dissenso sulla decisione di lasciare i tassi invariati, la prima volta in oltre 30 anni che due governatori hanno espresso voti contrari», sottolinea Antonio Tognoli, responsabile macro analisi di Cfo Sim.
La recente debolezza dei dati sull'occupazione ha convinto i mercati delle opzioni che la Fed non aspetterà ancora a lungo. Al 17 agosto, secondo il FedWatch Tool del Chicago Mercantile Exchange, la probabilità di un taglio di 25 punti base il 17 settembre è superiore al 90%. La presidente della Fed di San Francisco, Mary Daly, fa presente Tognoli, ha confermato questa opinione nei suoi commenti, affermando che la Fed potrebbe dover tagliare presto i tassi di interesse per sostenere il mercato del lavoro. Il rendimento del Treasury Usa 10 anno scende al 4,30% e quello del Btp 10 anni al 3,60% con lo spread con il Bund a 79,05 punti base.
La Daly ha espresso la convinzione che il quadro occupazionale presenti attualmente un rischio maggiore dell'inflazione. «Ha affermato, inoltre, che i dazi potrebbero portare a un aumento una tantum dei prezzi piuttosto che a un aumento persistente dell'inflazione, di fatto riprendendo alcune delle dichiarazioni di Powell dopo l'ultima riunione della Fed che indicavano di aspettarsi che l'attuale politica monetaria e la debolezza dell'economia alla fine faranno scendere l'inflazione», conclude Tognoli.
Sul listino milanese Mediobanca spunta un +0,33% a 21,34 euro dopo che le adesioni all'ops lanciata da Mps (-0,26% a 8,17 euro) hanno raggiunto il 13,21% dei titoli oggetto dell'offerta alla data del 14 di agosto.
Mentre Norges Bank, che ha una quota dell’1,45% in Mediobanca, e alcuni fondi istituzionali tra cui CalPers, Florida State Board of Administration, CalStrs e New York City Comptroller, hanno annunciato che voteranno a favore dell’ops su Banca Generali (-0,30% a 50,45 euro) nell’assemblea del 21 agosto.
Meglio Danieli, in rialzo dello 0,74% a 40,9 euro. Il Messaggero nel weekend ha riportato un'intervista alla vicepresidente, Camilla Benedetti, sull'ex Ilva di Taranto in cui indica che il gruppo è pronto ad avere un ruolo nella transizione green dell'impianto di Taranto a patto che via sia un chiaro supporto del Sistema Paese agli importanti investimenti previsti e all'innovazione del settore siderurgico.
Secondo Benedetti, Danieli può fornire tecnologia e know how essendo leader mondiale nella produzione di forni arco elettrici (previsti 3 a Taranto), mentre non si è sbilanciata su come il gruppo potrebbe essere coinvolto indicando che, a differenza di Piombino (dove la società è anche azionista con il 25%), ci sono equilibri da trovare con tante complessità in gioco.
In calo, infine, Mfe (-0,30% a 2,692 euro l’azione A) nel giorno in cui la BaFin, l'autorità tedesca di regolamentazione del mercato, pubblica i risultati della prima fase dell’opas del gruppo di Cologno Monzese su ProSieBenSat.1, e Buzzi (-1,13% a 43,6 euro) di cui Berenberg ha tagliato il target price da 47 a 44 euro (rating hold).
Borse europee attese in frazionale calo (-0,11% l’Eurostoxx50) nel giorno in cui Volodymyr Zelensky e i leader di Gran Bretagna, Germania, Francia, Italia, Finlandia e della Nato incontreranno Donald Trump a Washington per definire un accordo di pace, tra i timori che il presidente degli Stati Uniti possa cercare di esercitare pressioni su Kiev affinché accetti una soluzione favorevole a Mosca.
Trump incontrerà prima Zelensky alle 19:15 nello Studio Ovale e poi tutti i leader europei insieme nella Sala Est della Casa Bianca alle 21. Dopo aver steso il tappeto rosso a Vladimir Putin in Alaska venerdì 15 agosto, Trump ha detto che bisogna raggiungere un accordo per porre fine alla guerra durata 42 mesi. «La Russia è una potenza molto grande, loro no», ha detto Trump riferendosi all'Ucraina per poi aggiungere che Zelensky può porre fine alla guerra «quasi immediatamente se lo desidera», rinunciando alla Crimea e alla Nato «oppure può continuare a combattere».
«Condividiamo tutti un forte desiderio di porre fine a questa guerra in modo rapido e affidabile», ha scritto su X il presidente ucraino Zelensky al suo arrivo a Washington, precisando che «la pace deve essere duratura».
La premier italiana, Giorgia Meloni, ha parlato di «spiragli di pace» dopo il vertice in Alaska, sottolineando che si è discusso di garanzie di sicurezza per prevenire un'eventuale nuova invasione russa, tra cui la proposta ispirata all'articolo 5 della Nato.
Prende il via questa settimana il simposio annuale di Jackson Hole, organizzato dalla Federal Reserve di Kansas City. Per Jerome Powell, pressato dalla Casa Bianca per ridurre i tassi di interesse (ormai scontato un taglio a settembre), sarà l'ultimo da presidente della banca centrale statunitense.
L’unico dato macro della giornata arriva dagli Stati Uniti: l’indice sul mercato immobiliare Nahb ad agosto. I futures statunitensi sono stabili (+0,02% quello sul Dow Jones e +0,04% quello sull’S&P500) e il rendimento del Treasury Usa 10 anni scende al 4,30%. Viceversa, quello del Btp 10 anni sale al 3,61%. La Germania offre 3 miliardi di Bubill scadenza 19/8/2026.
I prezzi del petrolio rimbalzano dopo aver chiuso la seduta precedente in ribasso dell’1,5% in scia ai progressi per un cessate il fuoco in Ucraina. Il futures sul Brent sale dello 0,11% a 65,92 dollari al barile e quello sul Wti dello 0,40% a 62,23 dollari al barile. «Il fatto che si stiano svolgendo ulteriori incontri è positivo», ha detto Robert Rennie, responsabile della ricerca di Westpac Banking Corp, aggiungendo che «risparmiare alla Cina dazi legati agli acquisti di greggio russo ha probabilmente esercitato una certa pressione al ribasso sui prezzi».
Su un altro fronte, l'Iran potrebbe iniziare in qualsiasi momento un'altra guerra con Israele o gli Stati Uniti, come ha sottolineato un alto ufficiale del corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica. «Non siamo in un cessate-il-fuoco, siamo in una fase di guerra. Non esiste alcun protocollo, regolamento o accordo scritto tra noi e gli Stati Uniti o Israele», ha affermato Yahya Rahim Safavi, consigliere militare senior del leader supremo Ali Khamenei. «Penso che un'altra guerra possa accadere, e dopo quella, potrebbero non esserci più guerre», ha aggiunto.
Sul listino milanese attenzione a Mediobanca dopo che le adesioni all'ops lanciata da Mps hanno raggiunto il 13,21% dei titoli oggetto dell'offerta alla data del 14 di agosto.
Mentre Norges Bank, che ha una quota dell’1,45% in Mediobanca, e alcuni fondi istituzionali tra cui CalPers, Florida State Board of Administration, CalStrs e New York City Comptroller, hanno annunciato che voteranno a favore dell’ops su Banca Generali nell’assemblea del 21 agosto.
Quanto a Danieli il Messaggero nel weekend ha riportato un'intervista alla vicepresidente, Camilla Benedetti, sull'ex Ilva di Taranto in cui indica che il gruppo è pronto ad avere un ruolo nella transizione green dell'impianto di Taranto a patto che via sia un chiaro supporto del Sistema Paese agli importanti investimenti previsti e all'innovazione del settore siderurgico.
Secondo Benedetti, Danieli può fornire tecnologia e know how essendo leader mondiale nella produzione di forni arco elettrici (previsti 3 a Taranto), mentre non si è sbilanciata su come il gruppo potrebbe essere coinvolto indicando che, a differenza di Piombino (dove la società è anche azionista con il 25%), ci sono equilibri da trovare con tante complessità in gioco.
Da monitorare, infine, Mfe perché la BaFin, l'autorità tedesca di regolamentazione del mercato, pubblica i risultati della prima fase dell’opas del gruppo di Cologno Monzese su ProSieBenSat.1 e Buzzi di cui Berenberg ha tagliato il target price da 47 a 44 euro (rating hold).
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