Il Ftse Mib chiude la seduta del 17 luglio in rialzo dello 0,9% e torna sopra 40 mila punti. A Piazza Affari svetta Prysmian (+5,5%) grazie alla francese Legrand, che ha alzato le stime grazie al boom dei data center. Dopo il gigante dei cavi seguono Stm (+3%), Italgas (+2,5%) e Leonardo (+2,5%). Buzzi (-3,7%) invece è il peggior titolo insieme a Brunello Cucinelli (-2%). Ma la seduta non sorride nemmeno alle banche, con Bper che perde l’1,5% e Sondrio l’1,5%.
Anche le altre principali borse europee chiudono la seduta in rialzo. Il migliore è il Cac 40 (+1,3%), seguito dal Dax (+1,2%) e dal Ftse 100 (+0,5%). I listini mondiali sperano quindi in novità positive sui dazi dopo che il commissario al Commercio, Maros Sefcovic, è tornato negli Usa per portare avanti le trattative.
Lato macro va segnalato invece il dato sull’inflazione di giugno, che nell’Eurozona è salita al 2%, in aumento dall’1,9% di maggio, ma sempre in linea con il target della Bce. Il dollaro invece è sceso sotto quota 1,16 rispetto all’euro e non ha pagato le nuove minacce del presidente Donald Trump («abbassa i tassi») al numero uno della Fed, Jerome Powell.
Piazza Affari torna sopra 40 mila punti, mentre lo spread resta sotto 90 punti. Alle 16:30 il Ftse Mib guadagna lo 0,65%, spinto da Prysmian (+5%) e Stm (+3%), in una seduta positiva anche per Italgas (+2,5%) e Leonardo (+2,3%). A Milano soffrono invece Buzzi (-3,5%), Brunello Cucinelli (-2,8%) e le banche (Bper e Sondrio -2%), con Credem (-0,3%) che riceve la conferma del rating di lungo termine a BBB da parte di Fitch.
La seduta del 17 luglio procede in rialzo per tutte le principali borse europee, tra cui spiccano il Cac 40 (+1,1%) e il Dax (+0,9%), mentre Wall Street è più debole (S&P 500 +0,3%), ma comunque sopra la parità. I listini attendono novità sui dazi dopo che il commissario al Commercio, Maros Sefcovic, è tornato negli Usa per portare avanti le trattative.
Il dollaro è sceso invece sotto quota 1,16 rispetto all’euro nonostante le nuove minacce («abbassa i tassi») di Donald Trump al presidente della Fed, Jerome Powell. Si è abbassato anche la pressione sul rendimento del Treasury decennale, ora al 4,43%.
Le borse europee salgono (Dax +1,05%, Cac40 +1,11%, Ftse100 +0,37% e Ftse Mib +0,56% a 39.986 punti alle 14:35 con Stm, Stellantis, Prysmian e Italgas su di giri) dopo l’avvio di Wall Street (S&P500 +0,09% ed Nasdaq +0,17%). Il dollaro sale spinto dai dati macro Usa (richieste settimanali di disoccupazione, vendite al dettaglio di giugno e indice Fed Filadelfia di luglio) che fanno ritenere meno probabile un taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Così l'euro ha toccato il minimo da giugno 2023 a 1,1555 dollari.
Sul listino milanese Banco Bpm è stabile a quota 10,27 euro con la Consob che valuta di prorogare l’ops di Unicredit (+0,26%).
Mentre Mps passa di mano a quota 6,91 euro (-0,27%) e Mediobanca a 18,16 euro (-0,36%) dopo le dichiarazioni dell'imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone che ha smentito quanto affermato da Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, nel corso della conferenza stampa tenuta a valle dell'approvazione a maggioranza da parte del cda di Piazzetta Cuccia del comunicato inerente l'offerta del Monte: «è falso che il gruppo Caltagirone abbia realizzato significativi acquisti di azioni Montepaschi ad aprile o comunque a ridosso della convocata assemblea del 17 aprile, quando sarebbe stato compravenduto il 12% del capitale».
La seconda falsità riguarda la cessione di quote di Mps da parte del Mef dello scorso novembre. Il gruppo Caltagirone sostiene che è falso, contrariamente a quanto sostenuto da Nagel, che il gruppo «abbia offerto lo stesso prezzo degli altri aggiudicatari nella procedura di Abb con la quale in data 13 novembre 2024 il Mef ha ceduto partecipazioni in Mps, come dimostra il fatto che il prezzo offerto dal gruppo Caltagirone era superiore a quello di aggiudicazione, il che dimostra che esistevano offerte a prezzo inferiore a cui il prezzo finale fissato dal bookrunner si è allineato».
I futures statunitensi sono poco mossi dopo i dati macro Usa, mentre il dollaro si rafforza nei confronti dell’euro, che vale 1,15,88 (-0,21%), e il rendimento del Treasury Usa 10 anni è stabile al 4,45%. Le richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti, nella settimana del 11 luglio, su base settimanale, sono state pari a 221 mila unità, in calo rispetto alle precedenti 228 mila unità (la previsione degli economisti era 233 mila unità).
Inoltre, sono aumentate più delle attese le vendite al dettaglio. A giugno sono salite dello 0,6% su base mensile a 720,1 miliardi di dollari, dopo il -0,9% del mese precedente. Gli esperti avevano stimato una crescita dello 0,1%. Su base annua hanno registrato un incremento del 3,9% dopo il +3,3% del mese precedente.
Il dato core, ossia le vendite al dettaglio escluse le auto, ha registrato un +0,5% su base mensile, rispetto al -0,2% del mese precedente e il +0,3% atteso dal mercato. Quanto ai prezzi all’export sempre a giugno su base mensile hanno evidenziato un +0,5%, in crescita rispetto al precedente -0,6% (la previsione era per un dato invariato). +0,1% su base mensile i prezzi all’import sempre a giugno dal -0,4% precedente (la previsione era +0,3%).
Infine, a sorpresa l’indice PhillyFed a luglio è risultato pari a 15,9 punti, in netto aumento rispetto al precedente dato a -4 punti (la stima era -1,2 punti). Nel Vecchio Continente Milano accelera al rialzo (+0,61% a 40.005 punti), sostenuta dal rally di Stm e Prysmian (oltre il +4% entrambe). Di segno opposto Buzzi, Banca Popolare di Sondrio, Bper e Brunello Cucinelli.
Le borse europee restano in rialzo, anche Milano (+0,38% a 39.914 punti alle 13 l’indice Ftse Mib, sotto i massimi intraday, però, a causa del flop delle banche, eccetto le big Unicredit e Intesa Sanpaolo, e di Buzzi, -3,6%), anche se l’Ue, secondo il Financial Times online, sta preparando un elenco di potenziali tariffe sui servizi statunitensi, nonché controlli sulle esportazioni, come parte di una possibile ritorsione in caso di fallimento dei negoziati commerciali con Washington.
Il prezzi dell'oro scende dello 0,65% a 3.327 l’oncia, pressato da un dollaro più solido (l’euro vale 1,1587, -0,22%), mentre i timori degli investitori si sono attenuati dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha detto di non aver intenzione di estromettere il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. Lo spread Btp/Bund è pressoché stabile a quota 88,8 punti base (rendimento del Btp 10 anni in calo al 3,57%).
Borse europee sempre toniche, nonostante i futures Usa contrastati. Francoforte sale dello 0,90%, Parigi dello 0,85%, Londra dello 0,48% e Milano dello 0,49% a 39.956 punti alle 11:40 con Prysmian e Stm che guadagnano oltre il 4% e il 3% circa, rispettivamente. In evidenza anche Stellantis (+2,50%) e Interpump (+1,8%). Pesanti, viceversa, la Popolare di Sondrio, Bper Banca e soprattutto Buzzi (-3,4%).
L’euro resta in ribasso dello 0,14% a 1,1596 dollari dopo che il tasso di inflazione annuale dell'area dell'euro (dato finale) si è attestato al 2% a giugno, in aumento rispetto all'1,9% di maggio. Un anno fa il tasso era del 2,5%. L'inflazione annuale è stata del 2,3% a giugno 2025, in aumento rispetto al 2,2% di maggio. Un anno prima era del 2,6%. I tassi annuali più bassi sono stati registrati a Cipro (0,5%), Francia (0,9%) e Irlanda (1,6%), quelli più alti in Romania (5,8%), Estonia (5,2%), Ungheria e Slovacchia (entrambi 4,6%).
I prezzi del greggio continuano a scendere in scia ai segnali di allentamento delle tensioni commerciali e ai dati economici più solidi del previsto dei principali consumatori di greggio (la produzione di greggio in Cina a giugno è aumentata dell'8,5% rispetto a un anno fa, il che implica una maggior domanda di carburante). I futures sul Brent arretrano dello 0,16% a 68,45 dollari il barile. Gli attacchi con droni ai giacimenti petroliferi della regione semi-autonoma del Kurdistan iracheno hanno ridotto la produzione di greggio fino a 150.000 barili al giorno.
I mercati azionari europei si confermano in rialzo. Il Ftse Mib guadagna lo 0,49% a 39.957 punti con Stm, Prysmian, Stellantis, Campari e Italgas che fanno la parte del leone. L'impostazione generale appare costruttiva, con gli investitori che monitorano le dinamiche geopolitiche e tariffarie internazionali. I futures americani si muovono in lieve ribasso dopo i guadagni della seduta precedente.
Sul fronte bancario, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, Unicredit (+0,63%) starebbe valutando la possibilità di chiedere a Consob una proroga di 15 giorni del termine per l’offerta su Banco Bpm (+0,15%), attualmente in scadenza il 23 luglio. Nessuna richiesta formale è stata ancora presentata. Invece, Buzzi paga con un -2,50% il downgrade di Kepler Cheuvreux a hold (target price a 49 euro).
In attesa dei dati macro Usa, in particolare delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (precedente: -5.000 unità a 227.000) e delle vendite al dettaglio a giugno (precedente: -0,3% mese su mese), l’euro scivola dello 0,15% a 1,1597 dollari.
Borse europee in rialzo in avvio di seduta grazie alla trimestrale record di Tsmc che spazza via le nubi sul settore dei semiconduttori in seguito al warning del 16 luglio di Asml. Il Dax avanza dello 0,73%, il Cac40 dello 0,85%, il Ftse100 dello 0,25% e il Ftse Mib dello 0,54% a 39.976 punti. Il presidente statunitense, Donald Trump, ha detto che un accordo con l'Europa potrebbe essere raggiunto, mentre il commissario al Commercio Ue, Maros Sefcovic, è a Washington per avere colloqui con il segretario al Commercio Usa, Howard Lutnick, e il rappresentante per il Commercio, Jamieson Greer.
Bruxelles sta cercando una soluzione per evitare dazi al 30%. Tariffe che, secondo l'istituto Imk, potrebbero costare alla Germania un quarto di punto percentuale di pil quest'anno e il prossimo. In un'intervista a Real America's Voice Trump ha detto che è molto vicino un accordo con l'India, mentre è troppo presto per dire se si potrà trovare una soluzione con il Canada. Così come è probabile che i dazi per il Giappone restino al 25%.
Qualche rassicurazione, poi, sul fronte Fed. Il tyccon ha dichiarato di non avere intenzione di licenziare il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, dopo che la notizia di Bloomberg sul possibile licenziamento ha scosso i mercati e il rendimento del Treasury Usa (il 10 anni sale ancora al 4,48%). Le scommesse sull'inizio dei tagli dei tassi di interesse a settembre da parte della Fed sono al 60% dopo che Trump ha smentito di avere in programma il licenziamento di Powell.
Anche il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,59% con lo spread con il Bund a 89 punti base. Passando all'offerta, sul medio-lungo, segnala Reuters, si attivano Francia e Spagna: la prima offre fino a 12 miliardi di euro di Oat 2028, 2030 e 2031 e fino a 1,5 miliardi in tre indicizzati, mentre la seconda 5-6 miliardi di tre Bonos con scadenze tra il 2030 e il 2048. Inoltre, il Portogallo offre fino a 1,5 miliardi in titoli di Stato a un anno.
A Piazza Affari acquisti su Prysmian (+3,16% a 62,76 euro) e su Stm (+2,46% a 27,52 euro) in scia ai conti trimestrali di Tsmc. Il fornitore di apparecchiature per la produzione di chip Asml Holding ha avvertito che potrebbe non veder crescere i ricavi nel 2026, nonostante la forte domanda di AI abbia spinto gli ordini del secondo trimestre oltre le aspettative. Il gruppo ha anche dichiarato che l’incertezza sui dazi Usa ha portato diversi produttori di chip a rimandare gli investimenti, il che potrebbe pesare sulla domanda nei prossimi mesi.
Invece, Tsmc, il più grande produttore di chip al mondo, ha registrato un balzo del 60% dell'utile nel secondo trimestre a 398,3 miliardi di dollari taiwanesi, un livello record e oltre le previsioni degli analisti. Si tratta del quinto trimestre consecutivo di crescita a due cifre. il titolo Tsmc, quotato a Taiwan, ha registrato un'impennata dell'80% lo scorso anno. Il 17 luglio il 5% a causa delle preoccupazioni per i dazi. Entrambe le aziende sono considerate barometri fondamentali per l’industria dei semiconduttori, data la loro importanza nella catena di approvvigionamento.
E se Eni (-0,08% a 14,19 euro) annunciato la firma di un accordo ventennale con Venture Global per l'acquisto di gas naturale liquefatto, l'Italia vuole che Poste (+0,22% a 17,89 euro) e la Zecca di Stato riprendano le trattative per l'acquisto di PagoPA, la piattaforma di proprietà del Tesoro che gestisce i pagamenti digitali per la pubblica amministrazione, hanno riferito due fonti vicine alla situazione.
Mentre alla fine della riapertura dei termini dell’opas di Banca Ifis (+0,34% a 23,9 euro) su Illimity (-0,20% a 4,04 euro) le adesioni complessive sono state pari al 92,48%, quindi sopra la soglia del 90% che fa scattare il premio in denaro di 0,1775 euro per ciascuna azione Illimity portata in adesione. Si apre ora dal 28 luglio al 29 agosto il periodo per la cessione a Banca Ifis delle azioni residue prima di procedere al delisting.
Quanto a Italgas, in crescita dello 0,51% a 6,93 euro, Citi ha avviato la copertura del titolo con una raccomandazione buy e un target price a 7,8 euro. «La nostra analisi approfondita delle dinamiche di consolidamento nella distribuzione del gas in Italia ci porta a concludere che Italgas è ben posizionata rispetto ai competitor e, combinando questo con la sua comprovata capacità di migliorare l’efficienza operativa, riteniamo che possa generare valore e superare le aspettative di utile del consenso», si legge nella nota di Citi che vede anche un margine nel bilancio per permettere a Italgas di accelerare gli investimenti (capex) o aumentare i dividendi, offrendo così un potenziale ulteriore rispetto al suo target price. Prezzo obiettivo che Rbc ha alzato su Ferrari (+0,86% a 432,2 euro) da 490 a 500 euro (rating outperform).
Acquisti anche su Sesa (+1,83% a 83,35 euro) che presenta i risultati al 30 aprile 2025 e il piano industriale 2026-2027 e su Gpi (+2,61% a 13,38 euro) perché Kkr sta valutando un'eventuale acquisizione dell'azienda italiana di tecnologia sanitaria, mentre la società di investimento statunitense cerca obiettivi di acquisizione in un contesto di recente volatilità del mercato, secondo quanto riportato da Bloomberg News.
Borse europee attese in rialzo (+0,7% il futures sull’EuroStoxx50) nonostante i futures statunitensi in leggero calo (-0,13% quello sul Dow Jones e -0,09% quello sull’S&P500) e l’incertezza persistente riguardo sia ai dazi commerciali statunitensi (la scadenza del 1° agosto imposta da Trump per l’introduzione si avvicina), con solo pochi accordi commerciali firmati finora, sia al destino di Jerome Powell alla Fed (alle 16 parla Kugler, alle 18:45 Daly e alle 19:30 Cook).
L’euro sale dello 0,10% a 1,1625 dollari in attesa alle 11 dell’inflazione finale a giugno dell’Eurozona (preliminare: +2% anno su anno) e di quella core finale a giugno (preliminare: +2,4% anno su anno), alle 14:30 delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (precedente: -5.000 unità a 227.000), delle vendite al dettaglio a giugno (precedente: -0,3% mese su mese), dei prezzi all'import a giugno (precedente: invariato mese su mese), dell’indice Philadelphia Fed a luglio (precedente: -4% anno su anno) e delle scorte delle imprese a maggio (precedente: invariato mese su mese) per chiudere con l’indice Nahb a luglio (precedente: 32 punti).
I prezzi del petrolio salgono, invertendo le perdite della sessione precedente, sostenuti dai dati macro migliori del previsto provenienti dai principali consumatori mondiali di petrolio e da segnali di allentamento delle tensioni commerciali. I futures sul Brent avanzano dello 0,35% a 68,76 dollari al barile e quelli sul Wti dello 0,48%, a 66,70 dollari.
Le scorte di greggio statunitensi sono diminuite di 3,9 milioni di barili a 422,2 milioni la scorsa settimana, secondo quanto riferito mercoledì 16 luglio dalla Energy Information Administration (EIA), una diminuzione ben superiore alle previsioni di un calo di 552.000 barili. Questo suggerisce un’attività di raffinazione più intensa, un’offerta più limitata e una domanda in aumento.
I dati della Cina hanno mostrato un rallentamento della crescita nel secondo trimestre, ma non così marcato come temuto, e hanno anche evidenziato che la lavorazione del greggio nel Paese a giugno è aumentata dell’8,5% rispetto a un anno fa, indicando una domanda di carburante più robusta.
A Piazza Affari attenzione a Stm dopo il warning di Asml e dopo i conti trimestrali di Tsmc. Il fornitore di apparecchiature per la produzione di chip Asml Holding ha avvertito che potrebbe non veder crescere i ricavi nel 2026, nonostante la forte domanda di AI abbia spinto gli ordini del secondo trimestre oltre le aspettative. Il gruppo ha anche dichiarato che l’incertezza sui dazi Usa ha portato diversi produttori di chip a rimandare gli investimenti, il che potrebbe pesare sulla domanda nei prossimi mesi.
Tsmc, il più grande produttore di chip al mondo, ha registrato un balzo del 60% dell'utile nel secondo trimestre a 398,3 miliardi di dollari taiwanesi, un livello record e oltre le previsioni degli analisti. Si tratta del quinto trimestre consecutivo di crescita a due cifre. il titolo Tsmc, quotato a Taiwan, ha registrato un'impennata dell'80% lo scorso anno. Il 17 luglio il 5% a causa delle preoccupazioni per i dazi. Entrambe le aziende sono considerate barometri fondamentali per l’industria dei semiconduttori, data la loro importanza nella catena di approvvigionamento.
E se Eni annunciato la firma di un accordo ventennale con Venture Global per l'acquisto di gas naturale liquefatto, l'Italia vuole che Poste e la Zecca di Stato riprendano le trattative per l'acquisto di PagoPA, la piattaforma di proprietà del Tesoro che gestisce i pagamenti digitali per la pubblica amministrazione, hanno riferito due fonti vicine alla situazione.
Mentre alla fine della riapertura dei termini dell’opas di Banca Ifis su Illimity le adesioni complessive sono state pari al 92,48%, quindi sopra la soglia del 90% che fa scattare il premio in denaro di 0,1775 euro per ciascuna azione Illimity portata in adesione. Si apre ora dal 28 luglio al 29 agosto il periodo per la cessione a Banca Ifis delle azioni residue prima di procedere al delisting.
Quanto a Italgas Citi ha avviato la copertura del titolo con una raccomandazione buy e un target price a 7,8 euro. «La nostra analisi approfondita delle dinamiche di consolidamento nella distribuzione del gas in Italia ci porta a concludere che Italgas è ben posizionata rispetto ai competitor e, combinando questo con la sua comprovata capacità di migliorare l’efficienza operativa, riteniamo che possa generare valore e superare le aspettative di utile del consenso», si legge nella nota di Citi che vede anche un margine nel bilancio per permettere a Italgas di accelerare gli investimenti (capex) o aumentare i dividendi, offrendo così un potenziale ulteriore rispetto al suo target price. Prezzo obiettivo che Rbc ha alzato su Ferrari da 490 a 500 euro (rating outperform).
Da monitorare poi Sesa che presenta i risultati al 30 aprile 2025 e il piano industriale 2026-2027 e Gpi perché Kkr sta valutando un'eventuale acquisizione dell'azienda italiana di tecnologia sanitaria, mentre la società di investimento statunitense cerca obiettivi di acquisizione in un contesto di recente volatilità del mercato, secondo quanto riportato da Bloomberg News.
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