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Piazza Affari chiude positiva, Dax e Cac 40 in calo

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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude a 52.595 punti, in rialzo dello 0,3%. Dominano le banche, scende Stellantis

di Francesca Gerosa e Giulia Venini
17 giugno 2026, 08:15 Ultimo aggiornamento: 18:04

Lo spread Btp-Bund è rimasto stabile a 71 punti base. Il petrolio è in lieve ripresa ma resta sotto gli 80 dollari al barile | IL VIDEO

  • Ore 14:40 Il Ftse Mib risale con Banco Bpm, vendite al dettaglio oltre le attese in Usa
  • Ore 13:35 Il Ftse Mib frena, pesa Stellantis. Carmignac: decisione Fed sui tassi scontata, le parole di Kevin Warsh no
  • Ore 12:45 Ftse Mib sopra 52.400 con Unicredit e Saipem, il rendimento del Bund va sotto il 3%
  • Ore 11:30 Il Ftse Mib vira al rialzo, Bff +9%. Nessuna sorpresa dall’inflazione Ue
  • Ore 10:20 Il Ftse Mib vira al ribasso con Stellantis e Diasorin, il dollaro si rafforza in attesa della Fed
  • Ore 09:05 Ftse Mib in rialzo con Unicredit e Banco Bpm, lo spread scende a 69
  • Ore 08:15 Europa attesa in calo, previsti tassi Fed invariati

Il Ftse Mib chiude la seduta a 52.595 punti, con un leggero rialzo dello 0,3%. Il miglior titolo del listino è Saipem, in aumento del 2,9%. Sono state però le banche a farla da padrone, spinte dall’effetto risiko. Banco Bpm è cresciuto del 2,9%, Unicredit del 2,4% e Mediolanum del 2,3%.

Il titolo più pesante è stato Stellantis, in calo del 3,3%, accompagnato da Inwit (-3,1%), Diasorin (-2,8%) e Avio (-2,8%).

Lo spread Btp-Bund è rimasto stabile a 71 punti base.

Il petrolio è in lieve ripresa ma resta sotto gli 80 dollari al barile.

Ore 15:30 Ftse Mib sulla parità trainato dalle banche

Alle 15:30 il Ftse Mib viaggia con un lieve progresso dello 0,02% a 52.443 punti grazie a Banco Bpm (+2,1%), Saipem (+2,07%), Unicredit (+1,7%) e Bper (+1,6%). In rosso Avio (-4,2%), Inwit (-3,8%), Ferrari (-2,85%), Stellantis (-2,65%). Spread Btp/Bund a 71 punti. 

Ore 14:40 Il Ftse Mib risale con Banco Bpm, vendite al dettaglio oltre le attese in Usa

I futures Usa sono contrastati (-0,03% quello sul Dow Jones e +0,13% quello sull’S&P500) e il Ftse Mib di Piazza Affari sale dello 0,11% a 52.492 punti alle 14:40 con Banco Bpm in testa (+2%), complice il risiko bancario. La preda Bff resta sugli scudi (+8,37%). In evidenza anche Unicredit, Saipem, Banca Mediolanum e Bper, tutte in rialzo di oltre un punto percentuale.

Il rendimento del Treasury Usa 10 anni risale al 4,42% nel giorno della Fed e il dollaro si rafforza nei confronti dell’euro (va sotto 1,16 a 1,1597, -0,08%) dopo i dati macro americani che hanno mostrato una crescita superiore alle attese delle vendite al dettaglio negli Stati Uniti: a maggio hanno registrato un +0,9% mensile dopo il +0,4% del mese precedente (dato rivisto da +0,5%). Gli economisti avevano stimato un aumento dello 0,5%. Su base annua hanno evidenziato un aumento del 6,9%. Il dato core (escluse le auto) ha registrato un +0,8% su base mensile, in linea con le attese, dopo il +0,7% del mese precedente.

«Prevediamo che la Fed mantenga i tassi invariati, in linea con le attuali aspettative di mercato, e che le indicazioni sulle prospettive future assumano un tono restrittivo, con la conferenza stampa che probabilmente si concentrerà sia sull’evoluzione del mercato del lavoro sia sulle persistenti incertezze relative all’inflazione», afferma Rushabh Amin, Multi Asset Solutions Portfolio Manager di Allspring Global Investments. «A nostro avviso, qualsiasi orientamento favorevole a un allentamento della politica monetaria dovrebbe essere abbandonato, puntando verso una valutazione più equilibrata dei rischi per il futuro».

Una delle sfide per il Federal open market committee, aggiunge Amin, è rappresentata dalla mancanza di un chiaro consenso all’interno del comitato sul livello effettivo del tasso neutrale R*, con una crescente pressione a favore di una politica monetaria non convenzionale. «Continuiamo a ritenere che il Fomc manterrà un approccio fortemente dipendente dai dati economici nella propria comunicazione, e nelle prossime settimane o nei prossimi mesi è probabile che il mercato inizi a incorporare nella curva degli overnight index swap statunitensi l’ipotesi di due ulteriori rialzi dei tassi», prevede Amin.

Ore 13:35 Il Ftse Mib frena, pesa Stellantis. Carmignac: decisione Fed sui tassi scontata, le parole di Kevin Warsh no

Borse europee poco convincenti (+0,11% il Dax, +0,12% il Cac40, -0,03% il Ftse100 e +0,06% a 52.465 punti il Ftse Mib alle 13:35, frenato da Stellantos -2,14%, Diasorin -2,5% e Inwit -3,26%). Anche i futures Usa sono misti (-0,01% quello del Dow Jones e +0,10% quello dell’S&P500) in attesa dell’esito della riunione della Fed. Kevin Thozet, membro del comitato investimenti di Carmignac, prevede che la Fed mantenga invariati i tassi di riferimento nell’intervallo obiettivo del 3,50%-3,75%. 

Carmignac: decisione Fed sui tassi scontata, le parole di Kevin Warsh no

A prima vista, l’economia statunitense non sembra giustificare un ciclo di allentamento. Gli indicatori congiunturali indicano una crescita del pil intorno al 3,3% nel trimestre in corso, suggerendo una possibile riaccelerazione dell’attività economica. Mentre l’inflazione complessiva si è attestata al 4,2% su base annua, mentre l’inflazione di fondo è al 2,9% su base annua.

Inoltre, sono passati più di cinque anni dall’ultima volta che l’inflazione ha raggiunto o è scesa al di sotto dell’obiettivo del 2% fissato dalla Fed. Il mercato del lavoro rimane resiliente, con una crescita dell’occupazione che negli ultimi tre mesi ha registrato una media di quasi 190.000 posti di lavoro al mese. Inoltre, l’indice Ism dei servizi si sta avvicinando a 55,4, un livello storicamente associato a periodi di solida espansione economica.

«Eppure la crescita statunitense poggia sempre più su basi ristrette: gli investimenti nel settore tecnologico e l’ascesa dei mercati azionari (quest’ultima è un riflesso della corsa all’intelligenza artificiale). I due fattori sono strettamente interconnessi ed entrambi rimangono vulnerabili a rendimenti obbligazionari elevati (o in aumento), sia attraverso un aumento del costo del capitale sia attraverso pressioni sulle valutazioni azionarie già elevate», spiega Thozet.

In questo contesto, la prospettiva della riapertura dello Stretto di Hormuz giunge in un momento opportuno (sebbene dall’inizio del conflitto sia stato affermato più di 15 volte in altrettante settimane che sarebbe stato riaperto a breve). Infatti, i prezzi del petrolio sono scesi di 44 dollari al barile (-35%) dall’ultima riunione del Fomc di aprile. «Ciò offre un gradito sollievo, poiché i rischi legati all’energia hanno aumentato significativamente l’incertezza sull’inflazione. Alla luce di quanto sopra, dovrebbe prevalere lo status quo», conclude Thozet.

La Riksbank lascia i tassi fermi all'1,75%

In attesa della Fed, l’indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è calato del 3,8% nella settimana terminata il 12 giugno, dopo un aumento del 10,8% del dato precedente. Le domande di mutui per l'acquisto di una nuova casa sono scese del 3%. Mentre il board esecutivo della banca centrale svedese, la Riksbank, ha lasciato invariati i tassi all'1,75%, ma ha avvertito che le probabilità di un aumento nel corso dell'anno sono maggiori rispetto a quanto indicato a marzo.

Ore 12:45 Ftse Mib sopra 52.400 con Unicredit e Saipem, il rendimento del Bund va sotto il 3%

Le borse europee restano in leggero rialzo tranne Francoforte sulla parità (Dax -0,01%, Cac40 +0,29%, Ftse100 +0,04% e Ftse Mib +0,06% a 52.464 punti alle 12:45 con Unicredit, Saipem e Banco Bpm che guadagnano quasi il 2%), favorite dalla de-escalation del conflitto in Medio Oriente. Domenica Washington e Teheran hanno raggiunto un accordo ad interim e le autorità dei due Paesi si incontreranno venerdì 19 giugno in Svizzera per la firma ufficiale di un memorandum of understanding che consentirebbe la riapertura dello Stretto di Hormuz per sessanta giorni e la rimozione del blocco navale statunitense nell’area.

«Nessuna delle due parti ha tuttavia reso pubblico il contenuto del documento. Si aprirà successivamente una finestra negoziale di due mesi durante la quale verranno affrontati alcuni temi centrali: la regolamentazione del traffico navale nello Stretto, la possibile rimozione delle sanzioni primarie e secondarie nei confronti dell’Iran e il futuro del programma nucleare di Teheran», osserva il team Advisory & Gestione di Intermonte. «Restano inoltre da monitorare le mosse di Israele nei confronti di Hezbollah, dopo i nuovi attacchi condotti contro obiettivi in Libano».

Nel frattempo, però, l’allentamento delle tensioni ha determinato una correzione del 5% delle quotazioni di Brent (future -0,11% a 78,87 dollari al barile il 17 giugno) e Wti, favorendo il recupero dei listini azionari e dei metalli preziosi, aggiunge il team Advisory & Gestione di Intermonte.

Sul mercato obbligazionario, i rendimenti sono scesi sensibilmente, con il Bund decennale tornato sotto il 3% al 2,91% e il Btp 10 anni al 3,63%, sui livelli di metà marzo. Il Tesoro sta collocando il Btp Italia Sì con scadenza 23 giugno 2031, il titolo indicizzato all'inflazione italiana per investitori retail. Gli ordini hanno toccato quota 640 milioni di euro nella terza giornata: sommati ai 5,36 miliardi dei primi due giorni, portano il totale a 6 miliardi di euro.

Ore 11:30 Il Ftse Mib vira al rialzo, Bff +9%. Nessuna sorpresa dall’inflazione Ue

L’indice Ftse Mib di Piazza Affari è volatile. Dopo un avvio in rialzo e una virata in territorio negativo, si è ripreso e alle 11:30 guadagna lo 0,19% a 52.530 punti grazie alla forza di Banco Bpm (+2%), di Saipem e Unicredit che salgono del’1,5%. Bene pure Prysmian e Azimut, in crescita entrambe dell’1,2%. Tra i titoli minori, invece, spicca con un +9,75% a 3,33 euro Bff. Secondo MF sarebbe allo studio un’offerta combinata tra Banco Bpm e Amco per acquisire la società.

L’obiettivo sarebbe uno spezzatino della società con Banco che andrebbe a ritenere i business dei pagamenti e della banca depositaria, mentre Amco sarebbe interessata al factoring verso la pubblica amministrazione. Per Intermonte il tema m&a è al momento prematuro: la priorità resta la cartolarizzazione, con struttura, pricing e impatto su capitale/perdita e utile che rimangono variabili chiave, e la definizione del perimetro degli interventi richiesti dalla Vigilanza. «In questo contesto, riteniamo difficile che potenziali acquirenti si impegnino su operazioni trasformative senza prima avere certezza su qualità degli attivi, capitale e sostenibilità del modello», precisa la Sim.

L’euro resta dimesso (-0,03% a 1,16 dollari). A maggio il tasso di inflazione annuo nell'Eurozona (dato finale) è stato pari al 3,2%, in aumento rispetto al 3% di aprile. Confermato, quindi, da Eurostat il dato preliminare diffuso in precedenza. Un anno prima, il tasso eradell'1,9%. Lo scorso mese l'inflazione annua nell'Unione Europea è stata del 3,3% dal 3,2% di aprile. Un anno prima, era del 2,2%. I tassi annui più bassi sono stati registrati in Svezia (1,1%), Danimarca e Repubblica Ceca (1,8%), quelli più alti in Romania (9,7%), Bulgaria (6,3%) e Lituania (5,1%). Rispetto ad aprile, l'inflazione annua è diminuita in undici Stati membri ed è aumentata in sedici.

Ore 10:20 Il Ftse Mib vira al ribasso con Stellantis e Diasorin, il dollaro si rafforza in attesa della Fed

L’indice Ftse Mib di Piazza affari vira al ribasso (-0,13% a 52.363  punti alle 10:20 con Diasorin in calo del 2,5%, Stellantis dell’1,8%, Inwit dell’1,78% e Terna dell’1,16%) come gli altri indici europei eccetto quello di Parigi (Dax -0,32%, Cac40 +0,11% e Ftse100 -0,18%). Il dollaro si rafforza (l’euro cede lo 0,07% a 1,1599 dollari) in attesa dell’esito, scontato (tassi fermi), della riunione della Fed.

«La Fed manterrà i tassi invariati, ma il tono della comunicazione diventerà sufficientemente restrittivo da suggerire la possibilità di un rialzo a settembre», afferma Gordon Shannon, portfolio manager di TwentyFour Asset Management (Vontobel). Sebbene la nomina di Kevin Warsh da parte di Trump abbia spinto molti a intravedere una svolta accomodante ai vertici del Fomc, «il curriculum del nuovo presidente della Fed racconta una storia diversa», precisa Gordon Shannon, portfolio manager di TwentyFour Asset Management (Vontobel).

Warsh, infatti, ha un profilo più hawkish: nel 2011 si dimise per protestare contro il QE2 e, ancora oggi, è un forte sostenitore della riduzione del bilancio della Banca centrale. «Questa riunione gli offre l’opportunità di affermare la propria credibilità e disciplina di fronte ai crescenti rischi di inflazione strutturale. I prezzi del petrolio potrebbero essere in calo, ma il rischio che le aspettative di inflazione persistano e si ripercuotano sui salari è reale», conclude il portfolio manager di TwentyFour Asset Management.

Ore 09:05 Ftse Mib in rialzo con Unicredit e Banco Bpm, lo spread scende a 69

Borse europee contrastate in avvio di seduta (-0,34% il Dax, -0,08% il Cac40, +0,05% il Ftse100 e +0,14% a 52.503 punti il Ftse Mib) mentre iniziano a emergere i dettagli dell'accordo preliminare tra Usa e Iran. Secondo il presidente statunitense, Donald Trump, l'intesa esclude per Teheran il possesso di qualsiasi arma nucleare e una volta siglata permetterà la ripresa delle vendite di greggio iraniano.

I dettagli dell'accordo preliminare tra Usa e Iran

Il memorandum d'intesa proroga di 60 giorni la tregua annunciata in aprile per consentire i negoziati su un cessate il fuoco permanente. Gli Usa porranno fine al blocco dei porti iraniani e Teheran ripristinerà il passaggio del traffico marittimo dallo Stretto di Hormuz. Israele non ha partecipato ai negoziati e ha preso le distanze sia dalla tregua di aprile sia dall'intesa Usa-Iran, mettendo in dubbio la tenuta del cessate il fuoco. Secondo il vice di Trump, JD Vance, l'accordo tra Usa e Iran include Israele e Libano, mentre Benjamin Netanyahu esclude vincoli per Israele e non prevede un ritiro dal sud del Libano. Intanto i prezzi del petrolio scendono con i contratti sul Brent ben al di sotto degli 80 dollari il barile (-0,77% a 78,35 dollari al barile).

Occhi puntati sulla conferenza stampa di Kevin Warsh (Fed)

In primo piano la riunione della Fed, il cui verdetto verrà reso noto alle 20 con i mercati che non si aspettano modifiche ai tassi. E probabilmente dalla conferenza stampa del nuovo presidente, Kevin Warsh, emergerà che verranno mantenuti invariati per tutto l'anno, mentre soltanto alcuni consiglieri prevedono un rialzo dei tassi per impedire che il balzo dell'inflazione si trasferisca all'economia. In attesa, il dollaro resta debole con l’euro che vale 1,1613 (+0,06%).

Inflazione stabile al 2,8% in Gran Bretagna

In attesa alle 11 del dato finale sull’inflazione dell’Eurozona a maggio, l’indice dei prezzi al consumo nel Regno Unito è rimasto stabile al 2,8% annuo per il secondo mese consecutivo a maggio. Gli economisti avevano previsto una lettura al 3%. Su base mensile, è aumentato dello 0,2%, rispetto all'incremento dello 0,7% di aprile e a fronte di una previsione di mercato pari al +0,4% mese su mese.

Lo spread cala a 69 mentre prosegue il collocamento del Btp Italia Sì

Lo spread Btp/Bund cala a 69,19 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in contrazione al 3,62%. Dalle 9 riparte il collocamento del nuovo titolo di Stato indicizzato all'inflazione. Al termine della seconda giornata le richieste complessive si sono fermate a 5,36 miliardi. Il Btp Italia Sì ha scadenza a 5 anni e verrà offerto fino a venerdì 19 giugno alla sola clientela retail, salvo chiusura anticipata. Nel confronto con l'ultimo Btp Italia, nel maggio del 2025, gli ordini retail alla fine della terza giornata erano stati pari a 6,52 miliardi.

Sul primario la Germania si attiva attraverso aste regolari con l'offerta della riapertura del Bund agosto 2053 mentre il Portogallo offre il titolo di Stato maggio 2027 per un massimo di 1,25 miliardi di euro.

A Milano bene Unicredit, Banco Bpm, Leonardo e Maire. Soffrono Stellantis, Diasorin e Fila

Sul listino milanese Unicredit che ha raggiunto il 42,4% di Commerzbank nell'ultimo giorno dell'offerta pubblica di scambio (ops) da 40 miliardi di euro annunciata a marzo e iniziata il 5 maggio sale del 2% a 79,28 euro. In evidenza anche Banco Bpm con un +2,16% a 15,40 euro.

In rialzo dell’1,30% a 52,37 euro Leonardo che ha annunciato con i partner Diehl Defence e General Dynamics Ordnance and Tactical Systems l’aggiudicazione del programma Extended Range Artillery Projectile. Il programma rappresenta un importante passo avanti nello sviluppo delle capacità di artiglieria a lungo raggio e conferma la domanda in aumento di soluzioni di artiglieria ad alta precisione, in grado di operare in contesti operativi sempre più complessi.

La soluzione selezionata si basa sulla famiglia di munizioni guidate a lungo raggio Vulcano 155, già qualificata e collaudata, che negli ultimi anni ha dimostrato con successo le proprie capacità attraverso l’impiego operativo sul campo. Vulcano è una munizione d’artiglieria guidata sviluppata da Diehl Defence insieme al partner industriale Leonardo, responsabile della design authority.

Soffre, invece, Stellantis (-2,21% a 5,83 euro) di riflesso alla tedesca Bmw (-7,33% alla borsa di Francoforte) che ha ridotto in modo significativo le proprie previsioni di redditività per il 2026, indicando come principali cause il peggioramento della domanda in Cina e l’impatto del conflitto in Medio Oriente sulla fiducia dei consumatori.

Meglio Maire (+0,57% a 15,89 euro) la cui controllata Nextchem, tramite la propria società Cirqlar Tech, ha acquisito una partecipazione del 70% in Etek, che detiene il 100% della controllata Sisemtekm, due società tecnologiche italiane attive nelle tecnologie di riciclo dei metalli preziosi e strategici su larga scala e nella fornitura di apparecchiature proprietarie, attraverso una soluzione pirometallurgica avanzata e un know-how ingegneristico proprietario per i processi idrometallurgici.

L'enterprise value del 100% delle due società è pari a 17,5 milioni di euro. Il corrispettivo complessivo è pari a 11,1 milioni, di cui 5 milioni corrisposti il 16 giugno, finanziati tramite linee esistenti concesse a Nextchem, e la restante parte attraverso una serie di possibili earn-out legati alla performance futura della società fino al 2030. 

E se Deutsche Bank ha tagliato il rating su Diasorin (-1,23% a 65,62 euro) da hold a sell e il target price da 62 a 58 euro, Fila (-1,80% a 9,26 euro) ha annunciato il collocamento, tramite una procedura di accelerated bookbuilding, di una quota fino al 7% del capitale di Doms Industries, società indiana quotata su Bse e Nse. L’operazione riguarda massime 4.248.184 azioni ordinarie dell'azienda indiana. Fila utilizzerà i proventi del collocamento per ottimizzare la struttura patrimoniale, ridurre l’indebitamento e sostenere le priorità degli azionisti, oltre che per perseguire i propri obiettivi strategici, incluse potenziali future operazioni di m&a. La partecipazione di Fila in Doms passerà dall’attuale 26% a una quota non inferiore al 19%, preservando lo status della società italiana come principale azionista singolo e promoter.

Ore 08:15 Europa attesa in calo, previsti tassi Fed invariati

Borse europee attese in calo (-0,10% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta. La giornata è densa di notizie. Da una parte avremo diversi dati macro sia negli Stati Uniti sia in Europa, dall’altra il primo meeting della Fed presieduto da Kevin Warsh (conferenza alle 20:30). I futures Usa sono in leggero rialzo: +0,06% quello sul Dow Jones e +0,25% quello sull’S&P500.

Fed: attesi tassi fermi, focus sulle dichiarazioni di Kevin Warsh

«Negli Usa usciranno le retail sales di maggio: il mercato si aspetta un aumento intorno al +0,5% mensile. Un numero solido o addirittura superiore alle attese confermerebbe ancora una volta la grande resilienza dei consumatori americani, che restano il vero pilastro dell’economia», afferma Antonio Tognoli, responsabile macro analisi di Cfo Sim. Subito dopo arriveranno anche le pending home sales e le business Iinventories.

In Europa, invece, è attesa l’inflazione finale di maggio, sia headline che core. Dopo le ultime sorprese legate all’energia, continua Tognoli, gli investitori saranno attenti a capire se la componente core sta dando segnali di persistenza o se invece continua a rallentare. Ma il vero appuntamento clou resta la Fed. Il mercato sconta praticamente al 100% nessun cambio dei tassi di interesse (annuncio alle 20), che rimarranno nel range 3,50%-3,75%. Quello che conterà di più sarà il tono del comunicato, le nuove proiezioni economiche (dot plot) e soprattutto come si esprimerà Warsh nella sua prima uscita ufficiale da presidente. «Sarà più hawkish del suo predecessore, mostrandosi preoccupato per l’inflazione e l’energia, o manterrà un atteggiamento ancora prudente?», si chiede Tognoli.

La combinazione tra consumi americani forti e un Warsh più falco per l’esperto di Cfo Sim potrebbe dare ulteriore spinta al dollaro (l’euro vale 1,1610, +0,03% il 17 giugno) e ai rendimenti (quello del Treasury Usa 10 anni è stabile al 4,42%, invece quello del Btp stessa scadenza scende al 3,64%), «mentre dati deludenti sui retail sales o un’inflazione europea più morbida potrebbero tenere vive le speranze di tagli dei tassi (anche se queste si sono parecchio ridotte nel corso del 2026). Molto probabilmente quindi la giornata sui mercati sarà all’insegna della volatilità», conclude Tognoli.

L’oro storna mentre Stati Uniti e Iran si preparano a firmare l’accordo di pace

L’oro storna mentre Stati Uniti e Iran si preparano a firmare l’accordo di pace provvisorio che potrebbe attenuare le pressioni inflazionistiche globali derivanti dalla guerra. Il prezzo del metallo prezioso cala dello 0,27% 4.329,30 dollari l’oncia, dopo aver registrato un rialzo superiore al 6% nelle ultime quattro sedute. Stanno emergendo i dettagli finanziari dell’accordo Usa-Iran, tra cui il fatto che alla Repubblica Islamica sarà consentito vendere immediatamente il proprio petrolio e ottenere in futuro accesso ai suoi asset congelati.

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha promesso che lo Stretto di Hormuz potrà essere completamente riaperto entro venerdì 19 giugno, anche se alcuni alleati europei restano cauti rispetto ai possibili rischi. La riapertura del canale allevierebbe la crisi dell’approvvigionamento energetico che ha fatto salire l’inflazione e spinto molte banche centrali a mantenere i tassi invariati o persino ad aumentarli, misure che sono negative per l’oro, un asset privo di rendimento. Invece i prezzi del petrolio sono stabili (il future sul Brent viaggia a 78,98 dollari al barile) in attesa alle 16:30 del dato sulle corte settimanali di greggio negli Stati Uniti.

A Milano occhio a Unicredit, Leonardo, Stellantis, Diasorin, Maire e Fila

Sul listino milanese attenzione a Unicredit che ha raggiunto il 42,4% di Commerzbank nell'ultimo giorno dell'offerta pubblica di scambio (ops) da 40 miliardi di euro annunciata a marzo e iniziata il 5 maggio.

Mentre Leonardo ha annunciato con i partner Diehl Defence e General Dynamics Ordnance and Tactical Systems l’aggiudicazione del programma Extended Range Artillery Projectile. Il programma rappresenta un importante passo avanti nello sviluppo delle capacità di artiglieria a lungo raggio e conferma la domanda in aumento di soluzioni di artiglieria ad alta precisione, in grado di operare in contesti operativi sempre più complessi.

La soluzione selezionata si basa sulla famiglia di munizioni guidate a lungo raggio Vulcano 155, già qualificata e collaudata, che negli ultimi anni ha dimostrato con successo le proprie capacità attraverso l’impiego operativo sul campo. Vulcano è una munizione d’artiglieria guidata sviluppata da Diehl Defence insieme al partner industriale Leonardo, responsabile della design authority.

Da monitorare, inoltre, Stellantis di riflesso alla tedesca Bmw che ha ridotto in modo significativo le proprie previsioni di redditività per il 2026, indicando come principali cause il peggioramento della domanda in Cina e l’impatto del conflitto in Medio Oriente sulla fiducia dei consumatori.

E Maire che la controllata Nextchem, tramite la propria società Cirqlar Tech, ha acquisito una partecipazione del 70% in Etek, che detiene il 100% della controllata Sisemtekm, due società tecnologiche italiane attive nelle tecnologie di riciclo dei metalli preziosi e strategici su larga scala e nella fornitura di apparecchiature proprietarie, attraverso una soluzione pirometallurgica avanzata e un know-how ingegneristico proprietario per i processi idrometallurgici.

L'enterprise value del 100% delle due società è pari a 17,5 milioni di euro. Il corrispettivo complessivo è pari a 11,1 milioni, di cui 5 milioni corrisposti il 16 giugno, finanziati tramite linee esistenti concesse a Nextchem, e la restante parte attraverso una serie di possibili earn-out legati alla performance futura della società fino al 2030. 

E se Deutsche Bank ha tagliato il rating su Diasorin da hold a sell e il target price da 62 a 58 euro, Fila ha annunciato il collocamento, tramite una procedura di accelerated bookbuilding, di una quota fino al 7% del capitale di Doms Industries, società indiana quotata su Bse e Nse. L’operazione riguarda massime 4.248.184 azioni ordinarie dell'azienda indiana. Fila utilizzerà i proventi del collocamento per ottimizzare la struttura patrimoniale, ridurre l’indebitamento e sostenere le priorità degli azionisti, oltre che per perseguire i propri obiettivi strategici, incluse potenziali future operazioni di m&a. La partecipazione di Fila in Doms passerà dall’attuale 26% a una quota non inferiore al 19%, preservando lo status della società italiana come principale azionista singolo e promoter.

(riproduzione riservata)



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