Il Ftse Mib chiude a 39.427 punti, in calo dell’1,3%. Se la migliore blue chip è Brunello Cucinelli (+2,7%), la giornata termina invece con un ribasso del 3,3% per Unicredit - la peggiore delle 40 del Ftse Mib – dopo che l’amministratore delegato, Andrea Orcel, in occasione dell’undicesima Ceo conference di Mediobanca ha detto che l’istituto non andrà avanti con l’ops su Banco Bpm in assenza di chiarimenti sul golden power. La banca ha anche collocato un bond Tier 2 da un miliardo di euro. Ma la giornata è stata negativa anche per altri titoli del settore bancario come Intesa Sanpaolo (-2,5%) e Bper Banca (-1,9%). In calo anche Amplifon (-2,5%), poi Iveco (-1,4%) e Leonardo (-1,8%): il ceo del gruppo della difesa, Roberto Cingolani, ha detto che Leonardo, attraverso la joint venture con Rheinmetall, è entrata nella seconda fase del processo per l’acquisizione di Iveco Defence Vehicles e per il momento non è alla ricerca di nuovi partner per l’operazione.
Il segno più caratterizza, invece, le azioni legate all’energia come Saipem (+2,2%), Tenaris (+1,8%) ed Eni (+1,2%), sostenute dall’aumento dei prezzi del petrolio: il Brent e il Wti sono tornati a scambiare rispettivamente intorno ai 75 e ai 72 dollari al barile, con un aumento di quasi il 3% il 17 giugno. Anche i prezzi del gas naturale in Europa sono saliti, avvicinandosi ai 40 euro per megawattora mentre la Commissione Europea presenta una proposta per eliminare del tutto il gas russo.
Anche negli Usa i listini viaggiano sotto la parità, dopo che la carrellata di dati macro di giornata ha restituito indicazioni deboli. La produzione industriale in particolare è scesa dello 0,2% su base mensile a maggio, contro le previsioni degli economisti che stimavano una lettura invariata e a seguito di un incremento rivisto dello 0,1% ad aprile. Il rendimento del Treasury Usa a 10 anni è sceso al 4,4%, in calo dopo i guadagni delle due sessioni precedenti. A Milano lo spread Btp/Bund sale a 98 punti.
Wall Street apre in calo con il Dow Jones che cede lo 0,3%, l’S&P 500 lo 0,3% e il Nasdaq lo 0,5%. Gli investitori continuano a monitorare gli sviluppi del conflitto tra Israele e Iran, e della guerra commerciale con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha dichiarato che l’Unione Europea «non sta offrendo un accordo equo» sui dazi.
Sul fronte della politica monetaria gli occhi sono puntati sulla riunione del Comitato della Fed, al via il 17 giugno. «È ampiamente atteso che la Fed mantenga invariati i tassi d’interesse per la quarta decisione consecutiva da gennaio. Il focus, quindi, non sarà tanto sul livello dei tassi, già largamente previsto dai mercati, quanto sulla revisione delle proiezioni economiche e sul dot plot», sottolinea François Rimeu, Senior Strategist, Crédit Mutuel Asset Management. La Fed renderà nota la sua decisione il 18 giugno.
All’avvio dei mercati statunitensi il Ftse Mib viaggia a 39.410 punti, in ribasso dell’1,3%. Sul listino milanese corrono i titoli legati all’energia come Saipem (+2%), Tenaris (+1,7%) ed Eni (+1%), oltre al gruppo del lusso Brunello Cucinelli (+2,8%). In rosso il settore bancario con Unicredit (-3%), Intesa Sanpaolo (-2,5%) e Banca Popolare di Sondrio (-2,1%). Scende anche Amplifon che cede il 2,9%.
I futures statunitensi restano in calo (-0,55% quello sul Dow Jones e -0,50% quello sull’S&P500 alle 14:50) dopo i dati macro Usa. Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono scese dello 0,9% su base mensile a maggio, una contrazione peggiore di quella prevista dagli economisti (-0,6% mese su mese). Escludendo la componente auto, sono calate dello 0,3% su base mensile, anche in questo caso al di sotto delle attese (+0,2% mese su mese).
Invece, i prezzi delle importazioni statunitensi sono rimasti invariati a livello mensile a maggio, rispetto alle previsioni degli economisti di una contrazione dello 0,2% (+0,1% il mese precedente). L’euro è stabile a quota 1,1555 dollari e a Piazza Affari l’indice Ftse Mib arretra dell’1,25% a 39.431 punti con Amplifon e Unicredit in fondo al listino, -2,74% e -2,93% rispettivamente. I titoli oil, di riflesso al rally del greggio (futures sul Brent +2% a 74,72 dollari al barile), e Brunello Cucinelli (per Banca Akros resta buy dopo le indicazioni sul fatto che i risultati ad aprile e a maggio sono stati in linea con le attese) i pochi in territorio positivo. Lo spread Btp/Bund è fermo a 97 punti base alla vigilia dell’esito della riunione della Fed.
È ampiamente atteso che nella riunione del 18 giugno la Federal Reserve mantenga invariati i tassi d'interesse, per la quarta volta consecutiva da gennaio. Il focus, quindi, non sarà tanto sul livello dei tassi – già largamente previsto dai mercati – quanto sulla revisione delle proiezioni economiche e sul dot plot. «Le revisioni attese, legate all’evoluzione del contesto macroeconomico, dovrebbero riflettere un rallentamento della crescita, un’inflazione più persistente del previsto nonostante le sorprese positive degli ultimi mesi, e un indebolimento del mercato del lavoro», prevede François Rimeu, senior strategist di Crédit Mutuel Asset Management.
In un contesto caratterizzato da rischi di stagflazione ed elevata incertezza, è probabile che la Fed confermi un approccio prudente, rimandando eventuali tagli dei tassi finché i dati economici oggettivi (hard data) non giustificheranno in modo chiaro un allentamento della politica monetaria. «Ci aspettiamo che la Fed mantenga invariato l’attuale intervallo obiettivo dei tassi di interesse tra il 4,25% e il 4,50%, in linea con le attese. Il pil reale, invece, è previsto in rallentamento nel 2025, con una crescita prevista tra l’1% e l’1,5%, un ritmo inferiore al potenziale di lungo periodo», aggiunge Rimeu, secondo cui le pressioni inflattive dovrebbero rimanere elevate nel corso di quest’anno (l’indice dei prezzi al consumo core dovrebbe attestarsi tra il 3% e il 3,5%) per poi attenuarsi gradualmente verso un intervallo tra il 2% e il 2,5% entro il 2027. La Fed dovrebbe anche sottolineare l’elevato grado di incertezza che riguarda queste proiezioni.
Durante la conferenza stampa, il presidente della Fed, Jerome Powell, dovrebbe ribadire l’approccio data-dependent, mettendo in evidenza le incertezze legate agli effetti delle politiche economiche dell’amministrazione Trump e rimarcare l’importanza del duplice mandato della Fed, per bilanciare la stabilità dei prezzi e la piena occupazione. «È improbabile che la Fed prenda in considerazione un taglio dei tassi finché non avrà maggior chiarezza sugli effetti combinati delle misure economiche e normative introdotte dall’amministrazione Trump. Tuttavia, in caso di un peggioramento forte e inatteso del mercato del lavoro, potrebbe intervenire a sostegno dell’economia, a condizione che le attese di inflazione di lungo periodo restino ben ancorate», conclude Rimeu.
Con i futures statunitensi in calo dello 0,57% a Milano l’indice Ftse Mib resta in flessione dell’1,39% a 39.372 punti alle 13:00. Unicredit è la peggiore tra le banche, Prysmian e Ferrari tra gli industriali. La Rossa, in particolare, risente di quanto riportato da Reuters, ovvero che ha rinviato almeno al 2028 i piani per il suo secondo modello completamente elettrico, inizialmente previsto per il 2026, a causa della scarsa domanda di veicoli elettrici di lusso.
Mentre la situazione dello scontro Iran-Israele si avvia verso una «escalation galoppante», come ha ammesso il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, commentando le dichiarazioni del primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, sulla possibilità di uccidere la Guida iraniana, Ali Khamenei, e quelle del presidente americano, Donald Trump, che ha invitato i cittadini iraniani a lasciare Teheran, proprio il tycoon ha negato di essersi messo in contatto con l'Iran per colloqui di pace. «Ancora una volta queste sono fake news fabbricate ad arte!», ha scritto su Truth appena rientrato dal G7 in Canada. «Se vogliono parlare», ha aggiunto, «sanno come raggiungermi».
Di riflesso, i prezzi del petrolio accelerano al rialzo (futures sul Brent +2% a 74,72 dollari al barile). L'Agenzia Internazionale dell'Energia nel suo nuovo report Oil 2025 ha avvertito che, nel medio termine, l'offerta globale di greggio è destinata a superare ampiamente la crescita della domanda, portando a un mercato ben rifornito, ma segnato da nuove incognite: gli Stati Uniti, che avevano trainato l'80–90% della crescita dell'offerta grazie allo shale oil, stanno rallentando. Infatti, l’Aie ha previsto che tra il 2024 e il 2030 la domanda globale aumenterà di 2,5 milioni di barili al giorno, raggiungendo un plateau attorno ai 105,5 milioni di barili al giorno. Al contempo, l'offerta mondiale salirà oltre i 114 milioni di barli al giorno. Stati Uniti, Canada, Brasile, Guyana e Argentina guideranno la crescita dell'offerta non-Opec, mentre l'alleanza Opec+ ha già iniziato ad allentare i tagli alla produzione.
I mercati azionari europei prendono una brutta piega (-1,25% Francoforte, -0,95% Parigi, -0,48% Londra e -1,51% a 39.324 punti alle 11:30 Milano con le banche, i titoli del risparmio gestito come Fineco e Leonardo sotto una pioggia di vendite).
Mentre si prevede un’ulteriore escalation del conflitto tra Israele e l’Iran alla luce anche del fatto che le autorità iraniane hanno disposto il richiamo in servizio di tutti i medici e le infermiere a riposo.
L’euro consolida sopra 1,15 dopo che l'indice Zew sul sentiment economico in Germania è migliorato a 47,5 punti a giugno, 22,3 punti al di sopra della lettura del mese precedente. Anche la valutazione della situazione economica attuale ha registrato un miglioramento di 10 punti a -72 punti. Si tratta del più forte incremento dell'indice dall'aprile del 2023.
Le borse europee accelerano al ribasso. -1,28% a 39.416 punti alle 10:15 l’indice Ftse Mib di Piazza Affari con tutte le banche che perdono oltre due punti percentuali, ma anche il colosso della difesa, Leonardo, arretra del 2,7% anche se ha firmato con Thales un memorandum d'intesa per i propulsori sviluppati dalla britannica Pulsar Fusion.
I mercati temono un intervento degli Stati Uniti in Medio Oriente, nonostante le recenti smentite, anche perché l'Iran lancerà attacchi contro Israele nelle prossime ore, impiegando nuove armi, come ha annunciato il comandante delle Forze di Terra iraniane, Kioumars Heidari. Mentre il presidente statunitense, Donald Trump ha avvertito il Paese di non attaccare le basi Usa nell’area, altrimenti gli Stati Uniti risponderanno: «gli andremmo addosso molto duramente se facessero qualcosa ai nostri uomini», ha detto Trump.
C’è attesa per l’esito della riunione della Fed. Dall’ultima, l’inflazione ha mostrato segnali di rallentamento, la crescita è stata modesta e le tensioni commerciali si sono affievolite. «Il presidente Powell probabilmente ribadirà che la politica monetaria è ben calibrata e sottolineerà l’importanza di mantenere ancorate le aspettative d’inflazione. Considerata l’elevata incertezza politica e i rischi presenti su entrambi i fronti del doppio mandato della Fed — che potrebbero orientare le decisioni in direzioni opposte — è probabile che la Fed scelga di restare in attesa di una maggiore chiarezza sulle prospettive economiche», commenta Xiao Cui, Senior Economist di Pictet Wealth Management. «Prevediamo che il dot plot aggiornato rifletta un orientamento più restrittivo, con la proiezione del tasso mediano per il 2025 indicante un solo taglio fino al 4,125%, rispetto ai due tagli previsti nelle proiezioni di marzo. Il rischio è probabilmente inclinato verso la previsione di due tagli». In attesa, il dollaro resta debole con l'euro che vale a 1,1555 dollari (+0,05%). Lo spread Btp/Bund sale a 97,40 punti base.
Borse europee in calo in avvio di seduta (Dax -0,90%, Cac40 -0,78%, Ftse100 -0,50% e Ftse Mib -0,86% a 39.587 punti) mentre non si vede alcuna de-escalation del conflitto tra Israele e l’Iran. Anzi, l’esercito israeliano ha riferito di aver ucciso Ali Shadmani, identificato come il capo di Stato maggiore dell'Iran e definito il più alto comandante militare. I future sull’S&P 500 accelerano al ribasso e perdono lo 0,67% dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha avvertito che Teheran dovrebbe essere evacuata e ha interrotto la sua visita al vertice del G7 in Canada per presiedere un consiglio di sicurezza nella Situation room, aumentando le preoccupazioni per un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti nel conflitto, nonostante le smentite.
Inoltre, sul capitolo dazi, la Commissione Europea ha smentito di voler accettare tariffe Usa del 10% sulle merci europee: «i negoziati proseguono e non è stato raggiunto alcun accordo al momento». A margine del G7 il presidente statunitense, Donald Trump, e il primo ministro britannico, Keir Starmer, hanno firmato un accordo che abbassa alcuni dazi sulle importazioni dalla Gran Bretagna, ma resta il nodo dell'acciaio.
Dopo che la BoJ ha lasciato i tassi fermi, come ampiamente previsto dagli economisti, l’attenzione si sposta sulla Federal Reserve, il cui meeting prende il via oggi, 17 giugno, per chiudersi il 18 giugno. Con i tassi di interesse che dovrebbero restare fermi al 4,25-4,5%, gli investitori si concentreranno sulla conferenza stampa del presidente, Jerome Powell, e sui dot plot della banca centrale, alla ricerca di indicazioni su potenziali future riduzioni dei tassi quest'anno.
I trader prezzano circa 48 punti base di tagli entro fine anno, con la possibilità di una mossa da un quarto di punto a settembre vista al 56%, secondo lo strumento Fedwatch di Cme Group. La settimana scorsa il presidente Trump ha ribadito l'appello alla Fed ad allentare, chiedendo una riduzione di un punto percentuale. Il rendimento del Btp decennale sale al 3,508% e lo spread con il Bund a 96,88 punti base.
Sul listino milanese scendono le banche, anche Unicredit (-1,5% a 57,21 euro) e Banco Bpm (-0,69% a 9,99 euro). Il governo italiano ha risposto alle osservazioni della Commissione Europea sulle clausole golden power imposte a Piazza Gae Aulenti per l'offerta sul Banco, affermando che il risparmio domestico è questione di sicurezza nazionale.
Mentre la decisione di Mediobanca (-0,75% a 19,26 euro) di rinviare il voto degli azionisti sull'offerta per Banca Generali (-0,82% a 48,4 euro), previsto per il 16 giugno, ha evitato a Piazzetta Cuccia il rischio di una sconfitta, visto che i soci contrari all'accordo hanno rafforzato le loro partecipazioni nelle ultime settimane.
E se Mercury ha ridotto la quota in Nexi (-0,37% a 4,91 euro) al 3% dal 9,4%, Gamma Intermediate ha concluso un accelerated bookbuilding (abb) per vendere la sua intera partecipazione del 21,3% in Lottomatica (-1,6% a 23,16 euro) a 22,5 euro per azione e uscire, quindi, dal capitale della società di scommesse. Sotto pressione anche Prysmian (-1,7% a 56,66 euro).
Meglio Eni, in rialzo dello 0,64% a 14,084 euro, dopo aver firmato con Petronas a Kuala Lumpur un accordo quadro che pone le basi per la creazione della nuova società a partecipazione congiunta, che gestirà gli asset in Indonesia e Malesia attraverso una business combination.
Accordo anche tra Nextchem (Maire: +0,27% a 11,12 euro) e Newcleo: hanno ufficializzato il matrimonio con la firma della joint venture per dare vita a Nextcleo. La nuova società si occuperà di sviluppare la Conventional Island e la Balance of Plant di impianti nucleari di nuova generazione su scala commerciale basati sul reattore modulare avanzato da 200 MWe di Newcleo. Inoltre, si segnala che Berenberg ha aumentato il target price di Snam (-0,19% a 5,22 euro) da 4,90 a 5,30 euro e ribadito il rating hold.
Infine, Digital Value, società attiva nel campo delle soluzioni e dei servizi Ict, strappa un +5,37% a 30,4 euro dopo aver ricevuto l'aggiudicazione di cinque lotti relativi alla gara indetta da Consip nell'ambito delle Convenzioni Multibrand Software edizione 7. La gara mira a garantire alla pubblica amministrazione strumenti di alta qualità per la gestione e l'innovazione digitale.
Il valore complessivo dei lotti è di 158 milioni di euro, di cui 108,4 milioni di pertinenza del gruppo, oltre il 20% di massimali di legge a esaurimento della capienza dei lotti. La durata contrattuale è di 12 mesi, con decorrenza prevista nei prossimi mesi e il conseguente aumento del portafoglio contratti del gruppo per il 2025.
Borse europee attese in calo (-0,66% il futures sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta con gli investitori in allerta per il conflitto tra Iran e Israele. I future sull’S&P 500 scendono dello 0,35% dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha avvertito che Teheran dovrebbe essere evacuata e ha interrotto la sua visita al vertice del G7 in Canada per presiedere un consiglio di sicurezza nella Situation room, aumentando le preoccupazioni per un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti nel conflitto.
Anche se funzionari della Casa Bianca hanno chiarito che gli Usa non intendono partecipare direttamente al conflitto e che sono in corso tentativi per mediare un cessate il fuoco, la guerra, giunta al quinto giorno consecutivo, non mostra segnali di de-escalation, con l’Iran che ha lanciato raffiche di missili contro Israele dopo l’attacco alle strutture nucleari iraniane. I leader del G7, compreso Trump, hanno sollecitano una de-escalation nel conflitto, oltre a una tregua a Gaza, sottolineando che «l'Iran non potrà mai avere l'arma nucleare» e che «Israele ha il diritto di difendersi».
A margine del vertice del G7 sono, invece, falliti i colloqui tra Giappone e Stati Uniti per ridurre o eliminare le tariffe, mentre un accordo con la Gran Bretagna ha lasciato irrisolta la questione dei dazi su acciaio e alluminio. La Banca del Giappone ha, intanto, lasciato invariati i tassi d’interesse allo 0,5%, come ampiamente previsto dagli economisti. E ha dichiarato che da aprile 2026 ridurrà gli acquisti di obbligazioni di circa 200 miliardi di yen per trimestre, rispetto all'attuale ritmo di 400 miliardi.
La misura mira a mantenere la stabilità del mercato obbligazionario e condizioni monetarie più accomodanti, in un contesto di crescente incertezza economica. Il 18 giugno anche la Fed è vista mantenere i tassi fermi. L’attenzione si concentrerà sul percorso che il presidente, Jerome Powell, traccerà per i futuri tagli. Gli operatori ne prevedono due entro la fine dell'anno. In settimana si riuniscono anche la Banca Nazionale Svizzera, la Banca d’Inghilterra e la Banca Popolare Cinese.
I prezzi del petrolio salgono dopo che Trump ha lanciato un avvertimento a Teheran, mantenendo viva la preoccupazione per possibili interruzioni dell’offerta di greggio. I futures sul Brent crescono dello 0,85% a 73,85 dollari al barile, mentre quelli sul Wti dello 0,90% a 70,88 dollari al barile. L’Iran è un importante produttore di petrolio ed è membro dell’Opec.
Pressioni anche dai dati economici contrastanti arrivati dalla Cina, principale importatore mondiale di greggio, che hanno fornito segnali ambigui sulla seconda economia mondiale. Infatti, la produzione industriale è cresciuta meno del previsto a maggio, mentre le vendite al dettaglio hanno superato le attese. Il prezzo dell’oro, bene rifugio per eccellenza, invece, storna (futures -0,18% a 3.411 dollari l’oncia).
In campo valutario, l’euro sale dello 0,08% a 1,1560 dollari in attesa alle 11 dell’indice Zew, che sintetizza l'opinione di 350 esperti sul futuro dell'economia tedesca, a giugno (precedente: 25,2 punti), alle 14:30 delle vendite al dettaglio a maggio negli Stati Uniti (precedente: +0,1% mese su mese) e dei prezzi import a maggio (precedente: +0,15 mese su mese), alle 14:55 dell’indice settimanale Redbook (precedente: +4,7% anno su anno), alle 15:15 della produzione industriale a maggio (precedente: +0,1% mese su mese), del tasso di utilizzo degli impianti sempre a maggio (precedente: 77,7%). Per chiudere alle 16 con le scorte delle imprese ad aprile (precedente: +0,1% mese su mese) e l’indice Nahb a giugno (precedente: 34 punti).
Sul listino milanese attenzione a Unicredit e Banco Bpm perché il governo italiano ha risposto alle osservazioni della Commissione Europea sulle clausole golden power imposte a Piazza Gae Aulenti per l'offerta sul Banco, affermando che il risparmio domestico è questione di sicurezza nazionale.
Mentre la decisione di Mediobanca di rinviare il voto degli azionisti sull'offerta per Banca Generali, previsto per il 16 giugno, ha evitato a Piazzetta Cuccia il rischio di una sconfitta, visto che i soci contrari all'accordo hanno rafforzato le loro partecipazioni nelle ultime settimane.
E se Mercury ha ridotto la quota in Nexi al 3% dal 9,4%, Gamma Intermediate ha concluso un accelerated bookbuilding (abb) per vendere la sua intera partecipazione del 21,3% in Lottomatica a 22,5 euro per azione e uscire, quindi, dal capitale della società di scommesse.
Quanto a Eni ha firmato con Petronas a Kuala Lumpur un accordo quadro che pone le basi per la creazione della nuova società a partecipazione congiunta, che gestirà gli asset in Indonesia e Malesia attraverso una business combination.
Accordo anche tra Nextchem (Maire) e Newcleo: hanno ufficializzato il matrimonio con la firma della joint venture per dare vita a Nextcleo. La nuova società si occuperà di sviluppare la Conventional Island e la Balance of Plant di impianti nucleari di nuova generazione su scala commerciale basati sul reattore modulare avanzato da 200 MWe di Newcleo. Inoltre, si segnala che Berenberg ha aumentato il target price di Snam da 4,90 a 5,30 euro e ribadito il rating hold.
Infine, è da monitorare Digital Value, società attiva nel campo delle soluzioni e dei servizi Ict, che ha ricevuto l'aggiudicazione di cinque lotti relativi alla gara indetta da Consip nell'ambito delle Convenzioni Multibrand Software edizione 7. La gara mira a garantire alla pubblica amministrazione strumenti di alta qualità per la gestione e l'innovazione digitale.
Il valore complessivo dei lotti è di 158 milioni di euro, di cui 108,4 milioni di pertinenza del gruppo, oltre il 20% di massimali di legge a esaurimento della capienza dei lotti. La durata contrattuale è di 12 mesi, con decorrenza prevista nei prossimi mesi e il conseguente aumento del portafoglio contratti del gruppo per il 2025. (riproduzione riservata)