Il principale indice milanese ha chiuso appena sotto la parità con un calo dello 0,03% a 45.419 punti. Il Ftse Mib è stato trainato dalle ottime performance di Leonardo (+3,6%), Fincantieri (+3,4%) e Tenaris (+2,9%), mentre fra le blue chip hanno accusato forti perdite Nexi (-3,5%) e Diasorin (-3%).
Lo spread si è fermato a 62 punti, cambio euro/dollaro a 1,1854.
I principali listini del Vecchio Continente hanno concluso la giornata di lunedì misti: Dax -0,4%, Ftse 100 +0,2% e Cac 40 +0,06%.
Wall Street è chiusa per festività.
Il Ftse Mib sale dello 0,2% a 45.545 punti trainato da Leonardo (+3,2%), Unipol (+2,2%) e Tenaris (+2,4%). Scendono invece Enel (-2,6%), Stm (-2,4%) e A2a (-2%).
Spread Btp/Bund a 62 punti base, cambio euro/dollaro a 1,1862.
Senza Wall Street chiusa per festività Francoforte si limita a un +0,03%, Parigi a un +0,50%, Londra a un +0,38% e Milano a un +0,30% a 45.566 punti alle 14:45 con i titoli della difesa come Leonardo e i petroliferi come Saipem e Tenaris su di giri. Invece Eni si deve accontentare di un +0,20%. Meglio le banche con Unicredit in testa con un +1,23% e soprattutto Poste con un +2%.
I prezzi del petrolio salgono (futures sul Brent +0,28% a 67,94 dollari al barile) dopo che il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha annunciato di aver incaricato i vertici dell'Aeronautica militare, del ministero della Difesa e di Ukrenergo di predisporre ulteriori misure di protezione alla luce delle informazioni di intelligence secondo cui la Russia starebbe preparando un nuovo massiccio attacco.
I listini europei si muovono in moderato rialzo a metà giornata. Il Ftse Mib segna un progresso dello 0,35% a 45.588 punti, mentre l’Euro Stoxx 600 avanza dello 0,22%. Il sentiment resta costruttivo, favorito dall’assenza di volatilità esterna con Wall Street chiusa per festività e i mercati cinesi ancora fermi per il Capodanno lunare.
A Milano prevale un moderato ottimismo, con gli investitori concentrati sui temi domestici e sul rimbalzo del comparto finanziario: Unipol, Mediobanca e Poste Italiane avanzano di due punti percentuali, sostenendo l’indice principale.
Tra i titoli industriali, Leonardo registra un progresso del 2,77%, sostenuta da un nuovo contratto e dal recupero del comparto difesa e aerospazio europeo. Eni resta poco mossa (+0,28%), in un contesto energetico stabile, con il petrolio Wti attorno ai 62,9 dollari al barile. Meglio Saipem (+2,33%).
Nel segmento tecnologico, STMicroelectronics scende di due punti percentuali, risentendo del sentiment debole che coinvolge il comparto tech europeo. Tra le small e mid cap, EuroGroup Laminations resta al centro di forti vendite (-55%) nella seduta dopo la mancata operazione tra Ems e FountainVest.
L’indice Ftse Mib prosegue la seduta in crescita dello 0,34% a 45.586 punti alle 12:40, sostenuto da Leonardo, Poste, Unipol, Saipem e Tenaris, anche senza Wall Street chiusa per festività. Questa settimana il calendario finanziario sembra più un campo minato che una semplice agenda. Non tanto per quello che esce, quanto per come esce, in un contesto di liquidità ridotta. Il 16 febbraio i mercati Usa restano chiusi per il Presidents’ Day, il Canada osserva il Family Day, Brasile e Argentina sono fermi per il Carnevale e buona parte dell’Asia è in pausa per il Capodanno Lunare.
«La settimana parte con volumi sottili e un rischio classico: che il mercato si convinca che non sta succedendo niente proprio quando i dati in arrivo possono cambiare la narrativa su inflazione, crescita e banche centrali», sottolinea Gabriel Debach, market analyst di eToro.
Mentre Rio festeggia e Pechino riposa, l’unico asse attivo è quello che collega l’Europa all’India. A New Delhi il Summit sull’AI, con la presenza simultanea di Jensen Huang, Nvidia, e Sundar Pichai, Google, suggerisce annunci su infrastrutture AI nel sud globale. Attenzione anche al lancio del Pixel 10a, mercoledì, test per la capacità di Google di monetizzare l’AI nell’hardware.
Detto questo, «il cuore della settimana resta americano, anche se il flusso dati è concentrato nella seconda parte. Nella seconda metà della settimana arrivano i verbali dell’ultima riunione Fomc, in cui la Fed ha lasciato i tassi al 3,5-3,75% dopo tre tagli consecutivi nel 2025. Tre elementi saranno analizzati: quanto la Fed si dice «data dependent», quanto è preoccupata per l’inflazione di servizi e quanto teme gli effetti del lungo ciclo di rialzi sulle condizioni finanziarie», spiega Debach.
Venerdì arriva il blocco pesante di dati Usa: pil del quarto trimestre, atteso intorno al +3% annualizzato, in rallentamento dal +4,4% precedente. Reddito e spesa delle famiglie di dicembre, con consumi attesi a +0,4% mese su mese. E soprattutto core Pce, il dato di inflazione preferito dalla Fed, atteso a +0,3% mese su mese. Il punto, conclude Debach, «non sarà solo se un dato sorprende al rialzo o al ribasso. Il rischio vero è una combinazione in cui la crescita rallenta più del previsto ma il core Pce fatica a scendere. Sarebbe lo scenario meno gradito a una Borsa che sta già facendo i conti con multipli compressi e capex AI in accelerazione». Nel frattempo, il dollaro si stabilizza nei confronti dell’euro che vale 1,1862 e il rendimento del Treasury a 10 anni flette al 4,047%, viceversa quello del Btp 10 anni sale al 3,37%.
Le borse europee restano in rialzo (Dax +0,05%, Cac40 +0,27%, Ftse100 +0,13% e Ftse Mib +0,38% a 45.603 punti alle 11:25 con Leonardo e Unipol in testa, seguite da Mediobanca, Poste Italiane e Unicredit) anche se la produzione industriale a dicembre su base annuale in Eurozona ha registrato un +1,2%, in calo rispetto al precedente +2,2%, ma in linea con le stime degli economisti. -1,4% su base mensile, in calo rispetto al precedente +0,3% (la previsione era -1,5%). L’euro resta in rialzo dello 0,09% a 1,1863 dollari.
Lo spread Btp/bund è fermo a quota 60,60 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in lieve aumento al 3,37%. Il controvalore dei titoli di Stato italiani detenuti dagli investitori esteri ha toccato a novembre un nuovo record. Dai dati pubblicati da Banca d'Italia è emerso che a novembre il controvalore dei titoli di Stato detenuti dagli investitori esteri è aumentato a 880,451 miliardi, nuovo massimo dall'introduzione dell'euro, da 871,470 miliardi di ottobre.
Viceversa, il controvalore in mano al retail è sceso a 407,505 miliardi dai 408,775 miliardi del mese precedente. In base ai calcoli di Reuters sui dati di Via Nazionale, sul totale in circolazione la quota detenuta dagli esteri è salita al 33,6% dal 33,2% del mese precedente; pressoché invariata quella in mano a famiglie e imprese non finanziarie al 15,6% dal 15,5%. Il debito pubblico italiano nell'ultimo mese del 2025 è sceso a 3.096 miliardi di euro dai 3.124 miliardi del mese prima.
L’indice Ftse Mib si rafforza (+0,58% a 45.694 punti alle 10:35) anche senza la bussola di Wall Street chiusa per festività. Merito di Bper, Unicredit, Mediobanca, Unipol e Leonardo, in crescita, tutte, di due punti percentuali circa. Sotto pressione, viceversa, Stm, Amplifon, Diasorin ed Enel. Continua a non aprire (-50% teorico) Eurogroup Laminations dopo che è saltata l’opa di Fountainvest.
Il prezzo del petrolio Brent flette dello 0,30% a 67,58 dollari al barile. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi, ha detto che incontrerà oggi, 16 febbraio, il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica dell'Onu, Rafael Grossi, in vista dei colloqui sul nucleare tra Stati Uniti e Iran per affrontare la loro disputa sul programma nucleare di Teheran e scongiurare un conflitto mentre navi da guerra statunitensi vengono dispiegate in Medio Oriente. «Ciò che non è sul tavolo è la sottomissione di fronte alle minacce», ha scritto Araqchi in un post su X.
Borse europee positive in avvio di seduta con Wall Street chiusa per festività. Il Dax segna un un +0,41%, il Cac40 un +0,10% come il Ftse100 e il Ftse Mib un +0,24% a 45.539 punti. L’assenza di contrattazioni per i listini americani riduce i volumi e porta gli operatori a concentrarsi sui verbali della Fed attesi per mercoledì 18 febbraio, mentre proseguono le aspettative di un taglio dei tassi dopo il rallentamento dell’inflazione statunitense e sul valutario il dollaro scende contro l’euro (1,1867, +0,12%), viceversa è più forte contro lo yen.
Sul listino milanese Pirelli perde lo 0,47% a 6,35 euro con Sinochem, il maggior azionista del gruppo, che sta valutando l'emissione di un bond convertibile con sottostante una parte - 10-15% - della sua partecipazione nel produttore di pneumatici, in modo da ridurre temporaneamente la propria quota ed evitare restrizioni alla vendita di alcuni dei suoi prodotti negli Stati Uniti.
Vendite anche su Eni (-0,13% a 18,16 euro) dopo che gli Stati Uniti hanno allentato le sanzioni sul settore energetico venezuelano, rilasciando due licenze generali che consentono alle major energetiche globali di riprendere le operazioni oil&gas nel Paese membro dell'Opec e ad altre aziende di negoziare contratti di investimento in nuove attività.
Al contempo un’agenzia nazionale per il petrolio e il gas dell’Angola, l'Anpg, ha dichiarato di aver individuato una nuova scoperta di petrolio nel Blocco 15/06, operato da Azule Energy, una joint venture tra BP ed Eni che ha confermato la scoperta con stime preliminari di 500 milioni di barili di olio.
Il pozzo, avviato il 10 gennaio 2026, è stato perforato dall'impianto per acque profonde Saipem 12000 a una profondità d'acqua di 667 metri. Il pozzo ha incontrato arenarie mineralizzate ad olio in diversi intervalli del Miocene superiore, caratterizzate da eccellenti proprietà petrofisiche.
In recupero Stellantis (+0,79% a 6,66 euro) sta silenziosamente rilanciando le versioni diesel di almeno sette modelli di auto e furgoni passeggeri in tutta Europa, mentre si allontana dai veicoli elettrici.
Invece, Interpump non rimbalza (-1,98% a 40,68 euro) dopo aver chiuso la seduta di venerdì 13 febbraio in calo del 18% dopo aver annunciato conti 2025 sotto le attese e una guidance sul 2026 che ha deluso gli investitori. Kepler Cheuvreux ha tagliato il rating sull’azione da buy a hold e il target price da 52 a 45 euro.
Tra le banche bene Unicredit (+1,79% a 72,61 euro), Mediobanca (+1,84% a 18,015 euro) e Mps, in rialzo dell’1,60% a 8,32 euro. A seguito delle dimissioni del consigliere Stefano Di Stefano, il cda ha nominato il consigliere indipendente Raffaele Oriani come nuovo componente del Comitato rischi e sostenibilità.
Mentre Banca Ifis (+0,39% a 25,6 euro) ha comunicato che Preve Costruzioni Spa, legata a Riccardo Preve, ha effettuato due acquisti di azioni ordinarie della società. La prima operazione ha interessato 19.000 azioni acquistate al prezzo di 25,7189 euro ciascuna; la seconda 16.000 azioni acquistate al prezzo di 25,2823 euro ciascuna. In totale, Preve Costruzioni ha acquisito 35.000 azioni ordinarie per complessivi 893.175,90 euro. Inoltre, Riccardo Preve, non tramite società, ha acquistato 2.000 azioni della banca a un prezzo di 25,04 euro, per un controvalore di 50.080 euro.
Salta l’opa di Fountainvest su Eurogroup Laminations (-50% teorico). Il socio di maggioranza, Ems, e l’acquirente, Fountainvest, fondo di private equity cinese, hanno rinunciato all’operazione sulla società di Baranzate che produce laminazioni e nuclei per motori elettrici, generatori e trasformatori. Il motivo sta nel fatto che il procedimento avviato in India per il rilascio dell’autorizzazione in materia di investimenti esteri diretti, una delle condizioni sospensive per la conclusione dell’operazione, «è stato interrotto a fronte di complessità sopraggiunte durante il processo», hanno spiegato le due parti.
E se Landi Renzo (+3,19% a 0,97 euro) ha ottenuto la proroga della composizione negoziata della crisi d’impresa per ulteriori 180 giorni al fine di chiudere il processo di ristrutturazione in corso, Sanlorenzo (+4,34% a 34,85 euro) ha chiuso il 2025 con ricavi in crescita del 3,2% e un utile netto di 107,4 milioni (+4,2%). La raccolta ordini è salita del 16% a 943,1 milioni.
Si ricorda che il periodo di adesione dell'opa promossa da Crane NXT su Antares Vision (+0,20% a 5,06 euro) avrà inizio oggi, 16 febbraio, e terminerà il 6 marzo. Infine, si segnala che Berenberg ha confermato il rating buy e il target price a 85 euro su Pharmanutra (+1,59% a 63,8 euro): «a seguito della visita presso la sede centrale dell’azienda a Pisa, riteniamo che la nostra tesi d’investimento resti intatta. A nostro avviso, PharmaNutra combina una domanda trainata dalla diagnosi, tecnologia proprietaria e un modello di espansione a basso assorbimento di capitale, con una crescita internazionale ancora in fase iniziale e non pienamente riflessa nelle aspettative sugli utili», spiega il broker.
L’esercizio 2025 ha registrato una crescita dei ricavi del +14% su base annua (dati preliminari pubblicati a gennaio). «Prevediamo che nel 2025 i margini si siano temporaneamente diluiti a causa degli investimenti per l’espansione, mentre il 2026 dovrebbe segnare un passaggio verso una maggior leva operativa. Per il 2026 stimiamo una crescita dei ricavi del +16% e del margine ebitda di 160 punti base, grazie alla crescita internazionale e alla moderazione dell’intensità degli investimenti che sosterranno la redditività», prevede Berenberg. «Dal punto di vista della valutazione e sulla base delle nostre stime, PharmaNutra tratta a 14 volte l’ebitda 2026, con uno sconto del 35% rispetto al suo competitor più vicino, BioGaia. Ci aspettiamo una rivalutazione man mano che la crescita internazionale accelererà».
Borse europee attese poco mosse (+0,03% il futures sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta con Wall Street chiusa per il Presidents' Day 2026 come i listini cinesi per il Capodanno Lunare, mentre il Nikkei giapponese si è limitato a un +0,03% a causa dei dati deludenti sulla crescita economica nel quarto trimestre del 2025: il pil giapponese è cresciuto solo dello 0,2% su base annua nel quarto trimestre (-2,3% nel trimestre precedente), molto al di sotto delle previsioni dell’1,6%.
Le misure di stimolo introdotte da Tokyo alla fine del 2025 hanno fatto poco per sostenere la crescita. I segnali di un indebolimento dell’economia giapponese hanno ridimensionato le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi di interesse da parte della Banca del Giappone.
Lo yen è debole nei confronti del dollaro che scambia a 153,197 (+0,43%), mentre l’euro vale 1,1864 dollari (+0,10%). Alle 11 è in agenda la produzione industriale a dicembre dell’Eurozona e alle 16 il super indice a dicembre degli Stati uniti. Prima alle 14:25 parla Michelle Bowman, vicepresidente della Fed per la supervisione, e alle 18:40 Joachim Nagel, presidente della Bundesbank.
Tra le materie prime, i prezzi dell’oro e dell’argento scendono in un contesto di incertezza persistente sui tassi di interesse statunitensi, soprattutto dopo i dati contrastanti sull’inflazione. I mercati dei metalli rimangono volatili dopo aver registrato forti oscillazioni nelle ultime due settimane, con oro e argento ancora ben al di sotto dei picchi di fine gennaio. L’oro spot cala dello 0,65% a 4.988 dollari l’oncia, mentre l’argento spot del 2,18% a 76,02 dollari l’oncia. I volumi di scambio sono contenuti, con i mercati di Cina, Corea del Sud e Stati Uniti chiusi.
Le perdite di fine gennaio dell’oro sono state innescate dalla nomina, da parte del presidente statunitense Donald Trump, di Kevin Warsh come prossimo presidente della Federal Reserve dopo la scadenza del mandato di Jerome Powell a maggio. Warsh è percepito come una scelta meno accomodante, alimentando i timori che le condizioni monetarie negli Stati Uniti non si allenteranno in modo significativo nei prossimi anni. I futures implicano una probabilità del 68% che la Fed tagli i tassi a giugno e prevedono un allentamento di 62 punti base per l'anno in corso.
«L’attenzione del mercato si sta gradualmente spostando verso il potenziale impatto dei dazi, che non è ancora pienamente emerso nei dati economici e sull’inflazione, e permangono dubbi sulla futura credibilità della Fed. Un contesto simile intensificherà l’appetito degli investitori per asset reali come l’oro», affermano gli analisti di Anz, aggiungendo che la loro visione di lungo periodo sull’oro rimane in gran parte positiva.
Sul listino milanese attenzione a Pirelli con Sinochem, il maggior azionista del gruppo, che sta valutando l'emissione di un bond convertibile con sottostante una parte - 10-15% - della sua partecipazione nel produttore di pneumatici, in modo da ridurre temporaneamente la propria quota ed evitare restrizioni alla vendita di alcuni dei suoi prodotti negli Stati Uniti.
Focus anche su Eni dopo che gli Stati Uniti hanno allentato le sanzioni sul settore energetico venezuelano, rilasciando due licenze generali che consentono alle major energetiche globali di riprendere le operazioni oil&gas nel Paese membro dell'Opec e ad altre aziende di negoziare contratti di investimento in nuove attività.
Al contempo un’agenzia nazionale per il petrolio e il gas dell’Angola, l'Anpg, ha dichiarato di aver individuato una nuova scoperta di petrolio nel Blocco 15/06, operato da Azule Energy, una joint venture tra BP ed Eni che ha confermato la scoperta con stime preliminari di 500 milioni di barili di olio.
Il pozzo, avviato il 10 gennaio 2026, è stato perforato dall'impianto per acque profonde Saipem 12000 a una profondità d'acqua di 667 metri. Il pozzo ha incontrato arenarie mineralizzate ad olio in diversi intervalli del Miocene superiore, caratterizzate da eccellenti proprietà petrofisiche.
Quanto a Stellantis sta silenziosamente rilanciando le versioni diesel di almeno sette modelli di auto e furgoni passeggeri in tutta Europa, mentre si allontana dai veicoli elettrici.
Invece, Interpump ha chiuso la seduta di venerdì 13 febbraio in calo del 18% dopo aver annunciato conti 2025 sotto le attese e una guidance sul 2026 che ha deluso gli investitori.
Tra le banche è da monitorare Mps perché, a seguito delle dimissioni del consigliere Stefano Di Stefano, il cda ha nominato il consigliere indipendente Raffaele Oriani come nuovo componente del Comitato rischi e sostenibilità.
Mentre Banca Ifis ha comunicato che Preve Costruzioni Spa, legata a Riccardo Preve, ha effettuato due acquisti di azioni ordinarie della società. La prima operazione ha interessato 19.000 azioni acquistate al prezzo di 25,7189 euro ciascuna; la seconda 16.000 azioni acquistate al prezzo di 25,2823 euro ciascuna. In totale, Preve Costruzioni ha acquisito 35.000 azioni ordinarie per complessivi 893.175,90 euro. Inoltre, Riccardo Preve, non tramite società, ha acquistato 2.000 azioni della banca a un prezzo di 25,04 euro, per un controvalore di 50.080 euro.
E se Landi Renzo ha ottenuto la proroga della composizione negoziata della crisi d’impresa per ulteriori 180 giorni al fine di chiudere il processo di ristrutturazione in corso, Sanlorenzo ha chiuso il 2025 con ricavi in crescita del 3,2% e un utile netto di 107,4 milioni (+4,2%). La raccolta ordini è salita del 16% a 943,1 milioni.
Si ricorda che il periodo di adesione dell'opa promossa da Crane NXT su Antares Vision avrà inizio oggi, 16 febbraio, e terminerà il 6 marzo. Infine, si segnala che Berenberg ha confermato il rating buy e il target price a 85 euro su Pharmanutra: «a seguito della visita presso la sede centrale dell’azienda a Pisa, riteniamo che la nostra tesi d’investimento resti intatta. A nostro avviso, PharmaNutra combina una domanda trainata dalla diagnosi, tecnologia proprietaria e un modello di espansione a basso assorbimento di capitale, con una crescita internazionale ancora in fase iniziale e non pienamente riflessa nelle aspettative sugli utili», spiega il broker.
L’esercizio 2025 ha registrato una crescita dei ricavi del +14% su base annua (dati preliminari pubblicati a gennaio). «Prevediamo che nel 2025 i margini si siano temporaneamente diluiti a causa degli investimenti per l’espansione, mentre il 2026 dovrebbe segnare un passaggio verso una maggior leva operativa. Per il 2026 stimiamo una crescita dei ricavi del +16% e del margine ebitda di 160 punti base, grazie alla crescita internazionale e alla moderazione dell’intensità degli investimenti che sosterranno la redditività», prevede Berenberg. «Dal punto di vista della valutazione e sulla base delle nostre stime, PharmaNutra tratta a 14 volte l’ebitda 2026, con uno sconto del 35% rispetto al suo competitor più vicino, BioGaia. Ci aspettiamo una rivalutazione man mano che la crescita internazionale accelererà». (riproduzione riservata)