Piazza Affari chiude la seduta sopra 43 mila punti e si conferma maglia rosa in Europa. Il Ftse Mib ha terminato gli scambi in rialzo dell’1,1%, trascinato dai titoli del lusso. Brunello Cucinelli ha guadagnato il 5,7% dopo che Jp Morgan ha avviato la copertura sulla maison italiana. Ma anche il titolo Moncler (+3,3%) ha chiuso ben oltre la parità grazie alle indiscrezioni su possibili nuovi stimoli in arrivo dalla Cina, uno dei principali mercati del settore della moda.
Oltre al lusso, a Piazza Affari hanno corso Stm (+4%) in attesa del tavolo al Mimit con i ministri Giancarlo Giorgetti e Adolfo Urso per delineare il futuro degli impianti italiani del gigante italo-francese dei chip. Bene anche Leonardo (+3,7%), che ha stretto i tempi con Airbus e Thales sull’alleanza sui satelliti.
Tra i peggiori titoli spicca invece Amplifon (-2,3%) nel giorno in cui la società delle soluzioni per l’udito ha annunciato i nuovi target sulle emissioni. Seduta in rosso infine per Tenaris (-0,9%), Interpump (-0,9%) e Diasorin (-1%).
La settimana è iniziata con il piede giusto anche per il Cac 40 (+0,9%), che ha retto al declassamento di Fitch da AA- ad A+. Il Dax ha chiuso in rialzo dello 0,3% e l’Ibex 35 dello 0,6%, con la sola Londra piatta. Le borse europee guardano ora alla Fed, che mercoledì 17 settembre dovrebbe tornare a tagliare i tassi dello 0,25% portandoli al 4-4,25%.
Il calo del costo del denaro negli Usa ha indebolito il biglietto verde e spinto il cambio euro-dollaro a quota 1,176 (+0,3%) mentre l’oro (che non genera rendimenti e quindi è avvantaggiato dalle sforbiciate sui tassi) è salito sopra 3.700 dollari l’oncia (+0,6%). Durante la seduta lo spread tra Btp e Bund a 10 anni è sceso a 80 punti, mentre la distanza tra decennali italiani (3,5%) e francesi (3,47%) si è ristretta a tre punti base.
Dopo l’apertura in rialzo di Wall Street (Nasdaq +0,6%) il Ftse Mib regge sopra 43 mila punti. Alle 15:30 il principale listino italiano continua a guadagnare l’1% trainato dai titoli del lusso. Brunello Cucinelli sale del 4,2% (Jp Morgan ha avviato la copertura sul titolo dei piumini) mentre Moncler del 3,4% grazie alle indiscrezioni sui nuovi stimoli in arrivo dalla Cina, uno dei principali mercati al mondo per la moda.
Seguono Leonardo, che guadagna il 3,1% con l'avvicinarsi dell’accordo sui satelliti con Thales e Airbus, e Intesa Sanpaolo (+2,6%). Anche Stm (+2,4%) corre in attesa del tavolo al Mimit sui progetti della società dei chip in Italia. A Piazza Affari soffrono invece Snam (-0,9%), Tenaris (-0,9%), Italgas (-0,8%) e Diasorin (-0,75%).
Il Ftse Mib tiene la maglia rosa in Europa, tallonato dal Cac 40, che guadagna lo 0,9% nonostante la crisi politica in Francia. Deboli gli altri principali indici europei (Dax piatto e Ftse 100 -0,1%). Gli occhi degli investitori sono puntati sulla Fed che mercoledì 17 settembre dovrebbe tornare a tagliare i tassi d’interesse di 25 punti base (i fed fund sono al 4,25-4,5%), per poi effettuare altre due sforbiciate della stessa misura entro dicembre vista la debolezza del mercato del lavoro.
I mercati azionari del Vecchio continente si confermano positivi (+1,10% a 43.034 punti l’indice Ftse Mib alle 14:50 grazie alle banche e ai titoli del lusso) in attesa dell’avvio di Wall Street (+0,20% il futures sul Dow Jones e +0,26% quello sull’S&P500), anche se è crollato più del previsto l'indice manifatturiero Empire State di New York: a -8,7 punti a settembre dagli 11,9 punti di agosto. Le stime degli economisti erano per una discesa più contenuta fino a 4,3 punti.
Fra le varie componenti dell'indice, quella sui nuovi ordini è peggiorata a -19,3 punti (variazione di -35), mentre quella sulle consegne a -17,3 punti (variazione di -29,5). Dopo il dato e nella settimana della riunione della Fed (scontato un taglio dei tassi di 25 punti base il 17 settembre), il dollaro accentua il ribasso nei confronti dell’euro che passa di mano a 1,1767 (+0,42%). Il rendimento dei Treasury Usa 10 anni scende al 4,038%
Milano, grazie alla forza di Bper, Moncler, Brunello Cucinelli e Leonardo, e Parigi sono le piazze migliori con un +1,06% e un +1,23%, rispettivamente, alle 13:45. Questo anche se venerdì 12 settembre l’agenzia di rating Fitch ha declassato di un notch il merito creditizio della Francia da AA- ad A+, portando i titoli di Stato a perdere la doppia A raggiungendo un livello mai registrato prima. Le ragioni principali risiedono nell’elevato debito francese e nella frammentazione politica che ostacola il consolidamento fiscale. Il calendario segna altre due date cruciali: il 24 ottobre Moody’s e il 28 novembre S&P, che a maggio aveva confermato il rating AA-.
Guardando al mercato dei tassi, «lo spread decennale tra il titolo di Stato francese e quello tedesco prezza in area 80 punti base 879 punti base per la precisione, ndr) già dalla seconda metà di agosto, incorporando, quindi, questo evento negativo», sottolinea Massimo Spagnol, Fixed Income Portfolio Manager di Generali Asset Management.
Ora il mercato attende di capire se Sébastien Lecornu, appena nominato premier, avrà la forza di far approvare la legge di Bilancio e con quali misure di riduzione del debito. La finanziaria presentata dall’ormai ex premier Bayrou a luglio, caratterizzata da tagli record pari a 44 miliardi, «sarà ritoccata, ma probabilmente non stravolta e dovrà essere presentata in Parlamento nella prima metà di ottobre. L’evoluzione dello spread dipenderà dall’approvazione della legge di bilancio e quindi dall’equilibrio politico francese», precisa Spagnol.
Per il momento Spagnol non si aspetta ulteriori allargamenti, ma la situazione va attentamente monitorata di settimana in settimana. «Probabilmente lo spread rimarrà in area 75-80 punti base per tutto il mese di settembre e fino a nuovi aggiornamenti, visto la criticità della situazione francese», prevede l’esperto.
Il downgrade di Fitch e un ulteriore allargamento dello spread potrebbero, invece, penalizzare le banche francesi e la loro stabilità, avverte l’esperto. Infine, va evidenziato che il decennale francese e il decennale italiano stanno prezzando attualmente quasi lo stesso livello di tasso (3,49% vs 3,52%), ancorché le valutazioni delle agenzie internazionali di rating fino ad oggi danno un quadro economico, finanziario e fiscale più stabile per lo Stato italiano rispetto a quello francese, in particolare guardando al controllo della dinamica del debito. Lo spread Btp/Bund rimane, invece, ancorato ai minimi dal 2009 a 81,6 punti base.
Le borse europee si rafforzano, eccetto Londra ferma sulla parità, con Wall Street vista aprire in territorio positivo (+0,15% il futures sul Dow Jones e +0,13% quello sull’S&P500) nella settimana della Fed. Il Dax avanza dello 0,37%, il Cac40 dell’1,08% e Ftse Mib dell’1% a 42.992 punti alle 12:50 con solo le utilities, Tenaris, Eni, Amplifon, Diasorin e Recordati in calo.
La pressione sulla Fed per un taglio dei tassi di interesse è sempre più forte. «Si prevede universalmente che taglierà i tassi per la prima volta nel 2025. Non ci aspettiamo un taglio jumbo di 50 punti base, poiché ciò darebbe un sentore di panico e potrebbe provocare un sell-off nel mercato finanziario. Oltre alla riunione della Fed, le vendite al dettaglio di agosto martedì e le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione giovedì forniranno ulteriori dettagli sulla portata del rallentamento economico statunitense», afferma il team di Ebury.
Mentre la riunione di settembre della Bce non ha regalato grandi sorprese come ci si aspettava, e il mercato non si aspetta ulteriori tagli. Ciononostante, la chiusura del divario dei tassi d'interesse con gli Stati Uniti (un aspetto positivo per la valuta comune) è per ora controbilanciata dalle preoccupazioni sul quadro fiscale francese, aggiunge il team di Ebury. «Come nel Regno Unito, anche tagli modesti sembrano essere politicamente impossibili e il deficit francese è il peggiore dell'Eurozona. Livelli di tassazione già altissimi rendono difficile colmare il divario attraverso il consueto espediente degli aumenti fiscali. Il declassamento del rating sovrano della Francia da parte di Fitch durante il fine settimana sottolinea il problema. Questa settimana è tranquilla per l'Eurozona, quindi l'euro si muoverà in base agli eventi in altre aree». Al momento la moneta unica sale dello 0,29% a 1,1752 dollari.
I riflettori saranno puntati anche su quale aspetto della stagflazione il presidente della Fed, Jerome Powell, sceglierà di focalizzarsi: il rallentamento del mercato del lavoro, un problema più urgente dopo che il Bureau of labor statistics ha rivelato di aver enormemente sovrastimato la creazione di posti di lavoro o un tasso di inflazione che è ancora chiaramente al di sopra dell'obiettivo, ancor prima che una significativa pressione al rialzo derivante dai dazi si manifesti nei dati. «Non invidiamo la posizione della Fed in questo momento», conclude Ebury.
Con i futures statunitensi in leggero rialzo (+0,20% quello sul Dow Jonese e +0,09% quello sull’S&P500 alle 11:50), Milano si conferma in territorio positivo (+0,76% a 42.889 punti), con le azioni del lusso, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bper, la Popolare di Sondrio, Leonardo e Stm i migliori. L’euro schizza dello 0,25% a 1,1747 dollari dopo che è cresciuto decisamente più del previsto il surplus della bilancia commerciale dell'Eurozona: a luglio ha registrato un attivo di 12,4 miliardi di euro, rispetto all'avanzo di 8 miliardi di giugno. Il dato si confronta con gli 11,7 miliardi attesi dagli economisti.
In particolare, le esportazioni sono state pari a 251,5 miliardi, in aumento dello 0,4% su anno, mentre le importazioni sono salite del 3,1% a 239,1 miliardi. L'interscambio commerciale all'interno dell'area della moneta unica si è attestato a 226,1 miliardi (+1,9% rispetto a luglio del 2024). Per l'intera Unione Europea si è registrato un avanzo di 12,1 miliardi con le esportazioni scese dello 0,5% a 227,7 miliardi, mentre le importazioni hanno registrato una crescita dell’1,2% a 215,6 miliardi.
Lo spread Btp/Bund scende sotto 82 punti base a 81,9. La settimana si presenta vivace sul primario con un'offerta da calendario intorno ai 25 miliardi di euro, nei calcoli di Ifr, che vedrà attivarsi sul medio-lungo Germania, Francia e Spagna.
Piazza Affari accelera al rialzo (+0,99% a 42.987 punti alle 10:35) con le banche (Intesa Sanpaolo +2%), i titoli del lusso come Brunello Cucinelli (+3,8%) e Moncler (+3,57%) e Leonardo (+2,14%). L’euro sale dello 0,16% a 1,1736 dollari. A luglio il debito pubblico italiano è diminuito di 14,5 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 3.056,3 miliardi. Il calo, ha spiegato Banca d’Italia, riflette l'avanzo di cassa delle amministrazioni pubbliche (14,2 miliardi), la riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (0,2 miliardi, a 46,8), nonché l'effetto degli scarti e dei premi all'emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione dei tassi di cambio (0,1 miliardi).
Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, la diminuzione del debito delle amministrazioni pubbliche si riferisce essenzialmente a quello delle Amministrazioni centrali, sceso di 14,4 miliardi; quello delle Amministrazioni locali si è ridotto di 0,1 miliardi mentre quello degli Enti di previdenza è rimasto pressoché invariato. La vita media residua del debito è rimasta stabile a 7,9 anni. Lo scorso luglio la quota del debito detenuta dalla Banca d'Italia ha continuato a diminuire, collocandosi al 19,5% (dal 19,6 del mese precedente). A giugno (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quella detenuta dai non residenti era aumentata al 33,6% (dal 33,2% dello scorso maggio) e quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) era aumentata al 14,2% (dal 14,1% in maggio). Lo spread Btp/Bund scende a 82 punti base.
Borse europee positive in avvio di seduta (Francoforte +0,44%, Londra +0,08% e Milano +0,58% a 42.813 punti). Anche Parigi sale dello 0,41% anche se l’agenzia di rating Fitch venerdì 12 settembre ha declassato di un gradino la Francia da AA- ad A+, downgrade già prezzato dai mercati. Dopo la dissoluzione a sorpresa dell’Assemblée nationale nel giugno 2024 e le crisi a catena che hanno travolto Michel Barnier e François Bayrou, diverse tra le principali agenzie avevano collocato la Francia in categoria AA- e outlook negativo.
A seguire altre due date cruciali: il 24 ottobre, quando arriverà il giudizio di Moody’s e il 28 novembre, con quello di S&P che a maggio aveva confermato AA-. Il neo premier, Sébastien Lecornu, il quinto in meno di due anni, non deve solo affrontare il problema del maxi debito pubblico, ma anche le proteste sociali con i sindacati pronti a scendere in piazza giovedì 18 settembre per una giornata di scioperi e manifestazioni contro l’austerità. Gli investitori attendono di capire se Lecornu avrà la forza di far approvare la legge di Bilancio e con quali misure di riduzione del debito.
La finanziaria presentata da Bayrou a luglio con tagli record per 44 miliardi di euro sarà ritoccata ma probabilmente non stravolta. Dovrebbe essere presentata in parlamento ai primi di ottobre. Sempre venerdì, S&P ha alzato il rating sul credito sovrano a lungo termine di Madrid da A ad A+, citando un miglioramento delle finanze grazie al settore privato. Intanto il rendimento degli Oat 10 anni francesi si è stabilizzato al 3,50%, quello del Bund scende al 2,70%, dei Bonos al 3,27% e del Btp di pari scadenza al 3,53%. La Germania offre in asta 3 miliardi di Bubill scadenza 16 settembre 2026.
Mentre perdurano le preoccupazioni sulla sua indipendenza, la Federal Reserve si riunisce il 17 settembre per definire la politica monetaria e la sua decisione potrebbe dettare il tono dei mercati per il resto dell'anno. Gli economisti si aspettano che l'istituto centrale riprenda ad allentare i tassi dopo una pausa di nove mesi. Nelle ultime due settimane, le cattive notizie sul fronte dell’occupazione americana hanno rafforzato le attese per un taglio da almeno 25 punti base, senza escludere un più corposo -50 punti base. Entro dicembre sono prezzati almeno 75 punti base di riduzione.
Sempre il 17 settembre arriverà anche il verdetto sui tassi della Bank of Canada che dovrebbe ridurre il costo del denaro di mezzo punto percentuale a fronte del deterioramento del mercato del lavoro e di un'economia stagnante. Invece, la Banca d'Inghilterra dovrebbe mantenere i tassi invariati giovedì 18 settembre, lo stesso giorno si riunisce la banca centrale norvegese che dovrebbe ridurre i tassi di un quarto di punto. Difficile, infine, che la BoJ li alzi venerdì.
Invece, sebbene la Banca Centrale Europea si concentri sull'inflazione media nella zona euro, è importante che i tassi di inflazione dei Paesi non divergano ulteriormente nel lungo periodo, ha avvertito il governatore austriaco e membro del consiglio della Bce, Martin Kocher, in un'intervista sul quotidiano austriaco Die Presse.
Sul listino milanese salgono le banche anche se la Lega a quanto pare intende chiedere ai principali istituti di credito nazionali, tra cui Intesa Sanpaolo (+1% a 5,52 euro), Unicredit (+0,99% a 67,36 euro), Banco Bpm (+0,72% a 12,65 euro) e Mps (+1,16% a 8,46 euro) di contribuire con almeno 1 miliardo di euro alla legge di bilancio 2026. Il leader, Matteo Salvini, conta di incontrare nei prossimi giorni i vertici degli istituti coinvolti. Mentre il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha dichiarato che le banche italiane devono consolidarsi per affrontare le sfide poste dai colossi tecnologici, che si preparano a competere per quote di mercato nel settore finanziario.
Restando nel settore, Banco Desio (+0,26% a 7,61 euro) è pronta a procedere con il riassetto del ramo assicurativo danni ed è in cerca di nuove alleanze, secondo MF-Milano Finanza. Gli inviti per partecipare alla gara sarebbero stati inviati prima della pausa estiva con le offerte non vincolanti attese tra fine settembre e inizio ottobre. Una decina di compagnie sta studiando il dossier che vale 50 milioni di euro in premi danni.
Acquisti su Leonardo (+1% a 51,04 euro) che con i gruppi aerospaziali europei Thales e Airbus sta accelerando i piani per la joint venture da 10 miliardi di euro che unirebbe le loro attività satellitari e puntano a un primo accordo nelle prossime settimane, secondo quanto hanno riferito a Reuters fonti vicino al dossier. In un'intervista a Il Corriere della Sera, il ceo di Airbus Defence and Space, Michael Schoellhorn, ha dichiarato che le tre società potrebbe firmare un accordo iniziale già quest'anno.
Viceversa, nel caso di Snam (-0,54% a 5,11 euro) il closing sull'acquisto da Infinity Investments del 25% nel capitale di Vier Gas Holding, società che possiede indirettamente l'intero capitale di Open Grid Europe, previsto a fine settembre, va verso uno slittamento. L'operazione, conclusa dall'ex ad, Stefano Venier, secondo Il Sole 24 Ore, è oggetto di una riflessione approfondita da parte dell'azienda e i suoi azionisti. Pesano anche le preoccupazioni del governo tedesco per la presenza dei cinesi di State Grid in Cdp Reti, che a sua volta controlla poco più del 30% di Snam.
Bene Stm, in rialzo dell’1,53% a 22,53 euro, mentre a Parigi, secondo La Stampa, è partito il processo per individuare il successore del ceo Jean-Marc Chery il cui mandato scade nel 2027, e Stellantis, in crescita dello 0,89% a 8,066 euro. Il brand statunitense Ram ha annunciato di aver rinunciato allo sviluppo di una versione fully-electric del pick up Ram 1500, in risposta alle indicazioni dei clienti e al rapido venir meno della domanda per veicoli di questo tipo.
E se Jp Morgan ha avviato la copertura del titolo Brunello Cucinelli (+2,25% a 99,9 euro) con un rating overweight e un target price a 125 euro, la Juventus (+0,82% a 2,96 euro) ha vinto 4-3 il derby d'Italia contro l'Inter, al contrario la Lazio (-0,46% a 1,09 euro) nella terza giornata di campionato ha perso a Sassuolo 1-0.
Borse europee attese positive in avvio di seduta (+0,32% il futures sull’Eurostoxx50) nella settimana della riunione della Federal Reserve (17 settembre). Il presidente statunitense, Donald Trump, ha previsto un «taglio forte» dei tassi di interesse, il primo in nove mesi. «Penso che ci sarà un forte taglio» ha detto Trump domenica 14 settembre. «È il momento perfetto per un taglio», complice un mercato del lavoro in rallentamento e un’inflazione ostinata, al di sopra dell’obiettivo del 2% della Fed e potrebbe salire ulteriormente se i dazi spingessero al rialzo i costi. Gli economisti si aspettano una riduzione del costo del denaro di 25 punti base. C’è anche la possibilità, seppur minima, di un taglio di mezzo punto.
In Europa, invece, il declassamento del rating della Francia da parte di Fitch getta un'ombra sul nuovo premier, Sébastien Lecornu, al lavoro per presentare al Parlamento una prima bozza del bilancio 2026 entro il 7 ottobre, con una possibile proroga fino al 13 ottobre. Citando l'instabilità politica e l'aumento del debito (il deficit della Francia è il più ampio dell’area euro, con il debito che cresce di 5.000 euro al secondo), Fitch ha tagliato il rating da AA- ad A+, portando Parigi al livello più basso mai registrato, sotto il Regno Unito e allo stesso livello del Belgio. Il rendimento dei titoli di Stato francesi, gli Oat, a 10 anni sale al 3,51%, quello del Bund 10 anni al 2,71% e quello del Btp decennale scende al 3,54%.
Naturalmente il downgrade di Fitch «può aumentare la pressione sugli Oat rispetto ad altri titoli di Stato europei», ha previsto Stephen Spratt, strategist di Societe Generale. «I titoli di Stato italiani a 10 anni già scambiano con condizioni più favorevoli rispetto agli Oat su alcune metriche e un ulteriore deterioramento del sentiment intorno alla Francia potrebbe portare i Btp a rafforzarsi ulteriormente in termini relativi, nel breve periodo».
L’euro si limita a un +0,08% a 1,1727 dollari in attesa di pochi dati macro. Alle 10 la bilancia commerciale extra-Ue a luglio dell’Italia e alle 14:30 l’indice Empire manufacturing a settembre degli Stati Uniti. Tra le materie prime, i prezzi del petrolio estendono i guadagni della scorsa settimana, mentre i trader valutano le mosse per limitare i flussi russi. Il futures sul Brent scambia a 67,44 dollari al barile (+0,67%), dopo il +2,3% della scorsa settimana, mentre quello sul Wti si attesta a 63,17 dollari al barile (+0,77%).
Trump ha ribadito che l’Europa deve smettere di acquistare petrolio dalla Russia, dopo aver già detto di essere pronto ad andare avanti con sanzioni «importanti» sull’offerta di greggio del membro dell’Opec+, se i Paesi Nato faranno lo stesso. Sebbene la maggior parte delle nazioni europee abbia ridotto o interrotto gli acquisti di petrolio russo, diversi membri della Nato, tra cui Ungheria e Turchia, continuano a farlo. La pressione del tycoon arriva mentre gli Stati Uniti si preparano a esortare i loro alleati del G7 a imporre dazi fino al 100% su Cina e India per i loro acquisti di petrolio russo. Da monitorare anche gli sviluppi in Medio Oriente, dopo l’attacco israeliano in Qatar della scorsa settimana e quelli ucraini a raffinerie e porti in Russia. Nel fine settimana, alcuni droni hanno colpito il sito Kinef, di proprietà di Surgutneftegas e tra i più grandi del Paese, con una capacità annua di oltre 20 milioni di tonnellate.
Sul listino milanese attenzione alle banche con la Lega che a quanto pare intende chiedere alle principali banche nazionali, tra cui Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm e Mps di contribuire con almeno 1 miliardo di euro alla legge di bilancio 2026. Il leader, Matteo Salvini, conta di incontrare nei prossimi giorni i vertici degli istituti coinvolti. Mentre il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha dichiarato che le banche italiane devono consolidarsi per affrontare le sfide poste dai colossi tecnologici, che si preparano a competere per quote di mercato nel settore finanziario.
Restando nel settore, Banco Desio è pronta a procedere con il riassetto del ramo assicurativo danni ed è in cerca di nuove alleanze, secondo MF-Milano Finanza. Gli inviti per partecipare alla gara sarebbero stati inviati prima della pausa estiva con le offerte non vincolanti attese tra fine settembre e inizio ottobre. Una decina di compagnie sta studiando il dossier che vale 50 milioni di euro in premi danni.
Da monitorare anche Leonardo che con i gruppi aerospaziali europei Thales e Airbus sta accelerando i piani per la joint venture da 10 miliardi di euro che unirebbe le loro attività satellitari e puntano a un primo accordo nelle prossime settimane, secondo quanto hanno riferito a Reuters fonti vicino al dossier. In un'intervista a Il Corriere della Sera, il ceo di Airbus Defence and Space, Michael Schoellhorn, ha dichiarato che le tre società potrebbe firmare un accordo iniziale già quest'anno.
Viceversa, nel caso di Snam il closing sull'acquisto da Infinity Investments del 25% nel capitale di Vier Gas Holding, società che possiede indirettamente l'intero capitale di Open Grid Europe, previsto a fine settembre, va verso uno slittamento. L'operazione, conclusa dall'ex ad, Stefano Venier, secondo Il Sole 24 Ore, è oggetto di una riflessione approfondita da parte dell'azienda e i suoi azionisti. Pesano anche le preoccupazioni del governo tedesco per la presenza dei cinesi di State Grid in Cdp Reti, che a sua volta controlla poco più del 30% di Snam.
Quanto a Stellantis il brand statunitense Ram ha annunciato di aver rinunciato allo sviluppo di una versione fully-electric del pick up Ram 1500, in risposta alle indicazioni dei clienti e al rapido venir meno della domanda per veicoli di questo tipo.
E se Jp Morgan ha avviato la copertura del titolo Brunello Cucinelli con un rating overweight e un target price a 125 euro, la Juventus ha vinto 4-3 il derby d'Italia contro l'Inter, al contrario la Lazio nella terza giornata di campionato ha perso a Sassuolo 1-0. (riproduzione riservata)