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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in calo dell’1,9%, lontano da quota 50 mila. Pesano Buzzi, Stm e Bper
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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in calo dell’1,9%, lontano da quota 50 mila. Pesano Buzzi, Stm e Bper

di Francesca Gerosa e Giulia Venini
15 maggio 2026, 07:30 Ultimo aggiornamento: 17:58

Le principali piazze europee terminano la seduta in rosso. Anche Wall Street è negativa. Spread Btp-Bund in salita a 79 punti

  • Ore 15:30 Il Ftse Mib perde quasi il 2%, appesantito da Stm e Prysmian. In controtendenza Saipem
  • Ore 14:40 Il Ftse Mib cade come i futures Usa, petrolio +2% e gas +4%
  • Ore 13:40 Il Ftse Mib cade con banche e Stm, il Btp sfiora il 3,9%: Confcommercio vede un’inflazione al 3,4% a maggio
  • Ore 12:35 Ftse Mib in profondo rosso, titoli oil contro corrente. Spread a 76: sale il debito pubblico dell’Italia
  • Ore 11:40 Ftse Mib in picchiata (-1,7%), lo spread sale a 76. Bce: crescita incerta, pesa la guerra in Iran
  • Ore 10:30 Il Ftse Mib accelera al ribasso, sell-off su Stm e Prysmian. L’euro cade: inflazione al 2,7% in Italia
  • Ore 09:05 Ftse Mib in netto calo con le banche e Stm, il Btp rende il 3,8%: S&P verso la conferma del rating sull’Italia
  • Ore 07:30 Europa attesa in netto calo con lo stallo in Iran, petrolio +1% a 107 dollari

Giornata nera per le borse europee, che hanno pagato ribassi generali dovuti allo scoramento seguito al bilaterale Xi-Trump. Il tanto atteso incontro tra i due leader non sembra infatti aver portato progressi significativi, tanto nella guerra in Iran, quanto sul dossier AI. 

Su questa scia pessimista il Ftse Mib ha chiuso in calo dell’1,9%, allontanandosi dalla soglia dei 50 mila punti superata ieri, per attestarsi a quota 49.116. L’indice milanese è stato appesantito dalle vendite su Buzzi (-4,2%), Stmicroelectronics (-4,2%), Bper (-3,7%) e Stellantis (-3,5%). Positive invece Avio (+2%), Diasorin (+1,4%) e Amplifon (+0,46%). I principali listini europei sono tutti in rosso: Dax -2%, Ftse 100 -1,8%, Cac 40 -1,6%:

Lo spread Btp-Bund si è attestato a 79 punti base, con il rendimento del Btp decennale al 3,95% e quello sul Bund 10 anni al 3,16%. I rialzi sugli yield hanno toccato anche il Treasury a 30 anni, salito di 8,6 punti base superando il 5,1%, il livello più alto dal 22 maggio 2025 e vicino ai massimi toccati nell’ottobre 2023. Non è stato da meno il Gilt a trent’anni, il cui rendimento è del 5,822%.

In rialzo i futures sul Brent e sul Wti a 109 dollari (+3%) e 104,7 dollari al barile (+3,6%) dopo che il presidente americano Donald Trump ha riferito a Fox News che la Cina comprerà petrolio statunitense. «Hanno concordato di voler acquistare petrolio dagli Stati Uniti; andranno in Texas, e inizieremo a inviare navi cinesi in Texas, in Louisiana e in Alaska», ha affermato il capo della Casa Bianca.

Ore 15:30 Il Ftse Mib perde quasi il 2%, appesantito da Stm e Prysmian. In controtendenza Saipem

Il Ftse Mib accentua le perdite e scivola al ribasso dell’1,8%, appesantito da Stm (-6%), piegata anche dalle vendite sul comparto dell’AI dopo che il vertice tra Cina e Usa non sembra aver dato frutti su eventuali accordi nel tech. Di qui l’apertura in negativo di Wall Street.

In rosso anche Prysmian (-5,2%) e Buzzi (quasi -4%). Positive Saipem (+1%), Diasorin (+0,8%) ed Eni (+0,8%). Spread Btp-Bund a 78 punti.

Ore 14:40 Il Ftse Mib cade come i futures Usa, petrolio +2% e gas +4%

I futures Usa accelerano al ribasso (-1,16% quello sull’S&P500 alle 14:50) con lo stallo delle trattative tra Stati Uniti e Iran che fa infiammare i prezzi del petrolio (future sul Brent +2,40% a dollari 108,26 dollari al barile) e del gas naturale europeo (+4,24% a 49,68 euro a megawattora). Anche Milano è pesante (-2% a 49.033 punti con tutte le banche in rosso; tra i peggiori pure Stm, Stellantis, Buzzi e Prysmian). L’Empire State Index a maggio è balzato a 19,6 punti dagli 11 punti precedenti (la previsione degli economisti era a 7,3 punti). L’euro scende a 1,1626 dollari, mentre lo spread Btp/Bund resta a 76,5 punti base in attesa del giudizio di S&P sull’Italia a mercati americani chiusi.

Ore 13:40 Il Ftse Mib cade con banche e Stm, il Btp sfiora il 3,9%: Confcommercio vede un’inflazione al 3,4% a maggio

Prosegue il venerdì nero di Piazza Affari (-1,70% a 49.201 punti alle 13:40 con Stm in fondo al listino, -5,3%, insieme alle banche e a Prysmian -4%) e delle altre piazze europee (Francoforte -1,6%, Parigi -1,59% e Londra -1,7%) a causa delle tensioni tra Stati Uniti e Iran con Wall Street che si avvia a un’apertura pesante (future sull’S&P500 -0,96%). Aumentano i rendimenti dei titoli di Stato, al 4,53% quello del Treasury Usa 10 anni e al 3,89% quello del Btp 10 anni con lo spread con il Bund intorno a 76 punti base.

L'inflazione in Italia a maggio dovrebbe crescere dello 0,5% su base mensile e del 3,4% su base annua, in ulteriore accelerazione rispetto ai mesi precedenti, ritornando a valori che non si vedevano dalla fine dell'estate del 2023. La stima è di Confcommercio. Ad aprile l'inflazione ha registrato in Italia una variazione del +1,1% su base mensile e del +2,7% su base annua da +1,7% di marzo. L'Istat ha rivisto leggermente al ribasso la stima preliminare che era +2,8%.

Le pressioni maggiori continuano a concentrarsi sull'energetico (domestico e per la mobilità) e sugli alimentari non lavorati. «Il permanere di questa situazione rende sempre più probabile il trasferimento degli impulsi anche ad altre filiere, con conseguenti possibili effetti negativi nei prossimi mesi non solo sulla fiducia delle famiglie, ma anche in termini di comportamento di consumo via minore reddito disponibile reale», avverte l’associazione dei commercianti.

Anche a maggio gli aumenti più significativi si rilevano per i capitoli di spesa più direttamente interessati dalle tensioni internazionali sulle materie prime energetiche. A questi si associa il permanere di turbolenze tra gli alimentari non lavorati, le cui dinamiche espansive dei prezzi sono correlate a situazioni pregresse e indipendenti dal conflitto in Medio Oriente. 

Ore 12:35 Ftse Mib in profondo rosso, titoli oil contro corrente. Spread a 76: sale il debito pubblico dell’Italia

L’indice Ftse Mib di Piazza Affari si inabissa (-1,8% a 49.143 punti alle 12:35) per la mancanza di progressi nelle trattative tra Stati Uniti e Iran. Stm perde il 4,8%, Stellantis il 2,16%, Prysmian il 3,93% e Buzzi il 3,44%. Si salvano solo i titoli oil, Tim, Unipol post conti, Avio e Amplifon.

Lo spread Btp/Bund sale a 76,55 punti base.  A marzo il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato di 19,5 miliardi rispetto al mese precedente a 3.158,8 miliardi. 

Il dollaro si apprezza sia nei confronti dell’euro sia nei confronti dello yen mentre i dati sull’inflazione degli Stati Uniti più alti delle attese alimentano le aspettative di rialzi dei tassi da parte della Fed, piuttosto che di tagli, nel 2026. «Il dollaro ha ritrovato slancio poiché gli investitori non solo sembrano escludere eventuali tagli dei tassi da parte della Fed nel 2026, ma stanno addirittura iniziando a prezzare rialzi verso la fine dell’anno», spiega Matthew Ryan, strategist di Ebury.

Il report di questa settimana sull’inflazione Ppi è risultato molto più alto delle aspettative, con i prezzi alla produzione in aumento dell’1,4% su base mensile ad aprile e del 6% su base annua. «Avevamo basato le nostre previsioni sui tassi della Fed sull’ipotesi che gli Stati Uniti fossero relativamente isolati dall’inflazione energetica importata, ma i dati hanno messo in parte in discussione questa visione, con lo shock geopolitico che contribuisce ad amplificare ulteriormente le persistenti pressioni sui prezzi sia nei servizi sia nel comparto immobiliare», aggiunge Ryan.

Dall’incontro tra il presidente statunitense, Donald Trump, e quello cinese Xi Jinpinge sono emerse dichiarazioni concilianti che potrebbero enfatizzare relazioni future più strette. «Resta, però, da vedere se ciò sarà sufficiente a sostenere gli asset rischiosi. Riteniamo che i mercati tenderanno in gran parte a ignorare questa retorica, a meno che non si veda la Cina spingere attivamente per una fine del conflitto con l’Iran», conclude l’esperto di Ebury.

Ore 11:40 Ftse Mib in picchiata (-1,7%), lo spread sale a 76. Bce: crescita incerta, pesa la guerra in Iran

Con i futures Usa negativi (-0,72% quello sul Dow Jones e -1,10% quello sull’S&P500) a causa dello stallo nella trattative tra Stati Uniti e Iran, i mercati azionari europei restano in profondo rosso (-1,63% il Dax, -1,36% il Cac40, -1,43% il Ftse100 e -1,72% a 49.186 punti il Ftse Mib alle 11:40 con Banco Bpn, Bper, Intesa Sanpaolo, Buzzi, Moncler, Stellantis e Stm che perdono oltre due punti percentuali; resistono alle vendite solo Saipem ed Eni, che beneficiano del rally del prezzo del Brent, future +3,5% a 109,5 dollari al barile, Diasorin e Avio).

La  Banca Centrale Europea nel suo bollettino economico ha avvertito che le prospettive economiche «sono molto incerte e dipenderanno dalla durata della guerra in Medio Oriente e dall'intensità dei suoi effetti sui mercati dell'energia e delle altre materie prime, nonché sulle catene di approvvigionamento mondiali».

In prospettiva, ci si attende che gli elevati costi dell'energia «continuino a incidere sui redditi reali, accentuando la riluttanza di famiglie e imprese a consumare e a investire», ha sottolineato la Bce.

«Sebbene la disoccupazione sia rimasta prossima ai minimi storici a marzo, la domanda di manodopera si è ulteriormente ridimensionata. Nel contempo, la tenuta dei bilanci delle famiglie e la riduzione della dipendenza energetica potrebbero attenuare, in parte, l'impatto di tali fattori», ha previsto Francoforte.

Gli investimenti delle imprese dovrebbero, nel complesso, continuare a sostenere la crescita, in considerazione della maggior spesa pubblica per difesa e infrastrutture e della crescente quota di investimenti nelle nuove tecnologie digitali. «Queste condizioni di partenza favorevoli attenuano, in qualche misura, le ripercussioni della guerra», ha concluso la Bce.

Ore 10:30 Il Ftse Mib accelera al ribasso, sell-off su Stm e Prysmian. L’euro cade: inflazione al 2,7% in Italia

L’indice Ftse Mib accelera al ribasso alle 10:30 (-1,85% a 49.125 punti) con Stm in calo del 5,22%, Prysmian del 3,33% come Bper Banca (-3%). Banca Mediolanum, Intesa Sanpaolo, Brunello Cucinelli, Buzzi, Moncler e Stellantis perdono oltre due punti percentuali.

L’euro cade dello 0,23% a 1,1635 dollari. Ad aprile l'inflazione ha registrato in Italia una variazione del +1,1% su base mensile e del +2,7% su base annua da +1,7% di marzo. L'Istat ha così rivisto leggermente al ribasso la stima preliminare che era +2,8%.

La dinamica dell'inflazione riflette la netta risalita dei prezzi degli energetici non regolamentati (da -2% a +9,6%), di quelli regolamentati (da -1,6% a +5,3%) e dell'accelerazione dei prezzi degli alimentari non lavorati (da +4,7% a +5,9%); in rallentamento, invece, i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3% a +2,6%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +2,2% a +0,6%).

Quanto all’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, ha mostrato un rallentamento da +1,9% a +1,6%, come anche quella al netto dei soli beni energetici da +2,1% a +1,9%. Lo spread sale a 75,5 punti base in attesa di S&P sull’Italia.

Ore 09:05 Ftse Mib in netto calo con le banche e Stm, il Btp rende il 3,8%: S&P verso la conferma del rating sull’Italia

Borse europee sotto pressione (Dax -0,96%, Cac40 -0,78%, Ftse100 -0,73% e Ftse Mib -1% a 49.529 punti) in avvio di seduta mentre non si placano le tensioni intorno allo Stretto di Hormuz. Dopo l'incontro con il presidente cinese Xi Jinping, Donald Trump sostiene di aver esaurito la pazienza nei confronti dell’Iran.

Ancora tensioni intorno allo Stretto di Hormuz
 

Washington e Pechino concordano sulla necessità di mantenere aperto il passaggio strategico di Hormuz, di fatto bloccato dalla risposta iraniana agli attacchi di Usa e Israele, con ricadute senza precedenti sulle forniture energetiche globali. La Cina resta il principale acquirente di greggio iraniano. I negoziati sono fermi e Teheran rifiuta di abbandonare il programma nucleare e le scorte di uranio arricchito.

Petrolio verso 108 dollari al barile

In questo contesto i prezzi del petrolio continuano a salire (future sul Brent +1,73% a 107,55 dollari al barile), il dollaro si rafforza nei confronti dell’euro che perde lo 0,27% a 1,1631, e il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,86% con lo spread con il Bund a 72,6 punti base. In serata, a mercati Usa chiusi, il pronunciamento di S&P Global sull'Italia, attualmente valutata BBB+ con un outlook alzato a positivo in gennaio, premiando il fatto che «l’economia italiana, compreso il suo mercato del lavoro, ha dimostrato resilienza di fronte all’incertezza commerciale e tariffaria, registrando surplus netti delle partite correnti che sostengono la ricchezza privata e continui miglioramenti nella posizione creditrice estera netta del Paese».

Secondo l’agenzia di rating, il consolidamento di bilancio «sta procedendo gradualmente, con un deficit di bilancio nominale che dovrebbe scendere al di sotto del 3% del pil nel 2026, mentre gli adeguamenti di flusso di cassa relativi al Superbonus stanno diminuendo». Ora è probabile che S&P segua la linea tracciata dalle altre che nelle ultime settimane non hanno apportato modifiche ai propri giudizi. Oltre al giudizio di S&P sulla Repubblica italiana in arrivo anche quelli di Fitch sulla Germania e di Dbrs sul Portogallo.

A Milano giù le banche, Stm, Ferragamo e Ferretti, meglio Stellantis, Tim e Aeffe

Proprio Fitch il 14 maggio ha alzato il rating a BB+ su Tim (+0,08% a 0,7098 euro), confermando l'outlook stabile.

Vendite su Unipol (-1,84% a 21,92 euro) che ha chiuso i primi tre mesi dell’anno con un utile netto in crescita del 6,2% anno su anno a 433 milioni di euro con il contributo della partecipazione in Bper e una raccolta a 4,8 miliardi: +3,5% nel ramo Danni e +11,2% nel Vita.

Inoltre Morgan Stanley ha alzato il target price di Poste Italiane (-0,33% a 24,3 euro) da 23 a 24 euro (rating equal-weight) e quello di Pirelli (-0,08% a 6,17 euro) da 6,41 a 6,5 euro (rating equal-weight). Restando nel settore industriale il produttore di chip Stm cade del 4,20% a 52,84 euro e tra le banche le più vendute sono Bper (-1,67% a 12,46 euro) e Banco Bpm (-1% a 13,18 euro).

Nel comparto automotive bene Stellantis (+0,22% a 6,71 euro) che ha rafforzato la collaborazione con il gruppo statale cinese Dongfeng per la produzione congiunta di veicoli Jeep e Peugeot in Cina destinati al mercato cinese e all'esportazione. Il progetto comporta un investimento superiore a 8 miliardi di yuan cinesi (1 miliardo di euro), di cui Stellantis prevede un contributo proprio di 130 milioni di euro. Le due società hanno, inoltre, siglato un’intesa strategica non vincolante per rafforzare la cooperazione: a partire dal 2027 la joint venture Dongfeng Peugeot Citroën Automobile produrrà nel suo stabilimento di Wuhan inizialmente due nuovi veicoli a nuova energia a marchio Peugeot.

Mentre A2A (-0,39% a 2,32 euro) ha individuato a Brescia e Cassano d'Adda i siti dove realizzare i primi data center a partire dal 2027, come ha detto l'ad della multiutility di Milano e Brescia, Renato Mazzoncini.

Nuovi ordini per 3 miliardi interamente in geografie a basso profilo di rischio per Webuild (-1,47% a 2,67 euro).


Invece Ferragamo cade del 9,85% a 8,12 euro dopo aver chiuso il primo trimestre con ricavi in calo dell'1,2% a cambi costanti, mentre le vendite wholesale sono scese del 19% rispetto su anno. Il mese di aprile ha confermato il trend di vendite del primo trimestre. restando nel settore del lusso il cda di Aeffe (+2,66% a 0,1545 euro) ha posticipato al 30 giugno il board per l'approvazione del bilancio 2025 alla luce del processo di risanamento in corso del gruppo del fashion and luxury, dice una nota. Di conseguenza, l'approvazione del bilancio 2025 da parte dell'assemblea slitta al 31 luglio, oltre il termine di 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio.

Quanto a Ferretti (-2% a 3,43 euro) il cda originariamente previsto per il 15 maggio sulla trimestrale al 31 marzo è stato rinviato in considerazione dell'insediamento del nuovo board.

Ore 07:30 Europa attesa in netto calo con lo stallo in Iran, petrolio +1% a 107 dollari

Si prospetta un venerdì nero per le borse europee. Il future sull’Eurostoxx50 cede l’1,42% e i futures Usa, quello sul Dow Jones e sull’S&P500, perdono, rispettivamente, lo 0,30% e lo 0,45%, Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto che la sua pazienza con l'Iran si sta esaurendo dopo aver discusso il 14 maggio con il presidente cinese, Xi Jinping, della guerra e dopo che è stato segnalato il sequestro di una nave da parte di personale iraniano al largo degli Emirati Arabi Uniti. Già mercoledì 13 maggio una nave cargo indiana che trasportava bestiame dall’Africa agli Emirati Arabi Uniti è affondata nelle acque al largo della costa dell’Oman.

Stallo in Iran anche dopo l’incontro Trump e Xi
 

La Casa Bianca ha detto che Trump e Xi hanno concordato, durante i colloqui a Pechino, sulla necessità di mantenere aperta la rotta marittima dello Stretto di Hormuz. L’Iran ha di fatto chiuso il canale in risposta agli attacchi statunitensi-israeliani iniziati il 28 febbraio, causando un'interruzione senza precedenti delle forniture energetiche globali. La Cina è il principale acquirente del petrolio iraniano.

Il tycoon ha anche affermato che Xi ha promesso di non inviare equipaggiamento militare a Teheran e ha espresso interesse ad acquistare più petrolio americano per ridurre la futura dipendenza della Cina dallo Stretto. Il mese scorso gli Stati Uniti hanno sospeso gli attacchi contro l'Iran, ma hanno bloccato i porti del Paese e i colloqui per porre fine al conflitto sono in fase di stallo. In particolare, Washington vuole che Teheran consegni l'uranio e rinunci a un ulteriore arricchimento. Invece, l’Iran chiede la revoca delle sanzioni, il risarcimento dei danni di guerra e il riconoscimento del proprio controllo sullo Stretto.

Petrolio +1% a 107 dollari

Di riflesso i prezzi del petrolio continuano a crescere. Il future sul greggio Brent sale dell’1,22% a 107,01 dollari al barile e quello sul Wti dell’1,44% a 102,63 dollari al barile. Su base settimanale, il Brent è cresciuto di quasi il 6%, mentre il Wti è balzato di oltre il 7%, a causa dell’incertezza legata al fragile cessate il fuoco nel conflitto con l’Iran. «Non avrò ancora molta pazienza», ha dichiarato Trump in un’intervista trasmessa il 14 maggio su Fox News. «Bisogna raggiungere un accordo».

«Poiché il vertice di Pechino non ha prodotto alcun passo avanti sull’Iran, l’attenzione del mercato torna sullo stallo e su uno Stretto bloccato, con il rischio estremo di una nuova escalation militare», ha dichiarato Vandana Hari, fondatrice della società di analisi del mercato petrolifero Vanda Insights.

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato che 30 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz da mercoledì 13 maggio, un numero ancora decisamente inferiore alle 140 traversate giornaliere tipiche prima della guerra, ma comunque un aumento significativo se confermato.

Bollettino Bce e produzione industriale Usa sotto la lente

L’euro cede lo 0,15% a 1,1645 dollari in attesa alle 10 del dato sull’inflazione finale ad aprile in Italia e del bollettino economico della Bce, mentre alle 14:30 arriva l’indice Empire Manufacturing a maggio degli Stati Uniti, alle 15:15 la produzione industriale e l’impiego della capacità produttiva ad aprile. A mercati chiusi, invece, Dbrs si pronuncia sul debito sovrano del Portogallo, S&P su quello dell’Italia, Fitch su quello della Grecia e della Germania.

A Milano occhio a Tim, Unipol, Poste, Stellantis, Pirelli, A2A, Webuild, Ferragamo, Aeffe e Ferretti


Proprio Fitch il 14 maggio ha alzato il rating a BB+ su Tim, confermando l'outlook stabile.

Trimestrale per Unipol che ha chiuso i primi tre mesi dell’anno con un utile netto in crescita del 6,2% anno su anno a 433 milioni di euro con il contributo della partecipazione in Bper e una raccolta a 4,8 miliardi: +3,5% nel ramo Danni e +11,2% nel Vita.

Inoltre, Morgan Stanley ha alzato il target price di Poste Italiane da 23 a 24 euro (rating equal-weight) e quello di Pirelli da 6,41 a 6,5 euro (rating equal-weight).

Nel comparto automotive Stellantis ha rafforzato la collaborazione con il gruppo statale cinese Dongfeng per la produzione congiunta di veicoli Jeep e Peugeot in Cina destinati al mercato cinese e all'esportazione. Il progetto comporta un investimento superiore a 8 miliardi di yuan cinesi (1 miliardo di euro), di cui Stellantis prevede un contributo proprio di 130 milioni di euro. Le due società hanno, inoltre, siglato un’intesa strategica non vincolante per rafforzare la cooperazione: a partire dal 2027 la joint venture Dongfeng Peugeot Citroën Automobile produrrà nel suo stabilimento di Wuhan inizialmente due nuovi veicoli a nuova energia a marchio Peugeot.

Mentre A2A ha individuato a Brescia e Cassano d'Adda i siti dove realizzare i primi data center a partire dal 2027, come ha detto l'ad della multiutility di Milano e Brescia, Renato Mazzoncini.

Nuovi ordini per 3 miliardi interamente in geografie a basso profilo di rischio per Webuild.


Invece Ferragamo ha chiuso il primo trimestre con ricavi in calo dell'1,2% a cambi costanti, mentre le vendite wholesale sono scese del 19% rispetto su anno. Il mese di aprile ha confermato il trend di vendite del primo trimestre. restando nel settore del lusso il cda di Aeffe ha posticipato al 30 giugno il board per l'approvazione del bilancio 2025 alla luce del processo di risanamento in corso del gruppo del fashion and luxury, dice una nota. Di conseguenza, l'approvazione del bilancio 2025 da parte dell'assemblea slitta al 31 luglio, oltre il termine di 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio.

Quanto a Ferretti il cda originariamente previsto per il 15 maggio sulla trimestrale al 31 marzo è stato rinviato in considerazione dell'insediamento del nuovo board.

(riproduzione riservata)



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