Ore 15:45 Wall Street parte positiva. A Milano balzo di Prysmian
Ore 14:50 Ftse Mib positivo con Tim e Banco Bpm. Futures Usa in rialzo
Il Ftse Mib chiude a 45.850 punti, in rialzo dello 0,44%. Sul podio Prysmian (+4,86%), Lottomatica (+2,55%) e Banco Bpm (+2,15%). In calo Eni (-1,65%), Mps e Mediobanca. Spread Btp/Bund a 62,5 punti.
Tra i listini europei chiudono in rialzo Londra e Francoforte. Positiva Wall Street dopo due ore di scambi.
Wall Street apre in rialzo, con Il Dow Jones che sale dello 0,3%, l’S&P 500 dello 0,6% e il Nasdaq dello 0,8% dopo i primi scambi.
All’avvio dei mercati americani il Ftse Mib viaggia a 45.772 punti, in rialzo dello 0,3%. La blue chip migliore è Prysmian (+2,4%), mentre scendono Eni (-2,4%) e Stellantis (-1,9%).
«Le tensioni geopolitiche ieri hanno frenato i listini azionari con le trimestrali e i dati macro Usa che hanno preso un posto in seconda fila. Oggi si respira un'aria più distesa dopo che il presidente americano, Donald Trump, ha dichiarato che per ora potrebbe non attaccare l’Iran considerato le rassicurazioni sullo stop alle uccisioni», affermano gli strategist di Mps.
«Quello che vediamo», puntualizzano gli esperti, «è un ritorno in positivo dei future Usa e borse europee sostenute dalla buona trimestrale di Tsmc, ma soprattutto l'effetto è evidente sulle materie prime ed in particolare petrolio e preziosi che hanno maggiormente risentito dell'escalation e che pertanto oggi sono in calo».
La geopolitica «resta il vero ago della bilancia per il sentiment. L'annuncio di nuovi dazi del 25% su specifici chip AI da parte di Trump si inserisce in una strategia di reshoring industriale che aumenta l'incertezza regolamentare sul comparto tech. Contemporaneamente, il fronte Iran ha continuato a muovere il mercato energetico», afferma Gabriel Debach, market analyst di eToro.
Il Wti «ha inizialmente reagito al rialzo, per poi ripiegare sotto i 60 dollari al barile dopo le dichiarazioni di Trump su una sospensione temporanea di azioni militari dirette (attenzione, tuttavia, alla loro interpretazione). È una dinamica che conferma come il mercato del petrolio resti più sensibile alle headline che a reali problemi di offerta strutturale. Sullo sfondo, la questione Groenlandia rimane irrisolta, con il confronto tra Usa e Danimarca che si è chiuso su un disaccordo fondamentale e l'annuncio di esercitazioni militari nell'area, un ulteriore elemento di rumore geopolitico in un contesto già saturo», conclude l'esperto.
Il futures sull’S&P500 si rafforza (+0, 48%) come il dollaro (euro sotto 1,16, a 1,1598, -0,38% alle 14:50) dopo i dati macro statunitensi migliori del previsto (il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale leggermente al 4,15%).
Negli Stati Uniti il numero dei lavoratori che per la prima volta ha richiesto i sussidi di disoccupazione, nella settimana terminata il 10 gennaio, è sceso di 9.000 unità a 198.000. Le attese erano per un dato a 215.000. Inoltre, il dato della settimana precedente è stato rivisto da 208.000 a 207.000.
Quanto all’indice manifatturiero Empire State della Fed di New York è salito a 7,7 punti a gennaio dal valore rivisto di -3,7 di dicembre, battendo il consenso degli economisti che si aspettavano una lettura pari a 1 punto. Anche l’indice manifatturiero mensile della Fed di Filadelfia è migliorato a 12,6 a gennaio, dopo essere sceso a un valore rivisto di -8,8 a dicembre, battendo il consenso a -1,4 punti. Infine, i prezzi import a novembre su base mensile hanno registrato un +0,4% dal precedente -0,1% (la previsione era -0,1%).
A spingere i futures Usa sono anche i conti in crescita di Morgan Stanley. La banca americana ha, infatti, archiviato il quarto trimestre del 2025 con ricavi pari a 17,9 miliardi di dollari, in crescita del 10,5%, e un utile netto di 4,4 miliardi (+18,9%). Mentre BlackRock ha chiuso l'intero esercizio 2025 con 14.000 miliardi di masse gestite dopo un record di 698 miliardi di afflussi netti per l'intero anno, inclusi i 342 miliardi del quarto trimestre.
Secondo lo strumento FedWatch del CME, la probabilità che la Fed lasci fermi i tassi al 3,50%-3,75% alla riunione del Fomc del 27-28 gennaio è al 95%. Invece, la possibilità che li tagli di 25 punti base è al 5%.
A Milano (+0,34% a 45.801 punti l’indice Ftse Mib) Tim, Prysmian, Banco Bpm e A2A si confermano i migliori della seduta. Stonano Eni, Moncler, Brunello Cucinelli, Nexi, mediobanca e stellantis.
Con i futures Usa positivi (+0,09% quello sul Dow Jones e +0,38% quello sull’S&P500) Piazza Affari resta in rialzo frazionale con un +0,36% a 45.810 punti alle 13, sempre sostenuto da Tim, Stm e Prysmian, seguite tra le banche da Banco Bpm, Bper e la Popolare di Sondrio. Non stanno al passo Mps, Amplifon Stellantis, Nexi e Moncler che perdono oltre un punto percentuale.
Lo spread Btp/Bund resta sotto 60 punti base a 59 punti base, il minimo da settembre 2008. In un momento di estrema tensione internazionale, il vicepresidente uscente della Bce, Luis de Guindos, ha preso una posizione netta a favore dell'autonomia monetaria e del rafforzamento dell'Unione bancaria.
Di fronte allo scontro tra l’amministrazione Trump e il numero uno della Fed, Jerome Powell, De Guindos ha espresso stima per il collega: «È un ottimo professionista ed è stato un ottimo presidente della Fed», ha detto, sottolineando che «per tutti noi è molto importante che il principio dell'indipendenza della Banca centrale venga anche applicato alla Fed».
Nel frattempo, le stime del saldo commerciale dell'Eurozona hanno mostrato un surplus di 9,9 miliardi di euro negli scambi di beni con il resto del mondo a novembre del 2025, in forte calo rispetto ai +15,4 miliardi di novembre del 2024 e ai +17,9 miliardi di euro di ottobre. Il dato va confrontato con +14,8 miliardi atteso dagli economisti.
In particolare, le esportazioni verso il resto del mondo a novembre sono state pari a 240,2 miliardi, -3,4% rispetto allo stesso mese del 2024, e le importazioni a 230,3 miliardi (-1,3%).
Solo Londra (+0,45%) e Milano (+0,37% a 45.817 punti alle 11:30 con le banche, Poste, Stm, Tim e Prysmian in testa) salgono in Europa. A novembre 2025, rispetto a ottobre, la produzione industriale è aumentata dello 0,7% nell'area dell'euro e dello 0,2% nell'Ue, secondo le prime stime di Eurostat. A ottobre era cresciuta dello 0,7% nell'area dell'euro e dello 0,2% nell'Ue. Mentre a novembre 2025 rispetto a novembre 2024 è aumentata del 2,5% nell'area dell'euro e del 2,2% nell'Ue.
Lo spread Btp/Bund cala fino a 59 punti base (dato ripreso dal sito di Borsa Italiana), il minimo da settembre 2008. Il rendimento del Btp a 10 anni cala leggermente al 3,41%, mentre quello del Bund stessa scadenza viaggia al 2,82%.
A ottobre il controvalore dei titoli di Stato italiani detenuti dagli investitori esteri e quello degli investitori retail hanno toccato un nuovo massimo dall'introduzione dell'euro mentre a novembre il debito pubblico è sceso.
Infatti, secondo quanto è emerso dai dati pubblicati da Banca d'Italia, a novembre il debito delle amministrazioni pubbliche è calato a 3.124 miliardi di euro dai 3.131 miliardi del mese prima.
E a ottobre il controvalore dei titoli di Stato detenuto dagli investitori esteri è aumentato a 871,660 miliardi di euro da 849,685 miliardi di settembre, a conferma del forte appetito degli investitori esteri per il debito italiano. Sempre a ottobre, anche il controvalore dei titoli di Stato in mano agli investitori retail ha toccato un nuovo massimo dall'introduzione dell'euro a 407,521 miliardi di euro dai 392,050 miliardi di settembre.
In base ai calcoli Reuters sui dati di Via Nazionale, sul totale in circolazione la quota detenuta dagli esteri è salita leggermente al 33,2% rispetto al mese precedente, come anche quella in mano a famiglie e imprese non finanziarie al 15,5%.
Borse europee a due velocità. Francoforte e Parigi perdono lo 0,19% e lo 0,16%, mentre Londra sale dello 0,34% e Milano dello 0,58% a 45.910 punti alle 10:30 con Banco Bpm, Popolare di Sondrio, Bper, Poste, Tim, Stm e Prysmian tra i migliori. In netto calo, viceversa, Moncler (-2%) ed Eni (-1,35%), quest'ultima con i prezzi del petrolio che crollano (futures sul Brent -3,7% a 64 dollari al barile) perché un attacco degli Stati Uniti in Iran è improbabile.
L'euro resta in calo dello 0,10% a 1,1631 dollari dopo che l’inflazione annua in Spagna è scesa al 2,9% a dicembre rispetto al 3% del mese precedente, secondo i dati definitivi dell'Istituto Nazionale di Statistica.
Su base mensile, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,3%, in linea con la lettura preliminare e rispetto al +0,2% del mese precedente. Il tasso di inflazione armonizzato annuo si è attestato al 3%, confermando la stima flash e risultando inferiore al 3,2% del mese precedente.
Invece, in Italia, a novembre è tornata a crescere la produzione industriale. L'Istat ha, infatti, stimato che l'indice della produzione industriale è aumentato dell'1,5% rispetto a ottobre. Al netto degli effetti di calendario, ha segnato un +1,4%, con i giorni lavorativi di calendario che sono stati 20 come a novembre del 2024. Variazioni mensili positive soprattutto per l'energia (+3,9%), i beni strumentali (+2,1%) e i beni di consumo (+1,1%). Lo spread Btp/Bund va sotto 63 a 62,7 punti base.
Solo alcune borse europee sono in leggero rialzo in avvio di seduta (Dax e Ftse100 sono piatti, il Cac40 spunta un +0,16% e il Ftse Mib un +0,18% a 45.727 punti) dato che un'operazione militare da parte degli Stati Uniti in Iran sembra meno probabile. Il presidente americano, Donald Trump, ha affermato che le uccisioni in Iran si stanno fermando. Le dichiarazioni del numero uno della Casa Bianca sono sembrate «ridimensionare le minacce contro l'Iran», sostenendo così il calo del petrolio (futures sul Brent -3,40% a 64,26 dollari al barile), sottolinea Ken Crompton, esperto di Nab.
Lo spread Btp/Bund è poco mosso a 63,9 punti base come il rendimento del Btp 10 anni al 3,42%. Attiva sul primario la Spagna che offre Bonos con scadenza 2029, 2041 e 2071. Si segnala, inoltre, che Banca d'Italia pubblica l'aggiornamento sul debito italiano di novembre e il relativo spaccato riferito al mese precedente. I numeri andranno confrontati con gli ultimi disponibili: a ottobre il debito aveva segnato un nuovo massimo storico a quota 3.132 miliardi di euro.
L’euro scende dello 0,13% a 1,1627 dollari. Sono aumentati i prezzi all'ingrosso in Germania a dicembre: +1,2% su base annua dopo il +1,5% del mese precedente. Su base mensile, viceversa, sono scesi dello 0,2% contro attese per un aumento dello 0,2% e il +0,3% di novembre.
La moneta unica arretra anche nei confronti della sterlina (-0,01% a 0,8655) dopo che nel nel Regno Unito il pil è aumentato dello 0,3% su base mensile a novembre, da -0,1% di ottobre. Il dato ha battuto il consenso degli economisti che si aspettavano una crescita dello 0,1% nel mese. Su base annua, l'economia britannica è cresciuta dell'1,4% rispetto al +1,1% del dato precedente e di quanto stimato dagli economisti.
Quanto all'indice della produzione industriale ha registrato a novembre un incremento dell'1,1% su base mensile rispetto al +1,3% del mese precedente e contro l'aumento dello 0,2% atteso dagli economisti. Il dato tendenziale ha evidenziato un aumento del 2,3% dopo il +0,4% di ottobre e rispetto al -0,4% previsto dal consenso.
Sul listino milanese bene Stm (+1,70% a 24,55 euro) e Technoprobe (+5,25% a 14,83 euro) dopo che Tsmc ha registrato un utile netto nel quarto trimestre superiore alle attese degli analisti, poiché il più grande produttore mondiale di chip conto terzi ha continuato a beneficiare di una domanda eccezionalmente elevata, alimentata dall’intelligenza artificiale, per i suoi chip più avanzati.
Tsmc ha raggiunto un utile netto record di 505,74 miliardi di dollari taiwanesi (16 miliardi di dollari) nei tre mesi conclusi il 31 dicembre, superando le stime del consenso Bloomberg di 467 miliardi di dollari taiwanesi e i 374,68 miliardi di un anno prima. I margini sono migliorati, mentre le spese in conto capitale hanno raggiunto quota 40,90 miliardi per il 2025, in linea con l’intervallo della guidance compreso tra 40 e 42 miliardi. I ricavi trimestrali, già comunicati in precedenza, sono saliti a 1.046 trilioni di dollari taiwanesi rispetto agli 868,46 miliardi dello stesso periodo del 2024.
La società ha beneficiato di una domanda straordinaria per i suoi chip avanzati, con i prodotti a 3 nanometri che hanno rappresentato oltre un quarto dei ricavi complessivi della divisione wafer. Sebbene l’unità di calcolo ad alte prestazioni di Tsmc sia rimasta il principale motore degli utili, il contributo ai ricavi della divisione di chip per smartphone è cresciuto leggermente, passando dal 30% al 32% rispetto al trimestre precedente grazie alla domanda da parte di Apple che ha utilizzato i nuovi chip di Tsmc nell’iPhone 17.
Sotto pressione il settore petrolifero alla luce del forte calo del prezzo del greggio: Saipem perde lo 0,81% a 2,69 euro, Tenaris lo 0,39% a 18 euro ed Eni l’1,83% a 16,41 euro. In quest’ultimo caso la premier, Giorgia Meloni, è pronta a dare il suo appoggio per un nuovo mandato triennale dell'amministratore delegato, Claudio Descalzi.
Inoltre Citi ha alzato il target price su Prysmian (+2,94% a 91,88 euro) da 91 a 102 euro e confermato il rating buy in vista dei conti del quarto trimestre del 2025, attesi il prossimo 26 febbraio. «Ci aspettiamo un trimestre sostanzialmente in linea con le attese, con il raggiungimento della parte alta della guidance che riteniamo possibile. Per il 2026 stimiamo un ebitda rettificato pari a 2,76 miliardi di euro, con la divisione Transmission e il restante impatto dell’acquisizione dell’americana Channell come principali motori della crescita degli utili», spiega Citi.
Il broker si attende anche che Prysmian fornisca una guidance di ebitda per il 2026 compresa tra 2,65 e 2,85 miliardi di euro, in linea con il consenso. «Non riteniamo, quindi, che gli utili del quarto trimestre rappresentino di per sé un catalizzatore rilevante per il titolo; nel breve termine, tuttavia, vediamo spazio per un ulteriore rimbalzo. L’esposizione di Prysmian ai mega trend di crescita legati all’elettrificazione e agli investimenti nelle reti dovrebbe consentirle di incrementare strutturalmente la crescita degli utili», conclude Citi.
Tra gli assicurativi focus su Generali (stabile a 34,82 euro) visto che diventa effettiva la nuova struttura organizzativa di gruppo approvata dal cda il 12 novembre. Giulio Terzariol assume il ruolo di direttore generale-group deputy ceo.
Nel settore bancario resta elevata l’attenzione su Mps (-0,56% a 9,29 euro) perché, come riporta MF, a certe condizioni Delfin potrebbe vendere il 17,5% della banca senese. Mentre sul mercato si intensificavano le speculazioni su un possibile interesse di Unicredit (+1,22% a 72,27 euro) per Rocca Salimbeni, dai vertici della cassaforte lussemburghese non sono arrivate né conferme né smentite in merito.
Leggi anche:
Da parte sua Unicredit ha precisato che le operazioni di m&a rappresentano uno strumento strategico per il gruppo. Il ruolo del team interno dedicato alle operazioni di m&a è di valutare tutte le opzioni, sia all'interno che, potenzialmente, al di fuori del perimetro geografico del gruppo. Tale attività comporta, in ogni momento, interlocuzioni, analisi e valutazioni preliminari sui potenziali target, elementi che non implicano in alcun modo la concreta possibilità che un'operazione venga effettivamente realizzata.
«La decisione di procedere o meno con qualsiasi operazione di m&a è basata esclusivamente sulla capacità del potenziale obiettivo non solo di integrarsi nella strategia di Unicredit, ma anche di soddisfare i nostri più volte dichiarati parametri di rendimento finanziario», viene precisato nel comunicato stampa. In tale contesto, le recenti voci e il clamore riguardo alla partecipazione in Mps sono di «natura speculativa e ingiustificate, così come lo sono le ipotesi relative al presunto interesse nell'acquisto di altre partecipazioni».
Infine, il private equity asiatico, FountainVest, ha ottenuto dal governo italiano il via libera condizionato per l'acquisizione di una quota di maggioranza di Eurogroup Laminations (-0,23% a 3,48 euro), secondo un documento della presidenza del Consiglio. Eurogroup Laminations ha poi reso noto che il socio di maggioranza Ems e FountainVest stanno lavorando alle restanti autorizzazioni ancora pendenti in Messico e in India.
Le borse europee sono attese positive (+0,40% il futures sull’Eurostoxx50) come Wall Street (+0,11% il futures sull’S&P500) dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha indicato una posizione più moderata sull’Iran. Prima ha minacciato un intervento e promesso «azioni molto forti» se Teheran eseguirà condanne a morte dei manifestanti, poi il 14 gennaio in serata ha annunciato di essere stato informato che «le uccisioni in Iran si sono fermate e non c'è nessun piano di esecuzioni». Parole che potrebbero lasciar spazio a un rinvio della decisione di attaccare il Paese. «Sarei molto deluso se queste informazioni non si rivelassero vere, verificheremo», ha aggiunto il tycoon.
Resta, dunque, sul campo un'azione americana in Iran, mentre Washington ha ritirato a titolo precauzionale parte del personale dalla base in Qatar e da altre basi in Medio Oriente, dopo le minacce di ritorsioni da parte di Teheran. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà alle 15 per un briefing sulla situazione in Iran richiesto dagli Usa.
Sull’altro fronte caldo, quello in Ucraina, in un'intervista esclusiva a Reuters, Trump ha affermato che Vladimir Putin è pronto a fare un accordo, mentre Volodymyr Zelenskiy sarebbe invece più restio.
Con Trump apparentemente più morbido sull’Iran, uno dei maggiori produttori dell’Opec, i prezzi del petrolio crollano di quasi il 3%, interrompendo una serie positiva di cinque sedute, perché si attenuano i timori di un’interruzione dell’offerta nel breve termine. I futures sul Brent cadono del 2,92% a 64,658 dollari al barile e quelli sul Wti del 2,90% a 60,22 dollari al barile. I prezzi erano aumentati di oltre il 10% nelle ultime cinque sedute, raggiungendo i massimi da diversi mesi a causa delle preoccupazioni che i disordini in Iran potessero innescare un’azione militare statunitense e interrompere la produzione o le spedizioni di greggio.
Ad aumentare la pressione al ribasso, Trump ha anche segnalato un maggior coinvolgimento con il Venezuela, un altro importante produttore di petrolio soggetto alle sanzioni statunitensi. Il numero uno della Casa Bianca ha affermato di aver parlato con la leader ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, definendo la telefonata «molto positiva». I colloqui hanno riguardato «petrolio, minerali, commercio e, naturalmente, la sicurezza nazionale» e Trump ha aggiunto che «stiamo facendo progressi straordinari, mentre aiutiamo il Venezuela a stabilizzarsi e a riprendersi».
Oltre alla geopolitica, i trader hanno seguito anche i dati dell’Energy Information Administration che hanno mostrato che le scorte di greggio sono aumentate di 3,4 milioni di barili la scorsa settimana, contro le attese degli espertti che prevedevano un calo di 1,7 milioni di barili. Le scorte di benzina sono cresciute di 9 milioni di barili, mentre quelle di distillati sono rimaste quasi invariate. Gli incrementi, superiori alle attese, hanno evidenziato un’offerta abbondante nel maggior Paese consumatore di petrolio al mondo e hanno smorzato il sentiment rialzista.
A Reuters il presidente degli Stati Uniti ha anche dichiarato di non avere intenzione di licenziare il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, nonostante il suo Dipartimento di Giustizia abbia minacciato il banchiere centrale con un’indagine penale. «Non ho alcun piano di farlo», ha detto Trump a Reuters, osservando però che è «troppo presto» per decidere la linea d’azione definitiva.
Il mandato del presidente della Fed scade a maggio, anche se Powell ha la possibilità di rimanere nel consiglio dei governatori della banca centrale americana fino al 2028. Trump ha precisato a Reuters di essere orientato a nominare come successore di Powell o l’ex governatore della Fed, Kevin Warsh, o il direttore del National Economic Council, Kevin Hassett. «I due Kevin sono molto bravi», ha affermato Trump, aggiungendo che farà un annuncio sulla questione «nelle prossime settimane».
Il dollaro si rafforza leggermente nei confronti dell’euro che vale 1,1634 (-0,07%) in attesa di una raffica di dati macro. Alle 8 la bilancia commerciale e la produzione industriale a novembre della Gran Bretagna, alle 9 l’inflazione finale a dicembre della Spagna, alle 10 la produzione industriale a novembre dell’Italia e la bilancia commerciale Ue nello stesso mese per poi passare alle 11 alla produzione industriale a novembre dell’Eurozona. Mentre dagli Stati Uniti alle 14 arrivano i prezzi import a novembre, alle 14:30 l’indice Empire Manufacturing a gennaio, l’indice Fed Filadelfia a gennaio e le richieste di sussidi settimanali di disoccupazione.
Sul listino milanese attenzione a Stm e Technoprobe dopo che Tsmc ha registrato un utile netto nel quarto trimestre superiore alle attese degli analisti, poiché il più grande produttore mondiale di chip conto terzi ha continuato a beneficiare di una domanda eccezionalmente elevata, alimentata dall’intelligenza artificiale, per i suoi chip più avanzati.
Tsmc ha raggiunto un utile netto record di 505,74 miliardi di dollari taiwanesi (16 miliardi di dollari) nei tre mesi conclusi il 31 dicembre, superando le stime del consenso Bloomberg di 467 miliardi di dollari taiwanesi e i 374,68 miliardi di un anno prima. I margini sono migliorati, mentre le spese in conto capitale hanno raggiunto quota 40,90 miliardi per il 2025, in linea con l’intervallo della guidance compreso tra 40 e 42 miliardi. I ricavi trimestrali, già comunicati in precedenza, sono saliti a 1.046 trilioni di dollari taiwanesi rispetto agli 868,46 miliardi dello stesso periodo del 2024.
La società ha beneficiato di una domanda straordinaria per i suoi chip avanzati, con i prodotti a 3 nanometri che hanno rappresentato oltre un quarto dei ricavi complessivi della divisione wafer. Sebbene l’unità di calcolo ad alte prestazioni di Tsmc sia rimasta il principale motore degli utili, il contributo ai ricavi della divisione di chip per smartphone è cresciuto leggermente, passando dal 30% al 32% rispetto al trimestre precedente grazie alla domanda da parte di Apple che ha utilizzato i nuovi chip di Tsmc nell’iPhone 17.
Attenzione anche al settore petrolifero alla luce del forte calo del prezzo del greggio, quindi a Saipem, Tenaris ed Eni. In quest’ultimo caso la premier, Giorgia Meloni, è pronta a dare il suo appoggio per un nuovo mandato triennale dell'amministratore delegato, Claudio Descalzi.
Inoltre Citi ha alzato il target price su Prysmian da 91 a 102 euro e confermato il rating buy in vista dei conti del quarto trimestre del 2025, attesi il prossimo 26 febbraio. «Ci aspettiamo un trimestre sostanzialmente in linea con le attese, con il raggiungimento della parte alta della guidance che riteniamo possibile. Per il 2026 stimiamo un ebitda rettificato pari a 2,76 miliardi di euro, con la divisione Transmission e il restante impatto dell’acquisizione dell’americana Channell come principali motori della crescita degli utili», spiega Citi.
Il broker si attende anche che Prysmian fornisca una guidance di ebitda per il 2026 compresa tra 2,65 e 2,85 miliardi di euro, in linea con il consenso. «Non riteniamo, quindi, che gli utili del quarto trimestre rappresentino di per sé un catalizzatore rilevante per il titolo; nel breve termine, tuttavia, vediamo spazio per un ulteriore rimbalzo. L’esposizione di Prysmian ai mega trend di crescita legati all’elettrificazione e agli investimenti nelle reti dovrebbe consentirle di incrementare strutturalmente la crescita degli utili», conclude Citi.
Tra gli assicurativi focus su Generali visto che diventa effettiva la nuova struttura organizzativa di gruppo approvata dal cda il 12 novembre. Giulio Terzariol assume il ruolo di direttore generale-group deputy ceo.
Nel settore bancario resta elevata l’attenzione su Mps perché, come riporta MF, a certe condizioni Delfin potrebbe vendere il 17,5% della banca senese. Mentre sul mercato si intensificavano le speculazioni su un possibile interesse di Unicredit per Rocca Salimbeni, dai vertici della cassaforte lussemburghese non sono arrivate né conferme né smentite in merito.
Da parte sua Unicredit ha precisato che le operazioni di m&a rappresentano uno strumento strategico per il gruppo. Il ruolo del team interno dedicato alle operazioni di m&a è di valutare tutte le opzioni, sia all'interno che, potenzialmente, al di fuori del perimetro geografico del gruppo. Tale attività comporta, in ogni momento, interlocuzioni, analisi e valutazioni preliminari sui potenziali target, elementi che non implicano in alcun modo la concreta possibilità che un'operazione venga effettivamente realizzata.
«La decisione di procedere o meno con qualsiasi operazione di m&a è basata esclusivamente sulla capacità del potenziale obiettivo non solo di integrarsi nella strategia di Unicredit, ma anche di soddisfare i nostri più volte dichiarati parametri di rendimento finanziario», viene precisato nel comunicato stampa. In tale contesto, le recenti voci e il clamore riguardo alla partecipazione in Mps sono di «natura speculativa e ingiustificate, così come lo sono le ipotesi relative al presunto interesse nell'acquisto di altre partecipazioni».
Infine, il private equity asiatico, FountainVest, ha ottenuto dal governo italiano il via libera condizionato per l'acquisizione di una quota di maggioranza di Eurogroup Laminations, secondo un documento della presidenza del Consiglio. Eurogroup Laminations ha poi reso noto che il socio di maggioranza Ems e FountainVest stanno lavorando alle restanti autorizzazioni ancora pendenti in Messico e in India. (riproduzione riservata)