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Borse europee in crescita, Juventus guadagna dopo rifiuto offerta

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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rialzo (+1,4%) con le banche. Juventus superstar (+18,5%) | IL VIDEO

15 dicembre 2025, 08:19 Ultimo aggiornamento: 19:33

Wall Street contrastata. Carmignac: le previsioni della Bce, non i tassi, tornano in primo piano. Spread Btp/Bund a 68 punti base | Juventus, Exor dice no a Tether: respinta l’offerta per la quota di controllo

  • Ore 15:30 Wall Street apre positiva. Ftse Mib sopra 44.100 punti

  • Ore 14:45 Ftse Mib  tonico in attesa di Wall Street

  • Ore 12:50 Ftse Mib sopra 44.000 con le banche e il lusso, record di Btp in pancia agli investitori esteri
  • Ore 11:20 Il Ftse Mib il migliore in Ue, boom di scambi su Juventus
  • Ore 10:30 Ftse Mib verso 44.000 con Mps e Stm. Spread sotto 67
  • Ore 09:05  Ftse Mib tonico con le banche e Stellantis, la Juventus vola. Lo spread scende a 68
  • Ore 08:10 Europa attesa positiva nella settimana della Bce

Il Ftse Mib chiude a 44.116 punti, in rialzo dell’1,4%, guidato da Mps (+2,7%), Banca Mediolanum (+2,7%) e la Popolare di Sondrio (+2,7%). Vola poi la Juventus (+18,5% a 2,60 euro) dopo l’offerta da 1,1 miliardi di euro di Tether. In calo Diasorin (-1,7%), Campari (-1,5%) ed Eni (-0,4%). Spread a 68 punti base.

Positive anche le altre borse europee nella prima seduta della settimana della Bce. «Dalla riunione di ottobre della Bce i dati hanno contribuito ben poco a giustificare una modifica dei tassi il 18 dicembre. Sebbene la crescita del pil nel terzo trimestre sia stata chiaramente più forte di quanto previsto, anche gli indicatori del sentiment indicano una continua resilienza. Allo stesso tempo, i fondamentali dell’economia dell’Eurozona non sono cambiati», osserva Carsten Brzeski, global head of Macro di Ing. «I dazi statunitensi gravano ancora sulle esportazioni, gli investimenti sono frenati dall'incertezza e la crescita nel 2026 rimane fortemente dipendente dagli stimoli fiscali tedeschi. L’inflazione è risultata leggermente superiore alle aspettative, ma il ritardo nell'attuazione del sistema di scambio di quote di emissione dell’Ue povrebbe spingere l'inflazione attesa di circa 0,2 punti percentuali dal 2027 al 2028. Di conseguenza, ci sono ben poche ragioni per cui la Bce debba modificare la sua attuale posizione di politica monetaria».

Negli Stati Uniti i principali indici azionari, dopo un avvio positivo, viaggiano contrastati. 

Ore 15:30 Wall Street apre positiva. Ftse Mib sopra 44.100 punti

Wall Street inizia in rialzo la seduta del 15 dicembre con il Dow Jones che guadagna circa lo 0,3%, l’S&P 500 lo 0,3% e il Nasdaq lo 0,2%. «Siamo all’ultimo rettilineo del 2025, con quest’ultima settimana prima delle festività che si preannuncia molto interessante con una serie di dati e di eventi che condizioneranno l'ingresso nel 2026», commentano gli strategist di Mps. «Vedremo finalmente domani i dati sul mercato del lavoro Usa di ottobre (orfani del tasso di disoccupazione) e novembre; giovedì sarà la volta del Cpi di novembre (ottobre non verrà pubblicato). Sempre sul fronte macro, domani avremo la tornata di indici Pmi di dicembre per le maggiori economie».

Inoltre, durante la settimana, l’attenzione dei mercati resterà rivolta alla politica monetaria, con i meeting di Banca Centrale Europea, Bank of England e Bank of Japan. «La Bce è pronta a ribadire la consueta narrativa del 'buon posto' nella riunione di questa settimana, lasciando invariati tassi e guidance. Il recente riprezzamento dei mercati verso la possibilità di un taglio dei tassi il prossimo anno accrescerà l’attenzione sulle proiezioni aggiornate, sulla comunicazione più ampia e sulla sessione di domande e risposte. Pur mantenendo la posizione ufficiale dipendente dai dati, la presidente Lagarde potrebbe suggerire che è probabile un prolungamento della pausa», osserva Henry Cook, Senior Europe Economist di MUFG Bank.

La Fed invece «ha tagliato i tassi di interesse come da copione, guidata dall'indebolimento del mercato del lavoro, e ha indicato che ci troviamo vicino al livello dei tassi considerato neutrale, suggerendo che ulteriori mosse richiederanno un cambiamento significativo dello scenario macroeconomico. Nel complesso, le nuove proiezioni economiche tracciano un quadro sorprendentemente ottimista, con crescita più sostenuta e inflazione in calo: se dovessero realizzarsi, rappresenterebbero un contesto molto favorevole per gli asset finanziari», aggiunge Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm.

All'avvio dei mercati americani il Ftse Mib viaggia a 44.188 punti, in rialzo dell’1,6%. Corrono le banche con Mps (+2,9%) e Banco Bpm (+2,7%), mentre tra gli industriali accelera Buzzi (+2,7%). In calo Diasorin (-1,4%), Campari (-0,7%) e Azimut (-0,3%). Spread a 68 punti. 

Ore 14:45 Ftse Mib  tonico in attesa di Wall Street

Con i futures Usa che si confermano positivi (+0,46% quello sul Dow Joines e +0,49% quello sull’S&P500 alle 14:45), nonostante il crollo dell’indice Empire State a dicembre a -3,9 punti dai 18,7 punti precedenti, il Dax avanza dello 0,35%, il Cac40 dell’1,08% il Ftse100 dello 0,97% e il Ftse Mib dell’1,47% a 44.142 punti, il top dal 14 novembre. Tutte le banche guadagnano oltre due punti percentuali insieme a Prysmian e a Unipol. Continua la corsa della Juventus (+14,86%) dopo che Tether ha presentato un’offerta per il club, valutandolo oltre 1 miliardo di euro, proposta respinta da Exor. Stona DiaSorin 8-1,7%) con il downgrade di Morgan Stanley a equal-weight.

Carmignac: le previsioni della Bce, non i tassi, tornano in primo piano

I mercati non si attendono che la Bce giovedì 18 dicembre tagli i tassi di interesse. La narrativa prevalente è che il ciclo di riduzione dei tassi sia in larga parte terminato e che la dinamica di crescita dell’Europa dipenda ora soprattutto dalla politica fiscale. Alcuni osservatori arrivano persino a ipotizzare che la Bce possa perfino ricominciare ad alzare i tassi di riferimento entro la fine del 2026.

«Il 18 dicembre, Christine Lagarde dovrebbe riconfermare l’approccio della Bce basato sui dati e su decisioni valutate riunione per riunione. Il nuovo set di proiezioni su crescita e inflazione che verrà pubblicato in occasione del prossimo meeting dovrebbe rafforzare questa impostazione», sottolinea Kevin Thozet, membro del comitato investimenti di Carmignac. «Le nuove previsioni includeranno ora anche il 2028 e dovrebbero indicare una crescita superiore al potenziale, più vicina all’1,4%, e un’inflazione al 2%, ossia in linea con il target. Queste proiezioni trasmettono un messaggio duplice. Da un lato, che l’Eurozona sta procedendo nella direzione giusta. Dall’altro, che gli investitori dovrebbero prepararsi a un percorso di politica monetaria più restrittivo. Con la periferia che tiene e la Francia che mostra resilienza nonostante una visibilità limitata, la variabile chiave sarà probabilmente rappresentata dalle proiezioni della Bundesbank, che in precedenza indicavano una crescita del pil reale pari a un modesto 0,7% nel 2026».

Le implicazioni per il mercato obbligazionario

Alla luce di questo scenario equilibrato, «non ci aspettiamo che la Bce tagli o aumenti i tassi il 18 dicembre. L’inflazione per il 2026-2027 dovrebbe mantenersi al di sotto del target all’1,7%-1,8%, mentre i tassi di policy al 2% si collocano a metà dell’intervallo stimato come neutrale», suggerisce Kevin Thozet. «In questo contesto, i titoli obbligazionari europei a breve scadenza appaiono interessanti: offrono un carry, seppur modesto, e una certa asimmetria, ossia un potenziale di apprezzamento del capitale nel caso in cui i tassi di policy venissero tagliati in un momento in cui i mercati ne scontano attualmente una probabilità molto limitata».

Ore 12:50 Ftse Mib sopra 44.000 con le banche e il lusso, record di Btp in pancia agli investitori esteri

L’indice Ftse Mib balza sopra 44.000 a 44.058 punti (+1,25% alle 12:50), grazie alle banche e ai titoli del lusso come Brunello Cucinelli e Moncler con la Cina pronta a varare nuove misure di stimolo per sostenere l’economia. Juventus allunga il passo (+13,75%), viceversa stonano Diasorin e Leonardo.

Bene anche le altre borse nella settimana in cui la Bce e la BoE terranno le loro riunioni giovedì 18 dicembre, mentre la Banca del Giappone annuncerà la propria decisione venerdì. Nel frattempo, il debito pubblico italiano a ottobre è salito al nuovo record di 3.132 miliardi di euro dai 3.081 miliardi di settembre.

Record di Btp in pancia agli investitori esteri

Lo spread Btp/Bund si conferma sotto 68 a 67,7 punti base con il rendimento del Btp 10 anni al 3,515%. Per la ripartizione del debito in soli titoli di Stato, quello detenuto a settembre dagli investitori esteri è stato pari al 32,98% a 849,685 miliardi, nuovo massimo, mentre quello in mano al retail è sceso a 392,050 miliardi da 396,399 miliardi, pari al 15,22%, in base a calcoli Reuters sui dati di Banca d’Italia. La vita media residua del debito è diminuita a 7,8 anni da 8 del mese precedente.

Il greggio vira al ribasso dopo la stretta dell’Ue contro i «facilitatori» della flotta ombra russa di petroliere

I prezzi del petrolio virano al ribasso (futures sul Brent -0,44% a 60,85 dollari al barile) dopo che i ministri degli Esteri degli Stati membri dell'Unione Europea hanno adottato le sanzioni contro i «facilitatori» della flotta ombra russa di petroliere che sono uomini d'affari legati alle compagnie petrolifere russe Rosneft e Lukoil e alle società di navigazione che possiedono e gestiscono navi cisterna, oltre a 14 persone ed entità nell'ambito del quadro sanzionatorio sulle minacce ibride dell'Unione.

Per il Cremlino il fatto che l'Ucraina non aderisca all'alleanza militare della Nato è una questione centrale nelle trattative su un possibile accordo di pace ed è oggetto di una discussione dedicata. Mosca si aspetta un aggiornamento da Washington dopo i colloqui con i Paesi europei e l'Ucraina a Berlino.

Ore 11:20 Il Ftse Mib il migliore in Ue, boom di scambi su Juventus

I mercati azionari europei restano tonici con Francoforte in crescita dello 0,30%, Londra dello 0,84%, Parigi dell’1% e Milano dell’1,10% a quota 43.991 punti alle 11:20. In vetta Brunello Cucinelli e Buzzi con un guadagno del 3%, seguono con un +2% Mps, Interpump e Moncler. Fuori dal paniere delle blue chip Juventus corre del +12% a 2,458 euro, al top dal 25 novembre scorso, dopo che Tether ha presentato un’offerta per il club, valutandolo oltre 1 miliardo di euro, proposta respinta da Exor. 

Anche al top intraday di 2,492 euro il titolo resta sotto il prezzo offerto da Thether (2,66 euro per azione). Gli scambi vedono 3,8 milioni di pezzi passati di mano contro una media giornaliera delle ultime trenta sedute di 2,1 milioni.

L’euro sale dello 0,07% a 1,1742 dollari. La produzione industriale dell'area euro è aumentata dello 0,8% su base mensile a ottobre, dopo un incremento dello 0,2% a settembre, secondo i dati Eurostat. La lettura è in linea al consenso degli economisti. Su base annua, ha registrato una crescita del 2%, rispetto all'incremento dell'1,2% del mese precedente e al +1,9% atteso.

Ore 10:30 Ftse Mib verso 44.000 con Mps e Stm. Spread sotto 67

Le borse europee proseguono la seduta in territorio positivo. Il Dax segna un +0,34%, il Cac40 un +0,75%, il Ftse100 un +0,64% e il Ftse Mib un +1% a 43.948 punti alle 10:30 con Mps, Tim, Moncler, Brunello Cucinelli e Interpump che guadagnano due punti percentuali. Lo spread Btp/Bund cala ancora a 66,9 punti base, sui minimi dal 2008, con il rendimento del Btp in flessione al 3,51% e quello del Treasury Usa 10 anni al 4,168%. 

Il numero uno di JP Morgan, Jamie Dimon, ha segnalato il suo sostegno all'ex governatore della Fed, Kevin Warsh, come prossimo presidente della banca centrale statunitense, secondo quanto riportato dal Financial Times venerdì 12 dicembre. Il presidente statunitense, Donald Trump, ha detto di essere orientato verso Warsh o il direttore del Consiglio economico nazionale, Kevin Hassett, per guidare la Fed il prossimo anno. Secondo Dimon, Hassett è il candidato più propenso a tagliare i tassi nel breve termine. 
 

Ore 09:05 Ftse Mib tonico con le banche e Stellantis, la Juventus vola. Lo spread scende a 68

Borse europee in rialzo in avvio di seduta. Francoforte guadagna il 0,44%, Londra lo 0,43%, Parigi lo 0,31% e Milano lo 0,62% a 43.784 punti nella settimana della Bce (atteso un nulla di fatto sul fronte tassi). I futures statunitensi mostrano segnali di recupero dopo il sell-off di venerdì 12 dicembre: Dow Jones segna un +0,2% e l’S&P 500 un +0,22%. Il rimbalzo è legato alle speranze di una ripresa del cosiddetto «rally di Natale», nonostante le persistenti preoccupazioni per le valutazioni del comparto tecnologico e i costi dell’AI.

Flettono i rendimenti dei titoli di Stato nella settimana della Bce

Secondo Bloomberg, il dibattito tra gli investitori ruota attorno alla possibilità di ridurre l’esposizione all’AI per evitare una bolla o, al contrario, incrementarla per sfruttare il potenziale di lungo termine.
Sul fronte obbligazionario, il rendimento dei Treasury Usa 10 anni scende al 4,17% e quello del Btp 10 anni al 3,53% (con lo spread in calo a 68,16 punti base). Sul mercato valutario il dollaro sale di poco nei confronti dell’euro che si attesta a 1,1729 e lo yen si rafforza dello 0,29% a quota 155,254 per dollaro.

A Milano la Juventus vola, bene le banche, Stellantis, Terna, Tenaris e Prysmian. Sotto pressione Diasorin

Sul listino milanese la Juventus balza del 7,38% a 2,356 euro dopo che la famiglia Agnelli ha chiarito che non venderà il club al gruppo crypto Tether né a nessun altro.

Invece, dopo mesi in trasferta in Serbia per sostenere l’avvio della produzione della nuova Fiat Grande Panda, per alcuni operai italiani di Stellantis (+1,51% a 10,192 euro) inizia ora il percorso inverso. Secondo quanto riferisce a MF-Milano Finanza una fonte vicina alla produzione, una parte dei lavoratori italiani attualmente in trasferta nello stabilimento di Kragujevac sta cominciando a rientrare in Italia, soprattutto con l’obiettivo di farsi assegnare a Mirafiori, a Torino, dove il gruppo ha promesso il rilancio dello storico impianto con la nuova Fiat 500 ibrida.

Inoltre, la Commissione Europea dovrebbe revocare il 16 dicembre il divieto effettivo di vendita di nuove auto con motore a combustione dal 2035, cedendo alle forti pressioni di Germania, Italia e delle case automobilistiche europee in difficoltà per la competizione cinese e statunitense. La mossa, i cui dettagli sono ancora in fase di definizione da parte dei funzionari Ue, potrebbe comportare un rinvio del divieto effettivo di cinque anni o un suo ammorbidimento a tempo indeterminato.

Acquisti sulle banche, in particolare su Bper (+1,21% a 10,88 euro) e sulla Banca Popolare di Sondrio (+1,22% a 15,63 euro). Rialzo frazionale per Snam (+0,32% a 5,568 euro) dopo che Moody's venerdì ha cambiato l'outlook a positivo e confermato il rating Baa2. Restando nel comparto delle utility, Terna (+0,43% a 8,86 euro) è in linea per raggiungere l'obiettivo sull'Ebitda per il 2025, ha detto l'ad Giuseppina Di Foggia in una intervista con Il Corriere della Sera. Ha aggiunto che il 4% dei costi pagati dai consumatori in bolletta è attribuibile al trasporto dell'energia sulla rete Terna, al di sotto della media europea.

Infine, occhio a Tenaris (+0,61% a 17,27 euro) visto che Goldman Sachs ha avviato la copertura dell’azione con un rating neutral, mentre Morgan Stanley ha tagliato il rating su Diasorin (-1,29% a 62,86 euro) da overweight a equal weight e il target price da 99 a 63 euro, quanto a Prysmian (+0,61% a 83,14 euro) Jefferies ha alzato il target price da 102 a 104 euro (rating buy).

Ore 08:10 Europa attesa positiva nella settimana della Bce

Borse europee attese positive in avvio di seduta (+0,38% il futures sull’Eurostoxx50) con i futures statunitensi che rimbalzano (+0,25% quello sull’S&P500) dopo il calo di venerdì 12 dicembre. La Bce giovedì 18 dicembre, in base alle aspettative del mercato, dovrebbe lasciare invariati i tassi di interesse al 2%. Verranno diffuse anche le nuove proiezioni su crescita e inflazione e molti economisti si aspettano una revisione al rialzo della crescita rispetto a settembre, come del resto ventilato dalla stessa presidente, Christine Lagarde, la settimana scorsa.

Bce, attesi tassi fermi. Un rialzo nel 2026?

Le stime sull'inflazione dovrebbero, invece, restare in linea con le precedenti. Se nelle ultime settimane i mercati hanno progressivamente ridotto le scommesse su potenziali tagli dei tassi nel 2026, dopo le dichiarazioni degli esponenti della Bce, Schnabel e Kazimir, sono passati a ipotizzare rialzi del costo del denaro.

Tra le altre banche centrali, Bank of Japan dovrebbe aumentare i tassi di 25 punti base allo 0,75%, mentre la Banca d'Inghilterra potrebbe procedere a un taglio di pari entità al 3,75%. In questo contesto lo spread Btp/Bund riparte da 69 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in aumento al 3,55%. La scorsa settimana ha visto il maggior rialzo dei rendimenti dai primi di marzo dopo che i mercati monetari hanno iniziato a prezzare possibili rialzi del costo del denaro da parte della Bce piuttosto che tagli, come ipotizzato fino a poco fa.

Settimana ricca di dati macro

Banca d’Italia rende noti i numeri di settembre sul debito delle amministrazioni pubbliche e sulla quota in mano a esteri e retail ad agosto. La settimana si preannuncia ricca anche dal punto di vista dei dati: il 16 dicembre verranno diffuse le stime preliminari di dicembre degli indici Pmi di Germania, Francia e zona euro che, in quest'ultimo caso, dovrebbero mostrare un miglioramento per i servizi e per il manifatturiero.

Sempre il 16 verrà diffuso l'indice Zew tedesco che dovrebbe segnalare un miglioramento in dicembre e i dati sugli occupati Usa elaborati dal governo che dovrebbero mostrare un incremento di 40.000 nuovi posti a novembre rispetto ai 97.000 del mese prima. Il tasso di disoccupazione è atteso stabile al 4,4% rispetto al mese precedente.
 

Alle 11 è in agenda il dato sulla produzione industriale a ottobre dell’Eurozona, alle 14:30 l’ndice Empire Manufacturing a dicembre degli Stati Uniti e alle 16 l’indice del mercato immobiliare Nahb sempre a dicembre. In attesa, l’euro è stabile a 1,1732 dollari.

Oro e petrolio in rialzo

Tra le materie prime, il petrolio sale dai minimi da quasi due mesi grazie a una domanda cinese migliore. Il futures sul Brent si avvicina a 62 dollari al barile (+0,52% a 61,44 dollari al barile) e quello sul Wti a 58 dollari (+0,52% a 57,54 dollari al barile). La domanda di petrolio e l’attività di raffinazione in Cina a novembre sono state superiori rispetto all’anno precedente.

Il petrolio è destinato a chiudere l’anno in perdita, a causa delle aspettative di un surplus crescente, mentre l’Opec+ ha aumentato la produzione nonostante la debole crescita della domanda. L’Ucraina continua ad attaccare strutture energetiche russe, ha colpito un’importante raffineria e un deposito di petrolio nel fine settimana, nel tentativo di ridurre i ricavi che aiutano Mosca a finanziare la guerra. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha mandato inviati a Berlino per un nuovo ciclo di colloqui, tentando di porre fine al conflitto. Altrove, l’Iran ha dichiarato di aver sequestrato una nave straniera nel Golfo di Oman sospettata di trasportare carburante di contrabbando, mentre gli Stati Uniti hanno aumentato la pressione sul Venezuela contro i cartelli della droga sul territorio.

Anche il prezzo dell’oro sale (+1% a 4.374 dollari l’ondica il futures) con un nuovo record in vista, seguito da un calo graduale, secondo Anz Group Holdings: «i guadagni saranno concentrati nella prima metà del 2026, con i prezzi che potrebbero raggiungere 4.800 dollari l’oncia. I flussi di investimento e l’acquisto resiliente da parte delle banche centrali continueranno a sostenere la domanda di oro», aggiunge Anz Group.

Tuttavia, nella seconda metà del 2026 i prezzi caleranno gradualmente, man mano che la Fed si avvicinerà alla fine del ciclo di allentamento, che l’impatto dei dazi americani diventerà più chiaro e che le prospettive economiche si stabilizzeranno. L’argento (+2,36% a 63,47 dollari l’oncia il fututures), nel frattempo, continuerà a essere sostenuto da un deficit di mercato, dall’incertezza sulle politiche di importazione Usa, dalla domanda industriale resiliente e dai forti flussi di investimento.

A Milano occhio a Juventus, Stellantis, Snam, Terna, Tenaris, Diasorin e Prysmian

Sul listino milanese attenzione alla Juventus perché la famiglia Agnelli ha chiarito che non venderà il club al gruppo crypto Tether né a nessun altro.

Invece, dopo mesi in trasferta in Serbia per sostenere l’avvio della produzione della nuova Fiat Grande Panda, per alcuni operai italiani di Stellantis inizia ora il percorso inverso. Secondo quanto riferisce a MF-Milano Finanza una fonte vicina alla produzione, una parte dei lavoratori italiani attualmente in trasferta nello stabilimento di Kragujevac sta cominciando a rientrare in Italia, soprattutto con l’obiettivo di farsi assegnare a Mirafiori, a Torino, dove il gruppo ha promesso il rilancio dello storico impianto con la nuova Fiat 500 ibrida.

Da monitorare poi Snam dopo che Moody's venerdì ha cambiato l'outlook a positivo e confermato il rating Baa2. Restando nel comparto delle utility, Terna è in linea per raggiungere l'obiettivo sull'Ebitda per il 2025, ha detto l'ad Giuseppina Di Foggia in una intervista con Il Corriere della Sera. Ha aggiunto che il 4% dei costi pagati dai consumatori in bolletta è attribuibile al trasporto dell'energia sulla rete Terna, al di sotto della media europea.

Infine, occhio a Tenaris visto che Goldman Sachs ha avviato la copertura dell’azione con un rating neutral, mentre Morgan Stanley ha tagliato il rating su Diasorin da overweight a equal weight e il target price da 99 a 63 euro, quanto a Prysmian Jefferies ha alzato il target price da 102 a 104 euro (rating buy).

(riproduzione riservata)



 



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