Il Ftse Mib chiude a 43.994 punti in ribasso dell’1,7%. Recupera Azimut, che ha terminato la seduta guadagnando il 3,5%. Bene anche Recordati (+1,34) e Terna (+1%).
Male le banche: Unicredit ha perso il 4,45%, Bper il 3,8%, Pop Sondrio il 3,55% e Banco Bpm il 3,27%.
Spread in calo a 75 punti, cambio euro dollaro a 1,1619.
Intorno alle 15:40, il Ftse Mib scambia in ribasso del 2,1%, affossato da Stellantis (-4%) e dalle banche: Bper perde il 3,7%, Pop Sondrio il -3,65% e Unicredit il -3,63%.
In rialzo invece Azimut (+2,1%), Terna (+0,38%) e Mediobanca (+0,34%).
Spread in crescita 76 punti, cambio euro dollaro a 1,163.
I principali indici europei si muovono sotto la parità.
Le borse europee continuano a soffrire (-1,73% il Dax, -1,6% il Cac40, -1,8% il Ftse100 e -2,40% a 43.680 punti il Ftse Mib alle 14:40, dopo essere salito in settimana sopra la soglia psicologica di 45.000, il massimo dal 2001; pioggia di prese di profitto sulle banche; tra gli industriali -3,8% Leonardo, seguita a ruota da Stm e Stellantis) in vista di un avvio cauto di Wall Street (-1,15% il futures sull’S&P500) sia perché si allontana il taglio dei tassi di interesse da parte della Fed a dicembre sia per le preoccupazioni sulla possibile bolla dei titoli tecnologici, in particolare quelli legati all’intelligenza artificiale.
Invece, la Bce ha mantenuto i tassi invariati da giugno affermando che la politica monetaria è in una buona posizione, anche se alcuni membri del Consiglio temono che l'inflazione possa scendere troppo, costringendoli a riprendere l'allentamento nel 2026. I mercati vedono una probabilità prossima allo zero di una nuova riduzione quest'anno e stimano una probabilità del 40% che avvenga entro la metà del 2026.
Tensioni sui titoli di Stato, anche su quelli britannici a 10 anni, saliti di 13 punti base al 4,57%, poiché gli investitori hanno manifestato preoccupazione per la sostenibilità fiscale del Paese dopo le notizie secondo cui la Cancelliera, Rachel Reeves, non aumenterà l’imposta sul reddito nel suo prossimo bilancio.
La decisione riflette il miglioramento delle prospettive fiscali da parte dell'Office for Budget Responsibility che ora ha previsto un deficit di bilancio di 20 miliardi di sterline, in calo rispetto alla precedente stima di 35 miliardi, grazie al rafforzamento delle entrate pubbliche e alla crescita resiliente dei salari.
La Reeves dovrà, comunque, aumentare le entrate attraverso alcune riforme. Aveva preparato due opzioni, una con aumenti fiscali significativi e l'altra basata su misure più contenute, e ora sta perseguendo la seconda. L'incertezza deriva dalle divisioni all'interno del Gabinetto e fa seguito alle recenti turbolenze politiche che hanno coinvolto il primo ministro, Keir Starmer. I mercati hanno reagito ridimensionando le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Banca d'Inghilterra, scontando una probabilità del 75% di un intervento a dicembre.
Profondo rosso per i mercati azionari europei. Francoforte accelera al ribasso (-1,55%), seguita da Parigi (-1,73%), Londra (-1,95%) e Milano (-2,15% a 43.794 punti alle 13:30 con un sell-off generalizzato sulle banche; molto male anche Nexi, Moncler, Stellantis e Stm). Si registra una particolare debolezza del comparto tecnologico europeo (-2,50%); in recupero l’energia grazie al rialzo del greggio, sostenuto anche dalle notizie di attacchi con droni ucraini a un deposito russo.
Il tutto mentre sono diminuite le probabilità di un taglio dei tassi da parte della Fed alla riunione del 10 dicembre. Sul mercato obbligazionario il rendimento del Treasury Usa 10 anni ora scende al 4,07%, viceversa quello del Btp 10 anni sale al 3,45% con lo spread con il Bund in aumento a 75,7 punti base. In serata Moody's si pronuncia sul debito sovrano del Portogallo e Fitch su quello della Grecia.
L’euro resta in calo dello 0,05% a 1,1655 dollari. Secondo quanto riferito da alcune fonti a Reuters, funzionari europei responsabili della stabilità finanziaria stanno discutendo la creazione di un'alternativa ai backstop della Fed sul funding, mettendo in comune i dollari detenuti dalle banche centrali (non quella Usa), nel tentativo di ridurre la loro dipendenza dagli Stati Uniti sotto l'amministrazione Trump.
I mercati azionari europei restano in calo (Dax -0,81%, Cac40 -0,81%, Ftse100 -1,35% e Ftse Mib -1,21% a 44.212 punti alle 11:35 con le banche tutte sotto pressione insieme a Stm, Stellantis, Moncler, Amplifon e Buzzi), facendo peggio dei futures Usa (-0,17% quello sull’S&P500) mentre sono diminuite le probabilità di un taglio dei tassi da parte della Fed a dicembre. Il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,11% e quello del Btp 10 anni al 3,45%. L’euro vira al ribasso dello 0,15% a 1,1614 dollari dopo i dati macro Ue.
Il pil dell'Eurozona è cresciuto dello 0,2% nel terzo trimestre del 2025, dopo l'aumento dello 0,1% registrato nel trimestre precedente. Su base annua, è aumentato dell'1,4%, dato leggermente inferiore rispetto all'1,5% del trimestre precedente ma superiore alle attese degli economisti a +1,3%. Quanto alle prime stime del saldo dell'area dell'euro hanno mostrato un avanzo di 19,4 miliardi di euro negli scambi di merci con il resto del mondo a settembre rispetto ai +12,9 miliardi di settembre del 2024. Le esportazioni sono state pari a 256,6 miliardi, +7,7% rispetto a settembre del 2024, e le importazioni a 237,1 miliardi (+5,3%).
Le borse europee restano in rosso, anche Milano (-1,11% a 44.258 punti l’indice Ftse Mib alle 10:40) mentre si sono indebolite le scommesse su un taglio dei tassi d’interesse da parte della Fed a dicembre, con le banche, eccetto Mediobanca, in netto calo insieme a Leonardo (-3,43%), Stellantis (-1,80%) e Stm (-2,33%). Resistono alle vendite le utilities e Recordati.
Lo spread Btp/bund sale a 75,6 punti base. La bilancia commerciale globale a settembre dell’Italia è risultata pari a 2,85 miliardi di euro, in aumento, ma meno del previsto, rispetto agli 1,88 miliardi precedenti (la stima degli economisti era 3,18 miliardi). In particolare, l’Istat ha stimato una crescita congiunturale più ampia per le importazioni (+4,1%) rispetto alle esportazioni (+2,6%). L'aumento su base mensile dell'export si deve alle maggiori vendite verso l'area extra Ue (+6,4%), mentre l'export verso l'area Ue ha registrato una riduzione dello 0,8%. Nel terzo trimestre 2025, rispetto al precedente, l'export è cresciuto del 2,0%, l'import è risultato pressoché stazionario (+0,1%).
Borse europee in calo (Dax -0,20%, Cac40 -0,63%, Ftse100 -1% e Ftse Mib -0,92% a 44.341 punti) in avvio di seduta. Concluso lo shutdown federale più lungo della storia americana, la Fed dovrà ragionare sul percorso di aggiustamento dei tassi senza i dati sul tasso di disoccupazione di ottobre. In un'intervista a Fox News il consigliere economico della Casa Bianca, Kevin Hassett, spiegava che saranno disponibili i dati sugli occupati, ma non quelli relativi al tasso di disoccupazione.
Jerome Powell ha paragonato la situazione della banca centrale a quella di chi «guida nella nebbia», suggerendo al consiglio di «rallentare» nel percorso di aggiustamento al ribasso dei tassi. La probabilità di un taglio dei tassi da 25 punti base a metà dicembre, dato per certo soltanto il mese scorso, è scesa al 45,4%.
Il dollaro si appresta ad archiviare una performance settimanale negativa. Il cross euro/dollaro vale 1,1641 (+0,09%), mentre il biglietto verde scambia a 154,66 su yen (+0,09%). L'indice dei prezzi al consumo in Spagna a ottobre ha registrato un aumento dello 0,7% su base mensile, in linea con la stima preliminare. A settembre i prezzi avevano registrato un calo dello 0,3%. Su base annua, +3,1%, in linea con la prima lettura, in leggero aumento rispetto al +3% di settembre. In Francia, invece, l'inflazione è cresciuta dello 0,1% su base mensile, in linea con quanto stimato nella lettura preliminare e in accelerazione dal -1% di settembre. Su base annuale, +0,9% da +1% della prima lettura e dal +1,2% registrato nel mese precedente.
I prezzi del petrolio salgono (futures sul Brent +1,40% a 63,89 dollari al barile) per i timori sull'offerta dopo gli attacchi ucraini che hanno danneggiato i depositi russi nel porto di Novorossiysk sul Mar Nero. Mentre i raid missilistici e di droni russi sull'Ucraina e sulla capitale Kiev hanno causato la morte di almeno quattro persone. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha accusato Mosca di «un attacco deliberatamente calcolato il cui obiettivo era causare la massima sofferenza alla popolazione e il massimo danno alle infrastrutture civili». Resta sui minimi da almeno 15 anni lo spread Btp/Bund anche se aumenta leggermente a 74,8 punti base.
Sul listino milanese scendono quasi tutte le banche, mentre Azimut, che ha ribadito la volontà di proseguire con il progetto di spin-off della nuova wealth management bank Tnb, nonostante le incertezze legate ai rilievi dell'ispezione di Banca d'Italia e ha confermato la propria politica di remunerazione agli azionisti, rimbalza dello 0,74% a quota 32,83 euro. Il 13 novembre ha lasciato sul terreno il 10% del suo valore.
Resiste alle vendite Enel (+0,11% a 8,96 euro) dopo aver chiuso i primi nove mesi del 2025 con risultato netto di 5,236 miliardi di euro, in calo del 10,8% rispetto allo stesso periodo del 2024, che includeva il contributo ai risultati delle attività dismesse, mentre l'ebitda è pari a 16,870 miliardi, in flessione del 9,3% sui nove mesi del 2024.
Per l'esercizio 2025 Enel prevede un ebitda ordinario di gruppo nel range di guidance compreso tra 22,9 e 23,1 miliardi e un utile netto ordinario lievemente superiore alla parte alta del range della guidance (compreso tra 6,7 e 6,9 miliardi di euro). Il capital market day si terrà a febbraio del prossimo anno.
E se Terna (+0,65% a 8,95 euro) ha chiuso i nove mesi con un utile netto di 852,7 milioni di euro, in crescita del 4,9% rispetto allo stesso periodo 2024 su ricavi pari a 2.882,3 milioni, in aumento dell'8,9%, Interpump (-0,65% a 43,12 euro) riunisce il cda sui conti del terzo trimestre del 2025.
Mentre Webuild (-1,46% a 3,248 euro) ha annunciato che gli ordini acquisiti da inizio anno sono pari a 9,3 miliardi, portando il totale di acquisizione ordini del triennio 2023-2025 a 45 miliardi. Il dato supera di quasi 10 miliardi il target previsto dal piano industriale «Roadmap al 2025-The Future is Now» per il triennio. Il gruppo di costruzioni ha costruito un portafoglio ordini tra i più alti del settore, che garantisce ampia visibilità sui ricavi futuri (4 anni), rappresentando una base solida per il prossimo piano industriale.
Inoltre si segnala che, post conti, Kepler Cheuvreux ha alzato il rating da reduce a hold su Trevi (+1,61% a 0,443 euro) e il target price da 0,42 a 0,44 euro, invece da hold a buy nel caso di Reply (target price tagliato da 155 a 152 euro; -2,82% a 120,5 euro). Su Poste Italiane (-1,18% a 21,02 euro), dopo i risultati record dei primi nove mesi del 2025, è intervenuta Barclays, alzando il target price da 19,2 a 20 euro (rating equal weight) e Jefferies, ritoccando il target price da 18,9 a 21,5 euro (rating hold).
Infine, Fincantieri (-0,72% a 19,26 euro) ha siglato con Kayo, società albanese specializzata nello sviluppo di infrastrutture industriali strategiche, un Memorandum of Understanding per avviare una joint venture dedicata alla costruzione e manutenzione di navi militari in Albania.
Borse europee attese in calo (-0,33% il futures sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta, in scia a Wall Street poiché i mercati hanno eliminato le aspettative di un taglio dei tassi d’interesse negli Stati Uniti a dicembre. Gli investitori scontano una probabilità del 45,4% (dal 64,3% precedente) di un taglio del costo del denaro di 25 punti base e del 54,2% per un mantenimento dei tassi rispetto al 35,7% della settimana precedente, secondo il Cme FedWatch.
I futures sull’S&P 500 scendono dello 0,07% e quelli sul Nasdaq dello 0,18%, mentre i titoli tecnologici hanno subito nuove vendite a causa delle preoccupazioni sulle valutazioni alimentate dall’intelligenza artificiale. Tra l’altro sono previsti in giornata alcuni interventi di esponenti della Fed (alle 15:20 Bostic, alle 16:05 Schmid), ma anche della Bce (alle 11:30 Elderson, alle 12 Buch, alle 16 Lane).
Il dollaro scende sia nei confronti dell’euro, che vale 1,1640 (+0,07%), sia nei confronti dello yen (-0,04% a 154,46). Alle 08:45 è in agenda l’inflazione a ottobre finale della Francia e alle 9 quella della Spagna nello stesso mese. Alle 10 è prevista la bilancia commerciale Ue a settembre dell’Italia, alle 11 il pil del terzo trimestre seconda stima dell’Eurozona. Mentre in serata Moody's si pronuncia sul debito sovrano del Portogallo e Fitch su quello della Grecia.
Il prezzo dell’oro scendono mentre si sono indebolite le scommesse su un taglio dei tassi d’interesse da parte della Fed a dicembre. L’oro spot cala dello 0,51% a 4.180,5 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro dello 0,26% a 4.183,5 dollari l’oncia. Comunque, l’oro spot è in rialzo del 5% questa settimana, beneficiando della domanda di beni rifugio in un contesto di crescente incertezza sulle prospettive economiche degli Stati Uniti.
Lo stop alle attività governative durato quasi 43 giorni si è concluso questa settimana e ora ci si aspetta che il governo riprenda a pubblicare i dati economici ufficiali nelle prossime settimane. Ma i mercati temono che i prossimi dati possano mostrare un quadro molto più debole dell’economia americana, soprattutto a causa dell’impatto dello shutdown. Il 13 novembre alcuni funzionari del governo hanno anche suggerito che potrebbero non pubblicare mai i dati su inflazione e lavoro relativi a ottobre a causa dello shutdown.
La mancanza di dati chiari lascia la Fed «alla cieca» in vista della riunione di dicembre. «Potrebbero essere necessari giorni o persino settimane prima che l’apparato burocratico federale riprenda pienamente le attività e pubblichi i tanto attesi dati economici. Qualsiasi ritardo potrebbe rendere i governatori della Fed relativamente cauti», hanno detto gli analisti di Anz, citando anche le recenti dichiarazioni della presidente della Fed di San Francisco, Mary Daly, secondo cui è troppo presto per decidere un taglio dei tassi.
Sul listino milanese attenzione ad Azimut che ha ribadito la volontà di proseguire con il progetto di spin-off della nuova wealth management bank Tnb, nonostante le incertezze legate ai rilievi dell'ispezione di Banca d'Italia e ha confermato la propria politica di remunerazione agli azionisti. Il 13 novembre il titolo ha lasciato sul terreno il 10% del suo valore.
Conti per Enel che ha chiuso i primi nove mesi del 2025 con risultato netto di 5,236 miliardi di euro, in calo del 10,8% rispetto allo stesso periodo del 2024, che includeva il contributo ai risultati delle attività dismesse, mentre l'ebitda è pari a 16,870 miliardi, in flessione del 9,3% sui nove mesi del 2024.
Per l'esercizio 2025 Enel prevede un ebitda ordinario di gruppo nel range di guidance compreso tra 22,9 e 23,1 miliardi e un utile netto ordinario lievemente superiore alla parte alta del range della guidance (compreso tra 6,7 e 6,9 miliardi di euro). Il capital market day si terrà a febbraio del prossimo anno.
E se Terna ha chiuso i nove mesi con un utile netto di 852,7 milioni di euro, in crescita del 4,9% rispetto allo stesso periodo 2024 su ricavi pari a 2.882,3 milioni, in aumento dell'8,9%, Interpump riunisce il cda sui conti del terzo trimestre del 2025.
Mentre Webuild ha annunciato che gli ordini acquisiti da inizio anno sono pari a 9,3 miliardi, portando il totale di acquisizione ordini del triennio 2023-2025 a 45 miliardi. Il dato supera di quasi 10 miliardi il target previsto dal piano industriale «Roadmap al 2025-The Future is Now» per il triennio. Il gruppo di costruzioni ha costruito un portafoglio ordini tra i più alti del settore, che garantisce ampia visibilità sui ricavi futuri (4 anni), rappresentando una base solida per il prossimo piano industriale.
Inoltre si segnala che, post conti, Kepler Cheuvreux ha alzato il rating da reduce a hold su Trevi e il target price da 0,42 a 0,44 euro, invece da hold a buy nel caso di Reply (target price tagliato da 155 a 152 euro). Su Poste Italiane, dopo i risultati record dei primi nove mesi del 2025, è intervenuta Barclays, alzando il target price da 19,2 a 20 euro (rating equal weight) e Jefferies, ritoccando il target price da 18,9 a 21,5 euro (rating hold).
Infine, Fincantieri ha siglato con Kayo, società albanese specializzata nello sviluppo di infrastrutture industriali strategiche, un Memorandum of Understanding per avviare una joint venture dedicata alla costruzione e manutenzione di navi militari in Albania.
(riproduzione riservata)