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Borsa europea mista, Milano e Dax in crescita moderata

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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rialzo dell’1%. Rally di Stm trainata dall’AI. In rosso Nexi e Avio | IL VIDEO

di Francesca Gerosa e Giulia Venini
13 maggio 2026, 07:40 Ultimo aggiornamento: 17:52

Brillano Recordati e Prysmian. Spread Btp-Bund in lieve calo a 76 punti base. Wall Street prosegue contrastata  | Ftse Mib future: spunti operativi per mercoledì 13 maggio

  • Ore 15:30 Il Ftse Mib guadagna lo 0,25%. Rally di Stm, in rosso Lottomatica e Nexi
  • Ore 14:40 Il Ftse Mib annulla i guadagni, Treasury Usa al 4,47%: volano i prezzi alla produzione ad aprile negli Stati Uniti
  • Ore 12:40 Il Ftse Mib resta positivo con Saipem e Stm, rendimenti al top del 2024 nell’asta di Btp
  • Ore 11:20 Il Ftse Mib riduce i guadagni, pesano i titoli del lusso. Euro sotto 1,17: l’Eurozona cresce solo dello 0,1% nel primo trimestre
  • Ore 09:05 Il Ftse Mib rimbalza con Stm e Prysmian. Spread giù a 75: attesi rendimenti in rialzo nell’asta di Btp
  • Ore 07:40 Europa vista rimbalzare nonostante le tensioni tra Stati Uniti e Iran, il petrolio flette

Il Ftse Mib ha chiuso la seduta in rialzo dell’1% a 49.480 punti. A trainare la seduta è stato (ancora) il rally di Stmicroelectronics, che ha guadagnato quasi il 10% sulla spinta del rinnovato ottimismo legato all’AI, segnando il massimo storico di 52,35 euro per azione. Denaro anche Recordati e Prysmian (+4%), mentre si sono mossi in controtendenza Nexi, in calo del 2,5%, Avio e Lottomatica (-1,8%). 

Spread Btp-Bund in lieve discesa a 76 punti, con il rendimento al +3,86%. 

Ha terminato le contrattazioni in territorio positivo anche l’Europa: il Dax di Francoforte ha messo a segno lo 0,75%, il Ftse 100 di Londra lo 0,55% e il Cac 40 di Parigi lo 0,35%. Alle 17:45 Wall Street viaggiava in ordine sparso, col Dow Jones che cedeva lo 0,5%.

Tra le notizie principali di giornata c’è la riduzione delle stime della domanda mondiale di petrolio per il 2026 da parte dell’Opec, che segue così altri istituti come l’Agenzia Internazionale dell’Energia americana. Proprio l’Eia ha comunicato nel pomeriggio italiano che le scorte settimanali totali di greggio sono diminuite di 12,9 milioni di barili, dopo un calo precedente di 7,5 milioni.

All’origine di questi movimenti c’è la crisi nel Golfo, dove lo stallo diplomatico si protrae. Alle 17:30 italiane i futures sul Brent segnavano 107,1 dollari al barile, in leggero calo dello 0,5%, mentre quelli sul Wti salivano a 102,7 dollari (+0,5%).

Ora bisogna guardare al viaggio del presidente statunitense Donald Trump in Cina, accompagnato dai magnati del tech come il ceo di Nvidia Jensen Huang. Da capire se l’incontro avrà effetti sulle tante partite presenti sull’immenso scacchiere geopolitico. Secondo Carlo Benetti, market specialist di Gam, sono ben quattro le «faglie diverse e simultanee» che «interagiscono tra loro potenziando l’instabilità: la guerra in Ucraina, la rivalità tra Stati Uniti e Cina, l’instabilità nel Medio Oriente e la sorprendente trasformazione della postura americana verso l’Europa». Una «policrisi», come dicono gli esperti e che, spiega Benetti, «rappresenta forse l’ultima occasione per completare la trasformazione» europea «da area monetaria e commerciale a potenza geopolitica, capace di agire con coesione strategica».

Anche se, sottolinea Lale Akoner, global market strategist di eToro, dal summit Trump-Xi «ci si attende un allentamento delle tensioni tra i due Paesi, ma non una svolta significativa». Per i mercati mondiali «il punto centrale sarà capire se le due parti estenderanno oltre novembre l’attuale pausa su dazi e controlli alle esportazioni. Sarebbe un segnale positivo per gli investitori, perché contribuirebbe a ridurre l’incertezza per l’azionario globale, gli esportatori e le società esposte alle catene di fornitura».

Ore 15:30 Il Ftse Mib guadagna lo 0,25%. Rally di Stm, in rosso Lottomatica e Nexi

Il Ftse Mib viaggia con un rialzo dello 0,25% a 49.111 punti. In risalto il rally di Stm, che sfiora il 9% di guadagno. Positive anche Recordati (+2,8%) e Prysmian (+2,45%), mentre si muovono in controtendenza Lottomatica (+2,75%), Nexi (+2,6%) e Leonardo (+2,2%). Spread Btp-Bund a 77 punti. 

I principali listini americani hanno aperto in ordine sparso. 

Ore 14:40 Il Ftse Mib annulla i guadagni, Treasury Usa al 4,47%: volano i prezzi alla produzione ad aprile negli Stati Uniti

I futures Usa accelerano al ribasso (-0,48% quello sul Dow Jones alle 14:40) e il dollaro si rafforza nei confronti dell’euro (vale 1,17, -0,24%) mentre volano i prezzi alla produzione ad aprile negli Stati Uniti: su base mensile hanno registrato un +1,4%, in aumento rispetto al precedente +0,7%. La previsione degli economisti era per un più modesto +0,5%.

Si tratta del maggior aumento degli ultimi quattro anni, pesano i maggiori costi energetici perché la guerra tra Stati Uniti e Iran ha interrotto le spedizioni di petrolio e gas nello Stretto di Hormuz. Il rendimento del Treasury Usa 10 anni balza al 4,47% e quello del Btp 10 anni al 3,88% con lo spread con il Bund a 75,9 punti base. L'indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti, secondo i dati diffusi il 12 maggio, è salito del 3,8% nei 12 mesi fino ad aprile, il più grande aumento su base annua da maggio 2023.

I mercati escludono la possibilità di un taglio dei tassi da parte della Fed quest'anno, mentre le aspettative di un aumento di almeno 25 punti base a dicembre salgono al 35%, secondo il FedWatch Tool del Cme. L’indice Ftse Mib annulla i guadagni con Leonardo, Avio, Lottomatica e Nexi che perdono oltre due punti percentuali.

Ore 12:40 Il Ftse Mib resta positivo con Saipem e Stm, rendimenti al top del 2024 nell’asta di Btp

I mercati azionari europei perdono smalto e vanno sotto i massimi intrday, timorosi riguardo la fragile tregua nel conflitto tra Usa e Iran (Dax +0,66%, Cac40 -0,36%, Ftse100 +0,11% e Ftse Mib +0,48% a 49.224 punti alle 12:40 con Stm, Saipem e Diasorin che salgono, rispettivamente, del 6%, grazie al rimbalzo del settore tecnologico, del 2,85% e del 3%). I futures Usa viaggiano a due velocità (-0,23% quello sul Dow Jones e +0,26% quello sull’S&P500).

Rendimenti al top del 2024 nell’asta di Btp

Lo spread Btp/Bund resta intorno a 74 a 74,80 pounti base. Il Tesoro ha collocato 7,5 miliardi di euro di Btp con rendimenti ai massimi da metà luglio del 2024 sulle scadenze a 3 e 7 anni. Più nel dettaglio, la nona tranche del titolo 15 marzo 2029 è stata assegnata per 3 miliardi a un rendimento lordo del 2,98%, il livello più elevato da 22 mesi, rispetto al 2,91% nell'asta di metà aprile. Collocata per 3,25 miliardi la terza tranche del sette anni a un rendimento del 3,55%, sempre il massimo da 22 mesi, contro il 3,51% del mese scorso. Assegnati, infine, 1,25 miliardi del Btp off-the-run a 20 anni (settembre 2038) a un tasso del 4,04%.

Ore 11:20 Il Ftse Mib riduce i guadagni, pesano i titoli del lusso. Euro sotto 1,17: l’Eurozona cresce solo dello 0,1% nel primo trimestre

Borse europee in ordine sparso alle 11:20. Francoforte sale dello 0,81%, Parigi cede lo 0,11%, Londra spunta un +0,46% e Milano un +0,37% a 49.174 punti, frenata dai titoli del lusso come Moncler (-2,27%) e Brunello Cucinelli (-1,46%). Male anche Ferrari, FinecoBank, Lottomatica e Tim che perdono oltre un punto percentuale.

L’euro va sotto 1,17 dollari (-0,31%) dopo che nei primi tre mesi dell'anno il pil aggregato dell'Eurozona è salito di un marginale 0,1%. Guardando all'intera Unione Europea si è registrato un +0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Nel confronto su base annua la crescita si è smorzata a +0,8% nell'Eurozona e al +1% nell’Ue, a fronte del +1,3% e +1,4%, rispettivamente, registrato a fine 2025.

Per quanto riguarda, invece, la produzione industriale nell'area euro a marzo ha registrato un modesto +0,2% rispetto al mese precedente che incorpora un pesante calo (-4,5%) sui beni di consumo non durevoli e una flessione (-1,5%) sull'energia. Nell'intera Unione Europea la produzione è aumentata in maniera più netta: +0,8%. Su base annua, a marzo la dinamica si è ulteriormente indebolita a -2,1% da -0,8% annuo di febbraio per l'Eurozona e a -1% da – 0,2% del mese precedente per l'intera Ue.

Ore 10:20 Il Ftse Mib accelera al rialzo, Fitch alza il rating su Banco Bpm

L’indice Ftse Mib accelera al rialzo, alle 10:20 segna un +0,81% a 49.389 punti con Stm (+5%) e Avio (+4,98%) in testa seguite da Diasorin (+3%) e da Saipem (+2,8%).

Mentre Banco Bpm passa di mano a quota 13,16 euro (+0,23%) dopo che Fitch ha alzato la valutazione sulla banca guidata da Giuseppe Castagna: il rating di lungo termine sale da BBB a BBB+, allineandolo così al rating sul senior preferred/unsecured con l’outlook confermato a stabile, mentre il rating sui depositi di lungo termine è stato migliorato da BBB+ a A-.

Dopo Moody's e Morningstar Dbrs, quello di Fitch è il terzo rating emittente assegnato a Banco Bpm ad attestarsi sul gradino più alto della fascia tripla B e il terzo rating sui depositi portato al livello di ingresso dell'area singola A.

L’euro scende dello 0,20% a 1,17097 dollari. In Francia il tasso di inflazione è salito al 2,2% ad aprile, in crescita rispetto all'1,7% registrato nel mese precedente. Il dato è risultato il linea con le attese degli economisti. Su base mensile, i prezzi al consumo sono aumentati dell'1%, in linea con la stima preliminare e con il dato del mese precedente.

Ore 09:05 Il Ftse Mib rimbalza con Stm e Prysmian. Spread giù a 75: attesi rendimenti in rialzo nell’asta di Btp

Le borse europee rimbalzano in avvio di seduta (+0,87% il Dax, +0,52% il Cac40, +0,55% il Ftse100 e +0,90% a 49.434 punti il Ftse Mib) dopo il martedì nero del 12 maggio. Il viaggio del presidente statunitense, Donald Trump, in Cina segna il primo ritorno di un presidente Usa a Pechino dal 2017, in un contesto di relazioni tese ma di interdipendenze economiche profonde. L’incontro con Xi Jinping, in calendario il 14 maggio, è visto come un passaggio chiave per stabilizzare i rapporti bilaterali tra le due maggiori economie mondiali e ridurre l’incertezza per mercati e catene globali di approvvigionamento, dopo mesi di tensioni su commercio e tecnologia.

Occhi puntati sull’incontro tra Trump e Xi Jinping
 

Tra i dossier principali, oltre al commercio, ci sarà sicuramente anche la guerra in Iran, sebbene Trump abbia detto stamani di non aver bisogno dell'aiuto di Pechino per mettere fine al conflitto. Sul tavolo anche Taiwan, tecnologie strategiche (chip e AI), nucleare e risorse critiche, temi destinati a definire la competizione di lungo periodo tra le due potenze.

Spread giù a 75: attesi rendimenti in rialzo nell’asta di Btp

I futures Usa sono contrastati (-0,03% quello sul Dow Jones e +0,16% quello sull’S&P500) mentre il rendimento del Treasury Usa 10 anni scende al 4,45% e quello del Btp 10 anni al 3,86% con lo spread con il Bund in contrazione a quota 75,17 punti base. I rendimenti dei titoli di Stato dell’area euro sono saliti parecchio il 12 maggio sulla scia del balzo delle quotazioni del greggio (future sul Brent -1,11% a 106,57 dollari al barile il 13 maggio), con i mercati monetari passati a prezzare tre rialzi dei tassi Bce quest'anno, il primo a giugno è scontato al 90%, mentre si affievoliscono sempre di più le speranze di un accordo di pace in Iran con lo Stretto di Hormuz che resta bloccato.

In questo contesto, il Tesoro propone stamani 7,5 miliardi di euro nelle riaperture di tre Btp a 3, 7 e 20 anni, con rendimenti attesi in rialzo soprattutto sulla scadenza a 3 anni rispetto al collocamento di metà aprile.

A Milano in evidenza Stm, Prysmian, Avio, Inwit e Aeffe

Sul listino milanese spicca Stm con un +4,69% a 49,88 euro e Prysmian con un +3,63% a 154,2 euro, più debole Eni (+0,19% a 23,71 euro) che ha incaricato Morgan Stanley di assisterlo nella raccolta di fondi da investitori come Apollo, Kkr e Stonepeak nell'ambito di una possibile operazione su suoi asset Flng (floating liquefied natural gas). L’operazione potrebbe generare per il gruppo petrolifero almeno un miliardo di euro.

Restando nel settore oil Tenaris arretra dello 0,42% a 26,35 euro dopo che l'assemblea degli azionisti ha approvato il dividendo annuo di 0,89 dollari per azione per un importo complessivo di 0,9 miliardi di dollari, comprensivo del dividendo interim di 0,29 dollari per azione (0,3 miliardi di dollari), pagato a novembre del 2025. Il saldo, pari a 0,60 dollari per azione, per un importo complessivo di 0,6 miliardi di dollari, verrà pagato il 20 maggio.

L'assemblea ha inoltre deliberato di ridurre a dieci il numero dei membri del cda e di riconfermare Simon Ayat, Roberto Bonatti, Germán Curá, Molly Montgomery, Maria Novales-Flamarique, Gianfelice Mario Rocca, Paolo Rocca, Jaime Serra Puche, Monica Tiuba e Guillermo Vogel nel board.


Invece, Recordati, che ha chiuso il primo trimestre con un utile netto rettificato di 188,1 milioni (+7,2%), un ebitda di 283,6 milioni (+5,0%) con margine del 39,7% e ha confermato gli obiettivi finanziari per l'esercizio 2026, è stabile a quota 49,84 euro.


Premiati i conti di Avio (+2,72% a 30,97 euro) che ha registrato una crescita del 19% dei ricavi e dell'ebitda nel primo trimestre, con un portafoglio ordini in leggera flessione del 2,3%, e ha confermato la guidance per l'intero esercizio 2026. La raccolta ordini nel primo trimestre si è attestata intorno a 80 milioni di euro.

Mentre Inwit (+1,32% a 7,28 euro) ha archiviato il primo trimestre con un utile netto di 81 milioni, -11,1% rispetto al primo trimestre 2025, e ha confermato la guidance 2026. In giornata sono attesi i risultati trimestrali di Snam, Hera, Mfe, Buzzi, Geox, Newprinces, Mondadori, Rcs, Raiway.

Nel settore del lusso, Aeffe balza del 9,8% a 0,153 euro dopo aver  reso noto che è stata formulata da Oxy Capital un'offerta che la società ritiene, se confermata, suscettibile di consentire il buon esito del percorso intrapreso volto al risanamento aziendale. L'offerta di Oxy ha carattere preliminare e non vincolante. Infine, si segnala che JP Morgan ha tagliato il target price di Leonardo (+0,37% a 50,18 euro) da 77 a 70 euro (rating overweight).

Ore 07:40 Europa vista rimbalzare nonostante le tensioni tra Stati Uniti e Iran, il petrolio flette

Borse europee attese in recupero (+0,84% il future sull’Eurostoxx50) dopo il sell-off nella seduta del 12 maggio. Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha invitato il Pakistan a intensificare i suoi sforzi di mediazione tra l'Iran e gli Stati Uniti e ha espresso l'intenzione della Cina di continuare a sostenerlo. Il presidente americano, Donald Trump, è atteso questa sera in Cina, partner strategico ed economico fondamentale dell'Iran. Nell’incontro con il presidente cinese Xi Jinping a Pechino il 14 e 15 maggio si prevede che verranno affrontati temi come il conflitto con Teheran, le tensioni commerciali, i dazi e la sicurezza energetica.

Trump valuta la ripresa di importanti operazioni militari

Mentre Trump e il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, hanno avuto una colloquio durante il quale hanno discusso della situazione in Medio Oriente e discusso vari aspetti della cooperazione strategica e degli sforzi congiunti per rafforzare le relazioni tra gli Emirati Arabi Uniti e gli Stati Uniti. Comunque, secondo la CNN, il tycoon, frustrato dai negoziati inconcludenti, starebbe seriamente valutando la ripresa di importanti operazioni militari in Medio Oriente. L’Iran ha minacciato che potrebbe arricchire l'uranio fino al 90% di purezza se il Paese subisse un altro attacco. Mentre le centrali nucleari utilizzano uranio arricchito al 3-5%, le armi nucleari richiedono in genere un arricchimento del 90%.

Il petrolio storna

I prezzi del petrolio stornano dopo tre sessioni consecutive di rialzi, mentre i trader valutano le continue interruzioni del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz e analizzano i dati sulle scorte statunitensi. Il future sul Brent flette dell’1,41% a 106,25 dollari al barile, mentre quello sul Wti dell’1,5% a 100,65 dollari al barile. Entrambi sono saliti di oltre il 3% nella sessione precedente. I mercati sono nervosi dopo che il presidente statunitense ha definito il cessate il fuoco con l’Iran «in terapia intensiva» e ha respinto l’ultima risposta di Teheran alle proposte di pace sostenute dagli Stati Uniti, alimentando i timori che il conflitto possa protrarsi.

Lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita normalmente circa un quinto del consumo globale di petrolio, resta in gran parte chiuso al traffico commerciale dopo che l’Iran ha rafforzato le restrizioni in seguito allo scoppio della guerra all’inizio dell’anno. Martedì la U.S. Energy Information Administration ha detto di prevedere che lo Stretto rimarrà di fatto chiuso fino alla fine di maggio, con una riduzione molto più marcata delle scorte globali rispetto alle previsioni precedenti. Infatti ha stimato che le scorte mondiali potrebbero diminuire di 2,6 milioni di barili al giorno quest’anno, mentre il prezzo del Brent potrebbe attestarsi in media intorno a 106 dollari al barile tra maggio e giugno.

Il ceo di Saudi Aramco, Amin Nasser, ha avvertito che il mercato petrolifero potrebbe non riprendersi completamente prima del 2027 a causa delle prolungate interruzioni nello Stretto. L’Arabia Saudita ha aumentato l’utilizzo del proprio oleodotto East-West per aggirare lo Stretto, anche se gli analisti affermano che le rotte alternative non possono compensare completamente il blocco delle esportazioni dal Golfo. I dati dell’American Petroleum Institute pubblicati il 12 maggio hanno mostrato che le scorte di greggio sono diminuite di 2,188 milioni di barili nella settimana conclusa l’8 maggio, segnando il quarto calo settimanale consecutivo.

Focus sui dati macro Usa dopo l’inflazione al 3,8%

I mercati stanno, inoltre, assimilando il rapporto sull’indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti che ha mostrato come l’inflazione rimanga sostenuta (al 3,8% su base annua ad aprile), complicando le prossime mosse della Federal Reserve. Gli investitori attendono ora i dati sull’indice dei prezzi alla produzione negli Stati Uniti, previsti alle 14:30, per avere ulteriori indicazioni sulle pressioni inflazionistiche di fondo e sulle prossime mosse della banca centrale. 

La parola ai banchieri centrali

Tra gli altri dati macro della giornata alle 08:45 l’inflazione ad aprile in Francia, alle 11 il pil del primo trimestre e la produzione industriale a marzo dell’Eurozona, alle 13 l’indice settimanale richieste mutui. Numerosi anche gli interventi di diversi membri della Bce (alle 08:35 Radev, alle 14:15 Buch, alle 21 Lane e alle 21:15 Lagarde). In attesa, l’euro sale dello 0,02% a 1,1735 dollari. Tra le criptovalute cade il bitcoin dello 0,25% a 81.038 dollari. Nel weekend aveva raggiunto quota 82.000 dollari, ma ha successivamente ridotto parte dei guadagni a causa della tensione in aumento tra Stati Uniti e Iran.

A Milano occhio a Eni, Tenaris, Snam, Leonardo, Recordati, Inwit, Mfe, Avio e Aeffe

Sul listino milanese attenzione a Eni che ha incaricato Morgan Stanley di assisterlo nella raccolta di fondi da investitori come Apollo, Kkr e Stonepeak nell'ambito di una possibile operazione su suoi asset Flng (floating liquefied natural gas). L’operazione potrebbe generare per il gruppo petrolifero almeno un miliardo di euro.

Restando nel settore oil è da monitorare Tenaris dopo che l'assemblea degli azionisti ha approvato il dividendo annuo di 0,89 dollari per azione per un importo complessivo di 0,9 miliardi di dollari, comprensivo del dividendo interim di 0,29 dollari per azione (0,3 miliardi di dollari), pagato a novembre del 2025. Il saldo, pari a 0,60 dollari per azione, per un importo complessivo di 0,6 miliardi di dollari, verrà pagato il 20 maggio.

L'assemblea ha inoltre deliberato di ridurre a dieci il numero dei membri del cda e di riconfermare Simon Ayat, Roberto Bonatti, Germán Curá, Molly Montgomery, Maria Novales-Flamarique, Gianfelice Mario Rocca, Paolo Rocca, Jaime Serra Puche, Monica Tiuba e Guillermo Vogel nel board.


Invece, Recordati ha chiuso il primo trimestre con un utile netto rettificato di 188,1 milioni (+7,2%), un ebitda di 283,6 milioni (+5,0%) con margine del 39,7% e ha confermato gli obiettivi finanziari per l'esercizio 2026.


Conti anche per Avio che ha registrato una crescita del 19% dei ricavi e dell'ebitda nel primo trimestre, con un portafoglio ordini in leggera flessione del 2,3%, e ha confermato la guidance per l'intero esercizio 2026. La raccolta ordini nel primo trimestre si è attestata intorno a 80 milioni di euro.

Mentre Inwit ha archiviato il primo trimestre con un utile netto di 81 milioni, -11,1% rispetto al primo trimestre 2025, e ha confermato la guidance 2026. In giornata sono attesi i risultati trimestrali di Snam, Hera, Mfe, Buzzi, Geox, Newprinces, Mondadori, Rcs, Raiway.

Nel settore del lusso, Aeffe ha reso noto che è stata formulata da Oxy Capital un'offerta che la società ritiene, se confermata, suscettibile di consentire il buon esito del percorso intrapreso volto al risanamento aziendale. L'offerta di Oxy ha carattere preliminare e non vincolante. Infine, si segnala che JP Morgan ha tagliato il target price di Leonardo da 77 a 70 euro (rating overweight).

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