skin track
Borse oggi in diretta | Milano migliore d’Europa: il Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,4% a 52.809 punti. Eni in cima al listino
Mercati Azionari Leggi dopo

Borse oggi in diretta | Milano migliore d’Europa: il Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,4% a 52.809 punti. Eni in cima al listino

di Francesca Gerosa e Giulia Venini
13 luglio 2026, 07:30 Ultimo aggiornamento: 18:00

Il presidente americano, Donald Trump, ha ribadito che gli Stati Uniti gestiranno lo Stretto di Hormuz. Petrolio in rialzo. In rosso Leonardo, Prysmian e Avio

  • Ore 15:30 Ftse Mib in rialzo dello 0,4% oltre 52.800 punti con Stellantis. Vendite su Prysmian, Stm e Nexi
  • Ore 14:50 Il Ftse Mib consolida il rialzo con i titoli oil e del lusso, impossibile attraversare lo Stretto di Hormuz: petrolio +4%
  • Ore 13:15  Ftse Mib sopra 52.700 con Eni e Moncler. Il Btp 10 anni rende il 3,84%: attesa nuova carta in Ue per oltre 30 miliardi
  • Ore 12:05 Il Ftse Mib sale con Eni e Inwit. Lo spread scende a 76
  • Ore 10:25 Il Ftse Mib il migliore in Ue con Eni e FinecoBank, petrolio verso 80 dollari
  • Ore 09:25 Il Ftse Mib vira al rialzo con i titoli oil e Mps, petrolio e gas +3%
  • Ore 09:05 Ftse Mib in calo con Stm e Prysmian, petrolio +3%: il conflitto sullo Stretto di Hormuz si intensifica
  • Ore 07:35 Europa attesa in profondo rosso, petrolio +4%: il conflitto sullo Stretto di Hormuz si intensifica

I mercati hanno risentito dalla nuova escalation in Medio Oriente. Nella notte tra il 12 e il 13 luglio gli Usa hanno lanciato un’ondata di attacchi contro l’Iran dopo un fine settimana di fuoco incrociato dovuto alle tensioni tra i due Paesi per il controllo dello Stretto di Hormuz. Nel pomeriggio italiano il presidente americano Donald Trump ha poi affermato che Washington sta «ripristinando» il blocco contro Teheran a Hormuz e che imporrà un pedaggio alle navi per il passaggio sicuro.

Così i prezzi del petrolio hanno ripreso la loro scalata, tanto che al termine delle contrattazioni Brent e Wti scambiavano rispettivamente a 79,5 dollari (+4,6%) e a 74,7 $ (+4,65%). 

Ciononostante il Ftse Mib ha resistito chiudendo in rialzo dello 0,37% a 52.809 punti, migliore d’Europa. Diverso per il Ftse 100 (-0,06%), mentre il Dax (+0,1%) e il Cac 40 (+0,3%) hanno terminato la seduta sopra la parità.

Dell’incertezza bellica hanno beneficiato le utility, con Eni in cima al listino in progresso del 3,9%, seguita da Inwit (+2,56%), Brunello Cucinelli (+2,4%) e Stellantis (+2%). Denaro sul comparto bancario: Fineco (+1,8%), Mps (+1,3%), Mediobanca (+1,2%) e Intesa Sanpaolo (+1%). Lo spread Btp/Bund si è attestato a 83 punti, col rendimento del decennale a 3,86%.

Le vendite si sono concentrate su Leonardo (-1,3%), Prysmian (-1,26%), Avio (-1,2%) e Amplifon (-1%). Giù anche Stm (-0,8%), che ha risentito del crollo a Seul del 9% di Sk Hynix in rosso pure sul Nasdaq (-11%) per prese di profitto. Eppure, secondo Luca Simoncelli di Invesco, il contesto attuale è si conferma «solido» e «gli investimenti in tecnologia sembrano sempre più strutturali», tanto che «l’allargamento del mercato su altri settori ciclici ed industriali può continuare a svilupparsi anche in Europa ed Asia».

Da domani il focus si sposterà sulle trimestrali delle grandi banche americane (Goldman Sachs, JPMorgan, Wells Fargo, Citigroup): «qualità del credito ed impulso positivo sui consumi saranno variabili da monitorare che dovrebbero essere accompagnate da condizioni favorevoli nelle operazioni di trading e sui mercati dei capitali con ipo e nuove emissioni sempre più importanti», ha spiegato Simoncelli.

Attesa per domani anche la prima audizione davanti alla Commissione servizi finanziari del Congresso da parte del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh.

Ore 15:30 Ftse Mib in rialzo dello 0,4% oltre 52.800 punti con Stellantis. Vendite su Prysmian, Stm e Nexi

Alle 15:30 il Ftse Mib viaggia in rialzo dello 0,4% a 52.811 punti grazie a Stellantis (+2,6%), Eni (+2,4%), Brunello Cucinelli (+2,4%) e Fineco (+2%). In rosso Prysmian (-1,5%), Stm (-1,4%), Nexi (-0,94%) e Leonardo (-0,85%). Spread Btp/Bund a 70 punti. 

Wall Street apre in ordine sparso, deboli guadagni solo per il DowJones (+0,2%). Il Brent scambia a 78,4 dollari al barile (+3,26%), il Wti a 73,7 dollari (+3,3%).

Ore 14:50 Il Ftse Mib consolida il rialzo con i titoli oil e del lusso, impossibile attraversare lo Stretto di Hormuz: petrolio +4%

L’indice Ftse Mib resta in rialzo dello 0,22% a 52.729 punti alle 14:50, sostenuto sempre dai titoli oil e da quelli del lusso. In evidenza anche Mps, Banca Mediolanum e FinecoBank. Il presidente americano, Donald Trump, ha ribadito che gli Stati Uniti gestiranno lo Stretto di Hormuz: «Terremo lo Stretto e probabilmente lo gestiremo. Diventeremo il guardiano dello Stretto. Quando lo faremo, dovremo essere rimborsati perché le altre nazioni sono molto ricche. Non ci si può aspettare che lo facciamo per niente come fatto per molti anni».

A causa delle azioni ostili delle forze statunitensi, il passaggio attraverso lo Stretto «è attualmente impossibile», ha affermato la Persian Gulf Strait Authority, ovvero l'autorità creata dall'Iran. Non appena la situazione si stabilizzerà, «tutte le richieste saranno esaminate secondo le tempistiche previste e la procedura di rilascio dei permessi riprenderà», ha aggiunto. Di riflesso il prezzo del petrolio accelera di nuovo al rialzo: il future sul Brent segna un +4% a 78,91 dollari al barile dopo un picco intraday a 79,80 dollari al barile. 

«La correzione al ribasso innescata dal Medio Oriente ha riportato a livelli più ragionevoli le valutazioni delle banche europee che erano diventate sempre più elevate dopo un rally pluriennale, anche se le aspettative sugli utili hanno continuato a migliorare», sottolinea David Barker, Investment Manager European Equities di Gam.

«A nostro avviso, il contesto rimane favorevole: i bilanci sono più solidi rispetto a dieci anni fa, gran parte dei prestiti più rischiosi è stata trasferita ai mercati del credito privato e i graduali tagli dei tassi da parte della Bce indicano che i portafogli di replica dovrebbero continuare a sostenere gli utili per gli anni a venire», continua Barker.

All’interno del settore, «le banche con un’ esposizione alle aree europee in più rapida crescita sembrano ben posizionate, in particolare in Grecia, Spagna, Irlanda ed Europa orientale, dove una crescita economica più forte, l’aumento della domanda di credito e i flussi di investimento dell’Ue dovrebbero fornire un ulteriore sostegno».

Ore 13:15 Ftse Mib sopra 52.700 con Eni e Moncler. Il Btp 10 anni rende il 3,84%: attesa nuova carta in Ue per oltre 30 miliardi

Con i futures Usa deboli (-0,05% quello sul Dow Jones e -0,28% quello sull’S&P500) per le nuove tensioni tra Usa e Iran, le borse europee viaggiano in ordine sparso: Francoforte +0,15%, Parigi +0,12%, Londra -0,10% e Milano +0,28% a 52.761 punti alle 13:15 con Eni e Moncler e Brunello Cucinelli sempre in testa (+2,3%, +2,48% e +2% rispettivamente).

Dal punto di vista macro, l'agenda della zona euro è scarna, mentre negli Statio Uniti è atteso  il 14 luglio il dato sui prezzi al consumo, che a giugno dovrebbero avere registrato un rallentamento al 3,8% su anno dal 4,2% di maggio, con la componente di fondo stabile al 2,9%, stando al consenso Reuters.

Lo stesso giorno si tiene la prima audizione parlamentare del nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, che i mercati seguiranno attentamente alla ricerca di possibili indicazioni sul futuro andamento dei tassi di interesse statunitensi. Secondo lo strumento FedWatch di Cme Group, i futures sui Fed fund scontano una probabilità del 52,1% che vi siano due o più aumenti dei tassi entro il Fomc di dicembre, rispetto al 47,6% di venerdì. 

Lo spread Btp/Bund è poco mosso a 76,76 punti base. Per quanto riguarda l'offerta, Francia, Spagna e Olanda dovrebbero mettere a disposizione oltre 30 miliardi di euro questa settimana rispetto alla precedente, hanno stimato gli esperti di Unicredit. Le aste si concentreranno sul segmento breve della curva con la Germania che offrirà il nuovo Schatz settembre 2028, mentre l'Ue collocherà bond per 7 miliardi di euro.

Ore 12:05 Il Ftse Mib sale con Eni e Inwit. Lo spread scende a 76

Le borse europee si muovono in territorio moderatamente positivo, dopo un avvio prudente condizionato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il Ftse Mib avanza dello 0,27% a 52.756 punti alle 12:05 con Eni +2%, Inwit +3,5% e Moncler +2,28% tra i migliori. Guadagnano oltre un punto percentuale anche Mps, Intesa Sanpaolo, Banca Mediolanum e Brunello Cucinelli. Lo spread Btp/Bund scende a 76,82 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in aumento al 3,83% (al 4,57% quello del Treasury Usa 10 anni). A sostenere il sentiment restano soprattutto i comparti energia, telecomunicazioni e utility, mentre il settore tecnologico continua a mostrare una performance più debole.

L’attenzione degli operatori resta focalizzata sull’escalation tra Stati Uniti e Iran. Washington ha effettuato nuove operazioni militari contro obiettivi iraniani, mentre Teheran ha risposto con attacchi contro navi commerciali e infrastrutture statunitensi nell’area del Golfo. Le autorità iraniane hanno inoltre dichiarato chiuso lo Stretto di Hormuz, mentre gli Stati Uniti continuano a sostenere che il passaggio marittimo rimane operativo. Questi sviluppi mantengono elevata la volatilità sul comparto energetico e sostengono il prezzo del petrolio (future sul Brent +2,71% a 78,07 dollari al barile).

Ore 10:25 Il Ftse Mib il migliore in Ue con Eni e FinecoBank, petrolio verso 80 dollari

A Piazza Affari l’indice Ftse Mib spunta un +0,21% a 52.726 punti alle 10:25, facendo meglio degli altri indici europei grazie a Eni, FinecoBank e Inwit che salgono di oltre due punti percentuali; Prysmian, Leonardo e Avio i peggiori.

Ancora nessun accordo sul 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia

Gli Stati membri dell’Unione europea non hanno ancora raggiunto un accordo sul 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia. Oggi, 13 luglio, tuttavia, potrebbero decidere di aggiungere 250 persone fisiche e giuridiche russe all'elenco, ha detto Kaja Kallas, Alta rappresentante dell'Unione europea per gli Affari esteri.

«Speriamo di riuscire a concordare 250 inserimenti. Si tratta del numero più elevato finora», ha detto Kaja Kallas prima della riunione dei ministri degli Affari esteri dell’Ue a Bruxelles. «Per quanto riguarda il 21° pacchetto, ci sono ancora alcune questioni in sospeso», ha aggiunto.

Petrolio verso 80 dollari

I prezzi del petrolio registrano un'impennata del 3% dopo che i nuovi attacchi militari tra Stati Uniti e Iran hanno riacceso i timori sulle spedizioni di petrolio e gnl attraverso lo Stretto di Hormuz. Il future sul greggio Brent guadagna il 3% e sale a 78,25 dollari al barile. «Gli operatori del settore marittimo stanno adottando un approccio cauto e i movimenti in entrata hanno subito un rallentamento a causa delle crescenti preoccupazioni in materia di sicurezza», hanno affermato gli analisti di Anz.

Prima dell’inizio del conflitto alla fine di febbraio, lo Stretto di Hormuz gestiva circa un quinto delle forniture giornaliere mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto. Ora il traffico navale attraverso lo Stretto è sceso al minimo delle ultime cinque settimane. L’Abu Dhabi National Oil Company ha fissato il13 luglio il prezzo ufficiale di vendita per agosto del suo greggio di riferimento Murban a 80,01 dollari al barile, in calo rispetto ai 101,48 dollari al barile del mese precedente.

Ore 09:25 Il Ftse Mib vira al rialzo con i titoli oil e Mps, petrolio e gas +3%

Borse europee contrastate. A Milano il Ftse Mib vira al rialzo e sale dello 0,10% a 52.625 punti alle 09:25, distinguendosi tra i principali listini del Vecchio continente (Dax -0,19%, Ftse 100 +0,13% sostenuto dalla forza dei titoli legati alle materie prime e Cac40 -0,20%). Il mercato resta focalizzato sull’evoluzione delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, con il petrolio che continua a rappresentare uno dei principali driver della seduta: future sul Brent +3,79% a 78,89 dollari al barile e future sul gas naturale scambiato ad Amsterdam +3,8% a 50,52 euro a megawattora.

In evidenza i titoli oil, Mps e Inwit

Di riflesso sul listino milanese salgono Eni (+2,43% a 21,26 euro), Saipem (+0,97% a 4,45 euro) e Tenaris (+0,95% a 24,36 euro). Bene anche Inwit (+2,25% a 6,58 euro). L’attenzione degli investitori resta concentrata anche sul settore bancario italiano e sulle operazioni di consolidamento che continuano a caratterizzare il comparto. Monte dei Paschi di Siena passa di mano a 11,33 euro (+0,62%) dopo le dichiarazioni rilasciate dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio in un’intervista a La Stampa. Il top manager ha sottolineato come il valore della banca non sia ancora pienamente riflesso nelle quotazioni di mercato e ha ribadito l’importanza strategica della rete commerciale territoriale. Lovaglio ha evidenziato, inoltre, la necessità di un’evoluzione del modello bancario europeo verso piattaforme di servizi di maggiori dimensioni, richiamando il tema della competitività rispetto ai grandi gruppi statunitensi.

Ore 09:05 Ftse Mib in calo con Stm e Prysmian, petrolio +3%: il conflitto sullo Stretto di Hormuz si intensifica

Le borse europee partono in territorio negativo, con gli investitori che continuano a valutare l'impatto dell'escalation delle tensioni in Medio Oriente e il conseguente rialzo dei prezzi energetici (future sul Brent +3,7% a 78,84 dollari al barile e gas naturale europeo +3,23% a 50,23 euro a megawattora.

Futures Usa giù

L’indice Dax arretra dello 0,58%, il Cac 40 dello 0,27%, il Ftse 100 dello 0,05% e il Ftse Mib dello 0,23% a 52.490 punti. Il clima di avversione al rischio è alimentato dalle nuove ostilità tra Stati Uniti e Iran e dai timori per la sicurezza delle rotte energetiche nello Stretto di Hormuz. Anche i futures statunitensi si muovono in ribasso con quello sull’S&P 500 che perde lo 0,51% con il rendimento dei Treasury Usa 10 anni in aumento al 4,57%.

Rendimenti dei titoli di Stato in aumento
 

Sul mercato valutario, l’euro scambia stabile a 1,1399 dollari, mentre il biglietto verde si rafforza nei confronti dello yen a 162,231, con un rialzo dello 0,45%. Lo spread Btp/Bund sale a quota 77,3 punti base con il rendimento del Btp 10 anni anch’esso in crescita al 3,84%.

La settimana scorsa la ripresa degli attacchi tra Stati Uniti e Iran hanno spinto gli operatori a intensificare le scommesse sulla possibilità che la Bce proceda con due ulteriori rialzi dei tassi quest'anno, anziché uno soltanto dopo l'intervento di giugno. Sul lato macro, niente da segnalare per la giornata odierna, mentre spunti importanti sono attesi domani, 14 luglio, con l'inflazione di giugno negli Stati Uniti. Lo stesso giorno si tiene la prima audizione al Congresso del nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, che potrebbe offrire indicazioni sui tassi dopo che le minute dell'ultimo Fomc hanno fornito ben pochi spunti in questo senso.

A Milano male Stm, Prysmian e Unicredit. In rialzo i titoli oil e Kme

Sul listino milanese le vendite si accaniscono soprattutto su Stm (-2,19% a 60,66 euro) e su Prysmian (-1,74% a 132,7 euro).  Salgono contro corrente i titoli oil come Eni (+2,43% a 21,26 euro), Saipem (+1,29% a 4,47 euro) e Tenaris (+1,53% a 24,5 euro). L’ad di Eni, Claudio Descalzi, ha avvertito che il mercato petrolifero globale arriverà a «un punto di rottura» al più tardi entro il primo trimestre del 2027, alimentando l’inflazione e riducendo la domanda di energia, qualora il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi.

Jefferies ha confermato il rating buy e il target price a 30 euro su Eni, pur riducendo le stime di utile operativo e dell'utile netto del secondo trimestre, rispettivamente, del 10% e del 9% per effetto dei minori prezzi di realizzo ottenuti nel business Esplorazione e produzione, il principale segmento operativo del gruppo. La seconda variabile chiave per i risultati sarà la crescita dei proventi da partecipazioni, ossia quelli derivanti da joint venture e società partecipate (satelliti), inclusa, a partire da giugno, la joint venture Searah. «Per quanto ci riguarda, un elemento di particolare attenzione sarà il contributo e la resilienza di Adnoc R&T rispetto a questa seconda variabile; inoltre, le numerose approvazioni di nuovi progetti ottenute finora nel corso dell'anno dovrebbero anch'esse rappresentare un tema centrale durante la conference call sui conti del secondo trimestre», ha precisato Jefferies.

Quanto a Saipem l’antitrust Ue si appresta ad aprire un'indagine approfondita sulla fusione di Saipem con la norvegese Subsea 7 per timori legati alla concorrenza, secondo fonti a conoscenza della questione citate da Reuters. L'Autorità dovrebbe avviare un'indagine approfondita (fase II) al termine della revisione preliminare, prevista per il 22 luglio. Tra i possibili rimedi richiesti potrebbero figurare la cessione di alcune navi della flotta oppure una riduzione della capacità operativa del gruppo risultante dalla fusione.

Stellantis si limita a un +0,13% a 4,84 euro dopo aver annunciato che le consegne di veicoli nel secondo trimestre sono stimate a 1,6 milioni di unità, pari a una crescita del 10% su anno, trainata da Nord America ed Europa. Invece, Intesa Sanpaolo (-0,13% a 6,25 euro) ha comunicato che JP Morgan svolgerà il ruolo di sole M&A e lead financial advisor nell'ambito dell'offerta su Monte dei Paschi (+0,21% a 11,29 euro).

Da parte sua Mps valuterà «tutte le opzioni» e ha «il dovere di cercare se ci sono proposte migliori nell'interesse dei soci», ha detto l'ad Luigi Lovaglio a proposito dell'opas di Intesa e della proposta di un'alleanza da parte di Banco Bpm (-0,06% a 15,63 euro). Lovaglio ha anche detto che difenderà il ruolo di primo azionista in Generali (+0,05% a 42 euro): «non possiamo lasciar stare e non reagire a chi vuole conquistare Generali».

Arretra, inoltre, dello 0,74% a 82,36 euro Unicredit che con Deutsche Bank, secondo il Financial Times, ha intentato una causa contro il gruppo tedesco Linde per recuperare le perdite derivanti dalla rescissione di un contratto per la costruzione di un impianto di trattamento del gas a causa delle sanzioni europee contro la Russia. La prima udienza si terrà il 14 luglio presso un tribunale di Francoforte, dove Deutsche Bank chiederà un risarcimento di 260 milioni di euro per i beni confiscati in Russia. Invece la causa intentata da Unicredit, in cui chiede un risarcimento di 450 milioni di euro, è in fase preliminare.

M&A per Carel Industries (-0,35% a 28,45 euro) che ha annunciato il 10 luglio di aver raggiunto un accordo per acquisire Cotes, società danese specializzata nei sistemi industriali di deumidificazione ad adsorbimento. L'operazione, basata su un enterprise value di 419 milioni di corone danesi, pari a 56,1 milioni di euro, sarà interamente finanziata al closing nel terzo trimestre del 2026 tramite le risorse di cassa disponibili. Fondata nel 1986 e dotata di oltre 120 dipendenti operativi tra l'headquarter di Aarhus e lo stabilimento polacco, Cotes vanta una leadership tecnologica indiscussa nel settore dell'energia eolica offshore e proietta per l'esercizio 2026 ricavi per 31,5 milioni di euro con un ebitda di 6,5 milioni di euro.

Da monitorare anche la Juventus (+0,10% a 2,088 euro) che con la società giapponese Cygames ha rinnovato la partnership commerciale fino al 2027, mentre la controllata di Kme (+5,14% a 0,92 euro) ha dato esecuzione ai contratti sottoscritti nei mesi di marzo e aprile con alcuni fondi gestiti da Apollo e con The Paragon Fund III, arrivando al controllo del 100% di Cunova.

Ore 07:35 Europa attesa in profondo rosso, petrolio +4%: il conflitto sullo Stretto di Hormuz si intensifica

Borse europee attese in netto calo in avvio di seduta (-1,08% il future sull’Eurostoxx50), in linea con i futures Usa (-0,37% quello sul Dow Jones e -0,51% quello sull’S&P500) dopo che gli Stati Uniti hanno condotto una nuova ondata di attacchi contro obiettivi iraniani, mentre il fragile cessate il fuoco tra Washington e Teheran si sgretola.

Il conflitto in Medio Oriente si intensifica

Il Comando centrale americano ha affermato che i raid mirano a ridurre la capacità dell'Iran di colpire le navi commerciali nello Stretto di Hormuz. Secondo il portavoce del Centcom, le forze iraniane avrebbero aperto il fuoco contro il traffico mercantile proprio mentre iniziavano gli attacchi statunitensi.

La nuova escalation è iniziata sabato 11 luglio con l'attacco iraniano contro la nave portacontainer Gfs Galaxy, battente bandiera cipriota. Le autorità dell'Oman hanno riferito che almeno 23 membri dell'equipaggio sono stati soccorsi, mentre uno risulta disperso. L'Iran ha inoltre annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale prima della guerra transitava il 20% delle forniture mondiali di petrolio. In risposta all'attacco contro la nave, gli Stati Uniti hanno colpito 140 obiettivi militari iraniani. Teheran ha poi lanciato attacchi contro installazioni americane in Giordania, Oman e Qatar, mentre Emirati Arabi Uniti e Kuwait hanno segnalato l'arrivo di missili e droni.

Il traffico nello Stretto di Hormuz scende al minimo delle ultime settimane

Di conseguenza domenica 12 luglio il numero di navi in transito nello Stretto di Hormuz è sceso ai minimi delle ultime settimane. Secondo i dati di monitoraggio delle navi forniti da Kpler, sei navi hanno attraversato lo Stretto, il numero più basso delle ultime cinque settimane. Si tratta della Very Large Crude Carrier Humanity, carica di 2 milioni di barili di petrolio iraniano, e di un’altra petroliera, la Capetan Andreas, che trasportava 500.000 barili di prodotti petroliferi kuwaitiani, mentre tre petroliere vuote sono entrate nel Golfo per caricare petrolio. Invece, non sono state rilevate petroliere di gas naturale liquefatto che abbiano attraversato il canale.


Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto che lo Stretto è aperto al traffico commerciale, sebbene l’Iran avesse dichiarato in precedenza di averlo chiuso. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato lunedì 13 luglio che la loro marina militare ha fermato due navi nello Stretto di Ormuz, disattivandone i sistemi. 

Petrolio +4%

Di riflesso il petrolio corre. Il future sul Brent balza del 4,37% a 79,33 dollari al barile, dopo essere già aumentato di oltre il 5% la scorsa settimana, mentre il future sul Wti sale del 4,38% a 74,54 dollari poiché l'incertezza ha reintrodotto nei prezzi il cosiddetto «premio di guerra», cancellando parte dei ribassi registrati a maggio e a giugno dopo che un accordo di pace provvisorio aveva alimentato la prospettiva di una maggior offerta.

La nuova escalation rischia di compromettere gli sforzi per ricostituire le scorte petrolifere, ha affermato venerdì 10 luglio l'Agenzia internazionale dell'energia, ricordando ciò che è in gioco per l'economia mondiale se il conflitto dovesse continuare. «È probabile che i prezzi del petrolio continuino a salire gradualmente finché gli attacchi proseguiranno e il passaggio attraverso lo Stretto rimarrà modesto», affermano gli analisti di MST Marquee. «L'attacco contro l'impianto di perforazione kuwaitiano nel fine settimana ha rappresentato il primo attacco diretto contro infrastrutture energetiche dopo diverse settimane e, se il conflitto dovesse estendersi più ampiamente alle infrastrutture energetiche, il petrolio potrebbe raggiungere i 100 dollari al barile».

L’oro cade

Con i prezzi dell’energia in rialzo (anche il gas naturale europeo sale del 2,7%), l’oro cade perché aumentano le prospettive di ulteriori rialzi dei tassi d'interesse per contrastare l'inflazione. L'oro spot flette dello 0,94%, avvicinandosi a 4.066 dollari l'oncia, dopo aver già perso l'1,4% la settimana scorsa.

Per i trader sull'oro, l'escalation dei combattimenti aumenta i timori che la Federal Reserve possa essere costretta a mantenere i tassi d'interesse elevati più a lungo per combattere un'inflazione persistente. I verbali della riunione della Fed di giugno hanno mostrato che alcuni responsabili di politica monetaria hanno preso in considerazione un rialzo dei tassi, anche se alla fine hanno sostenuto la decisione di mantenerli invariati.

«Se i combattimenti nell'area di Hormuz non si attenueranno in modo significativo, i prezzi elevati del petrolio, i rendimenti obbligazionari più alti (il rendimento del Treasury Usa a due anni, particolarmente sensibile ai tassi d'interesse, è salito al livello più alto dal febbraio 2025, ndr) e un dollaro più forte potrebbero continuare a mantenere l'oro sotto pressione per tutta la settimana», avverte Hebe Chen, analista di Vantage Markets.

L'oro ha perso oltre un quinto del proprio valore dall'inizio della guerra con l'Iran, scoppiata alla fine di febbraio, facendo temporaneamente scendere il metallo giallo sotto quota 4.000 dollari l'oncia per la prima volta da novembre. Quest’ultima pressione arriva mentre Kevin Warsh si prepara martedì 14 luglio alla sua prima audizione davanti al Congresso come presidente della Federal Reserve. Prima nella giornata del 13 luglio parlano alcuni esponenti della Fed: alle 11:25 Bowman e alle 18:30 Waller. Per la Bce alle 18:45 interviene Schnabel.

A Milano occhio a Eni, Saipem, Stellantis, Intesa Sanpaolo, Mps, Banco Bpm, Generali, Unicredit, Juventus, Carel Industries e Kme

Sul listino milanese attenzione, quindi, ai titoli oil come Eni, Saipem e Tenarisi i titoli oil. L’ad di Eni, Claudio Descalzi, ha avvertito che il mercato petrolifero globale arriverà a «un punto di rottura» al più tardi entro il primo trimestre del 2027, alimentando l’inflazione e riducendo la domanda di energia, qualora il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi.

Jefferies ha confermato il rating buy e il target price a 30 euro su Eni, pur riducendo le stime di utile operativo e dell'utile netto del secondo trimestre, rispettivamente, del 10% e del 9% per effetto dei minori prezzi di realizzo ottenuti nel business Esplorazione e produzione, il principale segmento operativo del gruppo. La seconda variabile chiave per i risultati sarà la crescita dei proventi da partecipazioni, ossia quelli derivanti da joint venture e società partecipate (satelliti), inclusa, a partire da giugno, la joint venture Searah. «Per quanto ci riguarda, un elemento di particolare attenzione sarà il contributo e la resilienza di Adnoc R&T rispetto a questa seconda variabile; inoltre, le numerose approvazioni di nuovi progetti ottenute finora nel corso dell'anno dovrebbero anch'esse rappresentare un tema centrale durante la conference call sui conti del secondo trimestre», ha precisato Jefferies.

Quanto a Saipem l’antitrust Ue si appresta ad aprire un'indagine approfondita sulla fusione di Saipem con la norvegese Subsea 7 per timori legati alla concorrenza, secondo fonti a conoscenza della questione citate da Reuters. L'Autorità dovrebbe avviare un'indagine approfondita (fase II) al termine della revisione preliminare, prevista per il 22 luglio. Tra i possibili rimedi richiesti potrebbero figurare la cessione di alcune navi della flotta oppure una riduzione della capacità operativa del gruppo risultante dalla fusione.

Invece, Stellantis ha annunciato che le consegne di veicoli nel secondo trimestre sono stimate a 1,6 milioni di unità, pari a una crescita del 10% su anno, trainata da Nord America ed Europa e Intesa Sanpaolo ha comunicato che JP Morgan svolgerà il ruolo di sole M&A e lead financial advisor nell'ambito dell'offerta su Monte dei Paschi.

Da parte sua Mps valuterà «tutte le opzioni» e ha «il dovere di cercare se ci sono proposte migliori nell'interesse dei soci», ha detto l'ad Luigi Lovaglio a proposito dell'opas di Intesa e della proposta di un'alleanza da parte di Banco Bpm. Lovaglio ha anche detto che difenderà il ruolo di primo azionista in Generali: «non possiamo lasciar stare e non reagire a chi vuole conquistare Generali».

Focus anche su Unicredit che con Deutsche Bank, secondo il Financial Times, ha intentato una causa contro il gruppo tedesco Linde per recuperare le perdite derivanti dalla rescissione di un contratto per la costruzione di un impianto di trattamento del gas a causa delle sanzioni europee contro la Russia. La prima udienza si terrà il 14 luglio presso un tribunale di Francoforte, dove Deutsche Bank chiederà un risarcimento di 260 milioni di euro per i beni confiscati in Russia. Invece la causa intentata da Unicredit, in cui chiede un risarcimento di 450 milioni di euro, è in fase preliminare.

M&A per Carel Industries che ha annunciato il 10 luglio di aver raggiunto un accordo per acquisire Cotes, società danese specializzata nei sistemi industriali di deumidificazione ad adsorbimento. L'operazione, basata su un enterprise value di 419 milioni di corone danesi, pari a 56,1 milioni di euro, sarà interamente finanziata al closing nel terzo trimestre del 2026 tramite le risorse di cassa disponibili. Fondata nel 1986 e dotata di oltre 120 dipendenti operativi tra l'headquarter di Aarhus e lo stabilimento polacco, Cotes vanta una leadership tecnologica indiscussa nel settore dell'energia eolica offshore e proietta per l'esercizio 2026 ricavi per 31,5 milioni di euro con un ebitda di 6,5 milioni di euro.

Da monitorare anche la Juventus che con la società giapponese Cygames ha rinnovato la partnership commerciale fino al 2027, mentre la controllata di Kme ha dato esecuzione ai contratti sottoscritti nei mesi di marzo e aprile con alcuni fondi gestiti da Apollo e con The Paragon Fund III, arrivando al controllo del 100% di Cunova. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza