Il Ftse Mib chiude poco mosso a 45.732 punti (+0,03%), sostenuto da Fincantieri che guadagna il 3,9% grazie a una nuova commessa della controllata Vard. Tra le blue chip bene anche Buzzi (+3,2%), Mps (+2,2%) e Banco Bpm (+2%). In calo, invece, Stellantis (-4,3%), Lottomatica (-4,5%) e Italgas (-2,5%). Spread Btp/Bund in discesa a 66,5 punti.
In Europa la seduta risulta nel complesso positiva per i listini, con l’eccezione del Cac 40 di Parigi che cede lo 0,1%. Il Dax di Francoforte chiude in rialzo dello 0,7%, nonostante l’allarme lanciato dalla Camera di commercio tedesca sul numero record di fallimenti aziendali, in totale di 2.108 insolvenze nel mese di ottobre (+4,8% su base annua). Positiva anche Londra che avanza dello 0,2%.
Negli Stati Uniti i principali indici procedono misti, con il Dow Jones in lieve calo e S&P 500 e Nasdaq in rialzo dopo due ore di scambi.
Wall Street apre in calo, con il Dow Jones che cede lo 0,4%, l’S&P 500 lo 0,2% e il Nasdaq poco mosso dopo i primi scambi. Il Dipartimento di Giustizia ha aperto un’indagine penale sul presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, in merito alla ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari della sede centrale della Fed a Washington. A livello societario crolla Abercrombie (-19%) dopo un taglio delle stime relative al 2025.
All'avvio dei mercati americani il Ftse Mib viaggia a 45.702 punti, sulla parità, con Fincantieri (+4,2%) che guida il paniere grazie a una nuova commessa. In rialzo anche Leonardo (+1,9%) e Banco Bpm (+1,7%). In calo Stellantis (-3,9%), Lottomatica (-3,3%) e Prysmian (-2,8%).
L’indice Ftse Mib di Piazza Affari viaggia sulla parità a 45.680 punti alle 14:40 in attesa dell’avvio di Wall Street, previsto negativo. L’escalation della pressione politica sulla Federal Reserve da parte dell’amministrazione Trump, con un’indagine penale sul presidente Jerome Powell, evidenzia l’approccio sempre più non convenzionale della Casa Bianca, che ha messo sotto pressione i consolidati meccanismi di controllo e bilanciamento della governance statunitense, secondo Eiko Sievert, Executive Director, Sovereign and Public Sector di Scope Ratings, l’agenzia di rating europea. «Questo rappresenta uno dei principali fattori negativi alla base del declassamento del rating sovrano degli Stati Uniti a AA- nell’ottobre dello scorso anno», sottolinea Sievert.
L’aumento del controllo politico, incluso il tentativo di rimuovere la governatrice Lisa Cook lo scorso anno, rappresenterà una sfida significativa per il prossimo presidente della Fed nel mantenere il grado di indipendenza tradizionalmente riconosciuto dai mercati. A questo proposito si segnala che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sentirà giovedì 15 gennaio il capo degli investimenti obbligazionari di BlackRock, Rick Rieder, come candidato alla guida della Fed, secondo quanto riferito da Fox Business Network, che ha citato alcune fonti amministrative.
Rieder è tra i quattro finalisti presi in considerazione per il posto di successore di Powell, il cui mandato a capo della banca centrale statunitense scade a maggio. «Il generale indebolimento degli standard di governance negli Stati Uniti aumenta il rischio di errori di politica, anche da parte della fed», avverte Sievert.
Considerando il duplice mandato della banca centrale americana, la pressione politica continua dell’amministrazione a ridurre i tassi di interesse, nonostante una crescita resiliente, una disoccupazione bassa (4,4% a dicembre 2025), un’inflazione persistente e condizioni finanziarie allentate, «aumenta il rischio che la Fed continui a non raggiungere il target del 2% nei prossimi anni. Ci aspettiamo che il rapporto tra debito pubblico e pil negli Stati Uniti raggiunga il 140% entro il 2030, in aumento rispetto al 122% del 2024. Tra le economie avanzate, questo collocherebbe gli Stati Uniti come la seconda nazione più indebitata dopo il Giappone (A/outlook stabile), e al di sopra dei livelli di debito previsti nel 2030 per Regno Unito (AA/stabile) al 115%, Francia (AA-/negativo) al 125% e Italia (BBB+/positivo) al 136%».
Secondo il One Big Beautiful Bill Act, il tetto del debito è stato aumentato di 5.000 miliardi di dollari, raggiungendo quota 41,1 trilioni, un livello di debito pubblico che si prevede sarà superato entro il 2027. Questo rende i risultati delle elezioni di midterm di novembre, conclude Sievert, un fattore chiave per determinare se emergerà un nuovo stallo politico e il rischio associato di un default vicino o tecnico.
Nonostante i futures Usa in calo (-0,72% quello sul Dow Jones e -0,59% quello sull’S&P500), a causa della rinnovata pressione sul numero uno della Fed, Jerome Powell, da parte dell’amministrazione Trump e della giustizia Usa, a Milano l’indice Ftse Mib recupera e si porta sulla parità (+0,03% a 45.732 punti alle 13:40) grazie alla forza di Mps, Banco Bpm, Unicredit, Leonardo, Fincantieri e Diasorin.
Tra le materie prime si segnala il rialzo del prezzo gas in Europa che sfiora quota 30 euro a 29,93 euro a megawattora per il freddo e le tensioni geopolitiche, in particolare in Iran e Ucraina. La quotazione si porta sui livelli di novembre del 2025.
Le borse europee restano in calo tranne Francoforte (Dax +0,23%, Cac40 -0,25%, Ftse100 -0,03% e Ftse Mib -0,09% a 45.678 punti alle 12 con Mps, Banco Bpm, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Fincantieri, Leonardo in evidenza) a causa delle tensioni geopolitiche (Iran e Venezuela in primis) anche se l'indice Sentix, che misura la fiducia degli investitori nella zona euro, è aumentato più del previsto a inizio anno, raggiungendo i massimi da luglio del 2025 grazie al miglioramento delle aspettative, rimanendo però in territorio negativo.
A gennaio l'indice è salito a -1,8 punti da -6,2 il mese precedente, battendo le attese degli analisti intervistati da Reuters che prevedevano una lettura a -4,9. «Mentre la zona euro, in particolare la Germania, continuano a lottare con sfide strutturali ma mostrano segni di ripresa, Stati Uniti e Asia stanno dando nuovo impulso alla crescita», si legge nel comunicato di Sentix. Anche l'indice che misura la situazione attuale è leggermente migliorato a -13 da -16,5 nell'ultimo mese del 2025. L’euro si rafforza sul dollaro: vale 1,1683 (+0,65%) e lo spread Btp/Bund scende sotto 67 a 66,9 punti base.
Con i futures Usa negativi (-0,75% sia per il Dow Jones sia per l’S&p500) a causa delle preoccupazioni per l’indipendenza della Fed i mercati azionari europei restano in rosso. Anche a Milano l’indice Ftse Mib perde lo 0,40% a 45.534 punti alle 10:35 con le utility Snam e Italgas sotto pressione, insieme a Stellantis e Lottomatica.
I dati di dicembre di spesa per Sport Betting Online hanno evidenziato un calo del -19% anno su anno, derivante da una raccolta piuttosto stabile (-4%) e da un pay-out sfavorevole (89,7% a livello di mercato). Per Lottomatica, che ha avuto una quota di mercato al 31,3% (nel puro Sport betting, includendo Sportsbet), in crescita rispetto ai mesi precedenti ma non distante da dicembre 2024, il calo dello spending è stato del -18,5% e il pay-out è stato del 87,2% rispetto al 85,5% normalizzato. Equita si aspettava un calo intorno a -10%. Includendo gli altri verticali di iSports, la quota di mercato di Lottomatica sale al 32,7%.
«Non vediamo elementi per modificare le stime nostre che puntano a 860 milioni di euro di ebitda per il 2025 contro un consenso di 858 milioni», ha detto Equita, ribadendo il rating buy e il target price a 26 euro sull’azione. Mentre tra le banche perdono oltre un punto percentuale la Banca Popolare di Sondrio e Bper. Viceversa, si distinguono contro corrente Fincantieri, Buzzi e Diasorin.
I prezzi del petrolio si confermano volatili. Dopo un avvio in rialzo, hanno invertito il trend e restano in calo (futures sul Brent -0,25% a 63,17 dollari al barile e sul Wti -0,02% a 58,93 dollari al barile) mentre gli investitori valutano il rischio di interruzioni dell’offerta dovute all’escalation delle proteste in Iran (oltre 2000 i morti), contro la prospettiva di un ritorno sul mercato di ulteriori barili provenienti dal Venezuela. Entrambi i contratti sono avanzati di oltre il 3% la scorsa settimana, quando le tensioni geopolitiche si sono intensificate.
Funzionari iraniani hanno dichiarato che le basi militari statunitensi nella regione verrebbero prese di mira qualora Washington intervenisse a favore dei manifestanti. La minaccia ha accresciuto i timori di un confronto regionale più ampio che potrebbe interrompere i flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz, un punto di passaggio vitale per le forniture globali di petrolio.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha assunto una linea sempre più dura nei confronti dell’Iran, affermando la scorsa settimana che gli Stati Uniti non sarebbero rimasti a guardare se le autorità iraniane avessero continuato a reprimere violentemente i manifestanti. «L’Iran è il quarto membro più grande dell’Opec con una produzione di 3,2 milioni di barili al giorno di greggio. Questo lascia quindi una notevole quantità di rischio sull’offerta che incombe sul mercato», hanno affermato gli analisti di Ing.
Mentre in Venezuela Washington ha segnalato che potrebbe muoversi per allentare le restrizioni sul settore petrolifero del Paese. Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha dichiarato che ulteriori sanzioni contro il Venezuela potrebbero essere revocate già questa settimana per facilitare le vendite di petrolio. Il governo di Caracas sarebbe pronto a consegnare agli Stati Uniti fino a 50 milioni di barili di petrolio precedentemente soggetto a sanzioni.
I mercati azionari europei sono deboli in avvio di seduta dopo i progressi della scorsa settimana. Il Dax perde lo 0,20%, il Cac40 lo 0,27%, il Ftse100 lo 0,29% e il Ftse Mib lo 0,41% a 45.530 punti. Il rischio geopolitico torna a muovere le materie prime (oro oltre 4.600 dollari l’oncia) e la tensione legata all’Iran riporta volatilità sul petrolio, con reazioni iniziali al rialzo e ora al ribasso (futures sul Brent -0,27% a 63,17 dollari al barile) mentre si valutano gli impatti diretti sui flussi dallo Stretto di Hormuz.
Giù anche i futures Usa, quello sull’S&P 500 arretra dello 0,52% e sul Dow Jones dello 0,45%. Sul lato valutario, l’euro/dollaro si muove a 1,1673 (+0,33%), mentre il dollaro/yen è indicato a 157,99 (-0,03%). In campo obbligazionario, lo spread Btp/Bund è stabile a 67,5 punti base.
Sul listino milanese è stabile a 8,98 Mps dopo che la premier, Giorgia Meloni, non ha escluso che il Tesoro possa cedere le quote residue nell'istituto senese, ma non c'è alcuna fretta.
Quanto a Unicredit (-0,71% a 70,28 euro) detiene strumenti finanziari per un’ulteriore quota del 2,27% del capitale di Alpha Bank che, in caso di conversione, porterebbe la partecipazione complessiva nell'istituto greco al 32,1%.
Nel caso, invece, di Banco Bpm (+0,55% a 12,73 euro) la Bce si appresta a dare il suo via libera, con raccomandazioni, a un aumento della quota, di poco sopra il 20%, che Credit Agricole detiene nell’istituto guidato da Giuseppe Castagna. La crescita del gruppo francese in Piazza Meda potrebbe avvenire in due fasi, prima al 24,9% e poi al 29,9%, entrambi in tempo per l'assemblea di aprile che dovrà approvare il bilancio 2025 e il nuovo cda.
Nel settore auto scivola dell’1,76% a 9,23 euro Stellantis. La dimensione e la natura di eventuali futuri investimenti in Europa da parte della casa automobilistica dipenderanno dalle decisioni sulla regolamentazione Ue del settore auto, ha detto Emanuele Cappellano, responsabile di Stellantis per l'Europa, esprimendo qualche preoccupazione per il «disallineamento» tra la normativa europea, le esigenze dei costruttori e la domanda dei consumatori.
Inoltre, Vard, controllata norvegese del gruppo Fincantieri (+3,23% a 20,12 euro), ha firmato un contratto con Ocean Infinity per la progettazione e costruzione di quattro unità multipurpose robotic vessels per un valore complessivo oltre i 200 milioni di euro. Due navi saranno consegnate dai cantieri norvegesi di Vard nel primo e nel secondo trimestre del 2028, mentre le altre due saranno costruite presso lo stabilimento di Vard Vung Tau in Vietnam, con la consegna prevista nel terzo e nel quarto trimestre dello stesso anno.
Restando nel settore industriale, Danieli (-1,29% a 53,5 euro) ha ottenuto un ordine di circa 150 milioni di euro dal gruppo siderurgico Kurum International per la realizzazione di un nuovo impianto a Elbasan, in Albania. L’impianto, con capacità produttiva di 700 mila tonnellate annue, è indicato come il primo progetto greenfield in Europa per un impianto Micromill Danieli.
Nel settore energy services, Saipem (stabile a 2,57 euro) ha comunicato la ripresa delle operazioni del jack-up Perro Negro 7 da gennaio dopo una sospensione temporanea di 12 mesi nel 2024. Il contratto, originariamente assegnato nel 2011 e poi esteso nel giugno 2023 per ulteriori 10 anni, prevede il recupero del periodo di sospensione in coda con una durata complessiva estesa fino al 2034. Sotto pressione, viceversa, tra le utilities Italgas (-1,84% a 10,13 euro).
E se Brunello Cucinelli (-1,23% a 98,2 euro) riunisce il cda sui dati preliminari di bilancio, EBidCo, veicolo societario indirettamente controllato da Xenon Private Equity VIII Sca Sicav-Raif gestita da Xenon Aifm, con riferimento all'offerta pubblica di acquisto volontaria finalizzata ad acquisire la totalità delle azioni ordinarie di Eles (+0,63% a 3,2 euro) , ha comunicato che nella prima settimana del periodo di adesione, dal 5 al 9 gennaio, sono state portate in adesione all'offerta 500 azioni ordinarie di Eles, ovvero lo 0,003% delle azioni oggetto dell'offerta attualmente in circolazione, pari a 14.297.304 azioni
ordinarie.
Borse europee attese poco mosse (futures sull’Eurostoxx50 piatti) in avvio di seduta, mentre il dollaro (l’euro vale 1,1668, +0,52%) e i futures azionari statunitensi calano (-0,44% quello sul Dow Jones e -0,58% quello sull’S&P500) dopo la notizia che l’ufficio del procuratore distrettuale del distretto di Columbia ha avviato un'indagine penale nei confronti di Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, in merito alla ristrutturazione della sede centrale della banca centrale americana a Washington e all'eventualità che Powell abbia mentito al Congresso americano sulla portata del progetto.
In risposta all'apertura dell'indagine a suo carico, Powell ha detto che nutre «profondo rispetto per lo stato di diritto e per il principio di responsabilità nella nostra democrazia. Nessuno, e certamente non il presidente della Fed, è al di sopra della legge». Ma quest’azione «senza precedenti», ha aggiunto, «dovrebbe essere vista nel contesto più ampio delle minacce e delle continue pressioni esercitate dall'amministrazione» di Donald Trump per tagliare i tassi di interesse. Una mossa che alimenta le forti preoccupazioni sull’indipendenza della banca centrale.
Per gli operatori la notizia è sconvolgente, anche se non è chiara l'implicazione immediata per i tassi di interesse. Tra l’altro alle 18:30 prende la parola un membro della Fed, Bostic, a seguire alle 18:45 Barkin. Per la Bce intervengono alle 09:50 de Guindos e alle 18 Villeroy.
Con il dollaro debole e in assenza di dati macro, eccetto l’indice Sentix a gennaio (10:30), l'oro tocca un nuovo massimo storico a quota 4.600,59 dollari l'oncia, sostenuto anche dalle tensioni geopolitiche: i disordini in Iran sostengono anche il petrolio (futures sul Wti +0,51% a 59,25 dollari al barile e sul Brent +0,22% a 63,48 dollari al barile).
In Iran oltre 2.000 persone sono morte nei movimenti di protesta, mentre Teheran ha minacciato di prendere di mira le basi militari statunitensi se il presidente Trump darà seguito alle sue minacce di intervenire a favore dei manifestanti. Il presidente americano terrà martedì 13 gennaio un vertice con i suoi consiglieri per discutere di alcune opzioni che includono un attacco militare, l'utilizzo di armi cibernetiche segrete e maggiori sanzioni.
Dal Venezuela, intanto, è arrivata la buona notizia della liberazione di Alberto Trentini assieme a Mario Burlò. Quanto alla Groenlandia, il segretario di Stato americano, Marco Rubio, incontrerà nei prossimi giorni i responsabili del governo danese, ma non ha segnalato sinora alcun passo indietro rispetto all'obiettivo di Trump di prendere il controllo dell'isola, mentre gli alleati allarmati, tra cui Francia e Germania, lavorano a una risposta.
In un mercato che continua a monitorare il quadro macro e l'aumento del rischio geopolitico, il rendimento del Btp 10 anni è stabile al 3,46%. In occasione delle aste a medio/lungo, il Tesoro offrirà il 13 gennaio tra 3,5 e 4 miliardi di euro del nuovo Btp a 3 anni marzo 2029, cedola 2,4%. La riapertura per gli specialisti sarà pari a 1,2 miliardi.
Via XX settembre non emetterà altri titoli, dopo aver venduto la scorsa settimana 15 miliardi del nuovo Btp marzo 2033 e altri 5 miliardi nella riapertura del Btp verde aprile 2046. A conferma del costante interesse degli investitori per la carta italiana, gli ordini sono stati pari a quasi 13 volte l’offerta. Agli esteri è andato il 78,8% del primo titolo e l'84,1% del secondo.
L’Unione europea potrebbe dare mandato il 12 gennaio per il suo primo deal del 2026, scrive Ifr. Le attese si concentrano su un’offerta dual-tranche, probabilmente un nuovo titolo a tre anni insieme alla riapertura della scadenza ottobre 2055, in linea con quanto fatto a gennaio 2025. Attive sul primario la Francia che offre 3,4-3,8 miliardi di Btf scadenza 15/4/2026, 1,7-2,1 miliardi scadenza 29/7/2026 e 1,6-2 miliardi scadenza 20/12/2026; e la Germania con 2 miliardi di Bubill scadenza 15/7/2026 e 3 miliardi di Bubill scadenza 13/1/2027.
Sul listino milanese attenzione a Mps perché la premier, Giorgia Meloni, non ha escluso che il Tesoro possa cedere le quote residue nell'istituto senese, ma non c'è alcuna fretta.
Quanto a Unicredit detiene strumenti finanziari per un’ulteriore quota del 2,27% del capitale di Alpha Bank che, in caso di conversione, porterebbe la partecipazione complessiva nell'istituto greco al 32,1%.
Nel caso, invece, di Banco Bpm la Bce si appresta a dare il suo via libera, con raccomandazioni, a un aumento della quota, di poco sopra il 20%, che Credit Agricole detiene nell’istituto guidato da Giuseppe Castagna. La crescita del gruppo francese in Piazza Meda potrebbe avvenire in due fasi, prima al 24,9% e poi al 29,9%, entrambi in tempo per l'assemblea di aprile che dovrà approvare il bilancio 2025 e il nuovo cda.
Nel settore auto è da monitorare Stellantis. La dimensione e la natura di eventuali futuri investimenti in Europa da parte della casa automobilistica dipenderanno dalle decisioni sulla regolamentazione Ue del settore auto, ha detto Emanuele Cappellano, responsabile di Stellantis per l'Europa, esprimendo qualche preoccupazione per il «disallineamento» tra la normativa europea, le esigenze dei costruttori e la domanda dei consumatori.
Inoltre, Vard, controllata norvegese del gruppo Fincantieri, ha firmato un contratto con Ocean Infinity per la progettazione e costruzione di quattro unità multipurpose robotic vessels per un valore complessivo oltre i 200 milioni di euro. Due navi saranno consegnate dai cantieri norvegesi di Vard nel primo e nel secondo trimestre del 2028, mentre le altre due saranno costruite presso lo stabilimento di Vard Vung Tau in Vietnam, con la consegna prevista nel terzo e nel quarto trimestre dello stesso anno.
E se Brunello Cucinelli riunisce il cda sui dati preliminari di bilancio, EBidCo, veicolo societario indirettamente controllato da Xenon Private Equity VIII Sca Sicav-Raif gestita da Xenon Aifm, con riferimento all'offerta pubblica di acquisto volontaria finalizzata ad acquisire la totalità delle azioni ordinarie di Eles, ha comunicato che nella prima settimana del periodo di adesione, dal 5 al 9 gennaio, sono state portate in adesione all'offerta 500 azioni ordinarie di Eles, ovvero lo 0,003% delle azioni oggetto dell'offerta attualmente in circolazione, pari a 14.297.304 azioni
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