Il Ftse Mib chiude a 44.438 punti in rialzo del 1,24%. Sprint di Brunello Cucinelli, che ha guadagnato a fine seduta il 5,3%. Bene anche Stellantis, che ha messo a segno un rialzo del 4,13%, e Saipem (+3,9%). L’indice principale raggiunge il massimo dal 2001.
Inwit ha perso l’11,76% dopo aver accusato il colpo del taglio di rating da parte di Jp Morgan, che ha abbassato il giudizio da overweight a neutral e diminuito il target price da 13,4 a 11,8 euro. Sotto la parità anche Leonardo (-1,67%) e Lottomatica (-1,37%).
Spread a 75 punti, cambio euro-dollaro a 1,159. Chiudono col segno più anche i principali indici azionari europei.
A Wall Street (-0,7% il Nasdaq e -0,2% l’ S&P500) continuano a pesare i timori su un possibile scoppio della bolla AI.
Alle 15:45, il Ftse Mib viaggia a 44.285 punti, in rialzo dello 0,9%. In testa Cucinelli, che guadagna il 4,8%, seguito da Mps (+3,3%) e Diasorin (+3%).
Inwit ancora in profondo rosso (-10,6%). In territorio negativo anche Leonardo (-2,5%).
Spread a 74 punti, cambio euro/dollaro a 1,1604.
Wall Street apre contrastata, con S&P500 e Nasdaq sotto la parità. Sul fronte valutario, Valentin Bissat, chief economist & senior strategist di Mirabaud Am, ritiene che la stabilizzazione del dollaro sia dovuta alla «resilienza dell’economia Usa e al tono più cauto del Presidente della Federal Reserve Jerome Powell all’ultima riunione di politica monetaria», ma la pausa potrebbe essere solo «temporanea» e la valuta Usa potrebbe «registrare ulteriori ribassi nei prossimi mesi». Sono due i fattori che potrebbero svantaggiare il dollaro, spiega lo strategist. Il primo è «il ciclo di tagli dei tassi da parte della Fed non ancora concluso», il secondo dipende dal «mercato del lavoro in rallentamento».
«Alla luce di ciò, manteniamo una view negativa sul dollaro rispetto all'euro e al franco svizzero, e un posizionamento neutrale rispetto alla sterlina sulla quale pesano una politica monetaria più accomodante e le aspettative di un rallentamento economico» conclude il money manager.
I listini del Vecchio Continente si muovono in territorio positivo. Il Dax avanza dello 0,16%, il Cac40 dello 0,82%, il Ftse100 dello 0,76% e il Ftse Mib dello 0,68% a 44.239 punti alle 14:35 grazie ai titoli del lusso con Brunello Cucinelli in testa (+3,23%), seguita da Moncler (+2,66%).
L’attenzione resta concentrata su Inwit che registra un ribasso del 10% dopo la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre e l’aggiornamento delle linee guida di medio-lungo periodo. I conti confermano una crescita dei ricavi e dell’ebitda in linea con le attese, ma la revisione delle indicazioni 2026-2030 verso la parte bassa degli intervalli precedentemente comunicati riflette un quadro di investimenti nel settore Telco ancora prudente in Italia. Il downgrade del giudizio da overweight a neutral da parte di JP Morgan accentua le prese di profitto sul titolo.
Il clima costruttivo sui mercati è sostenuto dal voto del Senato statunitense su una misura temporanea per il finanziamento del governo federale e dalla prospettiva di un ulteriore taglio dei tassi da parte della Fed a dicembre, a cui i future assegnano una probabilità del 60% circa.
Sul fronte valutario il dollaro si rafforza leggermente sia contro euro sia contro la sterlina, mentre il mercato dei Treasury resta chiuso per festività e i governativi europei mostrano dinamiche differenziate: i Gilt a 10 anni arretrano di 5 punti base al 4,37% dopo i dati sul lavoro nel Regno Unito: il tasso di disoccupazione si è attestato al 5% nei tre mesi fino a settembre, in aumento rispetto al 4,8% registrato ad agosto. Gli economisti si aspettavano 4,9%. Mentre i Bund 10 anni trattano sostanzialmente invariati al 2,65% e il Btp di pari scadenza al 3,40%.
«La nuova politica accomodante della BoE, la tendenza alla disinflazione e un consolidamento fiscale credibile creano insieme un contesto favorevole per la duration. Continuiamo a prevedere un rendimento dei Gilt a 10 anni del 4,2% entro la fine dell'anno», stima Laura Cooper, Head of Macro Credit di Nuveen, convinta che in un contesto globale caratterizzato da vincoli di indebitamento e crescita fragile, il Regno Unito possa offrire un primo modello di credibilità piuttosto che di «accomodamento», dimostrando come un'economia sviluppata possa ripristinare la fiducia dei mercati anche quando il debito supera il 100% del pil.
I mercati azionari europei consolidano il rialzo (Dax +0,01%, Cac40 +0,69%, Ftse100 +0,77% e Ftse Mib +0,83% a 44.259 punti alle 13:20 con solo Inwit in apnea, -9,59%; più distanti ma in rosso Leonardo, -2%, e Tim -0,53%. Bene le banche, Stellantis e i titoli del lusso) nonostante i futures Usa contrastati (+0,10% quello sul Dow Jones e -0,13% quello sull’S&p0500). Il clima è di maggiore propensione per il rischio da quando negli Stati Uniti Repubblicani e Democratici hanno raggiunto un'intesa per interrompere lo shutdown, durato oltre 40 giorni, liberando fondi fino al 30 gennaio.
«La situazione sembra avviarsi verso una progressiva normalizzazione grazie alla conclusione dello shutdown del governo americano. La riapertura dell’amministrazione comporta due effetti principali: un impatto economico complessivamente limitato e il ritorno della pubblicazione dei dati macroeconomici, sospesi durante la chiusura», sottolinea Anthony Willis, Investment Manager di Columbia Threadneedle Investments.
Dopo il voto favorevole del Congresso nel fine settimana, un secondo passaggio è atteso nei prossimi giorni, prima della firma presidenziale. L’obiettivo è che, entro la fine della settimana, il governo torni pienamente operativo, consentendo la diffusione dei principali indicatori economici.
Tra questi, già giovedì potrebbero essere pubblicati i dati sull’inflazione negli Stati Uniti, seguiti dai report occupazionali di settembre e ottobre rimasti in sospeso. «Per i mercati, il ritorno della visibilità sui dati rappresenta un importante elemento di rassicurazione», aggiunge Willis.
Le borse europee restano in rialzo (+0,14% il Dax, +0,7% il Cac40, +0,87% il Ftse100 e +0,73% a 44.217 punti alle 11:30 con Mps, Bper, Brunello Cucinelli e Moncler che guadagnano oltre due punti percentuali; stonano Leonardo con un -2% e Tim con un -1,32%) anche se l'indice Zew (sintetizza l'opinione di 350 esperti sul futuro dell'economia tedesca) è peggiorato a novembre. L'indice è sceso a 38,5 punti dai 39,3 punti di ottobre, deludendo le attese degli economisti che stimavano un aumento fino a 41 punti. Però sono migliorate le aspettative sulle condizioni attuali a -78,7 punti da -80 punti, ma meno delle attese (-77,5 punti).
Dopo il dato e in attesa di quelli Usa, l’euro si rafforza nei confronti del dollaro a 1,1571 (+0,13%). Lo spread Btp/Bund è inchiodato a quota 74,24 punti base. A settembre i prestiti al settore privato sono aumentati dell'1,6% sui dodici mesi, come nel mese precedente, i prestiti alle famiglie del 2,2% (+2,1% nel mese precedente) mentre quelli alle società non finanziarie dell'1,2% (come nel mese precedente), secondo i dati di Banca d’Italia. Mentre i depositi del settore privato sono cresciuti del 3% (+2,7% ad agosto) e la raccolta obbligazionaria del 3,2% (+2,7% ad agosto). Quanto al tasso sui nuovi prestiti alle famiglie per l'acquisto di abitazioni è salito al 3,71% dal 3,67% di agosto.
Le borse europee restano in territorio positivo, anche Milano (+0,51% a 44.119 punti l’indice Ftse Mib alle 10, sui massimi di maggio 2007 grazie alla spinta di Mps, Moncler e Brunello Cucinelli in rialzo di oltre due punti percentuali; in profondo rosso Inwit, -8,2%, in scia alla guidance 2026-2030 deludente). Gli investitori attendono il voto della Camera sulla misura temporanea per riaprire il governo federale americano dopo oltre 40 giorni di shutdown.
L’euro è stabile a 1,1554. La stagione degli utili in corso continua a riservare sorprese positive, rafforzando la fiducia nella solidità dell’economia statunitense ed è anche tra i fattori che hanno contribuito allo slancio del dollaro di fine ottobre, sostiene Valentin Bissat, Chief Economist & Senior Strategist di Mirabaud AM. Proprio grazie alla resilienza dell’economia Usa e al tono più cauto del presidente della Fed, Jerome Powell, all’ultima riunione di politica monetaria, il dollaro si è stabilizzato, «ma crediamo che questa pausa sia solo temporanea e che la valuta Usa possa registrare ulteriori ribassi nei prossimi mesi», prevede Bissat.
Il ciclo di tagli dei tassi da parte della Fed non ancora concluso e il mercato del lavoro in rallentamento potrebbero avere come conseguenza un continuo deterioramento del differenziale dei tassi, a svantaggio del dollaro. L’economia statunitense deve poi affrontare un debito crescente, cambiamenti imprevedibili delle politiche e minacce all’indipendenza della Fed, fattori che alimentano i rischi di de-dollarizzazione. «Le banche centrali e gli investitori, pertanto, stanno diversificando le proprie allocazioni valutarie e implementando strategie di copertura, elementi che continueranno a esercitare pressioni sul dollaro. Alla luce di ciò, manteniamo una view negativa sul dollaro rispetto all'euro e al franco svizzero, e un posizionamento neutrale rispetto alla sterlina sulla quale pesano una politica monetaria più accomodante e le aspettative di un rallentamento economico», suggerisce Bissat.
Borse europee positive (Dax +0,09%, Cac40 +0,31%, Ftse100 +0,95% e Ftse Mib +0,28% a 44.019 punti) in avvio di seduta con il via libera del Senato Usa all'accordo che dovrebbe porre fine al più lungo shutdown (oltre 40 giorni) del Paese. L'intesa permetterà di ripristinare i finanziamenti alle agenzie federali, bloccati dal 1° ottobre, e di scongiurare licenziamenti fino al 30 gennaio. Ora il provvedimento deve superare il voto della Camera, controllata dai Repubblicani: il presidente, Mike Johnson, ha detto che vorrebbe dare l’ok già il 12 novembre. Il passaggio successivo sarà la firma del presidente, Donald Trump.
I futures statunitensi sono piatti. L’euro resta stabile a 1,1557 dollari, mentre lo yen scambia a 154,199 per dollaro. L'accordo fa tirare un sospiro di sollievo ai mercati, preoccupati per le ricadute sull'economia dello shutdown con gli operatori che si concentrano ora sui numerosi dati macro, posticipati a causa del blocco. Intanto Trump ha avvertito che gli Stati Uniti dovranno affrontare un disastro in termini economici e di sicurezza nazionale se la Corte Suprema dovesse esprimersi contro il suo ricorso a poteri di emergenza per imporre i dazi a Paesi terzi.
Da ricordare la chiusura del mercato obbligazionario Usa per festività. Il fatto che i titoli a più lungo termine siano stati oggetto di vendite e quelli a breve siano rimasti stabili indica che il mercato crede che la ripresa della pubblicazione dei dati macro Usa possa favorire un taglio dei tassi di interesse da parte della Fed nella riunione di dicembre di 25 punti base anche se l'esponente della banca centrale americana Musalem si è detto scettico sulla prospettiva di un ulteriore taglio del costo del denaro.
L’oro prosegue la sua fase di rafforzamento, in rialzo dello 0,35% a 4.136 dollari l’oncia, sostenuto dalle aspettative di un taglio dei tassi Fed entro fine anno. Il futures sul petrolio Wti registra un calo dello 0,60% a 59,77 dollari al barile, penalizzato dai timori di rallentamento della domanda globale.
Lo spread Btp/Bund è poco mosso a 74,24 punti base. Il Tesoro ha fatto sapere che offrirà un massimo di 8 miliardi di euro di quattro Btp, a tre, sette e 30 anni nell’asta del 13 novembre. Il giorno prima offre 8,5 miliardi di euro di Bot a 12 mesi. Lato macro, in attesa dell’indice Zew, in Gran Bretagna il tasso di disoccupazione Ilo si è attestato a +5% nei tre mesi a settembre, oltre le attese per un +4,9%.
Sul listino milanese bene Mps (+1,39% a 8,295 euro) e Unicredit (+0,79% a 66,12 euro) che ha presentato il ricorso al Consiglio di Stato sulla sentenza del Tar relativa al Golden Power su Banco Bpm (+0,42% a 13,24 euro). Inoltre, l’istituto di credito guidato da Andrea Orcel non potrà uscire totalmente dalla Federazione Russa pena la nazionalizzazione della controllata.
Da monitorare, inoltre, Nexi (+0,25% a 4,035 euro) perché Cdp si oppone alla cessione della maggioranza da parte di Nexi della sua divisione Digital Banking Solutions al fondo Usa Tpg, secondo fonti vicine alla situazione, questo dopo che la scorsa settimana la società dei pagamenti, di cui Cdp è il secondo azionista con una quota del 19,14%, ha ricevuto da Tpg un'offerta per gli asset della divisione che fornisce servizi digitali alle banche.
Ko, invece, Inwit (sospesa con un teorico -10,8%) che ha confermato la guidance per il 2025, ma aggiornato quella per il periodo 2026-2030 sulla parte bassa del range precedentemente comunicato a causa del protrarsi del difficile momento di mercato tlc in Italia, in casa di Leonardo Alessandra Genco si è dimessa dal ruolo di cfo con un accordo di risoluzione consensuale. JP Morgan ha tagliato il rating da overweight a neutral e il target price da 13,40 a 11,80 euro. Invece, Deutsche Bank ha alzato il target price di Technoprobe (+16,53% a 10,29 euro) da 10,5 a 11 euro (rating buy), Equita da 10,4 a 11 euro (rating buy) grazie alla guidance del quarto trimestre del 2025 sopra le attese soprattutto sui margini.
Mentre Avio (+0,86% a 29,85 euro) ha siglato due accordi, uno con Raytheon, del gruppo Rtx, e l'altro con Lockheed Martin, per la costruzione di un impianto negli Stati Uniti dedicato alla produzione di motori a propellente solido.
E Ovs (+1,91% a 4,386 euro) ha presentato un'offerta vincolante da 15 milioni di euro per l'acquisto del 100% di Kasanova, brand specializzato in prodotti per la casa.
Acquisti anche su Banca Ifis (+4,35% a 23,98 euro) che ha chiuso i primi nove mesi del 2025 con un utile di pertinenza della capogruppo di 472,3 milioni che include, a partire dal terzo trimestre, gli effetti del primo consolidamento di Illimity Bank.
Infine, si riunisce il cda di A2A (+0,93% a 2,72 euro) per analizzare i conti del terzo trimestre e l’aggiornamento del piano strategico, e quello di Recordati (+0,6% a 50,65 euro), sempre per la trimestrale.
Borse europee attese positive in avvio di seduta (+0,44% il futures sull’Eurostoxx50) dopo che il Senato americano ha approvato il provvedimento per mettere fine allo shutdown. Il via libera è arrivato con 60 voti a favore e 40 contrari. La misura passa ora alla Camera, dove lo speaker, Mike Johnson, conta di votare mercoledì 12 novembre così da riaprire il governo nei tempi più brevi possibili.
Il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,11% e l’euro è stabile a 1,1559 dollari in attesa di pochi dati macro: alle 11 l’indice Zew (sintetizza l'opinione di 350 esperti sul futuro dell'economia tedesca) della Germania a novembre e alle 14:55 l’indice settimanale Redbook degli Stati Uniti. Inoltre, intervengono alcuni esponenti della Bce: alle 09:20 Lagarde, alle 09:30 Sleijpen e Vujcic e alle 14 Kocher.
Tra le materie prime, i prezzi del petrolio scendono, invertendo la rotta rispetto alla sessione precedente, mentre i mercati restano in allerta per un’imminente eccedenza di offerta. A pesare sulle quotazioni anche la tenuta del dollaro. Il petrolio aveva trovato un po’ di forza nella sessione precedente perché i legislatori statunitensi hanno compiuto alcuni progressi verso la fine della chiusura del governo, mentre gli attacchi ucraini alle raffinerie russe hanno contribuito a sostenere i prezzi. I futures sul Brent calano dello 0,44% a 63,78 dollari al barile, mentre i futures sul Wti dello 0,45% a 59,86 dollari al barile.
Nel fine settimana, l’Ucraina ha lanciato attacchi con droni contro altre infrastrutture energetiche russe, provocando ritorsioni da parte di Mosca. La guerra – entrata nel suo terzo anno nel 2025 – mostra pochi segni di attenuarsi, soprattutto dopo il fallimento dei tentativi statunitensi di mediare un cessate il fuoco.
Viceversa, l’oro estende i guadagni, dopo aver registrato il suo maggiore balzo giornaliero da maggio, in previsione di ulteriori tagli dei tassi di interesse da parte della Fed. Il prezzo spot del lingotto sale dello 0,7% a 4.131,43 dollari l’oncia, dopo essere balzato del 2,9% nella sessione precedente.
La fine dello shutdown negli Stati Uniti consentirà la pubblicazione di dati economici a lungo rinviati, fornendo un indicatore cruciale sullo stato dell’economia americana. I numeri dovrebbero mostrare un peggioramento dell’outlook, che probabilmente fungerà da catalizzatore per ulteriori allentamenti da parte delle banche centrali, un fattore positivo per l’oro. L’attrattiva del metallo giallo come bene rifugio è rafforzata anche dai rischi economici insiti nei piani dell’amministrazione Trump di pagare un «dividendo» di almeno 2.000 dollari a persona che richiama i sussidi dell’era Covid che, secondo i critici, contribuirono all’ondata inflazionistica del 2021-2022. Un’inflazione più alta e l’indebolimento del dollaro sono fattori positivi per l’oro.
Nonostante il recente calo rispetto al record storico di oltre 4.380 dollari l’oncia registrato a ottobre, l’oro resta sulla buona strada per la sua migliore performance annuale dal 1979. Il suo rally (+55% nel 2025) si basa su diversi fattori, tra cui l’aumento degli acquisti da parte delle banche centrali e i forti afflussi verso gli Etf. Il rischio geopolitico e la cosiddetta debasement trade, ovvero la tendenza degli investitori a spostarsi dal debito sovrano e dalle valute per proteggersi da deficit pubblici fuori controllo, hanno anch’essi sostenuto la crescita. Molte banche restano ottimiste, Goldman Sachs Group, ad esempio, ha previsto che raggiungerà i 4.900 dollari entro l’ultimo trimestre del 2026.
Sul listino milanese attenzione a Unicredit che ha presentato il ricorso al Consiglio di Stato sulla sentenza del Tar relativa al Golden Power su Banco Bpm.Inoltre, l’istituto di credito guidato da Andrea Orcel non potrà uscire totalmente dalla Federazione Russa pena la nazionalizzazione della controllata.
Da monitorare, inoltre, Nexi perché Cdp si oppone alla cessione della maggioranza da parte di Nexi della sua divisione Digital Banking Solutions al fondo Usa Tpg, secondo fonti vicine alla situazione, questo dopo che la scorsa settimana la società dei pagamenti, di cui Cdp è il secondo azionista con una quota del 19,14%, ha ricevuto da Tpg un'offerta per gli asset della divisione che fornisce servizi digitali alle banche.
E se Inwit ha confermato la guidance per il 2025 ma aggiornato quella per il periodo 2026-2030 sulla parte bassa del range precedentemente comunicato a causa del protrarsi del difficile momento di mercato tlc in Italia, in casa di Leonardo Alessandra Genco si è dimessa dal ruolo di cfo con un accordo di risoluzione consensuale.
Mentre Avio ha siglato due accordi, uno con Raytheon, del gruppo Rtx, e l'altro con Lockheed Martin, per la costruzione di un impianto negli Stati Uniti dedicato alla produzione di motori a propellente solido.
E Ovs ha presentato un'offerta vincolante da 15 milioni di euro per l'acquisto del 100% di Kasanova, brand specializzato in prodotti per la casa.
Per il resto si segnala che Banca Ifis ha chiuso i primi nove mesi del 2025 con un utile di pertinenza della capogruppo di 472,3 milioni che include, a partire dal terzo trimestre, gli effetti del primo consolidamento di Illimity Bank.
Infine, si riunisce il cda di A2A per analizzare i conti del terzo trimestre e l’aggiornamento del piano strategico, e quello di Recordati, sempre per la trimestrale. (riproduzione riservata)