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Borse europee in calo per dichiarazioni di Trump sulla Cina

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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in calo (-1,7%). Male Stellantis, Leonardo e i titoli petroliferi

10 ottobre 2025, 07:39 Ultimo aggiornamento: 18:14

Il ministro Urso a Leonardo: assicuri lo sviluppo di Iveco Defence. Spread sotto 83 punti in attesa di S&P. Negli Usa Trump rompe con la Cina: nessun motivo per incontrare Xi e ipotesi maxi dazi | IL VIDEO | Mps-Mediobanca, Lovaglio: puntiamo sulla crescita dei ricavi

  • Ore 15:30 Wall Street positiva. A Milano bene Italgas
  • Ore 14:50 Ftse Mib in calo, spread in discesa in attesa del giudizio di S&P
  • Ore 13:15 Ftse Mib in lieve calo, pesano banche e titoli oil. Spread fermo a 83 dopo asta Bot e in attesa di S&P sull’Italia
  • Ore 11:50 Il Ftse Mib vira al ribasso con le banche e Leonardo, contro corrente Stellantis. Il petrolio accentua la caduta
  • Ore 10:20 Il Ftse Mib lima i guadagni, pesa Leonardo. Cala ad agosto la produzione industriale in Italia
  • Ore 09:05 Il Ftse Mib rimbalza, Ferrari in ripresa. Spread stabile a 83 in attesa di S&P sull’Italia e di un nuovo premier in Francia
  • Ore 07:40 Europa attesa poco mossa. Italia alla prova S&P: gli economisti non si aspettano una promozione

Il Ftse Mib chiude a 42.047 punti, in calo dell’1,7%, appesantito da Stellantis (-7,3% dopo gli ultimi dati sulle vendite), Tenaris (-5,2%) e Leonardo (-4,7%). In controtendenza Italgas (+1,4%), Snam (+0,8%) e Terna (+0,7%). Spread a 83 punti in attesa del giudizio di S&P sull’Italia.  

Negative anche le principali borse europee e Wall Street, che vira al ribasso dopo un avvio positivo. Il presidente degli Usa Donald Trump ha detto che non ci sono motivi per incontrare il leader cinese Xi Jinping tra due settimane in Corea del Sud, come inizialmente previsto. In un post pubblicato su Truth Social, Trump ha aggiunto che gli Stati Uniti stanno valutando un massiccio aumento dei dazi sulle importazioni cinesi.

Ore 15:30 Wall Street positiva. A Milano bene Italgas

Wall Street parte in rialzo con il Dow Jones che guadagna lo 0,5%, l’S&P 500 e il Nasdaq lo 0,3%, mentre prosegue lo shutdown dei servizi federali, il blocco delle attività governative che si verifica quando il Congresso non riesce a raggiungere un accordo per approvare o prorogare i finanziamenti destinati ai servizi pubblici. Ampi settori dell'amministrazione statunitense hanno sospeso le proprie attività, mantenendo in funzione solo i servizi ritenuti essenziali.

«I mercati azionari restano comunque aperti, ormai abituati ad affrontare con una certa disinvoltura queste fasi di stallo politico-fiscale», osserva Stefan Rondorf, senior investment strategist, global economics & strategy di Allianz Global Investors. «Sebbene si preveda un impatto sull'economia (le stime indicano una potenziale perdita fino allo 0,2% del pil statunitense per ogni settimana di blocco), gli effetti di recupero di solito contengono i danni. A titolo informativo, il più lungo shutdown della storia si è verificato durante il mandato dell'attuale Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a cavallo tra il 2018 e il 2019, quando l'amministrazione federale è rimasta chiusa per 35 giorni».

L’impatto più immediato del blocco si avverte sul calendario macroeconomico: la pubblicazione di numerosi dati, tra cui quelli sul mercato del lavoro, da parte delle agenzie statistiche pubbliche statunitensi sarà posticipata fino alla ripresa delle normali attività.

All’avvio dei mercati americani, il Ftse Mib procede in calo dello 0,3%. Pesano i ribassi di Leonardo (-4,4%), Tenaris (-2,9%) e Saipem (-2,2%) mentre brillano Italgas (+1,1%), Terna (+1%) ed Enel (+0,9%). Spread leggermente sotto 83 punti in attesa del giudizio di S&P sull’Italia.  

Ore 14:50 Ftse Mib in calo, spread in discesa in attesa del giudizio di S&P

I futures Usa restano positivi (+0,18% quello sul Dow Jones e +0,10% quello sull’S&P500 alle 14:50), mentre si muovono in ordine sparso le borse europee: Dax +0,02%, Cac40 -0,18%, Ftse100 -0,08% e Ftse Mib -0,24% a 42.686 punti alle 14:50. In questo caso pesano sempre le banche, i titoli petroliferi e soprattutto Leonardo (-4,29%).

Urso a Leonardo: assicuri lo sviluppo di Iveco Defence

Si è svolto a Palazzo Piacentini un nuovo incontro sulla cessione della divisione Iveco Defence a Leonardo. Il tavolo è stato presieduto dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, alla presenza dei rappresentanti delle due aziende, degli enti locali e delle organizzazioni sindacali.

«Confidiamo che Leonardo sappia assicurare uno sviluppo industriale a Iveco Defence nel quadro di una più ampia politica industriale nel comparto della Difesa», ha dichiarato il ministro Urso, annunciando, inoltre, che per quanto riguarda la cessione della parte civile di Iveco incontrerà nelle prossime settimane il gruppo Tata, in vista di una nuova convocazione del tavolo con le parti sociali e gli enti locali.

Spread sotto 83 in attesa di S&P

Lo spread Btp/Bund va sotto 83 punti base a 82,9 punti base in attesa del giudizio di S&P Global sull’Italia e dopo il forte calo della produzione industriale italiana «che minaccia le nostre previsioni di crescita», afferma Paolo Pizzoli, senior economist di Ing. «I dati sulla produzione italiana di agosto suggeriscono che il timido miglioramento auspicato per il terzo trimestre non si è concretizzato. Sebbene sia opportuno avere un po’ di cautela quando si analizzano i dati relativi al periodo estivo, sembra che ora l’onere della crescita nel terzo trimestre ricada sulla crescita dei servizi».

Ing: il forte calo della produzione industriale italiana minaccia le previsioni di crescita

La produzione industriale italiana destagionalizzata ha registrato in agosto una contrazione del 2,4% su base mensile (dal +0,4% di luglio), mentre i dati sulla produzione corretti per i giorni lavorativi hanno registrato un calo del 2,7% su base annua (dallo 0,9% di luglio). «I dati dell'Istat sono molto più deboli del previsto», continua Pizzoli. «Una rapida occhiata ai grandi aggregati mostra che tutti hanno registrato una contrazione su base mensile, con i beni di investimento particolarmente deboli».

A livello settoriale, il quadro non è uniforme, poiché i forti aumenti mensili nei settori farmaceutico e dei mezzi di trasporto contrastano con le forti contrazioni nei settori minerario e della plastica. La produzione aggregata manifatturiera è diminuita dell'1,9% su base mensile, mentre la produzione manifatturiera media nei primi otto mesi del 2025 è diminuita dell'1,4% rispetto allo stesso periodo del 2024. «I dati di agosto devono essere generalmente considerati con cautela a causa dei vari periodi di chiusura degli stabilimenti nel pieno del periodo estivo, e una valutazione adeguata è normalmente possibile solo dopo la pubblicazione dei dati di settembre», precisa Pizzoli.

Tuttavia, l'entità della contrazione di agosto suggerisce che le possibilità che l'attività industriale abbia registrato un timido progresso durante l'estate sembrano scarse. «È probabile che l'industria possa aver frenato la crescita nel terzo trimestre del 2025, lasciando ancora una volta il peso della crescita sui servizi, come suggerito dai relativi indici Pmi. La nostra attuale previsione di base per la crescita trimestrale del pil italiano nel terzo trimestre è di un modesto 0,1%. Se mai, i dati odierni aggiungono un rischio al ribasso a questa previsione», avverte Pizzoli.

Ore 13:15 Ftse Mib in lieve calo, pesano banche e titoli oil. Spread fermo a 83 dopo asta Bot e in attesa di S&P sull’Italia

Solo Francoforte (-0,17%) e Milano (-0,10% a 42.749 punti alle 13:15) si confermano in territorio negativo nonostante i futures statunitensi preannuncino un avvio in leggero rialzo. Sul listino milanese pesano tutte le banche, Leonardo (-4,11%) e i titoli del settore petroliferi, Eni, Saipem e Tenaris, in netto calo di riflesso alla contrazione dei prezzi del greggio (futures sul Brent -1,32% a 64,36 dollari al barile) dopo l’accordo tra Israele e Hamas per una pace a Gaza.

Spread fermo a 83 dopo asta Bot e in attesa di S&P sull’Italia

Lo spread Btp/Bund resta fermo a 83 punti base. Il Tesoro ha collocato 9 miliardi di euro di Bot a un anno a un rendimento medio del 2,05%, il massimo da metà aprile, rispetto al 2,030% del precedente collocamento.

In serata, dopo la chiusura di Wall Street, S&P Global si pronuncia sul rating sovrano dell’Italia (BBB+, outlook stabile) dopo che Fitch lo ha alzato da BBB a BBB+ (outlook stabile). L’ultima volta che S&P ha promosso il Bel Paese è stato l’11 di aprile del 2025, da BBB a BBB+.

In quell’occasione aveva scritto che avrebbe migliorato il rating se l’Italia avesse continuato a ridurre il suo deficit di bilancio, mettendo il rapporto debito-pil su una traiettoria al ribasso solida, o se la crescita potenziale dell’economia fosse migliorata in modo sostenibile a un ritmo superiore all’1%. 

L’oro sale ancora

Viceversa, il prezzo dell’oro spot continua a salire (+0,67% a 3.995,35 dollari l’oncia) dopo che in settimana ha superato la soglia psicologica di 4.000 dollari l'oncia, mettendo a un segno un guadagno del +53% nel 2025. Il metallo giallo si avvia verso il suo miglior anno dal 1979, superando di gran lunga il +30% del bitcoin e il +15% dell’S&P 500, nonostante il boom dei titoli tecnologici. Tradizionalmente, il metallo prezioso prospera quando gli investitori temono inflazione, rallentamento economico o turbolenze sui mercati.

Al contrario, quando la propensione al rischio cresce, tende a restare indietro. Questa dinamica si è vista nel 1980, quando l’oro schizzò in alto mentre l’inflazione statunitense superava il 13%, colpendo duramente economia e borse, e di nuovo all’inizio del 2008, quando la crisi finanziaria globale cancellò il 32% del valore di Wall Street in sei mesi.

Ore 11:50 Il Ftse Mib vira al ribasso con le banche e Leonardo, contro corrente Stellantis. Il petrolio accentua la caduta

Le borse europee virano al ribasso, eccetto Parigi (+0,07% alle 11:50) in attesa che il presidente francese Macron nomini il nuovo premier. A Milano l’indice Ftse Mib perde lo 0,38% a 42.629 punti con le banche tutte in rosso, Leonardo che arretra di oltre il 4%, Prysmian del 2,2% e Tim dell’1,8%. Contro corrente Stellantis (+1,14%) che ha chiuso il terzo trimestre del 2025 con una solida crescita nelle consegne a 1,3 milioni di unità, +13% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

I prezzi del petrolio accentuano la caduta (-0,6% a 64,83 dollari al barile il futures sul Brent) dopo che le truppe israeliane hanno iniziato a ritirarsi da alcune zone di Gaza in seguito all'accordo di cessate il fuoco con Hamas e alcuni residenti sono tornati nei quartieri bombardati, in un contesto di confusione su quando verranno sospese le ostilità dopo due anni di guerra.

Ore 10:20 Il Ftse Mib lima i guadagni, pesa Leonardo. Cala ad agosto la produzione industriale in Italia

Piazza Affari lima i guadagni a un +0,16% a 42.859 punti alle 10:20 con le banche che hanno virato la ribasso, tranne la Popolare di Sondrio, Intesa Sanpaolo e Unicredit. Giù Prysmian (-1,54%), nonostante Morgan Stanley abbia alzato il target price da 65 a 78 euro (rating equal weight), e soprattutto Leonardo che perde il 3,68%.

Lato macro, ad agosto l’Istat ha stimato che l'indice della produzione industriale italiana è diminuito del 2,4% rispetto a luglio. Corretto per gli effetti di calendario, è calato in termini tendenziali del 2,7% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 20 contro i 21 di agosto del 2024). Mentre nella media del periodo giugno-agosto è stata registrata una diminuzione della produzione dello 0,6% rispetto ai tre mesi precedenti. L’euro rimbalza dello 0,20% a 1,1586 dollari.

Ore 09:05 Il Ftse Mib rimbalza, Ferrari in ripresa. Spread stabile a 83 in attesa di S&P sull’Italia e di un nuovo premier in Francia

Borse europee contrastate in avvio di seduta. Il Dax segna un +0,02%, il Cac40 un +0,22%, il Ftse100 un -0,08% e il Ftse Mib un +0,40% a 42.963 punti. Gli investitori seguono con attenzione la situazione politica in Francia dopo che il presidente, Emmanuel Macron, ha annunciato la nomina di un nuovo primo ministro entro la serata di oggi, 10 ottobre, con l'obiettivo di porre fine alla peggiore crisi politica degli ultimi decenni nella seconda economia della zona euro. L’incertezza resta elevata, con il parlamento ancora profondamente diviso e il percorso per la formazione di un nuovo governo non privo di ostacoli.

Spread stabile a 83 in attesa di S&P sull’Italia e di un nuovo premier in Francia

Intanto il banchiere centrale francese, Francois Villeroy de Galhau, alla radio Rtl ha detto che l’attuale incertezza politica della Francia ha un impatto reale in quanto colpisce la fiducia delle imprese e dei consumatori nonché la crescita economica. In ogni caso ha assicurato che la situazione economica del Paese rimane stabile.

In attesa il rendimento degli Oat francesi a 10 anni scende al 3,49% con lo spread con il Bund a 81 punti base. Anche il rendimento del Btp 10 anni cala al 3,51% con lo spread con il Bund a 83,2 punti base. In serata, dopo la chiusura di Wall Street, S&P Global si pronuncia sul rating sovrano dell’Italia (BBB+, outlook stabile) dopo che Fitch lo ha alzato da BBB a BBB+ (outlook stabile).

A Milano Ferrari in ripresa, bene le banche tranne Mediobanca, e Danieli. Vola Netweek

A Milano banche in moderato rialzo mentre la Commissione Europea è pronta ad agire contro la normativa italiana sul golden power nel quadro di un’iniziativa volta a rimuovere gli ostacoli che i Paesi Ue pongono al consolidamento bancario in Europa. 

Mps (+0,25% a 7,29 euro) è interamente concentrata sul completare nel più breve tempo possibile l'integrazione con Mediobanca (-0,39% a 16,65 euro). Lo ha detto l'ad, Luigi Lovaglio nel corso di un'audizione parlamentare rispondendo a una domanda su un possibile interesse per Banco Bpm (+0,58% a 13,01 euro), che ha definito «un'ottima banca». Lovaglio ha aggiunto che la partecipazione che il nuovo gruppo avrà in Generali rappresenta una gradita fonte di diversificazione dei ricavi.

E se S&P ha alzato il rating ad A- con un outlook stabile su Unicredit (+0,60% a 63,89 euro), la Bce ha rivisto i requisiti Srep di Bper Banca (stabile a 9,8 euro) a seguito del suo acquisto della Popolare Sondrio (+0,33% a 13,74 euro), portando il coefficiente patrimoniale Cet1 ratio a 9,40% dal precedente 9,32%. Bper supera, quindi, ampiamente i requisiti minimi.

In ripresa dello 0,5% a 355,9 euro Ferrari visto che nel giorno del capital market day ha chiuso la seduta in calo del 15,4% deludendo le aspettative del mercato sui nuovi target al 2020. Hsbc ha tagliato il target price sull’azione da 470 a 415 euro (rating buy), Banca Akros il giudizio da accumulate a neutral (target price rivisto da 440 a 350 euro). Morgan Stanley è, invece, intervenuta su Enel (+1,23% a 8,36 euro), limano il target price da 8,4 a 8,3 euro (rating equalweight).

Tra le utilities, sale dello 0,55% a 8,16 euro Italgas che ha venduto una serie di asset in Italia per ottemperare alle condizioni antitrust per l'acquisto di 2i Rete Gas. Gli acquirenti sono Ascopiave, Erogasmet, GP Infrastrutture, Ati tra Plures, Estra e Centria, per un corrispettivo complessivo di 253,1 milioni di euro. 

Rialzo frazionale (+0,49% a 24,80 euro) anche per il produttore di semiconduttori Stm. I chip per l’intelligenza artificiale di Nvidia sono stati oggetto di una maggior attenzione da parte delle autorità doganali cinesi nelle ultime settimane, secondo quanto riportato dal Financial Times, mentre Pechino cerca di ridurre ulteriormente la dipendenza degli sviluppatori locali dai processori prodotti negli Stati Uniti. Squadre di funzionari doganali sono state mobilitate nei principali porti del Paese nelle ultime settimane per effettuare controlli rigorosi sulle spedizioni di semiconduttori, ha riferito il FT.

Le ispezioni mirano a garantire che le aziende locali non ordinino i chip specifici per la Cina prodotti da Nvidia – principalmente i modelli H20 e RTX Pro 6000D – a seguito dell’opposizione verso questi prodotti da parte dei regolatori cinesi. Tuttavia, secondo il FT, i controlli sono stati estesi a tutte le importazioni di chip avanzati, anche per contrastare meglio il contrabbando di merci che violano i controlli sulle esportazioni imposti dagli Stati Uniti.

Vendite su Mfe (-0,38% a 3,164 euro): Michael Eifler e Simone Sole sono entrati nel consiglio di sorveglianza della controllata ProSiebenSat.1, sostituendo i due consiglieri in quota Ppf che hanno rassegnato le dimissioni al termine dell'offerta pubblica di acquisto e scambio da parte di Mfe. Mentre Berenberg ha alzato il target price sull’azione ordinaria Danieli (+1,65% a 49,4 euro) da 44 a 55 euro (rating buy) e sulla risparmio (+1,26% a 33,84 euro) da 32 a 40 euro (rating buy). 

Infine, Netweek (azione sospesa con un teorico +16,8%) ha ricevuto dal socio Fortezza Capital Holding una proposta di rilancio strategico e industriale per il riposizionamento del gruppo sul mercato italiano. Il piano industriale, che sarà sostenuto da un aumento di capitale da 1,5 milioni e l'emissione di un prestito convertibile da almeno 7,5 milioni, prevede che ricavi consolidati delle nuove attività dovrebbero raggiungere i 13 milioni nel 2030.

Ore 07:40 Europa attesa poco mossa. Italia alla prova S&P: gli economisti non si aspettano una promozione

Borse europee attese poco mosse in avvio di seduta (-0,04% il futures sull’Eurostoxx50), meglio i futures statunitensi (+0,14% quello sul Dow Jones e +0,12% quello sull’S&P500) dopo che il governo israeliano ha ratificato il cessate il fuoco con Hamas, aprendo la strada alla sospensione delle ostilità a Gaza entro 24 ore e alla liberazione degli ostaggi israeliani entro le successive 72 ore.

A Gaza scatta il cessate a fuoco

Il governo israeliano ha approvato l'accordo 24 ore dopo l'annuncio dell'intesa da parte dei mediatori. L'accordo prevede la liberazione degli ostaggi israeliani in cambio di prigionieri palestinesi e l'inizio di un ritiro graduale delle truppe israeliane da Gaza, nell'ambito dell'iniziativa del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per porre fine alla guerra di due anni nella Striscia.

La tregua sarà monitorata da una task force congiunta con 200 soldati Usa e militari da Egitto, Qatar, Turchia e forse Emirati. L'Idf si ritirerà fino alla Linea Gialla indicata nelle mappe dell'accordo entro le prossime 24 ore, al termine delle quali Hamas dovrà rilasciare tutti gli ostaggi vivi entro 72 ore. Quindi lunedì 13 o martedì 14 ottobre, come ha annunciato lo stesso Trump.

Il petrolio scende con de-escalation

Di riflesso i prezzi del petrolio scendono dopo aver chiuso la sessione precedente con un -1,6%. I futures sul Brent calano dello 0,31% a 65,02 dollari al barile e quelli sul Wti dello 0,26% a 61,35 dollari al barile. Mercoledì 8 ottobre erano saliti dell’1% a causa della mancanza di progressi per un accordo di pace in Ucraina, segno che le sanzioni contro la Russia, il secondo esportatore mondiale di petrolio, potrebbero continuare.

L’accordo di cessate il fuoco a Gaza è stato un passo importante verso la fine della guerra durata due anni, che aveva aumentato il rischio di interruzioni dell’approvvigionamento di petrolio, afferma Daniel Hynes, analista di Anz. «Questo accordo ha riportato l’attenzione sull’imminente surplus di petrolio, mentre l’Opec+ procede con la revoca dei tagli alla produzione», ha aggiunto Hynes. 

L'aumento della produzione inferiore alle aspettative concordato domenica dall'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio e dai suoi alleati (Opec+) ha alleviato alcune delle preoccupazioni relative all'eccesso di offerta. Gli investitori temono, inoltre, che un blocco prolungato dell'amministrazione statunitense possa frenare l'economia americana e danneggiare la domanda di petrolio da parte del più grande consumatore mondiale.

Italia alla prova S&P: gli economisti non si aspettano una promozione

L’euro sale dello 0,12% a 1,1576 dollari in attesa alle 10 del dato sulla produzione industriale ad agosto in Italia e alle 16 dell’indice sulla fiducia dell’Università del Michigan a ottobre preliminare negli Stati Uniti. In serata, dopo la chiusura di Wall Street, S&P Global si pronuncia sul rating sovrano dell’Italia (BBB+, outlook stabile) dopo che Fitch lo ha alzato da BBB a BBB+ (outlook stabile).

L’ultima volta che S&P ha promosso il Bel Paese è stato l’11 di aprile del 2025, da BBB a BBB+. In quell’occasione aveva scritto che avrebbe migliorato il rating se l’Italia avesse continuato a ridurre il suo deficit di bilancio, mettendo il rapporto debito-pil su una traiettoria al ribasso solida, o se la crescita potenziale dell’economia fosse migliorata in modo sostenibile a un ritmo superiore all’1%. 

Il deficit dovrebbe scendere al 3% del pil quest'anno per la prima volta dalla pandemia, ma sulle prospettive dell'economia grava l'impatto negativo dei dazi statunitensi che, in base alle stime del governo, sottrarrà uno 0,5% al pil nel 2026. Tanto che il governo ha ridotto la scorsa settimana le previsioni sulla crescita portandole allo 0,5% per quest'anno e allo 0,7% per il prossimo.

«Il rapporto deficit/pil migliore delle attese al 3% quest'anno è controbilanciato da prospettive di crescita leggermente peggiori», affermano gli economisti di Bbva. «Questa è la ragione per cui non ci aspettiamo un intervento positivo sul rating o un cambiamento all'outlook». Dopo S&P toccherà a Dbrs e Scope Ratings sempre a ottobre pronunciarsi e a Moody's a novembre.
 

A Milano attenzione a Mps, Mediobanca, Generali, Banco Bpm, Bper Banca, Ferrari, Italgas, Stm, Mfe, Danieli e Netweek

A Milano attenzione alle banche visto che la Commissione Europea è pronta ad agire contro la normativa italiana sul golden power nel quadro di un’iniziativa volta a rimuovere gli ostacoli che i Paesi Ue pongono al consolidamento bancario in Europa. 

Mps è interamente concentrata sul completare nel più breve tempo possibile l'integrazione con Mediobanca. Lo ha detto l'ad, Luigi Lovaglio nel corso di un'audizione parlamentare rispondendo a una domanda su un possibile interesse per Banco Bpm, che ha definito «un'ottima banca». Lovaglio ha aggiunto che la partecipazione che il nuovo gruppo avrà in Generali rappresenta una gradita fonte di diversificazione dei ricavi.

E se S&P ha alzato il rating ad A- con un outlook stabile su Unicredit, la Bce ha rivisto i requisiti Srep di Bper Banca a seguito del suo acquisto della Popolare Sondrio, portando il coefficiente patrimoniale Cet1 ratio a 9,40% dal precedente 9,32%. Bper supera, quindi, ampiamente i requisiti minimi.

Da monitorare ancora Ferrari visto che nel giorno del capital market day ha chiuso la seduta in calo del 15,4% deludendo le aspettative del mercato sui nuovi target al 2020. Hsbc ha tagliato il target price sull’azione da 470 a 415 euro (rating buy). Morgan Stanley è invece intervenuta su Enel, limano il target price da 8,4 a 8,3 euro (rating equalweight)

Tra le utilities, invece, Italgas ha venduto una serie di asset in Italia per ottemperare alle condizioni antitrust per l'acquisto di 2i Rete Gas. Gli acquirenti sono Ascopiave, Erogasmet, GP Infrastrutture, Ati tra Plures, Estra e Centria, per un corrispettivo complessivo di 253,1 milioni di euro. 

Occhio poi a Stm visto che i chip per l’intelligenza artificiale di Nvidia sono stati oggetto di una maggior attenzione da parte delle autorità doganali cinesi nelle ultime settimane, secondo quanto riportato dal Financial Times, mentre Pechino cerca di ridurre ulteriormente la dipendenza degli sviluppatori locali dai processori prodotti negli Stati Uniti. Squadre di funzionari doganali sono state mobilitate nei principali porti del Paese nelle ultime settimane per effettuare controlli rigorosi sulle spedizioni di semiconduttori, ha riferito il FT.

Le ispezioni mirano a garantire che le aziende locali non ordinino i chip specifici per la Cina prodotti da Nvidia – principalmente i modelli H20 e RTX Pro 6000D – a seguito dell’opposizione verso questi prodotti da parte dei regolatori cinesi. Tuttavia, secondo il FT, i controlli sono stati estesi a tutte le importazioni di chip avanzati, anche per contrastare meglio il contrabbando di merci che violano i controlli sulle esportazioni imposti dagli Stati Uniti.

Quanto a Mfe, Michael Eifler e Simone Sole sono entrati nel consiglio di sorveglianza della controllata ProSiebenSat.1, sostituendo i due consiglieri in quota Ppf che hanno rassegnato le dimissioni al termine dell'offerta pubblica di acquisto e scambio da parte di Mfe. Mentre Berenberg ha alzato il target price sull’azione ordinaria Danieli da 44 a 55 euro (rating buy) e sulla risparmio da 32 a 40 euro (rating buy). 

Infine, Netweek ha ricevuto dal socio Fortezza Capital Holding una proposta di rilancio strategico e industriale per il riposizionamento del gruppo sul mercato italiano. Il piano industriale, che sarà sostenuto da un aumento di capitale da 1,5 milioni e l'emissione di un prestito convertibile da almeno 7,5 milioni, prevede che ricavi consolidati delle nuove attività dovrebbero raggiungere i 13 milioni nel 2030. (riproduzione riservata)



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