Piazza Affari chiude la seduta in rialzo dello 0,7% trainata dalle banche. Il 9 settembre il Ftse Mib è tornato sopra 42 mila punti grazie al rally di Mps (+6,2%) e Mediobanca (+5,9%), scattate dopo che l’ops lanciata da Siena ha raggiunto il 62,3% di Piazzetta Cuccia. Terzo posto per un altro istituto di credito, la Popolare di Sondrio (+2,8%), seguita da Saipem (+2,4%). Tra i peggiori titoli spiccano invece Campari (-2,4%), Interpump (-1,9%), Stm (-1,7%) e Amplifon (-0,9%).
Milano ha conquistato la maglia rosa, con le altre borse europee che hanno chiuso in ordine sparso. Parigi ha retto (+0,2%) nonostante la caduta del governo. Stesso andamento per Londra (+0,2%), mentre Madrid ha finito piatta e Francoforte ha perso lo 0,5%. Durante la seduta lo spread Btp-Bund si è ridotto a 84 punti e la distanza tra i titoli di Stato italiani e francesi decennali è ora di soli 4 punti.
Le borse europee attendono la riunione della Bce di giovedì 11 settembre, anche se la banca centrale guidata da Christine Lagarde dovrebbe lasciare i tassi d’interesse invariati. Un taglio è atteso invece dalla Fed, che mercoledì 17 dovrebbe annunciare una sforbiciata di 25 punti base, favorita dalla debolezza del mercato del lavoro Usa. Il calo dei tassi continua a spingere l’oro verso nuovi record (si aggira sui 3.680 dollari l’oncia), mentre il cambio euro-dollaro è rimasto stabile a quota 1,17.
Listini europei contrastati anche dopo l’apertura di Wall Street dove l’indice Dow Jones che segna +0,03%, il Nasdaq che conquista dopo i primi scambi lo 0,14% a 21.838,11 punti, mentre l'S&P 500 segna +0,11% a 6.502,55 punti. Tra le borse europee la peggiore resta Francoforte, in calo dello 0,47%, Parigi è in rialzo dello 0,31% con la lente sull’Eliseo per la crisi di governo in Francia. Milano resta la migliore con un +0,32% mentre Madrid cede lo 0,3%. Londra si accoda all’andamento generale e registra un cauto +0,25%.
Sul fronte delle materie prime il petrolio ha incrementato i guadagni dopo l’attacco di Israele contro i leader di Hamas nella capitale del Qatar, Doha. Il Brent sale dell’1,46% a 66,9 dollari al barile, il Wti dell'1,44% a 63,1 dollari. Entrambi i contratti erano già in rialzo, sostenuti dall'ultimo aumento della produzione di Petrolio dell'Opec+, inferiore alle aspettative, dalle aspettative che la Cina continuera' ad accumulare scorte di Petrolio e dalle preoccupazioni per possibili nuove sanzioni contro la Russia.
Restano contrastate le borse europee (Dax -0,58%, Ftse100 +0,25%, Ftse Mib +0,38% a 41.880 punti, sostenuto sempre dal rally, +4%, di Mps e Mediobanca, viceversa Leonardo, Campari, Snam e Stm scendono contro corrente, e Cac40 +0,25%). Parigi resta quindi positiva mentre il primo ministro francese, François Bayrou, è giunto all'Eliseo per rassegnare le dimissioni al presidente Emmanuel Macron. Rimarrà in carica per gli affari correnti in attesa di un successore, che sarà il quinto premier francese dall'inizio del secondo mandato di Macron, nel 2022.
Per Samy Chaar, Chief Economist, Cio Switzerland di Banque Lombard Odier, i problemi politici e fiscali della Francia non scompariranno con un cambio del premier. «Ci aspettiamo che il presidente Macron nomini un nuovo premier e una nuova squadra di governo. Le elezioni anticipate appaiono uno scenario meno probabile. Riteniamo che il costo del debito francese rimarrà elevato in entrambi i casi, a causa di un parlamento frammentato e delle persistenti difficoltà nel processo decisionale», prevede Samy Chaar.
In ogni caso non si aspetta che una crisi politica si trasformi in una crisi finanziaria: il conto corrente della Francia è sostanzialmente in equilibrio, Macron garantisce un certo grado di continuità politica e la Banca Centrale Europea rappresenta un efficace sostegno finanziario. «Ad agosto abbiamo ridotto l’esposizione ai titoli di Stato francesi portandola a sottopeso, preferendo le obbligazioni corporate investment grade e quelle dei mercati emergenti in valuta forte», ha aggiunto Samy Chaar. Lo spread Oat/Bund sale a 81 punti base e quello Btp/Bund a 85 punti base.
Con i futures statunitensi leggermente positivi (+0,07% quello sul Dow Jones e +0,17% quello sull’S&P500), a Milano l’indice Ftse Mib sale dello 0,45% a 41.910 punti grazie alle banche, in particolare al duo Mps e Mediobanca che guadagnano tre punti percentuali. La Popolare di Sondrio, Intesa Sanpaolo, Eni e Stellantis salgono di oltre un punto percentuale.
Lo spread Btp/Bund resta a quota 84,5 punti base in vista della riunione della Bce dell’11 settembre. «Riteniamo che non tenterà di modificare i valori di mercato nella riunione di questa settimana, mantenendo i tassi di riferimento al 2%, poiché il quadro macroeconomico appare meno stagnante di quanto previsto in precedenza, nonostante il debole pil del secondo trimestre in alcune economie dell'Ue, e l'inflazione a medio termine dovrebbe stabilizzarsi al 2%», prevede Annalisa Piazza, Fixed Income Research Analyst di Mfs Investment Management. Tale mossa è già stata pienamente scontata dal mercato.
Per l’esperta un altro taglio entro la fine dell'anno rappresenta un'eventualità non trascurabile, soprattutto se la crescita dovesse registrare un calo nel secondo semestre del 2025, a causa dell'aumento della pressione derivante dall'incertezza commerciale che potrebbe potenzialmente tradursi in un calo degli investimenti e in un modello di spesa più cauto. A seguito della riunione di settembre, «riteniamo che la dipendenza dai dati rimarrà il fattore chiave per le decisioni politiche, con la piccola differenza che i tassi di riferimento sono ora più neutri rispetto al passato, rendendo relativamente difficile un ulteriore taglio dei tassi», indica la Piazza. «Tuttavia, riteniamo che sussistano ancora alcuni segnali a favore di un ulteriore taglio a dicembre». I mercati stanno attualmente scontando una bassa probabilità di un altro taglio nei prossimi nove mesi circa.
I prezzi del petrolio estendono i guadagni, sostenuti da un aumento della produzione di petrolio dell'Opec+ (137.000 barili al giorno a partire da ottobre) inferiore alle attese, dalle aspettative che la Cina continui ad accumulare scorte e dai timori relativi alle potenziali nuove sanzioni contro Mosca (ridurrebbero le forniture di petrolio russo sui mercati globali, il che può sostenere un ulteriore aumento dei prezzi del greggio). Il futures sul Brent sale dello 0,73%, a 66,50 dollari al barile e quello sul Wti dello 0,65% a 62,74 dollari al barile.
Borse europee contrastate (Dax -0,29%, Cac40 +0,13%, Ftse100 +0,19% e Ftse Mib +0,46% a 41.914 punti alle 10:40 con Mediobanca e Mps che guadagnano oltre il 3%; contro corrente Campari, Leonardo, Stm e Snam) con la Francia che entra in una zona di turbolenze politiche dopo la bocciatura del governo Bayrou. I prossimi giorni saranno determinanti per valutare la capacità del Paese di stabilizzare il proprio quadro politico e rassicurare i mercati sulla propria traiettoria di bilancio.
Nel breve termine, sottolinea Raphael Thuin, Head of Capital Markets Strategies di Tikehau Capital, nessun partito sembra in grado di conciliare il programma di disciplina di bilancio atteso dai mercati, in particolare dagli investitori obbligazionari, con il capitale politico necessario per attuarlo. Tuttavia, il rischio di un massiccio slittamento dei conti pubblici appare limitato: una maggioranza parlamentare rimane comunque favorevole alla riduzione dei deficit, anche se le divisioni tra i partiti ne ostacolano l’attuazione concreta. «In questo contesto, lo scenario più probabile rimane quello di un prolungamento dell’instabilità attuale.
I deficit dovrebbero restare elevati, senza una prospettiva chiara di riduzione, mentre l’immobilismo politico potrebbe consolidarsi. Questa situazione non dovrebbe però provocare una rottura economica improvvisa. I fondamentali dell’economia francese, sebbene indeboliti, restano resilienti, e lo status quo potrebbe prevalere nei prossimi mesi», prevede Thuin. Intanto in Francia la produzione industriale è diminuita dell'1,1% su base mensile a luglio, dopo un aumento del 3,7% a giugno. Gli economisti si aspettavano un calo dell'1,8%. Su base annua, invece, è aumentata dell'1,29%. L’euro è stabile a 1,1759 dollari. Lo spread Oat/bund sale a 82 punti base con il rendimento dell’Oat 10 anni francese che rende più di quello italiano.
Borse europee in cauto rialzo in avvio di seduta. Il Dax è piatto, il Ftse100 si limita a un +0,09%, il Ftse Mib a un +0,34% a 41.866 punti e il Cac40 a un +0,25% dopo che il Parlamento francese ha votato l’8 settembre la sfiducia al governo bocciandone i piani per contenere il crescente debito pubblico, aggravando una crisi politica che sta indebolendo la seconda economia della zona euro. Il presidente, Emmanuel Macron, che deve affrontare le richieste dell'opposizione di sciogliere il Parlamento e dimettersi, dovrà trovare il quinto primo ministro in meno di due anni. Secondo l'Eliseo la nomina avverrà nei prossimi giorni. La priorità del prossimo governo sarà approvare il bilancio.
In questo contesto difficile il rendimento degli Oat francesi a 10 anni sale al 3,477% (al 3,504% quello del Btp 10 anni) con lo spread con il Bund a 82 punti (a 85 punti il differenziale Italia/Germania). «Il crollo del governo francese, il secondo in meno di un anno, è un fattore negativo per il merito di credito della Francia (AA-/stabile)», afferma Thomas Gillet, Director, Sovereign and Public Sector di Scope Ratings.
La perdita da parte del primo ministro, François Bayrou, di un voto di fiducia parlamentare aggrava l’instabilità politica del Paese e le sfide creditizie connesse, dato l’ampio deficit di bilancio (5,8% del pil nel 2024) e la traiettoria del debito in crescita, aggiunge Gillet. «Il rapporto debito/pil è destinato a continuare ad aumentare oltre il 120% nei prossimi anni, rispetto al 113% del pil nel 2024, che era di 15 punti percentuali superiore rispetto al 2019», prevede l’esperto secondo il quale un panorama politico frammentato, la crescente polarizzazione politica e il calendario elettorale «ostacolano un compromesso politico sulle riforme di bilancio, aumentando il rischio di stallo decisionale e di un indebolimento delle finanze pubbliche nel medio termine».
Sul listino milanese attenzione a Mediobanca (+3,6% a 20,19 euro) dopo che le adesioni all'offerta di Mps (+3,8% a 7,648 euro) si sono attestate al 62% nell'ultimo giorno valido per aderire. Il ceo di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel, si prepara all’uscita prima del rinnovo dell’assemblea del 28 ottobre.
Mentre è stato sciolto l'accordo di consultazione tra i soci di Mediobanca. I partecipanti, portatori di 48.550.483 azioni dell’istituto di credito, pari al 5,97% del capitale, ne hanno «unanimemente» convenuto lo scioglimento, con efficacia dall'8 settembre. L'accordo di consultazione aveva preso, nel dicembre del 2018, il posto dello storico patto di sindacato di blocco.
Restando nel settore bancario continua la salita di Banco Bpm (+1,42% a 12,12 euro), balzato l’8 settembre di quasi il 3% in scia alle speculazioni su una possibile integrazione con Crédit Agricole Italia, tornate a circolare con forza negli ambienti finanziari. Inoltre, JP Morgan ha alzato il target price su Unicredit (+0,37% a 66 euro) da 70 a 80 euro (rating overweight).
Più indietro Stellantis, in rialzo dello 0,25% a 7,64 euro. Il presidente, John Elkann, ha chiuso la vertenza fiscale sull'eredità della famiglia Agnelli versando, insieme ai due fratelli, 183 milioni di euro all'Agenzia delle Entrate.
Contro corrente con un -1,9% a 46,49 euro Leonardo. Barclays ha avviato la copertura dell’azione con un rationg equal-weight e un target price a 51 euro.
E se Aeroporto di Bologna (+0,48% a 8,4 euro) ha registrato un utile netto di 11,5 milioni di euro nel primo semestre del 2025, continua la procedura di squeeze-out sulle azioni Illimity (stabile a 4,07 euro). Termina il 12 settembre. Il delisting di Illimity da Piazza Affari, dopo l’opas di Banca Ifis, avverrà giovedì 19 settembre.
Infine, Casta Diva (-0,77% a 1,285 euro), società attiva nel settore dei contenuti digitali e dal vivo, ha presentato una proposta di acquisto del ramo di azienda attivo nel settore eventi di Prodea, società attualmente coinvolta in una procedura di composizione negoziata della crisi.
La proposta è subordinata ad alcune condizioni sospensive tra cui l’autorizzazione da parte del Tribunale di Torino alla possibile operazione nell'ambito della composizione negoziata di Prodea e l'approvazione dell’operazione da parte del cda di Casta Diva.
Borse europee attese in calo in avvio di seduta (-0,39% il futures sull’Eurostoxx50) in seguito alla caduta del governo del premier francese, François Bayrou. L’8 settembre ha chiesto la fiducia sulla sua finanziaria con 44 miliardi di euro di tagli, due giorni festivi in meno e la riforma delle pensioni. I no sono stati 364 contro i 194 sì. E adesso il presidente, Emmanuel Macron, dovrà nominare il suo successore nei prossimi giorni, oltre a un «negoziatore» per arrivare a un accordo di interesse generale tra le forze repubblicane. Una novità in questa fase della storia francese: cercare un accordo ancora prima di scegliere un premier che sarebbe poi «il garante» di tale intesa. Sarebbe un accordo temporaneo, che darebbe vita successivamente a un «governo di scopo» la cui missione principale è quella di arrivare a un bilancio per il 2026.
Peter Goves, Head of Developed Market Debt Sovereign Research di Mfs Investment Management, parla di caos politico, ma nessuna vera sorpresa: gli spread Oat-Bund avevano già registrato un picco prima di questo evento. «Gli spread rimarranno probabilmente ampi, con episodi di copertura delle posizioni corte, l'instabilità politica è destinata a durare», prevede Goves. «La situazione è molto fluida e l'andamento degli eventi determinerà probabilmente l'andamento del mercato nei prossimi giorni. Finora la reazione del mercato è stata piuttosto contenuta, ma siamo consapevoli degli scioperi previsti per mercoledì e del potenziale rischio di un downgrade da parte delle agenzie di rating. Nel frattempo, la Francia deve ancora approvare il bilancio».
Nel frattempo, per quanto riguarda la guerra commerciale, l'accordo Ue-Usa sta passando dalla carta alla pratica con la riduzione delle tariffe doganali al 15% sulle automobili e sui ricambi dell'Ue a partire dal 1° agosto. Tariffe, invece, a 0% su aeromobili e ricambi, farmaci generici, alcuni prodotti chimici, risorse naturali, come ha annunciato su X il commissario Ue al Commercio, Maros Sefcovic.
Nel rapporto tra Stati Uniti ed Europa c'è il rapporto dollaro-euro che si sta sempre più svalutando. «Se arriva a 1,25 sarà molto difficile esportare negli Stati Uniti e questo sarà peggio dei dazi», ha avvertito l’8 settembre il ministro degli esteri, Antonio Tajani, «Forse la Bce deve intervenire ricominciando a ridurre il costo del denaro, visto che l'inflazione è al 2% lo si può fare anche comprando titoli di Stato in diversi Paesi per avere più liquidità e un euro meno forte», ha aggiunto. La moneta unica sale dello 0,09% a 1,1772 dollari in attesa alle 08:45 del dato sulla produzione industriale a luglio in Francia e alle 14:55 dell’indice settimanale Redbook.
Tra le materie prime, i prezzi dell’oro sono saliti a un nuovo massimo storico, consolidando i forti guadagni delle sessioni precedenti grazie alle crescenti scommesse su un taglio dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve la prossima settimana (i mercati scontano una probabilità del 92,4% per una riduzione di 25 punti base durante la riunione del 16-17 settembre) e a un dollaro più debole.
Anche i flussi verso l’oro come bene rifugio sono aumentati a fronte della nuova crisi politica in Francia. Anche l’incertezza politica in Giappone, dopo le dimissioni del primo ministro, Shigeru Ishiba, e le prospettive di ulteriori sanzioni statunitensi contro la Russia in seguito all’attacco del fine settimana di Mosca contro l’Ucraina, hanno contribuito a sostenere la domanda di metallo giallo. L’oro spot è salito a un nuovo massimo storico di 3.658,12 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro hanno toccato un picco di 3.698,07 dollari l’oncia.
Sul listino milanese attenzione a Mediobanca dopo che le adesioni all'offerta di Mps si sono attestate al 62% nell'ultimo giorno valido per aderire. Il ceo di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel, si prepara all’uscita prima del rinnovo dell’assemblea del 28 ottobre.
Mentre è stato sciolto l'accordo di consultazione tra i soci di Mediobanca. I partecipanti, portatori di 48.550.483 azioni dell’istituto di credito, pari al 5,97% del capitale, ne hanno «unanimemente» convenuto lo scioglimento, con efficacia dall'8 settembre. L'accordo di consultazione aveva preso, nel dicembre del 2018, il posto dello storico patto di sindacato di blocco.
Restando nel settore bancario focus su Banco Bpm, balzato l’8 settembre di quasi il 3% in scia alle speculazioni su una possibile integrazione con Crédit Agricole Italia, tornate a circolare con forza negli ambienti finanziari. Inoltre, JP Morgan ha alzato il target price su Unicredit da 70 a 80 euro (rating overweight).
Da monitorare poi Stellantis. Il presidente, John Elkann, ha chiuso la vertenza fiscale sull'eredità della famiglia Agnelli versando, insieme ai due fratelli, 183 milioni di euro all'Agenzia delle Entrate.
Quanto a Leonardo, Barclays ha avviato la copertura dell’azione con un rationg equal-weight e un target price a 51 euro.
E se Aeroporto di Bologna ha registrato un utile netto di 11,5 milioni di euro nel primo semestre del 2025, continua la procedura di squeeze-out sulle azioni Illimity. Termina il 12 settembre. Il delisting di Illimity da Piazza Affari, dopo l’opas di Banca Ifis, avverrà giovedì 19 settembre.
Infine, Casta Diva, società attiva nel settore dei contenuti digitali e dal vivo, ha presentato una proposta di acquisto del ramo di azienda attivo nel settore eventi di Prodea, società attualmente coinvolta in una procedura di composizione negoziata della crisi.
La proposta è subordinata ad alcune condizioni sospensive tra cui l’autorizzazione da parte del Tribunale di Torino alla possibile operazione nell'ambito della composizione negoziata di Prodea e l'approvazione dell’operazione da parte del cda di Casta Diva. (riproduzione riservata)