Nella giornata odierna il principale indice milanese ha aggiornato i massimi storici toccando i 51.240 punti, per poi chiudere a quota 50.262 con un rialzo dello 0,1%. A spingere il Ftse Mib è stato il comparto bancario sulla scia dell’opas lanciato da Intesa Sanpaolo (+0,9%) nei confronti di Monte dei Paschi di Siena (+2,6%), con la partecipazione di Unipol (+4,7%). Di qui i rialzi a catena per Mediobanca (+3%), Bper (+2,9%), Generali (+2%) e Banco Bpm (+1,5%). Nella seduta di oggi, il comparto ha messo a segno un progresso di quasi lo 0,9%.
Hanno chiuso invece in rosso Prysmian (-4,2%), Tenaris (-3%), Stellantis (-1,9%) e Avio (-1,86%). Ma il ribasso maggiore ha interessato StMicroelectronics (-5,94%), che ha accentuato le perdite con la virata in territorio negativo del Nasdaq (quasi al -2% alle 17:40). Spread Btp/Bund a 76 punti, con il rendimento del decennale al 3,8%.
Le piazze europee hanno terminato le contrattazioni in ordine sparso: il Dax ha perso lo 0,8%, il Ftse 100 lo 0,9%. Solo il Cac 40 ha guadagnato uno 0,85%.
In forte calo il petrolio, con i futures sul Brent a 91 dollari (-3,4%) e quelli sul Wti a 87,7$ (-3,9%). Il presidente Usa, Donald Trump, ha continuato a mostrare ottimismo su un possibile accordo con l’Iran. «Credo che siamo molto vicini a raggiungere un accordo molto, molto valido, solido e incisivo», ha affermato.
I mercati europei attendono la riunione della Bce di giovedì 11. Geoff Yu, strategist presso Bny, ha specificato che è prevedibile che Francoforte «aumenti i tassi al 2,25% per far fronte alle crescenti previsioni di inflazione, anche se riteniamo che i rischi per la crescita derivanti da una tale mossa forse vengano sottovalutati. Un tema chiave che la presidente Lagarde dovrà affrontare in conferenza stampa è se l’aumento sia di natura precauzionale o rappresenti l’inizio di un nuovo ciclo. Anche l’entità del disaccordo avrà un ruolo nelle eventuali variazioni dei prezzi di mercato per il resto dell’anno».
Alle 15:30 il Ftse Mib viaggia in rialzo di quasi due punti percentuali a quota 51.183, spinto dai rialzi generali del comparto bancario e assicurativo, con in testa Unipol (+5,9%), Bper (+4,3%), Poste Italiane (+4%) e Mediobanca (+4%). Unici lievi ribassi sulle utility: Eni (-0,3%), Tenaris (-0,3%) e Inwit (-0,07%). Spread Btp/Bund a 76 punti.
I mercati europei attendono la riunione della Bce di giovedì 11, in cui è molto probabile un rialzo dei tassi. Secondo Karsten Junius, chief economist di J. Safra Sarasin, «le prospettive oltre giugno» sono più incerte, ma è «molto improbabile che nella riunione di luglio si proceda a un aumento». In periodi di incertezza politica, certe decisioni, «vengono comunicate al meglio quando le previsioni economiche vengono aggiornate e supportano la decisione stessa. Questo sarebbe nuovamente il caso di settembre».
Prima di cambiare rotta, prosegue l’esperto, Francoforte deve aver chiaro se l’AI «stia trasformando anche il mercato del lavoro e se stia determinando salari più alti o più bassi. A nostro avviso, occorrerà attendere fino al 2028 prima che il tasso di inflazione scenda nuovamente al 2%».
Wall Street ha aperto la seduta in territorio positivo. Le vendite comparabili negli Stati Uniti, misurate dal Redbook, sono cresciute del 9,1% su base annua nella settimana terminata il 6 giugno, dopo un incremento del 9% nell'ottava precedente.
Con i futures Usa in rialzo (+0,42% quello sul Dow Jones e +0,51% quello sull’S&P500) e il rendimento del Treasury Usa in calo al 4,54% grazie ai timidi segnali di pace tra Stati Uniti e Iran, le borse europee restano in territorio positivo eccetto Londra (+0,36% il Dax, +0,79% il Cac40, -0,31% il Ftse100 e +1,83% a 51.124 punti l’indice Ftse Mib alle 14:40, ma sotto il massimo storico toccato nell’intraday a 51.240,25 punti con le banche in corsa grazie al risiko: Mps +3,88%, Mediobanca +4,21% Banco Bpm +3%, Intesa Sanpaolo +2,6%, Bper +4,2%, Unipol +5,3%; in rialzo di oltre il 2% Tim, Buzzi e Leonardo).
L’euro sale dello 0,37% a 1,1573 dollari dopo i dati macro Usa e nella settimana della Bce. Il deficit della bilancia commerciale negli Stati Uniti è calato più del previsto ad aprile: il disavanzo è sceso dell'1,2% su marzo a 55,9 miliardi di dollari contro attese per un dato a 56,1 miliardi. Rivisto il dato di marzo a 56,6 miliardi da 60,31 miliardi. Più in dettaglio, le esportazioni sono salite del 2,6% a 327,10 miliardi di dollari e le importazioni sono aumentate del 2% a 383 miliardi di dollari.
Alla riunione dell'11 giugno, Nadia Gharbi, senior economist di Pictet Wealth Management, si aspetta che la Banca Centrale Europea aumenti il tasso di riferimento di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,25%. Il consiglio direttivo inquadrerà probabilmente la mossa non come l'avvio di un ciclo di rialzi, bensì come una ricalibrazione volta a ribadire il proprio impegno per la stabilità dei prezzi.
I funzionari della Bce hanno preparato il terreno per un rialzo a giugno, per cui il focus della prossima settimana sarà sulla comunicazione, in particolare su eventuali indicazioni circa ciò che accadrà dopo la riunione di giugno.
«Ci aspettiamo che la Bce mantenga il proprio approccio riunione per riunione, data-dependant, evitando di impegnarsi in anticipo su qualsiasi azione successiva a giugno. Il tono complessivo rimarrà probabilmente hawkish, alla luce dei prezzi energetici ancora elevati e degli ultimi dati disponibili», aggiunge Nadia Gharbi. La presidente, Christine Lagarde, è tuttavia attesa a mantenere tutte le opzioni aperte per le riunioni successive.
«Un rialzo dei tassi assicurativo è diventato vicino al consenso, ma un ulteriore inasprimento porrebbe rischi maggiori a una crescita già debole e potrebbe incontrare resistenze da parte di alcuni membri più accomodanti del cosiglio direttivo, soprattutto in assenza di chiari segnali di effetti di secondo round», precisa la senior economist di Pictet Wealth Management.
Nel complesso, data l'incertezza legata al conflitto in Medio Oriente, Lagarde fornirà probabilmente poche indicazioni sulle prossime mosse, mantenendo tuttavia un tono hawkish. Va detto, conclude Nadia Gharbi, che la sorpresa al rialzo sull'inflazione core ha aumentato la probabilità che la Bce proceda con più di un rialzo, con il rischio conseguente di una reazione eccessiva.
Con i futures Usa positivi (+0,28% quello sul Dow Jones e +0,47% quello sull’S&P500 alle 13:10), i mercati azionari europei restano in rialzo (Dax +0,67%, Cac40 +0,99%, Ftse100 -0,23% e Ftse Mib +2% a 51.215 punti, dopo un nuovo massimo storico a 51.240,25 punti grazie alla spinta delle banche che beneficiano del nuovo consolidamento domestico. Mps sotto le avance di Intesa Sanpaolo, +2,84%, e Banco Bpm, +3%, segna un +3,15%, in evidenza pure Mediobanca con un +3,51%, Bper con un +4,68% e Unipol con un +5%).
L’euro sale dello 0,33% a 1,1569 dollari. Gli swap su indici overnight scontando un aumento del tasso sui depositi da parre della Bce di 25 punti base con una probabilità del 97%, il che significa che, dal punto di vista del mercato, l’aumento dei tassi è ormai dato per certo.
L'inflazione headline è salita al 3,2% su base annua a maggio, mentre quella core si è attestata al 2,5% su base annua. Il dato su base mensile è stato solo dello 0,1%, fornendo scarse indicazioni di significative pressioni inflazionistiche sottostanti. «I portavoce della Bce hanno assunto un tono hawkish nelle ultime settimane, con Schnabel che ha indicato potenziali aumenti fino al 4% entro la fine dell'anno. Prevediamo che il commento della Bce assumerà toni cautamente restrittivi, segnalando che ulteriori aumenti dei tassi potrebbero essere possibili, sebbene ciò debba dipendere dall'eventuale riapertura dello Stretto di Hormuz», afferma Peter Kinsella, Head of Investment Services UK di Union Bancaire Privée.
Kinsella osserva anche che gli investitori detengono una posizione lunga sull’euro di entità trascurabile e non prevede che la situazione cambi nel breve termine. Storicamente, ricorda, gli aumenti dei tassi da parte della Bce in periodi di shock dal lato dell’offerta hanno raramente determinato un apprezzamento dell’euro e, dato il significativo rallentamento della dinamica di crescita nell’Eurozona, non riteniamo che questa volta la situazione sarà diversa. Nel complesso, «prevediamo che sussistano rischi al ribasso per l’attuale fase di oscillazioni in un intervallo ristretto della coppia euro/dollaro», conclude Kinsella.
L’indice Ftse Mib accelera al rialzo sostenuto dalle banche in pieno risiko. Ha aggiornato il massimo storico a 51.206 punti e alle 11:40 sale dell’1,8% a 51.147 punti con Mps in rialzo del 3,19% in seguito all’opas lanciata da Intesa Sanpaolo (+2,86%). In spolvero anche Bper (+4,19%), Banco Bpm (+2,78%), a sua volta interessata al Monte, Unipol (+5,77%) e Mediobanca (+3,51%).
Lo spread Btp/Bund risale a 76,3 punti base in vista della riunione della Bce dell’11 giugno. «Dovrebbe diventare la quattordicesima banca centrale a inasprire la politica monetaria in risposta alle pressioni inflazionistiche alimentate dalle tensioni in Medio Oriente, portando il tasso di riferimento dal 2% al 2,25%», prevede Michele Sansone, Country Manager di iBanFirst Italia. «E il percorso potrebbe non fermarsi qui: i mercati monetari prezzano già almeno un ulteriore rialzo di pari entità entro la fine dell'anno, con settembre indicato come l'appuntamento più probabile».
La svolta restrittiva della Bce arriva, però, in un momento peculiare. L'economia dell'Eurozona sta perdendo slancio: il pil si è contratto nel primo trimestre e l'inflazione, pur risalita al 3,3% annuo a maggio, resta ben lontana sia dai picchi del 2022 sia dall'attuale livello registrato negli Stati Uniti, pari al 3,8%.
A differenza della spirale inflazionistica degli anni Settanta, esistono ragioni concrete per ritenere che l'attuale aumento dei prezzi possa avere natura prevalentemente temporanea, secondo Sansone. L'inflazione potrebbe raggiungere un picco estivo intorno al 3,7% per poi avviarsi gradualmente verso una fase di rientro.
A questo si aggiunge una possibile evoluzione geopolitica che potrebbe accelerare il processo di disinflazione. Un accordo, anche limitato, tra Washington e Teheran, accompagnato da una parziale riapertura dello Stretto di Hormuz, potrebbe tradursi in una rapida diminuzione dei prezzi dell'energia. In questo scenario, il petrolio (future sul Brent -2% a 92,28 dollari al barile il 9 giugno) potrebbe perdere tra il 20% e il 25% del proprio valore.
Significherebbe che la Bce ha reagito in modo eccessivo? Non necessariamente. «L'istituto potrebbe sostenere di aver agito in via preventiva per evitare effetti di secondo impatto, soprattutto nel settore dei servizi, dove le pressioni sui prezzi hanno mostrato segnali di rafforzamento negli ultimi mesi. Eppure», conclude Sansone, «osservando il quadro in prospettiva storica, le dinamiche inflazionistiche restano lontane da livelli particolarmente preoccupanti. Una giustificazione che potrebbe non convincere tutti gli osservatori, ma che offrirebbe comunque alla Bce una solida linea di difesa».
Grazie al risiko bancario a Piazza Affari l’indice Ftse Mib balza dell’1,66% a 51.065 punti, nuovo massimo storico, alle 10:15 con Mps in crescita del 2%, meglio Bper con un +4% e Unipol con un +6%.Inoltre guadagnano oltre due punti percentuali Banco Bpm, Poste Italiane, FinecoBank, Azimut, Banca Mediolanum, Intesa Sanpaolo, Unicredit e Italgas.
I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona si sono stabilizzati (il Btp 10 anni rende il 3,82% con lo spread con il Bund in calo a 75,9 punti base) grazie all’allentamento delle tensioni tra Israele e Iran. Gli investitori restano in attesa dell’annuncio di politica monetaria della Bce previsto per giovedì 11 giugno, quando Francoforte dovrebbe diventare la prima tra le principali banche centrali ad alzare i tassi da quando la guerra in medio Oriente ha innescato una crisi energetica alimentando le pressioni inflazionistiche.
Iran e Israele hanno dichiarato lo stop alle operazioni militari dopo l’appello del presidente statunitense, Donald Trump, che sta cercando di ottenere un accordo di pace in grado di ripristinare il flusso delle forniture di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Una riapertura del canale potrebbe attenuare le preoccupazioni sulle forniture energetiche e ridurre le aspettative di una stretta monetaria da parte delle principali banche centrali.
La Bce dovrebbe aumentare di 25 punti base il tasso sui depositi al 2,25%. I futures sul mercato monetario incorporano 68 punti base di rialzi entro la fine dell’anno, il che implica un ulteriore aumento di un quarto di punto e una probabilità superiore al 70% di un terzo incremento.
«La comunicazione della Bce della scorsa settimana ha rafforzato il messaggio che un rialzo dei tassi è in arrivo», sostiene il team di Algebris Investments, società di gestione del risparmio globale. «La questione centrale riguarda ormai più le tempistiche che la direzione. I verbali della riunione di aprile hanno evidenziato un tono hawkish dominante nella discussione, con i policymaker ancora preoccupati per il rischio di effetti di secondo impatto. Sembra consolidarsi un ampio consenso intorno a un rialzo a giugno, ormai diventato lo scenario di base per il mercato, con una probabilità prezzata di circa il 90%».
La credibilità resta un punto centrale per la Bce, anche se gli effetti di secondo impatto non si stanno ancora manifestando in modo evidente. «Le stime preliminari sull’inflazione non hanno sorpreso al rialzo e, in particolare, l’aumento dei prezzi dei beni alimentari non mostra ancora segnali di una nuova accelerazione», aggiunge il team di Algebris Investments. «Oltre giugno, il quadro si fa più incerto. I mercati prezzano poco più di un ulteriore rialzo entro fine anno, con settembre indicato come la finestra più probabile. Ciò suggerisce che, pur essendo vicina a un nuovo rialzo, la Bce mantiene un’asticella più elevata per un ciclo di inasprimento più prolungato».
Borse europee caute in avvio di seduta, tranne Milano grazie al consolidamento nel settore bancario. (Dax -0,19%, Cac40 -0,29%, Ftse100 -0,44% e Ftse Mib +0,45% a 50.431 punti). Sullo sfondo resta l’attenzione per il cessate il fuoco tra Iran e Israele, che contribuisce a ridurre la pressione sui mercati energetici (future sul Brent -1% a 93,27 dollari al barile) e sulla volatilità globale.
Stati Uniti e Iran hanno confermato che i negoziati proseguono, anche se il quadro resta fragile dopo gli scontri nello Stretto di Hormuz e le operazioni militari israeliane in Libano. Gli operatori continuano comunque a scommettere su un accordo diplomatico finale, nonostante le divergenze ancora aperte. I futures statunitensi si muovono in rialzo dopo la debolezza registrata dal comparto tecnologico nella seduta precedente. I contratti sullo S&P 500 avanzano dello 0,28% rispetto alla chiusura precedente, mentre il mercato continua a monitorare il comparto semiconduttori dopo il forte sell-off delle ultime sedute.
Lo spread Btp/Bund è stabile a 76 punti base e sul mercato valutario l’euro sale dello 0,12% contro il dollaro a quota 1,1544. La produzione industriale della Germania è aumentata dello 0,4% su base mensile ad aprile, dopo il calo rivisto dello 0,1% del mese precedente, secondo i dati provvisori dell'Ufficio federale di statistica. Il dato è in linea al consenso degli economisti. Su base annua, è risultata inferiore dello 0,5%, rispetto al precedente calo rivisto del 3,4%.
Quanto al surplus commerciale tedesco si è attestato a 14,5 miliardi di euro ad aprile, in calo rispetto ai 14,7 miliardi rivisti del mese precedente. Il dato ha deluso il consenso degli economisti che si aspettavano un avanzo di 15,4 miliardi di euro. In particolare, le esportazioni sono aumentate dello 0,9% su base mensile, rispetto all'incremento dello 0,3% rivisto di marzo e contro la previsione di un calo dello 0,3%. Invece, le importazioni mensili sono cresciute dell'1,2%, contro l'aumento del 4,5% rivisto del periodo precedente.
Sul listino milanese Mps spunta un +1,33% a 10,23 euro dopo che il cda della banca senese ha avviato le valutazioni preliminari delle due proposte di aggregazione di Banco Bpm (+1,91% a 13,57 euro) e Intesa Sanpaolo (+0,84% a 5,64euro). La banca senese ha precisato che le attività di integrazione di Mediobanca (+1,61% a 24,6 euro) procedono «in linea con quanto annunciato». Il titolo Mps ha chiuso la seduta dell’8 giugno in rialzo di quasi il 13% allineandosi al premio offerto nell'offerta di Intesa Sanpaolo. Il governo italiano assumerà una posizione neutrale riguardo alle mosse di m&a. In evidenza pure Bper (+3,54% a 12,70 euro) e Unipol (+3,85% a 22,66 euro).
Nel settore della difesa è da monitorare Leonardo (stabile a 51,43 euro) dopo che il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, e il presidente francese, Emmanuel Macron, hanno concluso che le aziende coinvolte nella realizzazione di un caccia comune non sono in grado di raggiungere un accordo, secondo quanto hanno riferito a Reuters alcuni funzionari del governo tedesco.
Invece Stellantis flette dello 0,88% a 6,096 euro dopo aver annunciato di aver avviato il richiamo di oltre 1,3 milioni di suv e pick-up Jeep in tutto il mondo a causa del rischio di incendi, esortando i proprietari a parcheggiare i veicoli all’aperto, lontano da edifici o altri mezzi, in attesa che venga effettuata la riparazione. Il richiamo interessa i modelli Jeep Wrangler e Jeep Gladiator prodotti tra il 2021 e il 2025, a causa di un difetto nel collegamento elettrico del cablaggio della pompa del servosterzo elettroidraulico.
Tra l’altro Citi ha limato il target price su Stellantis da 7,5 a 7,2 euro, ribadendo il rating neutral. Su Campari (-0,65% a 5,48 euro) è intervenuta Morgan Stanley tagliando il target price da 6,6 a 6,1 euro (rating equal weight) e su Italgas (+2,30% a 10,46 euro) sempre Citi alzando il rating da neutral a buy e il target price da 10 a 11,6 euro.
Infine, Alfonsino, società specializzata nel servizio di food Order & Delivery per i centri italiani di piccole e medie dimensioni e quotata all’Egm, ha fatto sapere di avere avviato l'attività commerciale del servizio di prenotazione tavoli su scala nazionale e di avere sottoscritto un accordo con Yo Agents, hub commerciale e sales community italiana nata per collegare le aziende con una rete di oltre 2.000 agenti di commercio e ambassador distribuiti sul territorio.
L'accordo è finalizzato a supportare lo sviluppo commerciale del servizio di prenotazione tavoli attraverso una rete diffusa di professionisti, con l'obiettivo di accelerare il processo di acquisizione e on-boarding dei partner aderenti all'iniziativa nelle principali città italiane.
Borse europee attese in calo (-0,25% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta anche se i prezzi del petrolio scendono dopo che Israele e l’Iran hanno detto che avrebbero sospeso gli attacchi reciproci, per ora. I futures sugli indici di Wall Street registrano un leggero rialzo (+0,13% quello sul Dow Jones e +0,26% quello sull’S&P500).
I rendimenti dei titoli di Stato più elevati continuano a mettere alla prova le valutazioni azionarie già tese, con il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz ancora fortemente limitato. Comunque, il future sul petrolio Brent cede l’1% a 93,29 dollari al barile, dopo aver toccato i 98 dollari durante la notte, mentre il greggio statunitense Wti scende dell'1,3% a 90,10 dollari al barile. L'oro resta pressoché invariato a 4.331 dollari l'oncia, dopo aver toccato lunedì il minimo degli ultimi sei mesi a 4.268,39 dollari.
L'euro si attesta a 1,1544 dollari (+0,12%), dopo aver toccato durante la notte il minimo delle ultime nove settimane a 1,15 dollari, mentre la sterlina risale dal minimo di tre settimane a 1,3347 dollari. Alle 8 escono i dati sulla produzione industriale e sulla bilancia commerciale ad aprile della Germania. stesso dato ma alle 14:30 per gli Stati Uniti. Alle 14:55 tocca all’indice settimanale Redbook e alle 16 al dato sulle vendite di case esistenti a maggio. Alle 18:30 parla la presidente della Bce, Christine Lagarde.
Sul listino milanese attenzione a Mps il cui cda ha avviato le valutazioni preliminari delle due proposte di aggregazione di Banco Bpm e Intesa Sanpaolo. La banca senese ha precisato che le attività di integrazione di Mediobanca procedono «in linea con quanto annunciato». Il titolo Mps ha chiuso la seduta dell’8 giugno in rialzo di quasi il 13% allineandosi al premio offerto nell'offerta di Intesa Sanpaolo. Il governo italiano assumerà una posizione neutrale riguardo alle mosse di m&a.
Nel settore della difesa è da monitorare Leonardo dopo che il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, e il presidente francese, Emmanuel Macron, hanno concluso che le aziende coinvolte nella realizzazione di un caccia comune non sono in grado di raggiungere un accordo, secondo quanto hanno riferito a Reuters alcuni funzionari del governo tedesco.
Invece Stellantis ha annunciato di aver avviato il richiamo di oltre 1,3 milioni di suv e pick-up Jeep in tutto il mondo a causa del rischio di incendi, esortando i proprietari a parcheggiare i veicoli all’aperto, lontano da edifici o altri mezzi, in attesa che venga effettuata la riparazione. Il richiamo interessa i modelli Jeep Wrangler e Jeep Gladiator prodotti tra il 2021 e il 2025, a causa di un difetto nel collegamento elettrico del cablaggio della pompa del servosterzo elettroidraulico.
Tra l’altro Citi ha limato il target price su Stellantis da 7,5 a 7,2 euro, ribadendo il rating neutral. Su Campari è intervenuta Morgan Stanley tagliando il target price da 6,6 a 6,1 euro (rating equal weight) e su Italgas sempre Citi alzando il rating da neutral a buy e il target price da 10 a 11,6 euro.
Infine, Alfonsino, società specializzata nel servizio di food Order & Delivery per i centri italiani di piccole e medie dimensioni e quotata all’Egm, ha fatto sapere di avere avviato l'attività commerciale del servizio di prenotazione tavoli su scala nazionale e di avere sottoscritto un accordo con Yo Agents, hub commerciale e sales community italiana nata per collegare le aziende con una rete di oltre 2.000 agenti di commercio e ambassador distribuiti sul territorio.
L'accordo è finalizzato a supportare lo sviluppo commerciale del servizio di prenotazione tavoli attraverso una rete diffusa di professionisti, con l'obiettivo di accelerare il processo di acquisizione e on-boarding dei partner aderenti all'iniziativa nelle principali città italiane. (riproduzione riservata)