skin track
Vai al VideoCenter

Borse, lunedi nero per l'Europa: Francoforte sprofonda. Milano -6%: molti titoli non aprono

Mercati Azionari Leggi dopo

Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in netto rosso (-5,2%), Fed pronta a riunirsi. A Milano non si salva nessuna blue chip | IL VIDEO

07 aprile 2025, 07:23 Ultimo aggiornamento: 21:58

Il consigliere economico della Casa Bianca, Kevin Hassett, minimizza i timori per i dazi. Wall Street volatile. Il rendimento del Btp 10 anni risale al 3,8% | Dazi, riunione d’emergenza della Fed. Verso un taglio dei tassi?

  • Ore 16:30 Riunione d’emergenza della Fed, borse volatili
  • Ore 15 A Milano in rosso tutte le blue chip. In Europa bruciati 890 miliardi
  • Ore 13:30 Panic-selling sul Ftse Mib: balzano spread e Cds Italia
  • Ore 12:30 Il Ftse Mib perde il 4,5% con Stellantis e i titoli del lusso, lo spread vola a 125
  • Ore 11:15 Il Ftse Mib resta sotto shock: -6% con tutte le blue chip in rosso. Si salva solo l’euro
  • Ore 10:00 Il Ftse Mib crolla per il terzo giorno consecutivo. Lo spread balza a 127
  • Ore 09:05 Ftse Mib in picchiata: -6% con le banche. Crolla la produzione industriale in Germania anche prima dei dazi Usa
  • Ore 07:30 Europa attesa in profondo rosso. Goldman Sachs alza la probabilità di recessione in Usa al 45%

Il Ftse Mib chiude a 32.853 punti, in calo del 5,2%, al termine di una seduta nervosa e caratterizzata da estrema volatilità sui mercati. La notizia di una riunione d'emergenza della Federal Reserve, in programma alle 17:30 (ora locale), e di una possibile sospensione dei dazi di 90 giorni – smentita dalla Casa Bianca – avevano dato speranza alle borse, riportando in rialzo alcuni titoli. Tuttavia, al termine delle contrattazioni a Piazza Affari nessuna blue chip resta sopra la parità. La peggiore è Recordati che cede l’8,5% come A2a. Seguono Eni (-7,7%) ed Enel (-7,6%). Accelera lo spread Btp/Bund che ha toccato i 127 punti nel corso della seduta.

Chiudono con perdite pesanti anche le altre borse europee: Parigi lascia sul terreno il 4,8%, Francoforte il 3,4% e Madrid il 4%. Più contenuti i ribassi a New York, dove gli indici americani – dopo una partenza in netto rosso – viaggiano con cali intorno all'1%. 

Ore 16:30 Riunione d’emergenza della Fed, borse volatili

Il Ftse Mib – con Wall Street molto volatile ma più vicina alla parità - riduce le perdite a 34.194 punti (-3% circa) in scia alla notizia che la Federal Reserve terrà una riunione di emergenza alle 17:30 (ora italiana). Numerosi i titoli che hanno ridotto drasticamente le perdite o virato al rialzo, in primis le banche con Banco Bpm e Unicredit. Tentano il rimbalzo anche Stm (+1%), Stellantis e Buzzi. 

Ore 15:45 Lunedì nero per le borse, a Milano tutte le blue chip in rosso. Bruciati quasi 900 miliardi in Europa

Il «panic selling» travolge anche le borse americane che aprono in profondo rosso, come i listini europei. A New York il Dow Jones parte con un ribasso del 2,9%, l’S&P 500 del 3,4% e il Nasdaq del 3,9%. Sale, invece, verso i 50 punti il Vix, l’indice che misura paura e volatilità a Wall Street. 

Con questi numeri, che si sommano alle pesanti perdite della prima settimana di aprile 2025, le borse statunitensi si avvicinano al mercato orso. L’S&P 500, ad esempio, ha ceduto il 20% dai massimi toccati a febbraio. 

In Europa il Ftse Mib viaggia in calo del 6%, intorno ai 32.553 punti. Tra le blue chip nessuna scambia sopra la parità. Le peggiori sono A2a (-8,5%), Recordati (-8,1%) ed Eni (-8%). Scatta lo spread Btp/Bund che supera i 126 punti. Stesso copione sugli altri mercati europei: Parigi perde il 5,2%, Francoforte il 5,4%, Londra il 4,8% e Madrid il 5,8%. 

Ore 15 A Milano in rosso tutte le blue chip. In Europa bruciati 890 miliardi

Prosegue il sell-off sui mercati azionari europei a causa dei timori di recessione per i dazi statunitensi. Francoforte lascia sul terreno il 4%, Parigi il 3,87%, Londra il 3,89% e Milano il 4,87% a 32.961 punti alle 15:00 con tutte le blue chip in rosso, persino le utilities più difensive: A2A è la peggiore, perde il 7,5%. Finora sono stati bruciati 890 miliardi di euro in tutta Europa. Il consigliere economico della Casa Bianca, Kevin Hassett, ha minimizzato i timori per i dazi, affermando che il presidente degli Stati Uniti ha parlato con i leader mondiali per tutto il fine settimana e che ascolterà le proposte di grandi accordi. «Sta raddoppiando su qualcosa che sa che funziona, e continuerà a farlo», ha detto Hassett a Fox News. «Ma ascolterà anche i nostri partner commerciali e se ci proporranno accordi davvero vantaggiosi per l'industria manifatturiera e gli agricoltori americani, sono sicuro che li ascolterà». Per i timori di recessione lo spread Btp/Bund resta elevato a 125 punti base, mentre il rendimento del Btp 10 anni risale al 3,8%.

Ore 13:30 Panic-selling sul Ftse Mib: balzano spread e Cds Italia

I listini europei restano nella morsa delle vendite. Anche Milano (Ftse Mib -5,6% a 32.687 punti alle 13:30). L’euro avanza dello 0,18% a 1,095 dollari, lo spread Btp/Bund sale a 127,5 punti base, i credit default swaps a cinque anni dell'Italia a 58 punti base e l’indice Vix della paura del 4% a 47. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha avuto una telefonata con i rappresentanti dell'industria metallurgica, mentre più tardi si rivolgerà a quelli del settore auto per discutere di contromisure ai dazi statunitensi, oltre alla risposta in arrivo da Bruxelles ai dazi sull'acciaio annunciati in precedenza da Washington, che sarà votata nel corso della settimana. Domani, 8 aprile, è previsto un terzo incontro con l'industria farmaceutica europea. Si temono dazi Usa anche per questo settore come già preannunciato da Trump e Recordati lascia sul campo il 7,48% e Diasorin il 3,11%. Le vendite non risparmiano neppure le più difensive utilities.

Ore 12:30 Il Ftse Mib perde il 4,5% con Stellantis e i titoli del lusso, lo spread vola a 125

L’indice Ftse Mib lima leggermente le perdite. Ora flette del 4,5% a 33.091 punti (minimo intraday a 31.945 punti, livello di agosto 2024) con i titoli del lusso e Stellantis che perdono in media il 6%. Subito dietro A2A, Eni, Intesa Sanpaolo e Mediobanca con un -5%. Con gli investitori spaventati dalla guerra commerciale, mentre aumenta la probabilità di un taglio dei tassi da parte della Bce (al 90% un taglio dei tassi di 25 punti base la prossima settimana), lo spread Btp/Bund balza a 125,2 punti base, il livello più alto da fine novembre. Anche i credit default swaps a cinque anni dell'Italia salgono a 70 punti base. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha suggerito che l'Unione Europea potrebbe posticipare l'entrata in vigore dei primi contro-dazi nei confronti degli Stati Uniti al 30 aprile dal 15 aprile. «Si può magari pensare a un rinvio al 30 ma certamente non è che noi ci opponiamo ai dazi. Vediamo se si può rinviare di qualche settimana in modo che ci sia più tempo per il dialogo», ha detto Tajani prima della riunione dei ministri Ue.

Ore 11:15 Il Ftse Mib resta sotto shock: -6% con tutte le blue chip in rosso. Si salva solo l’euro

Con i futures statunitensi che perdono oltre il 3,5% a causa della scossa dei dazi di Trump, i mercati azionari europei restano sotto pressione. Francoforte perde il 6%, Londra il 4,57%, Parigi il 6,11% a e Milano il 6,40% a 32.430 punti alle 11:15 con tutte le blue chip in rosso: le banche e i titoli del lusso come Moncler perdono in media oltre l’8%, gli industriali, come Stm e Stellantis, oltre il 5%. Si salva solo l’euro, in rialzo dello 0,32% a 1,097 dollari. A febbraio il volume destagionalizzato del commercio al dettaglio è aumentato dello 0,3% nell'area dell'euro e dello 0,2% nell'Ue. Su base annua l'indice delle vendite al dettaglio corretto per il calendario è aumentato del 2,3% nell'area dell'euro e del 2% nell'Ue.

Clima di incertezza prima e di paura poi

«I dazi doganali imposti da Donald Trump ai partner commerciali degli Stati Uniti hanno diffuso nel mondo un clima di incertezza prima e di paura poi, al quale gli investitori hanno reagito con vendite di entità straordinaria, senza precedenti negli ultimi cinque anni», sottolinea Mario Unali, head of Investment Advisory di Kairos. «A causare una reazione così scomposta da parte di azioni, materie prime e dello stesso dollaro – bene rifugio per eccellenza – non è stato dunque l’annuncio di una politica commerciale diversa rispetto alla precedente amministrazione, bensì l’entità smisurata delle imposizioni tariffarie e l’apparente volontà di perseguire a ogni costo l’obiettivo di maggiori entrate fiscali in arrivo dal resto del mondo».

Imponendo tariffe tanto pesanti sul resto del mondo, Trump rischia di dare il via a una guerra globale dei dazi che ha già visto la Cina annunciare ritorsioni e che potrebbe portare, salvo un cambio di direzione, a un doloroso rallentamento dell’economia globale. È dunque possibile, a questo punto, immaginare un’inversione di rotta? «Le combattive dichiarazioni di Trump sembrano non andare per ora in questa direzione, ma il presidente americano ha abituato a colpi di scena e mutamenti improvvisi di opinione, in politica economica così come nella gestione degli affari internazionali», prosegue Unali. «Occorre, dunque, rimanere vigili circa gli sviluppi dell’immediato futuro: la Casa Bianca è attenta, anche se non lo dichiara, all’andamento dei mercati e a quello dell’economia reale, e si sta avvicinando alla soglia del dolore oltre la quale i ribassi delle borse, in cui sono investiti i risparmi e le pensioni degli elettori, rischiano di erodere il consenso di cittadini e parlamentari per il presidente in carica».

Ore 10:00 Il Ftse Mib crolla per il terzo giorno consecutivo. Lo spread balza a 127

È una vera e propria ecatombe. I principali indici azionari europei continuano a crollare mentre il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non ha mostrato alcun segno di arretramento rispetto ai suoi piani tariffari. Con il rischio di recessione in aumento la Fed potrebbe tagliare i tassi di interesse già a maggio.

L’indice Ftse Mib crolla per il terzo giorno consecutivo (-3,6% il 3 aprile e -6,5% il 4 aprile) del 6,24% a 32.468 punti, sui minimi del 14 agosto 2024, con Banca Mediolanum, Bper Banca, Popolare di Sondrio, Unipol e Leonardo ancora sospese con un calo teorico di oltre il 7%. Le uniche azioni che perdono meno sono le utilities e Diasorin. Lo spread Btp/Bund balza a 127 punti base e il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,75% (al 3,94% quello del Treasury Usa 10 anni). 

Fed vista tagliare i tassi già a maggio
 

«Quel che conta è rilevare i fatti, che ad oggi, vedono una tariffa generale del 10% nei confronti di ciascun Paese del mondo, in aggiunta ad una tariffa del 25% per i produttori di auto che esportano negli Usa, più tutta una serie di tariffe reciproche al 50%, il che significa che se un Paese applica su un determinato bene, un dazio del 20%, gli Usa, su quel medesimo bene importato da quel Paese, applicheranno un dazio del 10%», afferma Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades.

Possibile fuga di capitali dagli Usa e dal dollaro

A prima vista una dirompente applicazione di sanzioni verso chi in questi anni, avrebbe approfittato del silenzio assenso degli Usa, in assenza di qualsiasi protesta. «E così gli elettori Usa hanno scelto un uomo di rottura, che ha promesso la riduzione del deficit commerciale, e del debito pubblico, due spine nel fianco insostenibili nel medio termine, come peraltro hanno più volte ribadito i funzionari della Fed», continua Berlinzani. Certamente la Fed potrebbe tagliare il costo del denaro, ma potrebbero anche esserci una fuga di capitali dagli Usa e dal dollaro, non possiamo escluderlo a priori. Per ultimo, uno sguardo al vero obiettivo, secondo noi di Trump, che vuole reciprocità e dollaro debole, per aggiustare un deficit commerciale fuori controllo. Ci riuscirà?».

Ore 09:05 Ftse Mib in picchiata: -6% con le banche. Crolla la produzione industriale in Germania anche prima dei dazi Usa

È di nuovo panic selling sulle borse europee a causa dei dazi dell’amministrazione Trump. Il Dax perde il 7,3%, il Cac40 il 2,12%, il Ftse100 il 4,44% e il Ftse Mib il 6,42% a 34.358 punti con molti titoli, in particolare le banche, sospesi per scostamento di ribasso con perdite oltre il 10%. L'Unione Europea è pronta a difendersi con contromisure proporzionate e lavorerà con i partner a questo scopo, come ha detto il 6 aprile la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, dopo una telefonata con il primo ministro britannico, Keir Starmer, che incontrerà a Londra il 24 aprile.

Incontro a breve tra Meloni e Trump
 

La premier Giorgia Meloni, in un video messaggio al congresso della Lega, si è detta pronta a sostenere le imprese danneggiate dai dazi imposti da Trump. Secondo i media la presidente del Consiglio dovrebbe incontrare il presidente statunitense, Donald Trump, a Washington nella settimana del 14 aprile. Intanto il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, da Cernobbio ha messo in guardia dall'imposizione di contro-dazi, dicendo che l'Italia punta a una «de-escalation» con gli Usa e ha chiesto all'Ue di consentire agli Stati membri di aumentare la spesa senza violare le regole di bilancio del blocco.

In Germania la produzione industriale a febbraio è andata peggio del previsto
 

L’euro resta in rialzo sul dollaro (+0,59% a 1,100) anche se in Germania la produzione industriale a febbraio è andata peggio del previsto, registrando una flessione congiunturale dell'1,3% rispetto ad attese per un calo dello 0,8%, dopo il +2% del mese precedente. L'export tedesco nello stesso mese è salito dell'1,8% (attese +1,5%) dopo un -2,5%. Dati che non scontano ancora i dazi imposti da Trump.

Lo spread sale a 119, le aste attese

Lo spread Btp/Bund sale a 119 punti base dopo che Fitch ha lasciato il rating dell'Italia invariato a BBB con un outlook positivo. La scorsa settimana il differenziale di rendimento Italia/Germania ha toccato una punta a 124 punti base, il massimo da metà gennaio. Per il primario europeo si apre una settimana in cui l'offerta è calcolata da Ifr intorno ai 22 miliardi di euro dopo i 27,2 miliardi della scorsa. Secondo Commerzbank potrebbero attivarsi sul segmento decennale Italia, Portogallo, Finlandia e forse anche Belgio. In serata il Tesoro comunica i dettagli relativi all'asta del Bot annuale in programma giovedì. L’8 aprile è, invece, atteso l'annuncio sul collocamento a medio-lungo di venerdì 11 aprile.

Blue chip milanesi quasi tutte sospese con le banche in caduta libera oltre -10%

Sul listino milanese Unicredit è sospeso con un teorico -10,86% Secondo gli ultimi aggiornamento Consob sulle partecipazioni rilevanti, al primo aprile Unicredit deteneva diritti di voto sul 5,266% di Generali (-4,96% teorico) dal 4,09% della precedente comunicazione.

Institutional Shareholder Services (ISS), società leader nella consulenza in materia di governance, ha raccomandato agli investitori di Generali di votare per affidare all'amministratore delegato Philippe Donnet un altro mandato in occasione dell'assemblea generale del 24 aprile.

Mentre alla scadenza per le adesioni all'opa lanciata da Banco Bpm (-14,4% teorico) su Anima (-4,21% a 6,48 euro), l'istituto di Piazza Meda ha superato la soglia dei due terzi del capitale della Sgr indicata per l'efficacia dell'offerta, arrivando a detenere circa il 90% del capitale. Sono state apportate all'opa oltre 221 milioni di azioni Anima, pari all'87,12% delle azioni oggetto dell'offerta e al 67,98% del capitale complessivo della società.

Quanto a Nexi (-7,6% teorico) Moody's ha confermato i rating long term corporate family a Ba1 e quello probability of default a Ba1-PD, migliorando l'outlook da stabile a positivo.

La sfida al titolo attesa dalla Ferrari (-5,8% teorico) non si è concretizzata ancora una volta al Gran Premio del Giappone, con Charles Leclerc che ha concluso al quarto posto, Lewis Hamilton al settimo ed entrambi i piloti che si sono lamentati delle prestazioni della vettura.

Nel caso di Enel (-6,71% a 6,92 euro) si segnala che Citi ha tagliato il rating da buy a neutral (target price a 7,40 euro), invece Berenberg ha tagliato il target price su El.En da 13 a 11 euro (rating buy). Infine, ProSiebenSat.1 ha scelto gli advisor, tra cui Morgan Stanley, per difendersi dall'offerta lanciata dal gruppo italiano, Mfe.

Ore 07:30 Europa attesa in profondo rosso. Goldman Sachs alza la probabilità di recessione in Usa al 45%

Borse europee attese in netto calo in avvio di seduta. Il futures sull’Eurostoxx50 cade del 3,95% in scia alle borse asiatiche, crollate ulteriormente a causa dell’escalation della guerra commerciale globale innescata dall’annuncio di dazi generalizzati da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, la scorsa settimana. Un sell-off generalizzato che ha fatto seguito alla sessione disastrosa a Wall Street di venerdì 4 aprile.

Si teme un lunedì nero, come quello del 1987

Anche i futures sugli indici azionari statunitensi scendono (-2,58% quello sul Dow Jones e -3,29% quello sull’S&P500), alimentando i timori che i mercati possano assistere a un altro lunedì nero, come quello del 1987 quando i mercati di tutto il mondo crollarono. I dazi annunciati da Donald Trump il 2 aprile includono un'imposta generale del 10% su tutte le importazioni, insieme a tariffe più elevate, fino al 49%, su alcune nazioni. La Cina si trova ora a dover affrontare dazi combinati del 54%, considerando anche quelli già esistenti del 20%. Pechino ha già risposto con una tariffa del 34% su un’ampia gamma di importazioni statunitensi, tra cui prodotti agricoli, materie prime e componenti tecnologici chiave.

Trump: «una cura» destinata a curare i mali dell'economia americana

Nel frattempo, il presidente Trump ha dichiarato domenica 6 aprile che i suoi nuovi dazi sono l’unico modo per risolvere i grandi disavanzi commerciali con la Cina e l’Unione Europea, affermando che le tariffe resteranno in vigore. Il tycoon ha minimizzato il panico sui mercati azionari, paragonandoli a «una cura» destinata a curare i mali dell'economia americana. «A volte è necessario assumere farmaci per curarsi», ha detto il presidente statunitense ai giornalisti a bordo dell'aereo presidenziale Air Force One. «Cosa succederà ai mercati non sono in grado di dirlo. Ma il nostro Paese è molto più forte», ha aggiunto, sostenendo di aver parlato con molti europei, asiatici, in tutto il mondo. «Stanno morendo dalla voglia di fare un accordo» sui dazi

Goldman Sachs alza la probabilità di recessione in Usa al 45%
 

L’euro sale dello 0,48% a 1,099 dollari in attesa alle 8 del dato sulla produzione industriale a febbraio in Germania (precedente: +2% mese su mese) e della bilancia commerciale a febbraio (precedente: 16 miliardi di euro). Mentre alle 11 tocca alle vendite al dettaglio a febbraio dell’Eurozona (precedente: -0,3% mese su mese). Il bitcoin si è unito ai ribassi, scende del 7,3% a 77.290 dollari. Era salito sopra quota 100.000 dollari poco dopo l'elezione di Trump, nella speranza che avrebbe contribuito ad aumentare il supporto alle criptovalute. Ora gli analisti di Goldman Sachs prevedono una probabilità ancora maggiore di una recessione negli Stati Uniti nel 2025. Infatti, hanno aumentato le probabilità di una recessione nel 2025 al 45%, rispetto al 35% della settimana precedente.

Per gli esperti di Goldman Sachs «un brusco irrigidimento delle condizioni finanziarie, boicottaggi da parte dei consumatori stranieri e un continuo aumento dell’incertezza politica, che probabilmente deprimerà gli investimenti in conto capitale più di quanto avevamo precedentemente ipotizzato, sono i fattori che ci hanno spinto a stimare una maggior probabilità di recessione». La banca d’investimento ha anche avvertito che l’attuale previsione presuppone che molti dei dazi di Trump, che entreranno in vigore il 9 aprile, non vengano effettivamente applicati. Se, invece, venissero imposti, gli analisti di Goldman Sachs prevedono di modificare la loro stima, con una recessione negli Stati Uniti entro il quarto trimestre.

Ora si aspettano per il quarto trimestre del 2025 un pil pari allo 0,5%, inferiore rispetto alle previsioni precedenti. L’aumento dei timori di una recessione potrebbe spingere la Fed a tagliare i tassi di interesse prima del previsto e con margini più ampi. Gli esperti si attendono tre tagli consecutivi precauzionali di 25 punti base a partire da giugno, portando i tassi Usa al 3,5%-3,75%. Ma in uno scenario di recessione, Goldman Sachs prevede che la Fed possa ridurre i tassi di circa 200 punti base nel corso del prossimo anno. Il presidente della Fed, Jerome Powell, ha dichiarato venerdì 4 aprile che i nuovi dazi di Trump sono più consistenti del previsto e che le ricadute economiche, inclusi un aumento dell’inflazione e una crescita più lenta, probabilmente saranno altrettanto rilevanti.

Il prezzo del Brent va sotto 65 dollari post decisione Opec+

Un’eventuale recessione ridurrebbe la domanda di greggio e i prezzi del petrolio continuano a scendere, prolungando le perdite della scorsa settimana. I future sul Brent calano del 2,3%, a 64,07 dollari al barile, mentre i future sul greggio statunitense Wti dello 2,32% a 60,54 dollari. Il petrolio è crollato del 7% venerdì, dopo che la Cina ha aumentato i dazi sui beni statunitensi, intensificando una guerra commerciale che ha spinto gli investitori a considerare più probabile una recessione. La scorsa settimana, il Brent ha perso il 10,9%, mentre il Wti è sceso del 10,6%. «È difficile vedere un punto di stabilizzazione per il greggio a meno che il panico sui mercati non si attenui e questo sarà difficile finché Trump non dirà qualcosa che possa fermare i timori dilaganti su una guerra commerciale globale e una recessione», sottolinea Vandana Hari, fondatrice della società di analisi del mercato petrolifero Vanda Insights.

A peggiorare ulteriormente la situazione, l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio e i suoi alleati (Opec+) hanno deciso di anticipare i piani per aumentare la produzione. Il gruppo punta ora a riportare sul mercato 411.000 barili al giorno a maggio, rispetto ai 135.000 barili al giorno precedentemente previsti. «Questo potenziale afflusso di offerta, che annulla i tagli mantenuti negli ultimi due anni, rappresenta un importante cambiamento nella dinamica di mercato e costituisce un notevole ostacolo per i prezzi», commenta Sugandha Sachdeva, esperta della società di ricerca SS WealthStreet.

A Milano occhio a Unicredit, Banco Bpm, Anima, Generali, Nexi, Ferrari, Mfe


Sul listino milanese attenzione a Unicredit. Secondo gli ultimi aggiornamento Consob sulle partecipazioni rilevanti, al primo aprile Unicredit deteneva diritti di voto sul 5,266% di Generali dal 4,09% della precedente comunicazione.

Institutional Shareholder Services (ISS), società leader nella consulenza in materia di governance, ha raccomandato agli investitori di Generali di votare per affidare all'amministratore delegato Philippe Donnet un altro mandato in occasione dell'assemblea generale del 24 aprile .

Mentre alla scadenza per le adesioni all'opa lanciata da Banco Bpm su Anima, l'istituto di Piazza Meda ha superato la soglia dei due terzi del capitale della Sgr indicata per l'efficacia dell'offerta, arrivando a detenere circa il 90% del capitale. Sono state apportate all'opa oltre 221 milioni di azioni Anima, pari all'87,12% delle azioni oggetto dell'offerta e al 67,98% del capitale complessivo della società.

Quanto a Nexi Moody's ha confermato i rating long term corporate family a Ba1 e quello probability of default a Ba1-PD, migliorando l'outlook da stabile a positivo.

La sfida al titolo attesa dalla Ferrari non si è concretizzata ancora una volta al Gran Premio del Giappone, con Charles Leclerc che ha concluso al quarto posto, Lewis Hamilton al settimo ed entrambi i piloti che si sono lamentati delle prestazioni della vettura.

Nel caso di Enel si segnala che Citi ha tagliato il rating da buy a neutral (target price a 7,40 euro), invece Berenberg ha tagliato il target price su El.En da 13 a 11 euro (rating buy). Infine, ProSiebenSat.1 ha scelto gli advisor, tra cui Morgan Stanley, per difendersi dall'offerta lanciata dal gruppo italiano, Mfe. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza