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Dimissioni di Lecornu scuotono i mercati europei

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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in calo dello 0,3%. In evidenza Stellantis e Saipem. Parigi perde l’1,4% | IL VIDEO

di Francesca Gerosa e Giulia Venini
06 ottobre 2025, 07:39 Ultimo aggiornamento: 17:54

Tra i migliori anche Mediobanca. Petrolio in rialzo dopo la decisione dell’Opec di alzare la produzione meno del previsto  | Il calendario macro di oggi | Se volete capire quanta paura di guerra c'è al mondo, guardate al prezzo dell'oro

  • Ore 15:30 Il Ftse Mib guadagna lo 0,10%
  • Ore 14:30 Parigi non si risolleva
  • Ore 13:00 Ftse Mib a ridosso della parità dopo le rassicurazioni di De Guindos e Lane (Bce). Lo spread sale a 85, ma resta sotto quello della Francia
  • Ore 10:10 La borsa di Parigi cade: il premier Sébastien Lecornu si è dimesso. I titoli di Stato francesi a 10 anni rendono come i Btp
  • Ore 07:40 Europa attesa poco mossa. Il petrolio vola: l’Opec+ aumenta la produzione meno del previsto

Il Ftse Mib cede lo 0,3% a 43.146 punti, affossato da Azimut e Ferrari, che hanno terminato la seduta al ribasso dell’1,6%. Stellantis ha chiuso con un rialzo del 3,4%, seguito da Saipem (+3%) e Mediobanca (+2,2%).

Spread a 85 punti.

Il Brent continua a muoversi in modo favorevole, intorno all’1,40%, dopo la decisione dell’Opec di alzare i livelli produttivi per novembre di altri 137 mila barili al giorno, a fronte dei 140 mila previsti. 

Sul fronte europeo, i principali indici chiudono contrastati, con Parigi che lascia sul terreno l’1,36% a causa della crisi politica innestata dalle dimissioni del premier Lecornu. Lo spread Oat-Bund si attesta a 85 punti, mentre nella giornata di oggi il rendimento dell’Oat10, l’obbligazione decennale francese, ha oscillato tra un minimo di 3,510 e un massimo di 3,599, chiudendo a 3,571, così come il Btp 10 anni. 

Si è espresso a questo proposito Gianluca Bergamaschi, Head of fixed income - mandates di Generali Asset Management: «I titoli di Stato francesi hanno visto il loro spread allargare ai massimi degli ultimi anni, sfiorando i 90 punti base, a seguito delle dimissioni del primo ministro Lecornu». 

«Ad oggi, un possibile scenario è il ricorso a nuove elezioni ma la Francia rimarrebbe senza una nuova legge finanziaria per il 2026, in una situazione economica molto complessa per i conti pubblici». In questo scenario, «ci aspettiamo che lo spread Oat-Bund possa continuare ad allargare fino alle possibili nuove elezioni. Ci aspettiamo inoltre che continui l’attuale situazione che vede sia i titoli di Stato dei paesi periferici, Italia in particolare, sia le emissioni corporate bond francesi, relativamente immuni dal contagio dei titoli di Stato francesi».

Ore 15:30 Il Ftse Mib guadagna lo 0,10%

Con l’apertura positiva di Wall Street in un’America ancora in shutdown, Milano guadagna lo 0,10% trainata da Stellantis, che sta preparando un piano di investimento negli Usa da 10 miliardi di dollari. Bene anche Mediobanca (+2,3%), mentre viaggiano al ribasso Azimut (-1,3%) ed Enel (-0,86%). 

Petrolio Brent in rialzo dopo la decisione dell’Opec di alzare i livelli produttivi per novembre di altri 137 mila barili al giorno, a fronte dei 140 mila previsti. 

La Francia prosegue la seduta in rosso (-1,14%) dopo che Lecornu, nominato premier poche settimane fa, ha rassegnato le dimissioni, gettando Parigi nell’ennesima crisi politica. A questo proposito si è espresso Michaël Nizard di Edmond de Rothschild Am: «Sebbene sia ancora riluttante a farlo, il presidente Macron potrebbe essere costretto ad annunciare una nuova crisi nei prossimi giorni, che potrebbe aumentare la pressione al rialzo sui tassi di interesse francesi e far scendere ulteriormente il Cac 40, con il rischio significativo che le tensioni si possano diffondere ad altri asset come le banche francesi, l'euro e gli spread periferici. Questo scenario sta diventando sempre più probabile, data l'incapacità di trovare un compromesso con le forze attualmente presenti nell'Assemblea nazionale».

Ore 14:30: Borsa Parigi in rosso

Nonostante i futures Usa positivi (+0,24% il Dow Jones e +0,37% l’S&P500 alle 14:20) i mercati del Vecchio Continente restano in rosso, soprattutto Parigi (-1,32%) dopo le dimissioni di un altro primo ministro francese, Sébastien Lecornu.

«La situazione è ovviamente molto fluida e non è chiaro cosa accadrà esattamente. Questo è uno dei motivi per cui i tassi Oat-Bund rimangono elevati e potrebbero registrare perdite ancora maggiori», avverte Peter Goves, Head of Developed Market Debt Sovereign Research, di MFS Investment Management. È plausibile che il presidente Macron nomini un nuovo primo ministro.

In questo scenario, non è chiaro se si tratti di un altro esponente di centro, di un orientamento di sinistra o forse di un tecnocratico. In ogni caso, continua Peter Goves, le domande fondamentali rimangono tutte: come approvare un bilancio in un parlamento altamente frammentato. Poi c'è la crescente possibilità di nuove elezioni parlamentari, il cui esito è intrinsecamente inconoscibile, ma è un rischio che potrebbe portare il Rassemblement National a guadagnare seggi.

«Questa crisi», conclude l’esperto, «rimane una questione francese, con limitate ricadute sull'area dell'euro in generale. La conclusione principale è che per il momento è difficile prevedere un restringimento sostanziale dello spread Oat-Bund» che resta a 86 punti base contro gli 85,6 punti base dello spread Btp/Bund (indice Ftse Mib -0,08% a 43.222 punti con Stellantis, Prysmian, Diasorin, Eni e le banche come Bper, Popolare di Sondrio e Banco Bpm che guadagnano oltre un punto percentuale).

Ore 13:00 Ftse Mib a ridosso della parità dopo le rassicurazioni di De Guindos e Lane (Bce)

Piazza Affari si porta quasi sulla parità (Ftse Mib -0,03% a 43.246 punti alle 13 con la spinta di Stellantis, Prysmian, Diasorin e alcune banche come Bper e la Popolare di Sondrio), mentre la bufera soffia su Parigi (-1,3% a 7.975 punti) e sui titoli di Stato francesi in netto calo (il rendimento degli Oat 10 anni sale al 3,58%, quello del Btp di pari scadenza rende uguale) come l'euro (1,1652 dollari, -0,50%) dopo le dimissioni del primo ministro, Sébastien Lecornu, a causa delle crescenti pressioni esercitate dai parlamentari di sinistra sui suoi programmi di bilancio. La solita storia.

A livello macro sono arrivate rassicurazioni dal vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, secondo il quale l'inflazione della zona euro si sta comportando come previsto da Francoforte e i rischi di un aumento dei prezzi troppo rapido o troppo lento si stanno bilanciando.

Mentre il capo economista della Bce, Philip Lane, ha ribadito che «nelle settimane e nei mesi a venire ha senso adottare un approccio basato sui dati e sulle singole riunioni per determinare l'orientamento appropriato della politica monetaria, senza alcun impegno preventivo su un percorso specifico dei tassi».

Oltre all'andamento dell’inflazione di base, «anche gli spostamenti nella distribuzione dei rischi avranno importanza per le nostre decisioni sui tassi: un aumento della probabilità o dell'intensità dei fattori di rischio al ribasso rafforzerebbe l'ipotesi che un tasso di politica leggermente più basso possa meglio tutelare l'obiettivo di inflazione a medio termine; viceversa, un aumento della probabilità o dell'intensità dei fattori di rischio al rialzo indicherebbe che mantenere il tasso di politica attuale sarebbe appropriato nel breve termine», ha chiarito Lane. Lo spread Btp/Bund sale leggermente a 85,5 punti base, ma resta sotto quello Oat/Bund a 86 punti base.

Ore 11:15 Il Ftse Mib lima le perdite nonostante il caos politico in Francia

Mentre a Parigi regna il caos politico e l’indice Cac40 perde l’1,7%, Milano lima le perdite a  -0,37% a 43.098 punti alle 11:15, grazie al sostegno di Stellantis, Eni e Bper Banca e Diasorin, tutte in rialzo di oltre un punto percentuale.

L’indice Sentix corre

L’euro flette dello 0,48% a 1,1665 dollari anche se il morale degli investitori nella zona euro è migliorato più del previsto a ottobre. L'indice Sentix della zona euro è salito a -5,4 a ottobre dal -9,2 di settembre, superando la previsione di -8,5 degli economisti. Inoltre, l’indagine condotta su 1.138 investitori dal 2 al 4 ottobre ha mostrato un miglioramento della valutazione della situazione attuale, passando da -18,8 a settembre a -16 in ottobre. Pure le aspettative economiche per i prossimi sei mesi sono aumentate da 0,8 a 5,8.

Quanto alle vendite al dettaglio nell’area euro ad agosto il volume del commercio al dettaglio è aumentato, su base mensile, dello 0,1% ed è rimasto stabile nell'Ue. Su base annua, invece, hanno registrato un +1% nell'area dell'euro e un +1,1% nell'Ue.

Ore 10:10 La borsa di Parigi cade: il premier Sébastien Lecornu si è dimesso

La borsa di Parigi cade dell’1,88% a 7.929 punti dopo che il primo ministro francese, Sébastien Lecornu, si è dimesso, il giorno dopo aver annunciato il suo nuovo governo. Lecornu era stato nominato dal presidente, Emmanuel Macron, solo il 9 settembre, così diventa il primo ministro con il mandato più breve della storia.

Con il rischio politico che torna sulla scena il rendimento degli Oat 10 anni schizza al 3,58% in linea con quello del Btp 10 anni. Sulla scadenza a 30 anni, invece, il rendimento dei titoli di Stato francesi balza al 4,41% e quello del Btp a 30 anni al 4,49%. Lo spread Oat/Bund sale a 88 punti base e quello del Btp/Bund a 86,3 punti base con l’indice Ftse Mib in calo dello 0,89% con il gruppo italo-francese produttore di chip Stm in contrazione del 2,58% e Unicredit dell’1,88% insieme a Intesa Sanpaolo (-1,80%).

Ore 09:05 Ftse Mib poco mosso. Il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,57% in attesa di Lagarde (Bce)

Borse europee caute in avvio di seduta. Il Dax scende dello 0,17%, il Cac40 dello 0,66%, il Ftse100 dello 0,06%, mentre il Ftse Mib è piatto a 43.262 punti. I futures sui principali indici statunitensi si muovono in territorio positivo: S&P 500 +0,28% e Dow Jones +0,23%. In campo obbligazionario, i rendimenti dei Treasury si mantengono in rialzo sulla parte lunga della curva (il 30 anni rende il 4,74%, il 10 anni il 4,15%). Mentre il dollaro resta stabile contro l’euro, sale rispetto allo yen (+1,90% a 150,124), debole dopo la vittoria di Sanae Takaichi alla guida del Partito Liberal Democratico che apre la strada alla sua nomina come prima premier donna del Giappone. Intanto prosegue lo shutdown del governo americano. 

Shutdown ancora in corso in Usa

L'amministrazione Trump avvierà licenziamenti di massa dei dipendenti federali se il presidente deciderà che i negoziati con i democratici del Congresso per porre fine al parziale shutdown governativo «non stanno portando assolutamente a nulla», ha dichiarato un alto funzionario della Casa Bianca.

I negoziatori israeliani sono attesi in Egitto, dove i funzionari di Hamas si trovano dal 5 ottobre per i colloqui che gli Stati Uniti sperano possano portare a una sospensione della guerra a Gaza e alla liberazione degli ostaggi israeliani. Ma i bombardamenti sulla striscia sono proseguiti, nonostante l'appello del presidente, Donald Trump, per uno stop immediato. 

Il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,57% in attesa di Lagarde

Lo spread Italia-Germania è poco mosso a 84,7 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in aumento al 3,57%. Si chiudono alle 15 le urne in Calabria, dove si vota per l'elezione del presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale. L'affluenza alle 23 del 5 ottobre risultava al 29,08%, rispetto al 30,87% della precedente consultazione.

Mentre si avvicinano sempre più a zero le probabilità di un taglio dei tassi da parte della Bce di qui a fine anno, qualche spunto in più sull'orientamento della politica monetaria europea potrebbe giungere dai numerosi interventi in programma. Oltre alla presidente Lagarde, prenderanno la parola anche il capo economista Lane e il vice presidente de Guindos. Proprio de Guindos la scorsa settimana ha detto che l'attuale livello dei tassi di interesse è «adeguato». Mentre il ministro dell'Economia Giorgetti ha sollecitato la Bce a riprendere il percorso di allentamento monetario. 

Focus alle 10:30 sull’aggiornamento per il mese di ottobre dell'indice Sentix della zona euro, che monitora il sentiment degli investitori. Il consenso prevede un miglioramento a -8,5 rispetto al -9,2 del mese precedente quando aveva toccato il minimo da aprile. 

A Milano bene Stellantis, Tim, Mediobanca, Eni e Saipem

Sul listino milanese Mps scende dello 0,38% a 7,51 euro. Al termine dell'offerta per l'acquisizione di Mediobanca (+0,67% a 16,57 euro), dall'aggiornamento Consob sulle partecipazioni rilevanti è emerso che il Mef ha il 4,863% della banca senese, Delfin il 17,533%, Francesco Gaetano Caltagirone il 10,262% e Banco Bpm il 3,74%.

Archiviato il cantiere della governance in Mediobanca, si avvia la riorganizzazione del business tra Piazzetta Cuccia e Mps. Il piano di riorganizzazione mira a integrare le attività industrializzate di Mediobanca, come il credito al consumo di Compass e la gestione patrimoniale di Premier, con quelle del Monte, puntando anche all'espansione all'estero. Inoltre, l'idea è di raddoppiare il valore della gestione dei patrimoni del private banking di Mediobanca, che oggi gestisce circa 31 miliardi di euro.

Mentre Alessandro Melzi d'Eril ha rassegnato le sue dimissioni quale amministratore delegato e direttore generale di Anima per cogliere nuove opportunità professionali. Il riferimento è al prossimo incarico come ad di Mediobanca. L’attuale co-direttore generale e chief business officer, Pierluigi Giverso, sarebbe la scelta più naturale come nuovo ad di Anima che riunisce oggi, 6 ottobre, il consiglio di amministrazione.

Invece, Stellantis (+2,41% a 9,23 euro) ha in programma di investire 10 miliardi di dollari negli Stati Uniti, secondo quanto riportato sabato da Bloomberg News. Nell'ambito dei preparativi per l'aggiornamento della strategia aziendale e del Capital Markets Day del prossimo anno, l'amministratore delegato sta conducendo una valutazione approfondita di tutti gli investimenti futuri. «Questo processo è ancora in corso», ha dichiarato un portavoce di Stellantis in una nota a Reuters, senza fornire ulteriori dettagli.

Nel frattempo Donald Trump sta prendendo in considerazione un significativo sgravio tariffario per la produzione automobilistica statunitense che potrebbe di fatto eliminare gran parte dei costi che le principali aziende automobilistiche stanno pagando, hanno detto venerdì 3 ottobre a Reuters il senatore repubblicano Bernie Moreno e funzionari del settore automobilistico.

Quanto a Eni (+0,90% a 15,04 euro) la controllata nordafricana del colosso energetico ha ripreso le attività di trivellazione esplorativa in un'area offshore a nord-ovest della Libia, dopo una pausa di cinque anni, secondo quanto riferito domenica dalla società petrolifera statale libica National Oil Corporation. 

Intanto otto produttori core dell’Opec+ (Arabia Saudita, Iraq, Kuwait, Russia, UAE, Algeria, Oman e Kazakhstan) hanno concordato di alzare di 137 mila barili al giorno il target produttivo a novembre, in
linea con quanto fatto ad ottobre e parte dell’allentamento graduale dei tagli volontari da 1,65 milioni introdotti nel 2023. Il gruppo ha mantenuto una certa ambiguità sulle mosse oltre novembre, con
Arabia Saudita e Russia che non hanno discusso ulteriori aumenti. Il prossimo meeting previsto è il 2 novembre.

Sul piano operativo, l’incremento effettivo potrebbe risultare inferiore al target nominale, per i limiti produttivi (Russia) e gli obblighi di compensazione. «Riteniamo che l’aumento effettivo di offerta sarà inferiore ai numeri headline, poiché diversi Paesi, eccetto l’Arabia Saudita, hanno già raggiunto i propri limiti produttivi e per gli impegni di compensazione da parte dei Paesi che in passato hanno superato le quote produttive», commenta Equita.

L’incremento effettivo dei volumi fino ad agosto è stato pari al 75% dell’aumento delle quote stabilite. «La nostra stima per il quarto trimestre implica un Brent a 67 dollari al barile (vs consenso 62-63 dollari al barile; +1,29% a 65,36 dollari al barile al quotazione del futures sul Brent il 6 ottobre). La decisione dell’Opec+ tende a delineare un quadro di offerta più ampia, ma i fondamentali restano solidi: domanda di prodotti raffinati ancora sostenuta, scorte basse e contesto geopolitico teso continuano a offrire supporto ai prezzi», spiega Equita. «Nel breve periodo, l’aumento dei volumi Opec rappresenta un rischio al ribasso per le quotazioni, mentre nel medio termine la spare capacity limitata al di fuori di Arabia Saudita e Uae potrebbe fornire un sostegno strutturale al Brent».

Mentre JP Morgan al 30 settembre detiene il 5% di Saipem (+0,64% a 2,52 euro) di cui lo 0,4% con diritto di voto, secondo l'aggiornamento sulle partecipazioni rilevanti di Consob. La quota comprende l’1,5% in obbligazioni convertibili al 2029 e il 3,1% in derivati.

E se Leonardo (+0,47% a 56,06 euro) punta al settore elicotteri: «Il mercato lo vediamo in crescita, sia civile che militare. È una situazione favorevole che stiamo cercando di sfruttare al meglio», ha detto l'ad della divisione elicotteri, Gian Piero Cutillo, a Milano Finanza, Citi ha confermato il rating buy e il target price a 91 euro su Prysmian (+0,87% a 87,76 euro) in vista dei risultati del terzo trimestre del 2025.

«Siamo sempre più fiduciosi circa i fattori positivi che influenzano gli utili di Prysmian e aumentiamo del 2% la nostra previsione dell'ebitda rettificato per il 2026. Il consenso è aumentato nelle ultime settimane, ma siamo comunque ancora del 5% al di sopra del consenso per l'ebitda rettificato del terzo trimestre 2025 a 679 milioni di euro così come per il quarto trimestre a 676 milioni di euro. Per il 2025, la maggior parte degli investitori si aspetta una revisione al rialzo delle previsioni. Riteniamo plausibile un nuovo range dell'ebitda rettificato compreso tra 2,45 e 2,5 miliardi di euro. Continuiamo a vedere un rapporto rischio/rendimento positivo per l’azione in vista dei conti il prossimo 30 ottobre», conclude Citi.

Infine, Barclays ha alzato il target price su Tim (+1,35% a 0,48 euro), dopo la presentazione di Tim Enterprise, da 0,50 a 0,55 euro, confermando il rating overweight. Al contempo, ha alzato target price di Banco Bpm (+0,47% a 12,87 euro) da 11,2 a 14,5 euro (giudizio overweight), viceversa ha tagliato il prezzo obiettivo di Buzzi (+0,52% a 46,48 euro) da 54 a 53 euro (overweight).

Ore 07:40 Europa attesa poco mossa. Il petrolio vola: l’Opec+ aumenta la produzione meno del previsto

Borse europee attese poco mosse (+0,05% il futures sull’Eurostoxx50) nonostante il rally di quelle asiatiche (in Cina, mercati chiusi per il Mid Autumn Festival & National Day), Tokyo (+4%) e Seoul (+2,8%). I futures statunitensi salgono (+0,27% quello sul Dow Jons e +0,29% quello sull’S&P500) dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha assicurato che il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, è d'accordo nell'interrompere i bombardamenti a Gaza e sostenere il piano di pace. I negoziati entrano nel vivo a Sharm el-Sheikh in Egitto e secondo The Donald richiederanno «probabilmente un paio di giorni». La sensazione è che ci sia un'accelerazione sullo scambio dei prigionieri israeliani, nodo cruciale per procedere con il resto. Lo stesso Netanyahu ha puntualizzato che «senza ostaggi non si va avanti». L’euro scende dello 0,05% a 1,1714 dollari in attesa di soli due dati macro: alle 9 la produzione industriale ad agosto della Spagna e alle 11 le vendite al dettaglio ad agosto dell’Eurozona.

Il petrolio vola: l’Opec+ aumenta la produzione meno del previsto

Nonostante i passi concreti verso una pace a Gaza i prezzi del petrolio salgono dopo che l'Opec+ ha annunciato un aumento mensile della produzione più modesto del previsto, attenuando alcune preoccupazioni relative all'aumento dell'offerta, anche se gli analisti prevedono che i guadagni nel breve termine saranno limitati dalle prospettive di una domanda debole. I futures sul greggio Brent crescono dell'1,15%, a 65,27 dollari al barile e quelli sul Wti dell’1,22% a 61,62 dollari al barile.

«Il rialzo dei prezzi è alimentato dalla decisione dell'Opec+ di aumentare la produzione meno del previsto il mese prossimo, poiché il gruppo intendeva attenuare il recente calo dei prezzi», ha commentato l'analista indipendente Tina Teng. Domenica 5 ottobre, l'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio, insieme alla Russia e ad alcuni produttori minori, ha dichiarato che aumenterà la produzione a partire da novembre di 137.000 barili al giorno, lo stesso modesto aumento mensile registrato a ottobre. Alcune fonti hanno riferito che la Russia era favorevole a un aumento della produzione di 137.000 barili al giorno per evitare di esercitare pressione sui prezzi, ma l'Arabia Saudita avrebbe preferito un aumento doppio, triplo o addirittura quadruplo per riconquistare più rapidamente quote di mercato.

Nel frattempo, l'Ucraina ha continuato a intensificare gli attacchi contro gli impianti energetici russi, prendendo di mira la raffineria di Kirishi, una delle più grandi raffinerie della Russia, con una capacità di lavorazione annuale superiore a 20 milioni di tonnellate. I ministri delle finanze del G7 hanno dichiarato la scorsa settimana che avrebbero adottato misure per aumentare la pressione sulla Russia, prendendo di mira coloro che continuano ad aumentare gli acquisti di petrolio russo e facilitando le sanzioni, nell'ambito degli sforzi volti a tagliare le entrate di Mosca a causa dell'invasione dell'Ucraina.

Ma la realtà, secondo Priyanka Sachdeva, analista di Phillip Nova, «è che il mercato si sta gradualmente spostando verso una fase di eccesso di offerta, con una domanda stagionale che dovrebbe diminuire con l'avvicinarsi dell'inverno e dati macroeconomici che offrono pochi spunti al rialzo». La stagione della manutenzione delle raffinerie, che inizia per lo più nel mese di ottobre, dovrebbe, infatti, pesare sulla domanda, stimolando una vendita massiccia di petrolio.

Nuovo record storico dell’oro

Ennesimo record, inoltre, per il prezzo dell'oro sulla scia del forte indebolimento dello yen, dopo che la conservatrice Sanae Takaichi è stata eletta leader del Partito Liberal Democratico giapponese, diventando così la prossima prima ministra (si opporrà a qualsiasi ulteriore inasprimento monetario da parte della Banca del Giappone), e delle continue speculazioni su un possibile abbassamento dei tassi di interesse statunitensi. Il metallo prezioso è stato sostenuto anche dai timori relativi allo shutdown negli Stati Uniti.

L'oro spot ha aggiornato il massimo storico a  3.945,14 dollari l'oncia (+1,35% a 3.936,34 alle 07:35), mentre i futures sull'oro crescono dell’1,34% a 3.961 dollari l'oncia. Gli operatori scontano una probabilità superiore al 99% di un taglio dei tassi di interesse da parte della Fed di 25 punti base a ottobre. Mentre una chiusura prolungata del governo federale statunitense potrebbe preannunciare ulteriori perturbazioni nel breve termine sull’economia statunitense, mentre il licenziamento dei dipendenti federali presenta rischi per il mercato del lavoro americano.

A Milano occhio a Mps, Mediobanca, Anima, Banco Bpm, Stellantis, Eni, Saipem, Tim, Leonard, Prysmian e Buzzi


Sul listino milanese attenzione a Mps. Al termine dell'offerta per l'acquisizione di Mediobanca, dall'aggiornamento Consob sulle partecipazioni rilevanti è emerso che il Mef ha il 4,863% della banca senese, Delfin il 17,533%, Francesco Gaetano Caltagirone il 10,262% e Banco Bpm il 3,74%.

Archiviato il cantiere della governance in Mediobanca, si avvia la riorganizzazione del business tra Piazzetta Cuccia e Mps. Il piano di riorganizzazione mira a integrare le attività industrializzate di Mediobanca, come il credito al consumo di Compass e la gestione patrimoniale di Premier, con quelle del Monte, puntando anche all'espansione all'estero. Inoltre, l'idea è di raddoppiare il valore della gestione dei patrimoni del private banking di Mediobanca, che oggi gestisce circa 31 miliardi di euro.

Mentre Alessandro Melzi d'Eril ha rassegnato le sue dimissioni quale amministratore delegato e direttore generale di Anima per cogliere nuove opportunità professionali. Il riferimento è al prossimo incarico come ad di Mediobanca. L’attuale co-direttore generale e chief business officer, Pierluigi Giverso, sarebbe la scelta più naturale come nuovo ad di Anima che riunisce oggi, 6 ottobre, il consiglio di amministrazione.

Invece, Stellantis ha in programma di investire 10 miliardi di dollari negli Stati Uniti, secondo quanto riportato sabato da Bloomberg News. Nell'ambito dei preparativi per l'aggiornamento della strategia aziendale e del Capital Markets Day del prossimo anno, l'amministratore delegato sta conducendo una valutazione approfondita di tutti gli investimenti futuri. «Questo processo è ancora in corso», ha dichiarato un portavoce di Stellantis in una nota a Reuters, senza fornire ulteriori dettagli.

Nel frattempo Donald Trump sta prendendo in considerazione un significativo sgravio tariffario per la produzione automobilistica statunitense che potrebbe di fatto eliminare gran parte dei costi che le principali aziende automobilistiche stanno pagando, hanno detto venerdì 3 ottobre a Reuters il senatore repubblicano Bernie Moreno e funzionari del settore automobilistico.

Quanto a Eni la controllata nordafricana del colosso energetico ha ripreso le attività di trivellazione esplorativa in un'area offshore a nord-ovest della Libia, dopo una pausa di cinque anni, secondo quanto riferito domenica dalla società petrolifera statale libica National Oil Corporation. 

Mentre JP Morgan al 30 settembre detiene il 5% di Saipem di cui lo 0,4% con diritto di voto, secondo l'aggiornamento sulle partecipazioni rilevanti di Consob. La quota comprende l’1,5% in obbligazioni convertibili al 2029 e il 3,1% in derivati.

E se Leonardo punta al settore elicotteri: «Il mercato lo vediamo in crescita, sia civile che militare. È una situazione favorevole che stiamo cercando di sfruttare al meglio», ha detto l'ad della divisione elicotteri, Gian Piero Cutillo, a Milano Finanza, Citi ha confermato il rating buy e il target price a 91 euro su Prysmian in vista dei risultati del terzo trimestre del 2025.

«Siamo sempre più fiduciosi circa i fattori positivi che influenzano gli utili di Prysmian e aumentiamo del 2% la nostra previsione dell'ebitda rettificato per il 2026. Il consenso è aumentato nelle ultime settimane, ma siamo comunque ancora del 5% al di sopra del consenso per l'ebitda rettificato del terzo trimestre 2025 a 679 milioni di euro così come per il quarto trimestre a 676 milioni di euro. Per il 2025, la maggior parte degli investitori si aspetta una revisione al rialzo delle previsioni. Riteniamo plausibile un nuovo range dell'ebitda rettificato compreso tra 2,45 e 2,5 miliardi di euro. Continuiamo a vedere un rapporto rischio/rendimento positivo per l’azione in vista dei conti il prossimo 30 ottobre», conclude Citi.

Infine, Barclays ha alzato il target price su Tim, dopo la presentazione di Tim Enterprise, da 0,50 a 0,55 euro, confermando il rating overweight. Al contempo, ha alzato target price di Banco Bpm da 11,2 a 14,5 euro (giudizio overweight), viceversa ha tagliato il prezzo obiettivo di Buzzi da 54 a 53 euro (overweight).

(riproduzione riservata)



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