Il Ftse Mib chiude la settimana con un rialzo dello 0,13% a 45.877 punti. Sul principale indice milanese ha pesato il tracollo di Stellantis, che ha perso il 25,17%. Male anche Recordati, che termina le contrattazioni con un ribasso dell’1,67%.
Tra i titoli migliori spiccano Prysmian, con un guadagno del 3,6%, seguito da Buzzi (+2,7%) e Tim (+2,57%).
Lo spread Btp/Bund si ferma a 63 punti base, con il rendimento dei titoli di stato decennali al 3,48%. Il cambio euro/dollaro a 1,181.
Mentre Wall Street prosegue in rialzo, anche i principali indici europei chiudono la settimana in positivo: Dax +1,1%, Ftse 100 +0,59% e Cac 40 +0,43%.
Sul fronte dei metalli preziosi, intorno alle 17:50 l’oro spot segna un incremento del 3,44% a 4.947 dollari l’oncia; l’argento si scambia invece a 76 dollari.
A questo proposito si è espresso Carsten Menke, cfa head of next generation research di Julius Baer: se da una parte il mercato dell’argento è stato nuovamente scosso giovedì, con i prezzi in calo di quasi il 20%, dall’altra «facciamo fatica a individuare una notizia specifica alla base della rinnovata ondata di vendite», il che «conferma ancora una volta il predominio dei flussi rispetto ai fondamentali nel mercato attuale».
«La volatilità è destinata a rimanere elevata almeno nel breve termine. Manteniamo la nostra view neutrale e la nostra posizione lunga nel rapporto oro/argento».
Il Ftse Mib prosegue sulla parità con un rialzo dello 0,29%. Sull’indice continua a pesare il tracollo di Stellantis, che perde il 24,04%. In negativo anche Banco Bpm (-1,3%). Tra i titoli migliori ci sono Buzzi (+3,8%), Prysmian (+3,3%) e Bper che (+2,8%).
Spread a 63 punti. Gli Usa invitano gli americani in Iran a lasciare subito il Paese e il prezzo del petrolio sale (Brent +1,44% e Wti +1,33%).
Il sentiment dei consumatori statunitensi è migliorato marginalmente all'inizio di febbraio, nonostante le persistenti preoccupazioni per il mercato del lavoro e l'aumento del costo della vita.
Il sondaggio sui consumatori dell'Università del Michigan ha mostrato che l'indice del sentiment dei consumatori è salito a 57,3 questo mese da una lettura finale di 56,4 a gennaio. Gli economisti avevano previsto una riduzione dell'indice a 55. Il dollaro scende ancora nei confronti dell'euro che vale 1,18 (+0,26%)
Con l’apertura in positivo di Wall Street, il Ftse Mib prosegue sulla parità con un rialzo dello 0,07%. Sull’indice pesa il tracollo di Stellantis, che perde il 25,74%. In negativo anche Moncler (-1,6%) e Banco Bpm (-1,43%). Tra i titoli migliori spiccano Buzzi (+4%) e i bancari, con Bper che segna il 3% e Pop Sondrio il 2,2%. Bene anche Prysmian (+2,54%).
Spread Btp/Bund a 63 punti.
I futures statunitensi si rafforzano (+0,56% quello sul Dow Jones e +0,56% quello sull’S&P500) mentre è slittata a mercoledì 11 febbraio la pubblicazione del dato mensile sugli occupati Usa di gennaio, posticipato a causa dello shutdown federale di tre giorni che ha causato problemi nella raccolta delle statistiche.
Diffusi il 5 febbraio i dati sulle richieste di sussidi settimanali di disoccupazione si sono rivelati superiori alle attese, passando a 231.000 da 209.000 della settimana precedente rispetto al consenso di 212.000. E dalla statistica Challenger relativa ai licenziamenti è emerso il valore più elevato degli ultimi 17 anni a gennaio: 108.435 posti di lavoro cancellati come non avveniva dal 2009.
Tra le borse europee Francoforte segna un +0,54%, Parigi un +0,04%, Londra un +0,23%. Stona Milano con un -0,15% a 45.751 punti, pesa Stellantis in caduta libera del 25% dopo il profit warning, ma il gruppo automobilistico ha detto che non prevede un aumento di capitale. Vendite rilevanti anche su Banco Bpm, Nexi, Moncler e Stm.
L’euro sale dello 0,23% a 1,18032 in scia alla notizia riportata da Reuters secondo cui i ministri delle Finanze della zona euro discuteranno il 16 febbraio di come rafforzare il ruolo globale dell'euro e la sicurezza economica dell'Europa attraverso l'emissione di stablecoin ancorate alla moneta unica e un maggior ricorso a debito comune dell'Unione Europea.
Il documento, visionato da Reuters, è stato redatto dalla Commissione Europea e arriva in un momento in cui l'economia globale è scossa da tensioni commerciali, dubbi sul dollaro come valuta rifugio e rapide innovazioni nelle tecnologie dei pagamenti.
L'indice Ftse Mib resta in calo dello 0,32% a 45.671 punti alle 12:50, azzoppato da Stellantis che paga il profit warning con un -27%. Giù anche Ferrari, Nexi e il duo del lusso Moncler e Brunello Cucinelli. Fineco e Bper premiate post conti 2025. Il Ftse Mib si muove contro corrente rispetto agli altri indici europei che hanno virato al rialzo (Dax +0,50%, Cac40 +0,02%, Ftse100 +0,26%) come i futures statunitensi (+0,49% quello sul Dow Jones e +0,60% quello sull'S&P500).
Lo spread si è stabilizzato a quota 63 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in calo al 3,45%. All'indomani della Bce, che come previsto ha confermato i tassi al 2%, BofA ha rivisto le sue stime di politica monetaria: vede tassi fermi fino a fine 2026 rispetto alla precedente stima di un taglio da un quarto di punto. Due tagli da 25 punti basi sono prezzati per marzo e giugno del 2027.
L’euro (+0,12% a 1,1790 dollari) resta sorvegliato speciale. La forza attuale della moneta unica nei confronti del dollaro è dovuta soprattutto alla debolezza della valuta Usa, che potrebbe essere quello che Washington desidera, ha spiegato Martin Kocher, membro della Bce. «Al momento non vediamo una forza dell'euro, perché la crescita in Europa è troppo debole per questo. Vediamo una debolezza del dollaro, in parte desiderata, forse politicamente desiderata», ha detto Kocher, aggiungendo che l'Europa è oggi vista più come un'area di rifugio degli investimenti rispetto a uno o due anni fa.
A Piazza affari l’indice Ftse Mib lima le perdite alle 11:20 a un -0,38% a 45.645 punti con Stellantis ancora in profondo rosso (-23%) dopo il profit warning. Le vendite in casa Agnelli/Elkann si accaniscono anche su Ferrari (-1,65%), come sugli altri titoli del lusso: Moncler (-2%) e Brunello Cucinelli (-2,6%). Pesanti pure Banco Bpm, Nexi, Stm e Lottomatica.
Il prezzo del petrolio sale (futures sul Brent +0,73% a 68,04 dollari al barile) anche se il Cremlino ha detto che i due giorni di colloqui sulla sicurezza dell'Ucraina mediati dagli Stati Uniti ad Abu Dhabi sono stati complessi ma costruttivi, e che continueranno. Il 5 febbraio Russia e Ucraina hanno concluso il secondo round dei colloqui che puntano a porre fine al più grande conflitto in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale, con le due parti che hanno effettuato un importante scambio di prigionieri e hanno concordato di riprendere presto i negoziati.
Mosca ha anche accolto con favore l'avvio dei colloqui sulla situazione attorno all'Iran, iniziati in Oman, auspicando che possano rivelarsi produttivi e contribuire a una de-escalation della tensione tra Stati Uniti e Iran.
Lo spread Btp/Bund ridiscende a quota 63 dopo una puntata a 64 punti base. Il Tesoro è ritornato sul mercato con un'emissione molto interessante per il segmento dei risparmiatori retail. Caratterizzato da una durata di 6 anni, ovvero con un orizzonte a medio termine, ormai approcciabile anche dai risparmiatori privati, il nuovo Btp Valore prevede una struttura di tassi in aumento ogni 2 anni, con un premio dello 0,8% a chi lo detiene fino a scadenza.
Le borse europee restano in rosso (Francoforte -0,28%, Parigi -0,63%, Londra -0,31% e Milano -0,64% a 45.527 punti alle 09:40) dopo l’allarme lanciato da Olli Rehn, membro del Consiglio direttivo della Bce, il quale ha detto che bisogna essere tutti preparati al fatto che gli sviluppi geopolitici potrebbero ancora riservarci sorprese ed essere pronti a reagire.
Come ampiamente prezzato dagli economisti, il consiglio del 5 febbraio della Bce si è concluso con una conferma dei tassi. Francoforte ha ribadito che manterrà un approccio «data dependent» riunione dopo riunione e non prenderà sui tassi alcuna decisione a priori.
Nel frattempo la Bce, secondo fonti citate da Reuters, sta lavorando per estendere a un numero maggiore di Paesi l'accesso alla propria linea di liquidità, rendendola più semplice ed economica, nel tentativo di rafforzare il ruolo internazionale dell'euro, in rialzo dello 0,11% a 1,1789 sul dollaro. In Spagna la produzione industriale a dicembre 2025 è diminuita dello 0,4% su base annuale dopo il +4,6% di novembre. La discesa mensile è stata del 2,5%.
Lo spread Btp/Bund sale a 64 punti base. Dal Tesoro, che questa sera comunicherà i dettagli della prossima asta Bot a 12 mesi, è arrivato il 5 febbraio l'annuncio che avverrà tra il 2 e il 6 marzo il collocamento di un nuovo Btp Valore a scadenza sei anni. Il titolo stacca cedole crescenti su base trimestrale secondo un meccanismo step up di 2+2+2 anni e prevede un premio fedeltà finale dello 0,8%. Le cedole minime garantite verranno comunicate il 27 febbraio.
Sul listino milanese continua a cadere Stellantis (-17,68%) che ha previsto una perdita operativa rettificata per il secondo semestre di 1,35 miliardi di euro rispetto alle stime di Citi e del consenso di un +1,3/+2 miliardi di euro, su vendite per 2,8 miliardi (in linea con Citi e il consenso), implicando un margine del -1,7% al punto medio (range: -1,5% a -1,9%) rispetto a +1,6%/+2,6% stimato da Citi e dal consenso.
Il free cash flow industriale del secondo semestre è visto negativo per 1,5 miliardi di euro, rispetto a circa -1 miliardo di euro previsto dal consenso. Per il 2026 Stellantis ha stimato vendite in crescita a un tasso mid single digit su base annua e un margine operativo rettificato (Aoi) a un tasso low single digit rispetto alle stime di Citi e del consenso a 2,4%/3,8%, mentre il free cash flow industriale è previsto in miglioramento rispetto ai 4,5 miliardi del 2025 e dovrebbe diventare positivo nel 2027.
Il gruppo non pagherà dividendi nel 2026. Citi ha confermato il rating neutral e il target price a 9 euro sull’azione. Sotto pressione con perdite oltre due punti percentuali anche Amplifon, i titoli del lusso, Ferrari compresa, Stm, Nexi e Banco Bpm
Borse europee in calo in avvio di seduta tranne Francoforte (Dax +0,26%, Cac40 -0,20%, Ftse100 -0,47% e Ftse Mib -0,15% a 45.751 punti) con la produzione industriale tedesca scesa più del previsto a dicembre, con un calo dell'1,9% rispetto al mese precedente. Gli economisti avevano previsto un calo dello 0,3%. L’euro, post Bce, resta in rialzo dello 0,11% a 1,1789 dollari. Lo spread Btp/Bund è poco mosso a 63,9 punti base.
I futures sugli indici statunitensi si muovono in territorio negativo dopo la chiusura debole di Wall Street nella seduta precedente. I contratti sullo S&P 500 indicano un calo dello 0,21%, mentre resta debole il comparto tecnologico, penalizzato dalle vendite su big tech e software legate alle pressioni sul tema dell’intelligenza artificiale.
Sul listino milanese Banco Bpm perde il 2,63% a 12,59 euro anche se ha chiuso il 2025 con un utile netto in crescita, sopra le attese del mercato, e ha confermato per l'anno in corso i target operativi ante imposte con possibile overperformance.
Anche Bper (+0,77% a 12,45 euro) ha superato le attese grazie alla fusione con la Banca Popolare di Sondrio (closing entro fine aprile 2026), soprattutto a livello di ricavi, costi, qualità del credito e capitale (Cet1 al 14,8%), coerente con la guidance a oltre il 14,5%. Gli analisti hanno apprezzato anche la proposta di un dividendo di 0,65 euro per azione (di cui 0,55 euro per azione pagabili in primavera dopo l’acconto di 0,1 euro riconosciuto a novembre) che offre un rendimento del 5%. Morgan Stanley ha alzato il target price sul titolo da 13,9 a 14,6 euro (rating overweight).
Quanto a Fineco, in rialzo dell’1,82% a 22,37 euro, ha archiviato il 2025 con un utile netto in calo dello 0,8% a 647 milioni. I ricavi totali sono risultati stabili a 1,316 miliardi. Proposto un dividendo pari a 0,79 euro per azione (+7%). Bene la raccolta netta a gennaio a 1,1 miliardi (+21%).
Invece, Enel (+0,18% a 9,503 euro) ha registrato nel 2025 un aumento dell'ebitda ordinario, sostenuto dalle attività internazionali, a 22,9 miliardi di euro, in linea con la guidance del gruppo, mentre i ricavi sono cresciuti dell'1,9% a 80,4 miliardi. Buzzi (-0,25% a 47,78 euro) è attesa al test dei conti.
Ko Stellantis (-14,37% a 6,993 euro) che ha registrato oneri per 22,2 miliardi di euro nella seconda metà del 2025 in relazione al ridimensionamento dei piani di sviluppo dei veicoli elettrici. A seguito delle svalutazioni annunciate, ora ha previsto una perdita preliminare compresa tra 19 e 21 miliardi nella seconda metà del 2025.
In considerazione della perdita netta del 2025, non distribuirà dividendi nel 2026. Inoltre, il cda ha autorizzato l'emissione di obbligazioni ibride perpetue subordinate non convertibili fino a 5 miliardi di euro. Queste misure contribuiranno a preservare una robusta struttura patrimoniale e di liquidità, con circa 46 miliardi di euro di liquidità industriale disponibile a fine esercizio.
Vendite anche su Pirelli (-0,87% a 6,36 euro) con il cda che ritiene a maggioranza che le attività Cyber Tyre debbano continuare a essere esercitate in modo integrato con il resto delle attività del gruppo ed esclude qualunque separazione e/o segregazione anche solo parziale e di qualunque natura.
Borse europee attese caute in avvio (-0,05% il futures sull’Eurostoxx50) a causa delle perdite nel comparto tecnologico per le preoccupazioni causate dall’intelligenza artificiale. I futures sull’S&P 500 scendono dello 0,23% con Amazon.com in calo del 10,79% all’after hours a Wall Street, mentre gli investitori sono scettici di fronte alle previsioni elevate di spesa del colosso Usa dell’e-commerce per il 2026.
Ha previsto un aumento di oltre il 50% del capex nel corso di quest’anno, unendosi ai suoi principali concorrenti in una vera e propria corsa agli investimenti per costruire infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale. In pratica investirà 200 miliardi di dollari nel potenziamento delle proprie attività legate all’AI nel 2026. I ricavi della piattaforma cloud Amazon Web Services sono cresciuti del 24% a 35,6 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre del 2025, mentre Google Cloud ha registrato un balzo del 48% arrivando a 17,75 miliardi di dollari.
Nello stesso periodo, Azure di Microsoft è aumentata del 39%. I risultati di Amazon rappresentano l’ultimo segnale che i colossi tecnologici non hanno alcuna intenzione di rallentare nel breve gli investimenti massicci nell’intelligenza artificiale. I quattro principali hyperscaler – Amazon, Microsoft, Google e Meta – dovrebbero spendere complessivamente oltre 630 miliardi di dollari quest’anno.
L’euro, dopo il nulla di fatto, scontato, della Bce sui tassi, avanza dello 0,21% a 1,18 dollari in attesa alle 8 della produzione industriale a dicembre 2025 e della bilancia commerciale sempre a dicembre in Germania, alle 9 della produzione industriale in Spagna, mentre è slittata a mercoledì 11 febbraio la pubblicazione del dato mensile sugli occupati Usa di gennaio, posticipato a causa dello shutdown federale di tre giorni che ha causato problemi nella raccolta delle statistiche. Alle 16:00 l’indice sulla fiducia delle famiglie (Michigan) preliminare di febbraio.
Il bitcoin scivola ancora (-8,20% a 65.098 dollari), proseguendo la correzione avviata in settimana. Ai livelli attuali la criptovaluta è oltre il 48% sotto il record di 126.000 dollari toccato a ottobre del 2025, mentre martedì ha segnato il minimo da 16 mesi, avvicinandosi ai valori pre-elezione di Donald Trump alla presidenza Usa.
I prezzi dell’oro e dell’argento scendono dopo le forti oscillazioni e le ingenti perdite registrate nel corso della settimana. L’argento è rimasto il metallo più debole: dovrebbe chiudere la settimana con una perdita del 14%. L’oro si avviava verso una flessione settimanale relativamente più contenuta. Il parziale allentamento delle tensioni tra Iran e Stati Uniti ha ridotto la domanda di beni rifugio con i due Paesi pronti a tenere colloqui in Oman nel corso della giornata. L’oro spot scende dello 0,54% a 4.843 dollari l’oncia e l’argemto spot del 4,8% a 72,92 dollari l’oncia.
«La fase di vendite sul mercato dell’oro è stata un po’ più contenuta grazie a una maggior liquidità e a un posizionamento meno aggressivo da parte degli investitori», spiegano gli analisti di Anz. «Continuiamo a ribadire che l’area compresa tra 70 e 90 dollari rappresenta ora una zona critica di stabilizzazione per l’argento; un’incapacità prolungata di mantenersi al di sopra di questi livelli potrebbe aprire la strada a una correzione più profonda verso l’area dei 58/60 dollari», prevedono gli analisti di Ocbc.
Sul listino milanese attenzione a Banco Bpm che ha chiuso il 2025 con un utile netto in crescita, sopra le attese del mercato, e ha confermato per l'anno in corso i target operativi ante imposte con possibile overperformance.
Anche Bper ha superato le attese grazie alla fusione con la Banca Popolare di Sondrio (closing entro fine aprile 2026), soprattutto a livello di ricavi, costi, qualità del credito e capitale (Cet1 al 14,8%), coerente con la guidance a oltre il 14,5%. Gli analisti hanno apprezzato anche la proposta di un dividendo di 0,65 euro per azione (di cui 0,55 euro per azione pagabili in primavera dopo l’acconto di 0,1 euro riconosciuto a novembre) che offre un rendimento del 5%. Morgan Stanley ha alzato il target price da 13,9 a 14,6 euro (rating overweight).
Quanto a Fineco ha archiviato il 2025 con un utile netto in calo dello 0,8% a 647 milioni. I ricavi totali sono risultati stabili a 1,316 miliardi. Proposto un dividendo pari a 0,79 euro per azione (+7%). Bene la raccolta netta a gennaio a 1,1 miliardi (+21%).
Invece, Enel ha registrato nel 2025 un aumento dell'ebitda ordinario, sostenuto dalle attività internazionali, a 22,9 miliardi di euro, in linea con la guidance del gruppo, mentre i ricavi sono cresciuti dell'1,9% a 80,4 miliardi. Buzzi è attesa al test dei conti.
Mentre Stellantis ha registrato oneri per 22,2 miliardi di euro nella seconda metà del 2025 in relazione al ridimensionamento dei piani di sviluppo dei veicoli elettrici. A seguito delle svalutazioni annunciate, ora ha previsto una perdita preliminare compresa tra 19 e 21 miliardi nella seconda metà del 2025.
In considerazione della perdita netta del 2025, non distribuirà dividendi nel 2026. Inoltre, il cda ha autorizzato l'emissione di obbligazioni ibride perpetue subordinate non convertibili fino a 5 miliardi di euro. Queste misure contribuiranno a preservare una robusta struttura patrimoniale e di liquidità, con circa 46 miliardi di euro di liquidità industriale disponibile a fine esercizio.
Da monitorare, infine, Pirelli con il cda che ritiene a maggioranza che le attività Cyber Tyre debbano continuare a essere esercitate in modo integrato con il resto delle attività del gruppo ed esclude qualunque separazione e/o segregazione anche solo parziale e di qualunque natura. (riproduzione riservata)