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Borse oggi in diretta | Ftse Mib chiude in calo (-0,2%). Sul podio Diasorin, Amplifon e Stellantis. Scende Mediobanca
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Borse oggi in diretta | Ftse Mib chiude in calo (-0,2%). Sul podio Diasorin, Amplifon e Stellantis. Scende Mediobanca

di Francesca Gerosa e Giulia Venini
05 dicembre 2025, 07:39 Ultimo aggiornamento: 18:03

Pubblicati i dati macro Usa: ormai quasi certo un taglio dei tassi della Fed di 25 punti base il 10 dicembre. Lo spread resta sotto i 70 punti

  • Ore 16:05 Ftse Mib in rialzo dopo inflazione Usa in linea con le attese. Sprint di Diasorin, male Eni
  • Ore 14:40 Il Ftse Mib sale ma senza mordente, bene Stellantis. Focus sulla Fed
  • Ore 12:50 Ftse Mib in leggero rialzo, il petrolio storna. Usa: Nato non può essere alleanza in continua espansione
  • Ore 11:30 Il Ftse Mib consolida sopra 43.500 con Diasorin e Amplifon. Spread a 69: l’Istat vede il pil a +0,8% nel 2026
  • Ore 10:20 Ftse Mib spento. Euro in rialzo, ma il commercio in Italia non riparte a ottobre
  • Ore 09:05 Ftse Mib poco mosso, pesano Eni e Mediobanca. Spread sotto 70
  • Ore 07:35 Europa attesa in leggero rialzo, preoccupa lo stallo nei negoziati per la pace in Ucraina

Il Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dello 0,2% a 43.432 punti, dopo aver virato sotto la parità poco prima delle 17:00. Tra i titoli in rosso le banche, con Mediobanca che ha perso l’1,8% e Fineco e Mediolanum che hanno ceduto rispettivamente dell’1,5% e dell’1,4%. Male anche Eni (-1,5%).

Hanno terminato la settimana in controtendenza Diasorin, che ha concluso la giornata con un rialzo del 3,6%, immediatamente seguita da Amplifon (+3,46%) e Stellantis (+2,26%).

Lo spread  resta sotto i 70 punti.

Al termine delle contrattazioni, i principali indici europei hanno chiuso contrastati: Ftse 100 -0,46%; Cac 40 -0,09%; Dax +0,6%. Wall Street si mantiene sopra la parità.

Ore 16:05 Ftse Mib in rialzo dopo inflazione Usa in linea con le attese. Sprint di Diasorin, male Eni

Intorno alle 16:05, il Ftse Mib viaggia in rialzo dello 0,3%, trainato da Diasorin, che mette a segno un +4%, da Amplifon (+3%), Stmicroelectronics (+2,6%) e Stellantis (+2,4%). Tra i ribassi Eni, che perde l’1,7%, Mediobanca, che cede dell’1,2%, Fineco (-0,6%) e Italgas (-0,6%). Lo spread rimane al livello minimo di 69 punti base

Wall Street si muove in territorio favorevole, mentre vengono pubblicati i dati macro con il dato sull’inflazione (+2,8% a settembre) in linea con le attese.

Ore 14:40 Il Ftse Mib sale ma senza mordente, bene Stellantis. Focus sulla Fed

Con i futures statunitensi che hanno perso appeal (-0,10% quello sul Dow Jones), in attesa della raffica di dati macro Usa, tra cui il Pce, importante in chiave Fed, a Piazza Affari l’indice Ftse Mib sale ma senza mordente (+0,14% a 43.590 punti alle 14:40), sostenuto dal trio Amplifon, Diasorin e Stellantis.

Allspring Global Investments: difficile che la Fed effettui un ulteriore taglio dei tassi già a gennaio

I mercati danno ormai per quasi certo un taglio dei tassi della Fed di 25 punti base la prossima settimana (10 dicembre), aspettativa condivisa anche da Matthias Scheiber, Head of Multi-Asset Solutions di Allspring Global Investments. «Come accaduto finora nel corso dell’anno, ci aspettiamo che il taglio sia accompagnato da una conferenza stampa all'insegna di una politica monetaria restrittiva. Considerando l'attuale stima del tasso neutrale e dei tagli cumulativi di 75 punti base nel 2025, è difficile che la Fed effettui un ulteriore taglio già a gennaio», prevede Scheiber. «Per giustificare un allentamento aggiuntivo, i dati dovrebbero mostrare un rallentamento significativo dell'economia, in particolare del mercato del lavoro. Al momento, le valutazioni di mercato incorporano tre tagli completi entro ottobre 2026».

A livello di investimenti in obbligazioni i rendimenti dei Treasury Usa a 10 anni intorno al 4% appaiono correttamente valutati. «Preferiamo strategie di irripidimento sulla parte medio-lunga della curva, in particolare il 5s/30s, poiché continuiamo a vedere pressioni sul tratto lungo», suggerisce Scheiber. «Gli spread sia dell’investment grade sia dell’high yield rimangono poco interessanti per nuovi acquisti; siamo a nostro agio nel continuare a incassare il carry. Inoltre, preferiamo il debito in valuta locale dei mercati emergenti rispetto ai titoli governativi dei mercati sviluppati».

Ore 12:50 Ftse Mib in leggero rialzo, il petrolio storna. Usa: Nato non può essere alleanza in continua espansione

A Piazza Affari l’indice Ftse Mib avanza con un timido +0,14% a 43.579 punti alle 12:50. Sovraperformano il mercato Amplifon, Diasorin, Stm e Stellantis che prosegue il rally iniziato due giorni fa in scia ai positivi giudizi degli analisti. Restano pesanti Eni (-2,12%) e Italgas (-1,18%).

I prezzi del petrolio restano in calo nonostante lo stallo dei colloqui di pace in Ucraina. Il futures sul Brent perde lo 0,05%, a 63,22 dollari al barile e quello sul Wti lo 0,15% a 59,58 dollari al barile.

Usa: Nato non può essere alleanza in continua espansione

L'Amministrazione Trump, nel documento Strategia di Sicurezza Nazionale, ha definito la propria politica generale per l'Europa, sottolineando l'impegno di Washington per ripristinare «l'antica grandezza» del Vecchio continente.

Le priorità evidenziate dagli Stati Uniti prevedono: ristabilire condizioni di stabilità all'interno dell'Europa e stabilità strategica con la Russia; consentire all'Europa di reggersi sulle proprie gambe e di operare come gruppo di nazioni sovrane allineate, assumendo la responsabilità primaria della propria difesa, senza essere dominata da alcuna potenza ostile; coltivare la resistenza alla traiettoria attuale dell'Europa all'interno dei singoli Stati europei».

E ancora: «aprire i mercati europei ai beni e servizi statunitensi e garantire un trattamento equo per lavoratori e imprese Usa; rafforzare le nazioni sane dell'Europa centrale, orientale e meridionale tramite legami commerciali, vendita di armi, collaborazione politica e scambi culturali e educativi; porre fine alla percezione e prevenire la realtà della Nato come alleanza in continua espansione; incoraggiare l'Europa ad agire contro eccessi mercantilistici, furto tecnologico, spionaggio informatico e altre pratiche economiche ostili». Detto questo, si legge ancora nel documento, l’Europa rimane «strategicamente e culturalmente vitale per gli Stati Uniti».

Ore 11:30 Il Ftse Mib consolida sopra 43.500 con Diasorin e Amplifon. Spread a 69: l’Istat vede il pil a +0,8% nel 2026

I mercati azionari europei si confermano in frazionale rialzo (Dax +0,52%, Cac40 +0,28%, Ftse100 +0,28% e Ftse Mib +0,11% a 43.566 punti alle 11:30 con Diasorin, Amplifon, Prysmian, Nexi, Stellantis, Stm e Brunello Cucinelli i migliori) e l’euro perde smalto (+0,05% a 1,1648 dollari) in seguito alla pubblicazione del dato sul pil dell'Eurozona, cresciuto dello 0,3% nel terzo trimestre del 2025, dopo l'aumento dello 0,1% registrato nel trimestre precedente, secondo la terza stima di Eurostat. Il dato è superiore alla seconda stima che indicava un incremento dello 0,2%. Su base annua, il pil è cresciuto dell'1,4%, in linea con la seconda stima e al di sotto dell'1,5% registrato nel trimestre precedente.

L’Istat vede il pil a +0,8% nel 2026

Solo in Italia il pil è atteso in crescita dello 0,5% nel 2025 e dello 0,8% nel 2026, dopo essere aumentato dello 0,7% nel 2024, secondo quanto ha reso noto l'Istat che ha diffuso le prospettive per l'economia italiana. L'incremento del pil sarebbe sostenuto interamente dalla domanda interna al netto delle scorte (+1,1 punti percentuali il contributo alla crescita in entrambi gli anni), mentre la domanda estera fornirebbe un apporto negativo (-0,6 e -0,2 punti percentuali).

Dove investire con lo spread ai minimi del 2009

Lo spread Btp/Bund resta sotto 70 a 69,35 punti base. «Lo spread Btp-Bund ai minimi dal 2009 rappresenta un segnale finanziario di grande rilievo, sia per il mercato obbligazionario sia per le aspettative macroeconomiche sull’Italia. Il differenziale, sceso stabilmente sotto i 70 punti base, riflette una fase di compressione dei premi per il rischio sovrano italiani determinata da una combinazione di fattori: politiche monetarie meno restrittive attese per il 2026, minore avversione al rischio sui mercati europei, miglioramento del quadro fiscale percepito e una maggiore domanda internazionale di titoli di Stato dell’Eurozona», spiega a milanofinanza.it Francesco Megna, responsabile commerciale in banca.

Questo avviene in un contesto di tassi nominali ancora relativamente elevati rispetto alla media degli ultimi dieci anni, motivo per cui i rendimenti dei Btp restano storicamente interessanti nonostante la discesa del differenziale rispetto ai Bund tedeschi. In particolare, «la struttura a termine evidenzia un calo più marcato sulle scadenze medio-lunghe, segnale che gli investitori prevedono un graduale ritorno verso politiche monetarie meno restrittive e una stabilizzazione del debito pubblico su un percorso più prevedibile», continua l’esperto.

Per i risparmiatori che hanno acquistato titoli negli ultimi due anni, caratterizzati da tassi elevati e spread oltre i 150-180 punti, «la fase attuale rappresenta un’opportunità per monetizzare plusvalenze o riequilibrare l’esposizione. Invece, per chi investe», suggerisce Megna, «il tema cruciale non è tanto capire se lo spread possa scendere ancora, ma come sfruttare il nuovo equilibrio rischio-rendimento. I Btp continuano a offrire cedole più alte rispetto ai Bund, ma il premio aggiuntivo è oggi più ridotto. Questo rende meno conveniente aumentare in modo significativo l’esposizione marginale a debito italiano se si cerca un rendimento aggiuntivo puramente compensativo del rischio. Viceversa, il contesto può essere vantaggioso per chi punta a costruire portafogli bilanciati in ottica di stabilità: la volatilità implicita dei titoli italiani è in diminuzione e i rendimenti reali, pur in calo, rimangono positivi».

Ore 10:20 Ftse Mib spento. Euro in rialzo, ma il commercio in Italia non riparte a ottobre

L’indice Ftse Mib di Piazza Affari è stabile a quota 43.554 punti con lo spread Btp/bund sotto 70 punti base alle 10:20. Non bastano Diasorin, Nexi, Prysmian, Stellantis e Stm, in crescita di oltre un punto percentuale, a dare verve al listino milanese. Di segno opposto soprattutto Eni (-1,9%) e Italgas (-0,91%).

Il commercio in Italia non riparte a ottobre

L’euro resta in rialzo dello 0,10% a 1,1654 dollari anche se non è ripartito il commercio a ottobre in Italia, con il volume delle vendite al dettaglio che su anno è rimasto fermo sia per i beni alimentari che per quelli non alimentari.

In particolare, a ottobre le vendite al dettaglio hanno registrato, rispetto al mese precedente, una crescita sia in valore sia in volume rispettivamente di +0,5% e di +0,4%. L'aumento ha riguardato tanto i beni alimentari (+0,5% in valore e +0,7% in volume), quanto quelli non alimentari (+0,4% in valore e in volume). Su base tendenziale le vendite al dettaglio hanno evidenziato un aumento dell'1,3% in valore mentre in volume non hanno subito variazioni. Analogo andamento si è registrato in valore sia per le vendite dei beni alimentari (+2,3%) sia per quelle dei non alimentari (+0,5%): in entrambi i settori i volumi sono rimasti invariati.

«A ottobre, a fronte di un incremento annuo in valore del +1,3%, le vendite rimangono stazionarie in volume. A soffrire sono soprattutto i piccoli esercizi che rispetto al 2024 registrano una contrazione delle vendite del -0,5% con punte del -0,8% per i negozi non alimentari», commenta il Codacons. «Dati nel complesso molto negativi se si considera che nei primi dieci mesi dell’anno il volume delle vendite registra una flessione del -0,7% rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre in valore, a causa dei rincari dei prezzi, aumentano del +0,8%».

Mentre in Spagna, la produzione industriale è cresciuta dell'1,2% su base annua a ottobre, dopo l'aumento rivisto dell'1,5% registrato nel mese precedente. Su base mensile, è cresciuta dello 0,7%, rispetto alla crescita rivista dello 0,3% di settembre.

Ore 09:05 Ftse Mib poco mosso, pesano Eni e Mediobanca. Spread sotto 70

Borse europee in leggero rialzo in avvio di seduta. Il Dax avanza dello 0,15%, il Cac40 dello 0,21%, il Ftse100 dello 0,145% e il Ftse Mib dello 0,07% a 43.548 punti. Anche i futures statunitensi sono in frazionale rialzo, con l’S&P 500 a +0,23%. Il sentiment resta cauto in vista della pubblicazione del Pce, l’indicatore preferito dalla Fed per monitorare l’inflazione. Il consensus vede il dato tendenziale al 2,8% dal 2,7% di agosto, con la componente core ferma al 2,9%.

Il rendimento dei Treasury Usa si stabilizza al 4,1% in vista della Fed

Con le aspettative di una Bce alla finestra fino al 2027, gli investitori restano focalizzati sui costi di indebitamento negli Stati Uniti in vista del Fomc che, stando alle attese, dovrebbe ridurre i tassi di un quarto di punto percentuale il 10 dicembre (la mossa è prezzata quasi al 90%).

Il rendimento dei Treasury si stabilizza (al 4,10% quello del 10 anni) dopo il movimento al rialzo registrato nelle ultime sedute, mentre il dollaro è debole contro le principali valute. Lo yen si attesta a 154,356 e l’euro a 1,1667 (+0,21%).

Cala meno delle attese la produzione industriale in Francia

Diffuso prima dell’apertura, il dato sugli ordini all'industria tedesca a ottobre ha registrato un aumento dell'1,5% rispetto al mese precedente. Nel confronto su base annua resta, però, una dinamica negativa pari al meno 0,7%. A settembre avevano registrato +2% su mese e meno 3,7% annuo. Invece, è calata meno delle attese la produzione industriale in Francia: a ottobre ha mostrato un aumento dello 0,2% su base mensile, dopo il +0,7% del mese precedente, mentre il consenso si aspettava una flessione dello 0,1%.
 

Spread sotto 70 in attesa dei dettagli dell’asta dell’11 dicembre

Il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,48% e lo spread con il Bund in calo a 69,78 punti base, i minimi da almeno 16 anni. Secondo gli analisti di Jefferies, rischi idiosincratici nulli o molto ridotti, un contesto favorevole al carry trade e un sentiment positivo sul rischio dovrebbero continuare a sostenere gli spread italiani. In serata il Tesoro darà il dettaglio su tipologia e ammontare dei titoli a medio-lungo che saranno proposti in asta giovedì 11 dicembre.

Secondo gli esperti di Unicredit, verranno riaperti i Btp gennaio 2029 e novembre 2032 oltre a un titolo extra-lungo per massimi 7 miliardi di euro complessivi. Il giorno prima saranno a disposizione degli investitori 9 miliardi di Bot a 12 mesi. Sempre in serata S&P si pronuncia sul debito sovrano della Germania, Fitch su quello del Belgio e dell’Austria in questo caso insieme a Dbrs.

A Milano male Eni, Mps, Mediobanca. Meglio Banco Bpm, Stellantis, Avio e Technogym

Sul listino milanese Mps scende dello 0,68% a 7,58 euro nel giorno del cda. Sul tavolo un aggiornamento su quanto emerso dalle indagini della Procura di Milano che vedono indagato l’ad della banca senese, Luigi Lovaglio. L’inchiesta della Procura di Milano si concentra sulla scalata che ha portato il Monte a conquistare Mediobanca (-1,27% a 16,36 euro).

Secondo gli inquirenti, l'imprenditore Francesco Caltagirone e il numero uno di Delfin, Francesco Milleri, sono i registi del presunto patto occulto che ha portato all'ops. Lovaglio avrebbe dato un contributo a questa «strategia coordinata» per la conquista di Piazzetta Cuccia. Tra l’altro, Barclays ha alzato il target price di Mps da 7,8 a 8,2 euro (rating equal weight), viceversa ha tagliato il rating di Mediobanca da equal weight a underweight e il target price da 17,9 a 17,5 euro.

Restando nel settore bancario, secondo quanto hanno riferito più fonti a MF-Milano Finanza, Banco Bpm (+0,29% a 12,11 euro) studia il dossier Miria Holding. Potrebbe presto saldarsi a doppio filo il legame fra l’istituto milanese e uno dei suoi principali azionisti, l’Enasarco la fondazione che eroga le pensioni agli agenti di commercio e che in Piazza Meda è socia con l’1,4%. Il gruppo guidato da Giuseppe Castagna potrebbe entrare a breve nel capitale della sgr in house da circa 3 miliardi di euro di masse che gestisce il patrimonio dell’Enasarco ed è citata nei decreti di perquisizione della Procura di Milano per il presunto concerto fra il gruppo Caltagirone, Delfin e Lovaglio.

Non smette di salire (+1,69% a 10,35 euro) Stellantis anche dopo che il governo canadese ha comunicato al gruppo automobilistico che è inadempiente nei confronti degli aiuti finanziari garantiti dai contribuenti dopo aver trasferito parte della produzione automobilistica in un impianto statunitense.

La ministra dell’Industria, Mélanie Joly ,aveva minacciato per la prima volta un'azione legale a ottobre, poco dopo l’annuncio di Stellantis di cancellare i piani per produrre il suv Jeep Compass a Brampton, in Ontario, e spostare la produzione in Illinois. Stellantis aveva affermato che avrebbe investito 13 miliardi di dollari negli Stati Uniti nell’arco di quattro anni, in parte per mitigare i costi dei dazi dell’amministrazione Trumo. Il governo canadese aveva promesso più di 500 milioni di dollari canadesi (358 milioni di dollari statunitensi) a Stellantis per contribuire a coprire i costi nei suoi due stabilimenti di assemblaggio nel Paese.

«Oggi, 4 dicembre, annuncio formalmente che stiamo notificando a Stellantis un avviso di inadempienza ai sensi dei contratti», ha dichiarato Joly a una commissione parlamentare. Circa 3.000 lavoratori sindacalizzati sono attualmente in cassa integrazione. L’azienda è, inoltre, partner in una fabbrica di batterie per veicoli elettrici nel sud dell’Ontario, destinata a ricevere miliardi di dollari in sussidi alla produzione. Si ricorda che il Canada contribuì al salvataggio di Chrysler, ora parte di Stellantis, quando era in difficoltà finanziaria durante la crisi finanziaria globale.

Acquisti anche su Avio (+1,74% a 26,25 euro) che ha previsto l'assegnazione di nuovi contratti per oltre 600 milioni di euro nel periodo 2026-2027 dopo il Consiglio Ministeriale 2025 degli Stati membri dell'Esa, con esecuzione prevista entro il 2028-2029, relativi sia allo sviluppo sia allo sfruttamento operativo dei lanciatori, sostanzialmente in linea con le linee guida della società.

Invece, Edf sta valutando di cedere una quota di minoranza del capitale di Edison (+0,62% a 2,45 euro l’azione di risparmio, l’unica quotata), la controllata italiana che produce energia elettrica e gas, attraverso un'Ipo o la vendita a un partner terzo. Lo ha detto l'ad di Edison, Nicola Monti, in un'intervista a Reuters. L'obiettivo del colosso transalpino è quello di evitare di consolidare il futuro debito di Edison.

Infine, si segnala che JP Morgan ha tagliato il rating su Eni (-1,24% a 16,14 euro) da overweight a underweight (target price a 15,50 euro), mentre Berenberg ha alzato il target price di Technogym (+2,58% a 16,32 euro) da 15,20 a 18,60 euro e ribadito il rating buy.

Ore 07:35 Europa attesa in leggero rialzo, preoccupa lo stallo nei negoziati per la pace in Ucraina

Borse europee attese in frazionale rialzo (+0,17% il futures sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta, come i futures statunitensi (+0,08% quello sul Dow Jones e +0,19% quello sull’S&P500), in mezzo ai segnali divergenti da parte delle banche centrali, mentre la Reserve Bank of India ha tagliato i tassi d’interesse di 25 punti base al 5,25%, una riduzione ampiamente attesa dagli economisti.

La banca centrale dell’India taglia i tassi

Il governatore, Sanjay Malhotra, ha dichiarato che l’inflazione si è «notevolmente attenuata» ed è destinata a essere più bassa rispetto alle proiezioni precedenti. La banca centrale ha, inoltre, confermato la fiducia nel dinamismo dell’economia indiana, migliorando le stime sulla crescita del pil reale per l’anno fiscale 2026.

Ora tocca alla Fed

Nel frattempo, la Retuters ha citato alcune fonti secondo le quali la BoJ sarebbe propensa ad aumentare i tassi nella riunione di dicembre e il governo dovrebbe tollerare tale decisione. Negli Stati Uniti le aspettative di un taglio dei tassi di 25 punti base il prossimo 10 dicembre sono rimaste invariate dopo i dati sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione che hanno mostrato un calo a 191.000, il livello più basso dal settembre 2022.

Raffica di dati macro Usa

Il dollaro si indebolisce nei confronti dell’euro che vale 1,1656 (+0,11%) in attesa alle 8 degli ordini all'industria a ottobre della Germania, alle 08:45 della produzione industriale a ottobre della Francia, alle 9 della produzione industriale a ottobre della Spagna, alle 10 delle vendite al dettaglio a ottobre dell’Italia, alle 11 del pil del terzo trimestre del 2025 dell’Eurozona.

Importanti, invece, in chiave Fed alle 16 la spesa per consumi a settembre negli Stati Uniti, il deflatore dei consumi sempre a settembre con i redditi delle famiglie e gli ordini industriali per chiudere alla stessa ora con l’indice sulla fiducia delle famiglie (Michigan) preliminare a dicembre.

Prezzi del petrolio in leggero calo con lo stallo nei negoziati per la pace in Ucraina

I prezzi del petrolio calano leggermente dopo il rialzo della sessione precedente mentre prosegue lo stallo nei progressi diplomatici sulla pace in Ucraina: le interruzioni dell’offerta potrebbero persistere, soprattutto dopo i recenti attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche russe. E dopo che il presidente russo, Vladimir Putin, ha ribadito che gli ucraini devono ritirarsi dal Donbass altrimenti «lo prenderemo con la forza».

I futures sul Brent perdono lo 0,05% a 63,23 dollari al barile, mentre i futures sul Wti lo 0,15% a 59,58 dollari al barile. Entrambi i contratti sono saliti di quasi l’1% il 4 dicembre e sono comunque sulla buona strada per un guadagno settimanale dell’1,5%, sostenuti dalle attese di un taglio dei tassi da parte della Fed e dalle tensioni crescenti tra Stati Uniti e Venezuela.

«D’altra parte, qualsiasi escalation geopolitica farà salire i prezzi. L’Opec+ ha concordato di mantenere stabile la produzione fino all’inizio del prossimo anno, quindi ciò aggiunge un certo supporto ai prezzi», sottolinea. I mercati si sono inoltre preparati a una possibile incursione militare degli Stati Uniti in Venezuela dopo che il presidente, Donald Trump, ha dichiarato la scorsa settimana che gli Usa avrebbero iniziato ad agire «molto presto» per fermare i narcotrafficanti venezuelani via terra. Una mossa che potrebbe mettere a rischio gli 1,1 milioni di barili al giorno di produzione petrolifera del Venezuela, destinati principalmente alla Cina.

A Milano occhio a Mps, Banco Bpm, Stellantis, Edison, Eni e Technogym

Sul listino milanese attenzione a Mps che riunisce il cda. Sul tavolo un aggiornamento su quanto emerso dalle indagini della Procura di Milano che vedono indagato l’ad della banca senese, Luigi Lovaglio. L’inchiesta della Procura di Milano si concentra sulla scalata che ha portato il Monte a conquistare Mediobanca. Secondo gli inquirenti, l'imprenditore Francesco Caltagirone e il numero uno di Delfin, Francesco Milleri, sono i registi del presunto patto occulto che ha portato all'ops. Lovaglio avrebbe dato un contributo a questa «strategia coordinata» per la conquista di Piazzetta Cuccia. Tra l’altro, Barclays ha alzato il target price di Mps da 7,8 a 8,2 euro (rating equal weight), viceversa ha tagliato il rating di Mediobanca da equal weight a underweight e il target price da 17,9 a 17,5 euro.

Restando nel settore bancario, secondo quanto hanno riferito più fonti a MF-Milano Finanza, Banco Bpm studia il dossier Miria Holding. Potrebbe presto saldarsi a doppio filo il legame fra l’istituto milanese e uno dei suoi principali azionisti, l’Enasarco la fondazione che eroga le pensioni agli agenti di commercio e che in Piazza Meda è socia con l’1,4%. Il gruppo guidato da Giuseppe Castagna potrebbe entrare a breve nel capitale della sgr in house da circa 3 miliardi di euro di masse che gestisce il patrimonio dell’Enasarco ed è citata nei decreti di perquisizione della Procura di Milano per il presunto concerto fra il gruppo Caltagirone, Delfin e Lovaglio.

Da monitorare anche Stellantis dopo che il governo canadese ha comunicato al gruppo automobilistico che è inadempiente nei confronti degli aiuti finanziari garantiti dai contribuenti dopo aver trasferito parte della produzione automobilistica in un impianto statunitense.

La ministra dell’Industria, Mélanie Joly ,aveva minacciato per la prima volta un'azione legale a ottobre, poco dopo l’annuncio di Stellantis di cancellare i piani per produrre il suv Jeep Compass a Brampton, in Ontario, e spostare la produzione in Illinois. Stellantis aveva affermato che avrebbe investito 13 miliardi di dollari negli Stati Uniti nell’arco di quattro anni, in parte per mitigare i costi dei dazi dell’amministrazione Trumo. Il governo canadese aveva promesso più di 500 milioni di dollari canadesi (358 milioni di dollari statunitensi) a Stellantis per contribuire a coprire i costi nei suoi due stabilimenti di assemblaggio nel Paese.

«Oggi, 4 dicembre, annuncio formalmente che stiamo notificando a Stellantis un avviso di inadempienza ai sensi dei contratti», ha dichiarato Joly a una commissione parlamentare. Circa 3.000 lavoratori sindacalizzati sono attualmente in cassa integrazione. L’azienda è, inoltre, partner in una fabbrica di batterie per veicoli elettrici nel sud dell’Ontario, destinata a ricevere miliardi di dollari in sussidi alla produzione. Si ricorda che il Canada contribuì al salvataggio di Chrysler, ora parte di Stellantis, quando era in difficoltà finanziaria durante la crisi finanziaria globale.


Invece, Edf sta valutando di cedere una quota di minoranza del capitale di Edison, la controllata italiana che produce energia elettrica e gas, attraverso un'Ipo o la vendita a un partner terzo. Lo ha detto l'ad di Edison, Nicola Monti, in un'intervista a Reuters. L'obiettivo del colosso transalpino è quello di evitare di consolidare il futuro debito di Edison.

Infine, si segnala che JP Morgan ha tagliato il rating su Eni da overweight a underweight (target price a 15,50 euro), mentre Berenberg ha alzato il target price di Technogym da 15,20 a 18,60 euro e ribadito il rating buy. (riproduzione riservata)



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