Ore 15:30 Piazza Affari continua a recuperare, Wall Street parte in rosso
Ore 15:15 Il Ftse Mib recupera in attesa di Wall Street
Il Ftse Mib recupera sul finale e chiude a 43.262 punt (+0,09%). Il listino beneficia dello sprint di Lottomatica, che guadagna il 3,3% nel giorno dei conti trimestrali. Bene anche Ferrari (+3,2%) ed Enel (+1,6%) che guida il comparto delle utilities. Chiudono invece in rosso diversi titoli industriali come Stm (-2,5%), Stellantis (-2,4%) e Prysmian (-2,3%). Spread Btp/Bund a 74 punti base.
Dopo l’apertura dei mercati americani il Ftse Mib viaggia a 43.113 punti, in calo dello 0,25%. Le migliori sono Ferrari e Lottomatica, che guadagnano il 3,3% e il 2% dopo i conti trimestrali. In coda al paniere Stellantis (-2,6%), Buzzi (-2,4%) e Prysmian (-2,2%).
I listini azionari statunitensi trattano in calo in apertura con il Dow Jones in discesa dello 0,86%, l’S&P 500 dell’1,16% e il Nasdaq dell’1,65%. C’è «un crescente nervosismo sui mercati. Nonostante i risultati solidi, la trimestrale di Palantir (-9,22% in apertura) non è stata accolta positivamente dagli operatori alimentando i timori legati alle valutazioni elevate. Alcuni ad di grandi banche, tra cui Morgan Stanley e Goldman Sachs, hanno lanciato l'allarme su un possibile rischio di correzione dell'equity nei prossimi mesi», affermano gli strategist di Mps.
L’indice Ftse Mib di Piazza Affari riduce ulteriormente le perdite (-0,40% a 43.050 punti alle 15:15), sostenuto da tutte le utilities con Enel in testa (+1%). Ma anche da Campari (+1,15%) e Ferrari (+1,68%). Inoltre Saipem lima le perdite (-0,7%) dopo la notizia che la Competition and Markets Authority (Cma), l’autorità britannica per la concorrenza, ha deciso di non avviare un’indagine approfondita (fase 2) sulla fusione tra Saipem e Subsea7.
La CMA nelle scorse settimane aveva esaminato la fusione in una prima fase (fase 1) per verificare se potesse ridurre in modo significativo la concorrenza. Ora la fusione può proseguire senza ulteriori ostacoli regolatori nel Regno Unito.
Con Wall Street attesa in netto calo (-1% il futures sull’S&P500), a Milano l’indice Ftse Mib perde lo 0,65% a 42.941 punti alle 14:15. Lo spread Btp/Bund è stabile a quota 74 punti base. Il direttore generale di Confindustria, Maurizio Tarquini, nel corso dell'audizione alle commissioni bilancio di Camera e Senato sulla legge di bilancio, ha sottolineato che la manovra, «sostanzialmente a saldo zero, senza impatto significativo sul pil, non ha la dimensione adeguata a rilanciare la competitività delle imprese, pur centrando alcuni obiettivi rilevanti».
Per questo Confindustria ha prospettato la necessità di dotare l'Italia di un piano industriale straordinario che andasse oltre i limiti delle singole leggi di bilancio, suggerendo tre direttrici di intervento: investimenti, competitività e contesto attrattivo.
Sul listino milanese tre titoli restano sotto pressione: Prysmian in testa con un -3,3%, in scia a prese di profitto dopo i recenti massimi. Deutsche Bank ha ridotto leggermente le stime di ebitda 2025, mantenendo però la raccomandazione buy e un target price a 97 euro.
Segue Stm, in calo del 2,4%. Viceversa vola (+6,39%) tra i titoli minori Industrie De Nora, società quotata su su Euronext Milan e specializzata nell'elettrochimica e nella filiera dell'idrogeno verde, la quale ha comunicato che i ricavi al 30 settembre 2025 sono risultati pari a 631,3 milioni di euro, in aumento del 5% rispetto ai primi nove mesi 2024. L’ebitda adjusted è aumentato del 15,9% a 124,4 milioni e l’utile netto adjusted del 22,1% a 64,5 milioni. Confermata la guidance 2025 sui ricavi, attesi in crescita a un tasso low single-digit rispetto al 2024, migliorata, invece, quella sul margine ebitda adjusted, ora previsto intorno al 19%, rispetto alla precedente indicazione compresa nel range 17%-18%.
A Piazza Affari l’indice Ftse Mib lima le perdite (-0,83% a 42.866 punti alle 12:50) grazie alla corsa di Ferrari (+1,4%) dopo la pubblicazione dei conti del terzo trimestre del 2025: ricavi netti pari a 1,766 miliardi di euro, in crescita del 7,4% rispetto all'anno precedente e consegne pari a 3.401 unità (+1%). Mentre l’utile netto è migliorato a 382 milioni (+2%).
Rimbalza Campari (+1,66%) dopo i cali della vigilia sulla notizia del sequestro preventivo di azioni del gruppo disposto dalla procura di Monza per un controvalore di 1,2 miliardi detenute da Lagfin. Positiva Lottomatica (+0,75%) in scia ai risultati. Male Buzzi (-3,54%), Prysmian (-2,65%) e Stm (-2,06%).
Lo spread Btp/Bund scende a quota 74,3 punti base con il rendimento del Btp decennale poco mosso al 3,4%. La Germania ha collocato 3,766 miliardi di euro nell'asta di Schatz a due anni con rendimenti in rialzo rispetto al collocamento precedente, all'1,98% dall'1,91% della precedente asta. Il rapporto bid-to-cover si è attestato a 1,7, in aumento rispetto al precedente 1,4.
Non scemano le vendite sulle borse europee con Wall Street attesa negativa (-0,96% il futures sull’S&P500) a causa delle rinnovate tensioni tra Cina e Stati Uniti. Francoforte perde l’1,69%, Londra lo 0,93%, Parigi l’1,29% e Milano l’1,23% a 42.689 punti alle 11:45 con solo Campari che rimbalza dell’1,56% e Lottomatica post conti che segna un +0,84%.
Ted Pick, ceo di Morgan Stanley, ha avvertito che i mercati azionari globali potrebbero andare incontro a una correzione. «Dovremmo accogliere con favore la possibilità che si verifichino ribassi dal 10% al 15%», ha indicato in occasione del Global Financial Leaders' Investment Summit di Hong Kong.
Il dollaro si mantiene vicino ai massimi degli ultimi tre mesi, mentre le divisioni all'interno della Fed inducono gli economisti a ridimensionare le scommesse sui tagli dei tassi d'interesse. Infatti, prevedono il 65% di possibilità di un taglio dei tassi a dicembre contro il 94% di una settimana fa.
Questo cambiamento nelle aspettative a breve termine sostiene il dollaro. L'euro cede lo 0,11% a 1,15065, vicino ai minimi degli ultimi tre mesi. Anche la sterlina arretra dello 0,50% a 1,3076 dollari, dopo che la ministra delle Finanze, Rachel Reeves, ha evidenziato il difficile contesto economico britannico, sottolineando gli alti livelli di debito, la bassa produttività e l'inflazione persistente.
Le borse europee accelerano al ribasso, anche Milano (-1,32% a 42.651 punti alle 10:30) con il settore tecnologico sotto pressione (Stm -3%), insieme a Stellantis (-2%) e Prysmian (-3,12%) e tra le banche a Banca Mediolanum (-2,33%).
L’euro si indebolisce a 1,1511 dollari (-0,06%). La Bulgaria si appresta a adottare l'euro spaccata in due: «circa metà dei bulgari attualmente si oppone all'introduzione dell'euro mentre una piccola quota di popolazione resta indecisa», ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde intervenuta oggi a Sofia ad una conferenza organizzata da ministero delle Finanze e Banca centrale del Paese proprio per l'arrivo dell'euro.
Secondo la Lagarde, il timore di perdere sovranità a beneficio di decisioni europee è infondato perché l'euro è un rafforzamento della sovranità. E il timore di subire un aumento dell'inflazione con il passaggio alla valuta condivisa può essere scongiurato tramite credibili procedure di controllo pubblico sulle dinamiche dei prezzi per un periodo sufficiente lungo di tempo. Oggi il sostegno all'euro si attesta all'83% tra i Paesi dell'area.
Lo spread Btp/Bund sale a 74,9 punti base con le divergenze di opinioni in seno al consiglio della Fed: alcuni esponenti sono orientati verso un nuovo taglio dei tassi di interesse e altri no. I mercati monetari hanno ridotto le aspettative per un nuovo taglio del costo del denaro a dicembre, portandole al 67% rispetto a oltre 90% della scorsa settimana.
Le borse europee aprono la seduta in netto calo, condizionate dalle prese di beneficio in Asia e dal clima di cautela sui mercati internazionali. Il contesto macro resta influenzato dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Cina e dalle prospettive sui tassi Bce, con gli investitori che valutano la tenuta dei consumi in un contesto di rallentamento della produzione industriale.
Il Ftse Mib arretra dell’1,09% a 42.752 punti, il Cac40 cede l’1,34%, il Dax l’1,15% e il Ftse 100 limita il ribasso a -0,72%. Anche i future statunitensi scendono (-1% quello sull’S&P 500). Il comparto tecnologico resta sotto pressione dopo la flessione di Palantir (-4% nel post-market) e i rumor sull’aumento dell’indebitamento di Alphabet per una possibile emissione da 22 miliardi di dollari. Il rendimento dei Treasury Usa scende al 4,088%. L’euro resta invariato attorno a 1,1524 sul biglietto verde.
Lo spread Btp/Bund sale leggermente a 74,7 punti base con il rendimento del Btp 10 anni fermo al 3,40%. Sul primario la Germania offre 5 miliardi di Schatz dicembre 2027 e la Spagna si attiva sul segmento a breve con i Letras a 6 e 12 mesi. Il 3 novembre il Tesoro ha annunciato un'operazione di riacquisto per un massimo di 5 miliardi di euro su sei titoli - cinque Btp e un Ccteu - in scadenza nel 2026. Nell'aggiornamento di ottobre ha fatto sapere che il fabbisogno del settore statale a ottobre si è attestato a 19,7 miliardi di euro rispetto a 16,9 miliardi dello stesso mese dello scorso anno.
Sul listino milanese male come tutti i tech Stm (-2,56% a 20,77 euro), oltre a Prysmian (-2,76% a 86,56 euro) e a Stellantis (-2,12% a 8,66 euro), quest’ultima dopo che le immatricolazioni di auto in Italia a ottobre sono state pari a 125.826 unità, con una flessione dello 0,57% sullo stesso mese del 2024. Il gruppo Stellantis ha registrato un incremento del 4,45% con una quota di mercato in lieve calo al 26,57% dal 26,9% di settembre.
Regge alle vendite Ferrari (-0,26% a 338,8 euro) che riunisce il cda sui conti del terzo trimestre del 2025. Li ha appena pubblicati Lottomatica (+0,75% a 21,58 euro): ha chiuso i primi nove mesi del 2025 con una raccolta pari a 32,5 miliardi, in crescita del 17% (online +26%) e ricavi a 1,64 miliardi (+16%). L'ebitda adjusted è salito a 617,3 milioni (+28%) e l'utile netto adjusted si è attestato a 257,4 milioni.
Tra le banche cade dello 0,90% a 7,513 euro Mps. La Bce ha autorizzato Francesco Gaetano Caltagirone a salire fino a ridosso del 20% nel capitale della banca senese. Caltagirone aveva al 3 ottobre il 10,3% del Monte, al momento della chiusura dell'opa lanciata su Mediobanca (-1,56% a 16,43 euro). Tra l’altro il fondo Blackrock detiene una quota aggregata del 5% del capitale della banca senese, di cui il 4,4% con diritti di voto, secondo le ultime rilevazioni della Consob.
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Quanto a Unicredit (-1,23% a 63,49 euro), il ceo, Andrea Orcel, è convinto che la controllata russa di Unicredit sarà «praticamente eliminata» entro la fine del 2026, in linea con la richiesta della Bce di uscire dal Paese e con le indicazioni del governo italiano, che nel Dpcm Golden Power aveva contestato la presenza a Mosca del gruppo.
Inoltre, Banca Sella acquisirà il 50% del capitale di Hype detenuto da Illimity Bank, di recente rilevata da Banca Ifis (-1,59% a 22,32 euro), per un controvalore di 85 milioni di euro e, conseguentemente, procederà a rilevare anche il restante 50% in capo alla capogruppo Banca Sella holding, con l'obiettivo di procedere alla fusione per incorporazione di Hype.
Quanto a FinecoBank (-0,55% a 19,89 euro) la Bce ha fissato il requisito minimo di Cet1 per il 2026 all'8,68% nell'ambito del processo Srep, confermando il requisito Pillar 2 al 2% rispetto al precedente. E se Berenberg ha alzato il target price da 19,6 a 21,1 euro su Unipol (-1,96% a 18,98 euro; rating buy), Citi ha alzato il target price da 14,5 a 15 euro su Eni (-0,70% a 15,84 euro; rating neutral).
Infine, S&P Global ha alzato il rating a BB+ con outlook stabile su Webuild (-1,78% a 3,41 euro) sulla base del rafforzamento della struttura finanziaria del gruppo, della aumentata solidità operativa e della visibilità dei ricavi futuri.
Borse europee attese in calo (-0,79% il futures sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta, in linea con i futures statunitensi (-0,87% quello sull’S&P500) mentre gli investitori valutano la fragile tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina e pesano le rinnovate tensioni tecnologiche. Wall Street ha chiuso la seduta del 3 novembre contrastata con rialzi nel settore tecnologico dopo che Amazon e OpenAI hanno annunciato un accordo da 38 miliardi di dollari per fornire potenza di calcolo a ChatGPT.
La Rba ha lasciato i tassi di interesse invariati al 3,60%, come ampiamente previsto dagli economisti, mentre i responsabili politici valutano l’aumento recente dell’inflazione rispetto ai segnali di una ripresa economica e alla persistente incertezza globale. I trader hanno analizzato la dichiarazione della banca centrale australiana in cerca di indizi su quando potrebbero iniziare i tagli ai tassi nel 2026, anche se la Rba ha fornito poche indicazioni. Ha adottato un approccio cauto a causa delle pressioni sui prezzi, aggiungendo che il mercato del lavoro rimane ancora «un po’ teso».
Alle 08:40 è atteso i discorso della presidente della Bce, Christine Lagarde, in Bulgaria. La politica migliore per la Bce, in vista della riunione di dicembre sui tassi d'interesse, è quella di aspettare e vedere l'evoluzione dei dati economici da ora fino al meeting, ed è troppo presto per dire da che parte si orienterà l'istituto, ha detto il 3 novembre Martin Kocher, membro del consiglio direttivo della Bce. Alle 12:35 parlerà, invece, un membro votante della Fed, Bowman. Mentre alle 14:30 arriva il dato sulla bilancia commerciale a settembre degli Stati Uniti, alle 14:55 l’indice settimanale Redbook, alle 16 gli ordini di fabbrica a settembre e gli ordini beni durevoli sempre a settembre negli Usa. In attesa, l’euro è stabile a 1,1519 dollari.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato lunedì che i chip Blackwell più avanzati di Nvidia saranno riservati all’uso domestico. Trump ha affermato in un’intervista a «60 Minutes» che i chip AI Blackwell «rimarranno negli Stati Uniti» e non saranno venduti alla Cina, sottolineando la persistenza dei controlli sulle esportazioni tecnologiche anche dopo la tregua commerciale temporanea raggiunta la scorsa settimana.
In risposta, l’ambasciatore cinese negli Stati Uniti, Xie Feng, ha esortato Washington a rispettare le «linee rosse» di Pechino dopo il recente vertice Trump-Xi in Corea del Sud, durante il quale entrambi i leader hanno concordato una tregua di un anno e la ripresa dei dialoghi di alto livello su commercio, tecnologia e sicurezza. Xie ha affermato che l’accordo ha «ricalibrato» le relazioni, ma ha avvertito che le tensioni potrebbero facilmente riaccendersi se gli interessi fondamentali della Cina, inclusa Taiwan, fossero messi in discussione.
Al contempo, secondo il Financial Times, la Cina ha aumentato le sovvenzioni che riducono le bollette energetiche fino alla metà per alcuni dei più grandi data center del Paese. I governi locali hanno rafforzato gli incentivi per aiutare i giganti tecnologici cinesi come ByteDance, Alibaba e Tencent , che sono stati colpiti dall'aumento dei costi dell'elettricità in seguito al divieto di Pechino di acquistare i chip di intelligenza artificiale di Nvidia.
I prezzi del petrolio arretrano, mentre gli investitori valutano la decisione dell’Opec+ di aumentare leggermente la produzione a dicembre, sospendendo, però, ulteriori incrementi durante il primo trimestre del 2026. I futures sul Brent scendono dello 0,35% a 64,66 dollari al barile, mentre quelli sul Wti dello 0,34% a 60,84 dollari al barile con i mercati divisi tra le aspettative di un potenziale eccesso di offerta e il rischio di una riduzione dei flussi dalla Russia.
L’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio e i suoi alleati ha annunciato un aumento della produzione di 137.000 barili al giorno per dicembre, ma ha dichiarato che sospenderà gli aumenti di produzione durante il primo trimestre del 2026, citando «trend di domanda incerti» e «debolezza stagionale». Il mercato dovrebbe trovarsi nel picco del surplus durante il primo trimestre del 2026, quindi una pausa ha senso. Tuttavia, date le recenti sanzioni statunitensi contro la Russia, c’è molta incertezza sulla reale entità di questo surplus, spiegano analisti di Ing. «Se queste sanzioni dovessero interrompere i flussi petroliferi russi, eroderebbero parte del surplus previsto all’inizio del prossimo anno, offrendo all’Opec+ l’opportunità di rivedere la propria politica produttiva nella prima parte del 2026», precisano a Ing.
Sul fronte geopolitico gli Stati Uniti hanno inviato a diversi membri del Consiglio di Sicurezza dell'Onu una bozza di risoluzione per l'istituzione di una forza internazionale a Gaza per almeno due anni, secondo quanto riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali la risoluzione darebbe agli Stati Uniti e ai Paesi partecipanti un ampio mandato per governare e offrire sicurezza nella Striscia di Gaza fino alla fine del 2027, con la possibilità di allungare il mandato.
Sul listino milanese attenzione a Stellantis dopo che le immatricolazioni di auto in Italia a ottobre sono state pari a 125.826 unità, con una flessione dello 0,57% sullo stesso mese del 2024. Il gruppo Stellantis ha registrato un incremento del 4,45% con una quota di mercato in lieve calo al 26,57% dal 26,9% di settembre.
Invece, Ferrari riunisce il cda sui conti del terzo trimestre del 2025. Li ha appena pubblicati Lottomatica: ha chiuso i primi nove mesi del 2025 con una raccolta pari a 32,5 miliardi, in crescita del 17% (online +26%) e ricavi a 1,64 miliardi (+16%). L'ebitda adjusted è salito a 617,3 milioni (+28%) e l'utile netto adjusted si è attestato a 257,4 milioni.
Tra le banche occhio a Mps. La Bce a quanto pare ha autorizzato Francesco Gaetano Caltagirone a salire fino a ridosso del 20% nel capitale della banca senese. Caltagirone aveva al 3 ottobre il 10,3% del Monte, al momento della chiusura dell'opa lanciata su Mediobanca. Tra l’altro il fondo Blackrock detiene una quota aggregata del 5% del capitale della banca senese, di cui il 4,4% con diritti di voto, secondo le ultime rilevazioni della Consob.
Quanto a Unicredit, il ceo, Andrea Orcel, è convinto che la controllata russa di Unicredit sarà «praticamente eliminata» entro la fine del 2026, in linea con la richiesta della Bce di uscire dal Paese e con le indicazioni del governo italiano, che nel Dpcm Golden Power aveva contestato la presenza a Mosca del gruppo.
Inoltre, Banca Sella acquisirà il 50% del capitale di Hype detenuto da Illimity Bank, di recente rilevata da Banca Ifis, per un controvalore di 85 milioni di euro e, conseguentemente, procederà a rilevare anche il restante 50% in capo alla capogruppo Banca Sella holding, con l'obiettivo di procedere alla fusione per incorporazione di Hype.
Quanto a FinecoBank la Bce ha fissato il requisito minimo di Cet1 per il 2026 all'8,68% nell'ambito del processo Srep, confermando il requisito Pillar 2 al 2% rispetto al precedente. E se Berenberg ha alzato il target price da 19,6 a 21,1 euro su Unipol (rating buy), Citi ha alzato il target price da 14,5 a 15 euro su Eni (rating neutral).
Infine, S&P Global ha alzato il rating a BB+ con outlook stabile su Webuild sulla base del rafforzamento della struttura finanziaria del gruppo, della aumentata solidità operativa e della visibilità dei ricavi futuri.
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