skin track
Vai al VideoCenter

Borse europee in calo per tensioni in Iran e prezzi in aumento

Mercati Azionari Leggi dopo

Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in netto calo (-3,9%), giù i titoli energetici. Lo spread sale a 72 punti base | IL VIDEO

03 marzo 2026, 07:35 Ultimo aggiornamento: 18:02

Seduta difficile per le le borse europee con il Medio Oriente in fiamme. Il rendimento del Treasury Usa a 10 anni sale al 4,11%, quello del Btp al 3,5%. A Piazza Affari tra le blue chip tengono solo Lottomatica e Recordati

  • Ore 16:40 Il Ftse Mib aumenta le perdite, tra le blue chip scatta solo Lottomatica
  • Ore 15:35 Il Ftse Mib aumenta le perdite dopo l’avvio in profondo rosso di Wall Street
  • Ore 14:10 Ftse Mib in caduta libera (-4%) con i futures Usa in profondo rosso. Reggono Leonardo, Lottomatica e Recordati
  • Ore 12:45 Ftse Mib in picchiata con banche e lusso, lo spread balza a 69: al 25% la possibilità di un rialzo dei tassi Bce entro fine 2026
  • Ore 11:40 Il Ftse Mib sprofonda a 44.200, sell-off su Tim e Saipem. Euro sotto 1,16: l’inflazione in Eurozona cresce più del previsto
  • Ore 10:00 Il Ftse Mib crolla a 44.800, Stm tra i peggiori. Lo spread vola a 67, il T-bond 10 anni rende il 4%
  • Ore 09:05  Ftse Mib in rosso con le banche e Prysmian, petrolio +4% sopra 81 dollari e gas TTF +28%
  • Ore 07:35 Europa attesa in netto calo, focus sull’inflazione dell’Eurozona in chiave Bce

Al termine di una seduta di sell-off, innescato dalla paura di una guerra lunga in Medio Oriente, il Ftse Mib lascia sul terreno il 3,9% e chiude a 44.468 punti. Tra le blue chip tengono solo Lottomatica (+3,3% grazie ai conti 2025), e Recordati (+1,4%). Gli altri titoli finiscono travolti dalle vendite con Moncler che perde il 6,5%, Italgas il 6,3% e A2a il 6,1%. Lo spread Btp/Bund balza in un solo giorno a 72 punti. 

Le azioni del comparto energetico scontano il terrore di un blocco prolungato dello stretto di Hormuz, da cui transita circa il 20% del petrolio a livello globale, al momento chiuso dai pasdaran iraniani. Lo stop ha già provocato un’impennata dei prezzi del greggio e del gas. 

La paura ha la meglio anche sulle altre borse europee. La peggiore è Madrid che perde il 4,7%. Il Cac 40 di Parigi cede il 3,5%, come il Dax di Francoforte, mentre il Ftse 100 di Londra il 2,8%. A Wall Street, dopo due ore di scambi, gli indici principali viaggiano in ribasso dell’1,3-1,6%.

Ore 16:40 Il Ftse Mib aumenta le perdite, tra le blue chip scatta solo Lottomatica

A meno di un’ora dalla chiusura, a Piazza Affari scatta solo Lottomatica: +3,1% dopo i conti. Tiene anche Recordati (+0,8% intorno alle 16:40), mentre le altre blue chip sprofondano. La peggiore è Prysmian che cede il 6,6% insieme a Italgas (-6,6%) e Hera (-6,5%). I titoli legati all'energia continuano a pagare i timori di una guerra lunga e su vasta scala in Medio Oriente, con conseguenti stop prolungati al transito di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Nel complesso il Ftse Mib, maglia nera in Europa, perde il 4,5%. Negli Stati Uniti i principali indici azionari cedono tra il 2,4% e il 2,6%. 

Ore 15:35 Il Ftse Mib aumenta le perdite dopo l’avvio in profondo rosso di Wall Street

Prosegue la difficile seduta delle borse europee (-3,98% il Dax, -3,32% il Cac40, -2,95% il Ftse100 e -4,28% a 44.300 punti alle 15:35 l’indice Ftse Mib con Italgas, Saipem e Moncler le azioni più vendute) anche in scia all’avvio pessimo di Wall Street (-1,73% il Dow Jones e -1,59% l’S&P 500) con il Medio Oriente in fiamme. Il dollaro sale nei confronti sia dell’euro, che vale 1,1583 (-0,82%), sia dello yen (+0,34% a 157,82).

Il rendimento del Treasury Usa a 10 anni si amplia al 4,11% e quello del Btp stessa scadenza al 3,5% (spread con il Bund in aumento a 70,50 punti base). Lato macro, le vendite negli Stati Uniti misurate dal Redbook sono cresciute del 7% su base annua nella settimana terminata il 28 febbraio, rispetto all'incremento del 6,7% dell'ottava precedente. 

Con l'Iraq che sarà costretto a ridurre la propria produzione di greggio di oltre 3 milioni di barili al giorno nei prossimi giorni se le petroliere non potranno transitare liberamente attraverso lo Stretto di Hormuz e raggiungere quindi i porti di carico, come hanno detto a Reuters alcuni funzionari iracheni, il prezzo del Brent continua a salire (futures +7,6% a 83,70 dollari al barile). 

«L’offensiva israelo-americana sta devastando l'esercito iraniano: Teheran è sottoposta a bombardamenti pressoché costanti, gran parte dei comandanti di alto rango di tutto l'apparato militare sono morti e gli animi nella regione si stanno riscaldando contro la Repubblica islamica», sottolinea Mariano Giustino, corrispondente di Radio Radicale, in un post su X. «Dovreste sapere che all'interno del regime vi è sconforto, sconcerto e disperazione. I danni alla struttura di comando, di controllo, all'asset strategico economico dell'Iran sono stati gravissimi. E il peggio ancora deve arrivare. Questo regime così come è ridotto non potrà risollevarsi».

Ore 14:10 Ftse Mib in caduta libera (-4%) con i futures Usa in profondo rosso. Reggono Leonardo, Lottomatica e Recordati

Borse europee in caduta libera (Francoforte -3,23%, Parigi -2,9%, Londra -2,71% e Milano -3,96% a 44.446 punti alle 14:10; reggono alle vendite solo Leonardo, Lottomatica e Recordati) con Wall Street attesa  aprire in profondo rosso (-1,53% il futures sull’S&P500). Non bastava il conflitto in Iran, l’inatteso aumento dell’inflazione nell’area euro all’1,9% a febbraio, vicino al target del 2% fissato dalla Bce, arriva in un momento particolarmente delicato per i policymaker. Il dato si inserisce, infatti, in una fase che vede i prezzi dell’energia tornare a salire, spinti dall’allargamento del conflitto in Medio Oriente, un fattore che rischia di rallentare il processo di disinflazione.

«In vista della riunione della Bce del 19 marzo, in cui i tassi dovrebbero restare invariati per la sesta volta consecutiva, il quadro si fa quindi meno lineare. Sebbene l’inflazione abbia mostrato nel complesso segnali di progressivo miglioramento, la rinnovata pressione derivante dai costi energetici potrebbe ritardare l’allentamento della politica monetaria», sottolinea Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm. «Se le tensioni dovessero protrarsi e le interruzioni nelle forniture energetiche dovessero continuare, infatti, il conseguente incremento dei costi di produzione è destinato a riflettersi sull’inflazione complessiva nei prossimi mesi, inducendo i policymaker a mantenere un atteggiamento prudente e lasciando i mercati esposti al rischio di ulteriori sorprese al rialzo».

La premier, Giorgia Meloni, ha presieduto il 3 marzo a Palazzo Chigi un vertice di governo a cui hanno partecipato gli amministratori delegati di Eni (-1,64% a 20 euro), Claudio Descalzi, e di Snam (-3,6% a 6,4 euro), Agostino Scornajenchi. Nel corso dell'incontro, seguito a un primo vertice focalizzato sulla situazione degli italiani presenti nell'area del Golfo, è stato affrontato il tema della sicurezza energetica, con un'analisi dell'impatto attuale e potenziale delle ostilità sui mercati dell'energia e sull'economia, nonché delle possibili azioni di mitigazione che il governo potrebbe adottare nel breve e medio periodo.

Ore 12:45 Ftse Mib in picchiata con banche e lusso, lo spread balza a 69: al 25% la possibilità di un rialzo dei tassi Bce entro fine 2026

Indice Ftse Mib in picchiata (-4% a 44.387 punti alle 12:45 con le banche e i titoli del lusso in tilt: perdono oltre il 5% insieme a Italgas, Saipem, Tim e Unipol) mentre proseguono i raid di Israele su Teheran e su Beirut. E la Russia ha avvertito che la centrale nucleare di Bushehr in Iran è minacciata a causa dell'escalation del conflitto.

L'Iran ha risposto colpendo l'ambasciata statunitense a Riad e una base in Bahrein e mirando alle infrastrutture energetiche dei Paesi del Golfo e alle petroliere nello Stretto di Hormuz, attraverso cui passa normalmente un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale. Così i futures sul Brent guadagnano l’8,23%, a 84,14 dollari il barile.

Al 25% la possibilità di un rialzo dei tassi Bce entro fine 2026

Lo spread sale a 69 punti base, livello di metà dicembre 2025, con il nuovo shock energetico che potrebbe ridurre il margine di manovra delle banche centrali, Bce compresa, complicando il percorso di normalizzazione della politica monetaria. I mercati prezzano al 25% la possibilità di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Bce entro fine anno.

Ore 11:40 Il Ftse Mib sprofonda a 44.200, sell-off su Tim e Saipem. Euro sotto 1,16: l’inflazione in Eurozona cresce più del previsto

Sell-off sui mercati azionari europei. Il Dax cade del 3,94%, il Cac40 del 2,77% come il Ftse100 e il Ftse Mib del 4,34% a 44.271 punti alle 11:40. Tutte le blue chip, tranne Lottomatica premiata post conti 2025 (+5,47%), sono vendute: spicca il -7,4% di Tim, il -8,19% di Saipem, il -6% di Italgas ed Hera, l’oltre -5% di Enel, Mediobanca e Moncler.

Lo spread Italia/Germania sale ancora a 68,46 punti base con il rendimento del Btp anni anch’esso in aumento al 3,47%. Il nuovo Btp Valore, il titolo di Stato a sei anni riservato al pubblico retail la cui offerta è stata avviata il 2 marzo dal Tesoro, finora ha raccolto richieste per 2,2 miliardi di euro.

L’euro affonda a 1,1596 (-0,71%) dopo che l'inflazione annuale nell'area euro è aumentata all'1,9% a febbraio dall'1,7% di gennaio, secondo la stima preliminare di Eurostat. La lettura è superiore al consenso degli economisti all'1,7%. Su base mensile, i prezzi al consumo sono cresciuti dello 0,7%.

Escludendo energia, alimentari, alcol e tabacco, il tasso di inflazione annuale core si è attestato al 2,4% rispetto al precedente e atteso 2,2%. Su base mensile, i prezzi al consumo core sono aumentati dello 0,8%.

Balzo dell’inflazione anche in Italia. Secondo le stime preliminari dell’Istat, a febbraio l'indice nazionale dei prezzi al consumo ha registrato una variazione del +0,8% su base mensile e del +1,6% su base annua (da +1% nel mese precedente). L'accelerazione è da addebitare alla dinamica tendenziale dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da +0,7% a +3,0%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3% a +4,9%) e degli alimentari non lavorati (da +2,5% a +3,6%); in rallentamento, viceversa, i prezzi degli alimentari lavorati (da +1,9% a +1,7%) e di quelli degli energetici, regolamentati (da -9,6% a -11,3%) e non (da -5,9% a -6,2%).

Ore 10:00 Il Ftse Mib crolla a 44.800, Stm tra i peggiori. Lo spread vola a 67, il T-bond 10 anni rende il 4%

L’indice Ftse Mib accelera al ribasso (-3,12% a 44.836 punti alle 10 con Stm e Prysmian che perdono oltre cinque percentuali, Enel e i titoli del lusso il 4% e le banche in media il 3%; tra le blue chip si salva post conti 2025 solo Lottomatica con un +5,8%).

Pesnati anche i futures sugli indici azionari statunitensi (-1,49% quello sull’S&P500) mentre gli investitori valutano le conseguenze dell'intensificazione degli attacchi statunitensi e israeliani all'Iran e si preparano alla possibilità che un'impennata dei prezzi dell'energia possa far salire l'inflazione.

Con il conflitto che non mostra segni di raffreddamento, anzi si sta allargando visto che l’esercito israeliano è entrato in Libano, il petrolio Brent balza del 4,7%, l'oro estende il suo rally per la quinta seduta consecutiva, il dollaro si rafforza e il rendimento del Tesoro decennale statunitense balza al livello più alto in più di una settimana al 4,095%.

Lo spread Btp/Bund sale a 67,8 punti base con il rendimento del Btp 10 anni anch’esso in aumento al 3,46%. È in corso il collocamento del nuovo Btp Valore marzo 2026: nel secondo giorno di collocamento gli ordini sono già superiori ai 400 milioni.

Ore 09:05 Ftse Mib in rosso con le banche e Prysmian, petrolio +4% sopra 81 dollari e gas TTF +28%

Borse europee in netto calo in avvio di seduta (Dax -1,87%, Cac40 -1,42%, Ftse100 -0,86% e Ftse Mib -1,71% a 45.485 punti) con gli investitori nervosi per il secondo giorno consecutivo dopo gli attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran. Il primo ministro israeliano Netanyahu ha detto di aspettarsi che la guerra contro l’Iran «non durerà anni», mentre il conflitto si allarga con Israele che colpisce obiettivi di Hezbollah sostenuti da Teheran in Libano e l’Iran che attacca gli Stati del Golfo che ospitano basi statunitensi.

L’euro cade a 1,16: si teme un'accelerazione dell'inflazione
 

Il presidente statunitense, Donald Trump, che inizialmente aveva parlato di quattro settimane, nelle ultime dichiarazioni ha lasciato aperta la possibilità che l’operazione militare possa proseguire più a lungo finché non saranno raggiunti gli obiettivi. Gli Usa, ha detto il segretario Rubio, non escludono l'invio di truppe di terra.

Petrolio Brent oltre 81 dollari e gas TTF +28%
 

I continui rialzi dei futures sul petrolio greggio (Brent +4,44% a 81,21 dollari al barile, ndr) legati al peggioramento delle tensioni in Medio Oriente, insieme al rafforzamento del dollaro Usa (l’euro vale 1,1648, -0,26%) e all'indebolimento dello yen, stanno alimentando le aspettative di un'accelerazione dell'inflazione, ha detto Maki Sawada, strategist di Nomura Securities. «Quest’incertezza, che potrebbe influire sulla futura politica monetaria, sta pesando sull'intero mercato azionario». Anche i prezzi del gas naturale europeo TTF schizzano (+28,9% a 57,39 euro a megawattora) a seguito della sospensione, da parte del Qatar, della produzione di gas naturale liquefatto, che rappresenta circa il 20% dell’offerta globale. Gli Stati uniti, ha fatto sapere Rubio, annunceranno in giornata piani per mitigare il rincaro dell'energia.

Bce, rialzo dei tassi in vista?
 

Philip Lane, capo economista della Bce, in un'intervista pubblicata dal Financial Times, ha avvertito che una guerra prolungata in Medio Oriente e un calo persistente delle forniture di petrolio e gas dalla regione potrebbero determinare un aumento rilevante dell'inflazione e un netto calo della produzione nella zona euro. Secondo il consigliere austriaco della Bce Kocher, la banca centrale deve essere pronta a modificare i tassi in qualsiasi direzione qualora dovessero concretizzarsi potenziali minacce per l'economia della zona euro a seguito del rinnovato aumento dell'incertezza.

In agenda proprio i numeri preliminari sull'inflazione di febbraio per l'Italia e per l'Eurozona. Nel primo caso le attese sono per un indice tendenziale in frazionale accelerazione all’1,1% dall'1% di gennaio; nel secondo il consenso è per un dato stabile all'1,7%.

Seconda giornata di offerta per il Btp Valore a 6 anni

In questo contesto, il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,42% con lo spread con il Bund a 64,4 punti base. I tassi impliciti sull'inflazione del blocco a cinque anni il 2 marzo sono saliti fino al 2,12% dal 2,08% di venerdi, il maggior incremento giornaliero in un anno, con gli investitori che sono passati a prezzare quasi a zero, dal 40%, l'eventualità di ulteriori tagli dei tassi Bce quest'anno. Ne è conseguito un appiattimento della curva che ha visto lo spread di rendimento tra le scadenze euro a 2 e 10 anni toccare i minimi da novembre intorno ai 63 punti base.

Seconda giornata di offerta per il Btp Valore a 6 anni, titolo interamente dedicato al retail che il Tesoro propone fino a venerdì 6 marzo, salvo chiusura anticipata. Il 2 marzo, primo giorno di collocamento, gli ordini si sono attestati appena sopra i 6 miliardi di euro, evidenziando un interesse leggermente maggiore rispetto all'ultima edizione di ottobre quando in prima giornata - su una scadenza a 7 anni - le richieste si fermarono a 5,4 miliardi. Sul primario potrebbe realizzarsi stamani il collocamento sindacato da parte delle Germania del titolo green maggio 2041, nell'ambito di un bond twin. In aste regolari, Berlino propone anche 5 miliardi nel Bobl aprile 2031.

A Milano male le banche, Prysmian e Ferretti. Si salvano dalle vendite Eni, Ferrari, Leonardo, Lottomatica e Next Re Siiq

Sul listino milanese Stellantis perde l’1,43% a 6,35 euro anche se a febbraio il gruppo ha registrato un incremento delle immatricolazioni in Italia del 27,2% su anno, a fronte di un mercato automobilistico in crescita del 14%.

Ancora più sotto pressione Prysmian (-3,8% a 99,4 euro) che il 2 marzo ha annunciato di aver completato la fase di test ed è pronta a lanciare il nuovo standard globale per sistemi in cavo sottomarini ad alta tensione in corrente continua (HVDC), validando l'utilizzo dei cavi a 525kV con temperature di esercizio superiori alla norma fino a 90°C.

Tra i titoli della difesa, spunta un +1,31% a 58,98 euro Leonardo visto che Citi ha alzato il target price da 48,40 a 60 eur (rating neutral). A seguito dei risultati 2025 e in vista dell’aggiornamento del piano industriale (previsto per il 12 marzo), «abbiamo rivisto al rialzo le nostre previsioni sull’utile del gruppo del 7-8%, aumentato la cash conversion al 90%», si legge nella nota di Citi che spiega: «l’aggiornamento delle stime riflette un incremento nelle consegne di Eurofighter, maggiori vendite di elicotteri e una generazione di cassa leggermente più solida grazie all’aumento degli anticipi da parte dei clienti, il tutto sostenuto dalla crescente spesa europea per la difesa. Le nostre previsioni sono ora allineate a quelle del consenso degli analisti e manteniamo una raccomandazione neutral per via di considerazioni legate alla valutazione. Ci attendiamo un ulteriore aggiornamento il 12 marzo con gli obiettivi di medio termine, la guidance per il 2026 e l’aggiornamento del piano undustriale».

Si segnala anche che Exane Bnp Paribas ha avviato la copertura di Recordati (-0,59% a 47 euro) con un rating outperform e un target price a 56 euro e che JP Morgan ha alzato il target price su Ferrari (stabile a 308,3 euro) da 350 a 380 euro (rating overweight). Nel comparto bancario Banco Bpm (-1,68% a 11,97 euro) e FinecoBank (-2,17% a 19,60 euro) riuniscono i rispettivi cda sul bilancio 2025 (i risultati preliminari sono già stati pubblicati).

Meglio Eni (+0,15% a 20,4 euro), sostenuta dal rialzo dei prezzi del petrolio, e Lottomatica con un +3,23% a 21,12 euro. La società delle scommesse ha registrato nel 2025 un utile pari a 186 milioni di euro dai 101,2 milioni dell'esercizio 2024 e i ricavi in crescita del 12% a 2,26 miliardi. Per l'esercizio 2026 il gruppo ha previsto di raggiungere ricavi tra 2,39 miliardi e 2,46 miliardi, con un ebitda adjusted tra 940 milioni e  980 milioni (856,2 milioni nel 2025) e investimenti ricorrenti tra 85 e 90 milioni. Il cda ha anche deliberato di proporre all'assemblea degli azionisti un dividendo di 0,44 euro, in aumento rispetto a quello di 0,30 pagato l'esercizio precedente. Verrà anche avviato un nuovo piano di buyback della durata di 18 mesi.

Nel lusso Aeffe (sulla parità a 0,254 euro) ha ricevuto diverse manifestazioni di interesse non vincolanti da parte di soggetti qualificati, sia italiani che internazionali. Lo ha riferito il Ministero delle Imprese e del Made in Italy dopo il nuovo tavolo del 2 marzo sulla situazione del gruppo fashion e del lusso sotto procedura negoziale della crisi.

Quanto a Maire (-2,22% a 14,1 euro) la controllata Tecnimont si è aggiudicata un contratto Epc del valore di circa 1,3 miliardi di dollari per la realizzazione di un progetto petrolchimico.

Infine, CPI Property Group SA ha lanciato un'offerta pubblica volontaria di acquisto su tutte le azioni ordinarie di Next Re Siiq (+1,38% a 2,94 euro), invece l’offerta pubblica di acquisto parziale di KKcg Maritime, la società che fa capo all’azionista Karel Komarek, su Ferretti (-2,64% a 3,68 euro) parte lunedì 16 marzo e termina il 13 aprile. L’obiettivo del miliardario ceco è portare la propria partecipazione dal 14,5% al 29,9% del gruppo degli yacht.

Ore 07:35 Europa attesa in netto calo, focus sull’inflazione dell’Eurozona in chiave Bce

Altro sciacquone in vista per le borse europee. Dopo aver bruciato il il 2 marzo 314 miliardi di euro il futures sull’Eurostoxx50 cade di un altro -0,95% prima dell’apertura. Pesanti anche i futures statunitensi (-0,81% quello sul Dow Jones e -0,91% quello sull’S&P500).

L’escalation militare in Iran ha riacceso la volatilità

L'escalation delle azioni militari congiunte di Stati Uniti e Israele in Iran ha spinto gli investitori verso beni rifugio, con l'oro in rialzo e il dollaro Usa più forte, mentre i mercati valutano l’impatto dell’interruzione delle rotte nello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita oltre il 20% delle spedizioni globali di greggio e Gnl. Al momento, oltre 150 petroliere si trovano ancorate al largo a causa della forte riduzione del traffico attraverso lo stretto. I mercati energetici restano nervosi, con il petrolio Brent che viene scambiato poco sotto 80 dollari al barile.

«Un'interruzione prolungata dei traffici potrebbe determinare un ulteriore aumento dei prezzi, mantenendo elevata la volatilità. L'aumento dei prezzi del petrolio amplificherà probabilmente i rischi di inflazione nelle economie sviluppate, proprio nel momento in cui i nuovi dati sull'IPC iniziano ad influenzare le aspettative sui tassi di interesse», sottolinea Anthony Willis, Investment Manager di Columbia Threadneedle Investments.

L'aumento dei costi energetici potrebbe anche minacciare la tendenza disinflazionistica osservata in diversi mercati ed esercitare nuove pressioni sulle banche centrali affinché rivalutino i tempi e l'entità dei tagli dei tassi, sostiene l’esperto. Di conseguenza, «gli investitori si stanno preparando ad affrontare un periodo prolungato di prezzi energetici elevati ed incertezza geopolitica, privilegiando un posizionamento difensivo nei portafogli», conclude Willis.

Dollaro, oro e petrolio ancora in rialzo

Il dollaro si rafforza contro l’euro che vale 1,1665 (-0,12%) e lo yen (+0,01% a 157,304) in attesa alle 11 dell’inflazione a febbraio preliminare dell’Eurozona e di quella dell’Italia, alle 14:55 dell’indice settimanale Redbook.

I prezzi del petrolio continuano a salire dopo essere balzati di oltre il 7% nella sessione precedente. I futures sul Brent crescono del 2,33% a 79,55 dollari al barile, mentre quelli sul Wti dell’1,8% a 72,53 dollari al barile. L’Iran ha promesso di attaccare qualsiasi nave tenti di attraversare lo Stretto di Hormuz, aumentando il rischio di interruzioni dei flussi di greggio dai principali produttori del Golfo, tra cui Arabia Saudita, Iraq ed Emirati Arabi Uniti. L’impennata del petrolio è stata sostenuta dai timori che un conflitto prolungato che coinvolga Stati Uniti, Israele e Iran possa destabilizzare l’intera regione del Golfo e coinvolgere ulteriori attori, minacciando ulteriormente le infrastrutture di produzione ed esportazione.

«Sebbene vi siano preoccupazioni per i flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, un rischio maggiore per il mercato sarebbe che l’Iran colpisca ulteriori infrastrutture energetiche nella regione. Ciò potrebbe portare a interruzioni più prolungate», affermano gli analisti di Ing. Il petrolio potrebbe superare i 100 dollari al barile in caso di un blocco prolungato di Hormuz, aggiunge Ocbc Bank, ricordando comunque la capacità inutilizzata dell’Opec come cuscinetto che dovrebbe contribuire a limitare danni prolungati all’offerta.

Anche i prezzi dell’oro estendono i guadagni per la quarta sessione consecutiva, mentre gli investitori valutavano l’allargarsi del conflitto in Medio Oriente; il dollaro statunitense più forte però limita ulteriori rialzi. L’oro spot sale dell’1,1% a 5.378,55 dollari l’oncia. Il metallo giallo aveva guadagnato l’1% nella sessione precedente. Tra gli altri metalli preziosi, l’argento cresce dell’1,6% a 90,75 dollari l’oncia, mentre il platino guadagna lo 0,5% a 2.321,06 dollari l’oncia.

A Milano occhio a Stellantis, Banco Bpm, FinecoBank, Leonardo, Recordati, Lottomatica, Maire, Aeffe, Next Re e Ferretti

Sul listino milanese attenzione a Stellantis dopo che a febbraio il gruppo ha registrato un incremento delle immatricolazioni in Italia del 27,2% su anno, a fronte di un mercato automobilistico in crescita del 14%.

Tra i titoli della difesa, focus su Leonardo visto che Citi ha alzato il target price da 48,40 a 60 eur (rating neutral). A seguito dei risultati 2025 e in vista dell’aggiornamento del piano industriale (previsto per il 12 marzo), «abbiamo rivisto al rialzo le nostre previsioni sull’utile del gruppo del 7-8%, aumentato la cash conversion al 90%», si legge nella nota di Citi che spiega: «l’aggiornamento delle stime riflette un incremento nelle consegne di Eurofighter, maggiori vendite di elicotteri e una generazione di cassa leggermente più solida grazie all’aumento degli anticipi da parte dei clienti, il tutto sostenuto dalla crescente spesa europea per la difesa. Le nostre previsioni sono ora allineate a quelle del consenso degli analisti e manteniamo una raccomandazione neutral per via di considerazioni legate alla valutazione. Ci attendiamo un ulteriore aggiornamento il 12 marzo con gli obiettivi di medio termine, la guidance per il 2026 e l’aggiornamento del piano undustriale».

Si segnala anche che Exane Bnp Paribas ha avviato la copertura di Recordati con un rating outperform e un target price a 56 euro e che JP Morgan ha alzato il target price su Ferrari da 350 a 380 euro (rating overweight). Nel comparto bancario Banco Bpm e FinecoBank riuniscono i rispettivi cda sul bilancio 2025 (i risultati preliminari sono già stati pubblicati).

Mentre Lottomatica ha registrato nel 2025 un utile pari a 186 milioni di euro dai 101,2 milioni dell'esercizio 2024 e i ricavi in crescita del 12% a 2,26 miliardi. Per l'esercizio 2026 il gruppo ha previsto di raggiungere ricavi tra 2,39 miliardi e 2,46 miliardi, con un ebitda adjusted tra 940 milioni e  980 milioni (856,2 milioni nel 2025) e investimenti ricorrenti tra 85 e 90 milioni. Il cda ha anche deliberato di proporre all'assemblea degli azionisti un dividendo di 0,44 euro, in aumento rispetto a quello di 0,30 pagato l'esercizio precedente. Verrà anche avviato un nuovo piano di buyback della durata di 18 mesi.

Nel lusso Aeffe ha ricevuto diverse manifestazioni di interesse non vincolanti da parte di soggetti qualificati, sia italiani che internazionali. Lo ha riferito il Ministero delle Imprese e del Made in Italy dopo il nuovo tavolo del 2 marzo sulla situazione del gruppo fashion e del lusso sotto procedura negoziale della crisi.

Quanto a Maire la controllata Tecnimont si è aggiudicata un contratto Epc del valore di circa 1,3 miliardi di dollari per la realizzazione di un progetto petrolchimico.

Infine, CPI Property Group SA ha lanciato un'offerta pubblica volontaria di acquisto su tutte le azioni ordinarie di Next Re Siiq, invece l’offerta pubblica di acquisto parziale di KKcg Maritime, la società che fa capo all’azionista Karel Komarek, su Ferretti parte lunedì 16 marzo e termina il 13 aprile. L’obiettivo del miliardario ceco è portare la propria partecipazione dal 14,5% al 29,9% del gruppo degli yacht.

 (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza