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Piazza Affari supera i 40.000 punti nonostante le tensioni

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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude sopra la parità (+0,2%). In evidenza Stm, Stellantis e Amplifon. Mediobanca perde il 3%

03 giugno 2025, 07:46 Ultimo aggiornamento: 18:11

Spread Btp/Bund fermo a 100 punti. Scontato un ulteriore taglio dei tassi da parte della Bce il 5 giugno | IL VIDEO

  • Ore 15:30 Wall Street apre sotto la parità. A Milano cala Mediobanca
  • Ore 14:40 Ftse Mib in lieve calo, giù Mediobanca dopo covered bond
  • Ore 13:25 Ftse Mib debole con le banche. Il petrolio sale, Russia: pace non nel breve con l’Ucraina
  • Ore 11:35 Il Ftse Mib resta in calo con Generali e Mediobanca. Lo spread scende a 100: inflazione in Ue sotto il target Bce
  • Ore 10:20 Ftse Mib sotto 40.000 dopo il quadro cupo dell’Ocse, lo spread sale a 101
  • Ore 09:05 Ftse Mib positivo con Recordati ed Hera, spread stabile a 98 in attesa dell’outlook dell’Ocse
  • Ore 07:40 Europa attesa poco mossa. Trump: senza i dazi gli Usa non sopravviveranno

Il Ftse Mib accelera sul finale e chiude in rialzo dello 0,2%, a 40.074 punti, al termine di una seduta debole. Tra le blue chip rimbalzano Stm (+3,4%) e Stellantis (+2,6%) dopo le perdite del 2 giugno, causate dall’intenzione del presidente degli Usa Donald Trump di raddoppiare i dazi sull’acciaio. Chiude il podio Amplifon (+2,5%). Al contrario scende Mediobanca, che cede il 3% dopo aver lanciato un covered bond a 5 anni long. In coda anche Generali (-2%), Poste Italiane (-1,5%) e Snam (-1,3%). Spread poco mosso a 100 punti. 

Ore 15:30 Wall Street apre sotto la parità

Wall Street apre in leggero calo con il Dow Jones che perde lo 0,2%, il Nasdaq lo 0,1% e lo S&P 500 lo 0,2% dopo il taglio delle previsioni di crescita degli Stati Uniti da parte dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. L’Ocse stima ora un’espansione dell’economia statunitense solo dell’1,6%, in calo rispetto al 2,2%. Sul fronte del commercio, il presidente degli Usa Donald Trump e quello della Cina Xi Jinping si parleranno probabilmente nel corso della settimana, in un'escalation di tensioni tra Stati Uniti e Cina.

All’avvio dei mercati americani il Ftse Mib viaggia sempre in leggero calo, a quota 39.918 punti (-0,2%), con Mediobanca - fanalino di coda tra le blue chip - che perde il 3,3% dopo aver lanciato un covered bond a 5 anni long

Ore 14:40 Ftse Mib in lieve calo, giù Mediobanca dopo covered bond

Al giro di boa l’indice Ftse Mib si porta poco sotto la parità (-0,06% a 39.960 punti alle 14:40), sostenuto da Amplifon, Leonardo, Prysmian ed Hera. Tra le banche la peggiore resta Mediobanca (-3%) che ha lanciato un covered bond a 5 anni long.

Lo spread Btp/Bund è fermo a quota 100,3 punti base in attesa che il presidente francese, Emmanuel Macron, incontri nel pomeriggio la premier, Giorgia Meloni, a Roma nel tentativo di migliorare le relazioni tra Francia e Italia dopo le divergenze tra i due leader su Ucraina, commercio internazionale e rapporti con gli Stati Uniti.

Il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,48% con i mercati che prevedono un ulteriore taglio dei tassi da parte della Bce il 5 giugno «e noi condividiamo questa visione», afferma Harvey Bradley, Portfolio Manager del Bny Absolute Return Bond Fund. Sebbene l’annuncio dei dazi Usa abbia causato una notevole volatilità nei mercati finanziari, l'impatto sull'economia globale deve ancora essere visibile e la Bce ha la flessibilità per adottare un approccio prudenziale. «Tutta l’attenzione sarà rivolta sulla forward guidance, per comprendere il punto di vista della Bce sul nuovo regime tariffario e la sua propensione a ulteriori tagli dei tassi nel corso dell'anno», precisa Bradley. «Poiché siamo d’accordo con i prezzi di mercato per la Bce, al momento sovrappesiamo il credito europeo rispetto a quello statunitense, con rischi economici al ribasso che stanno aumentando in quest’ultimo».

Ore 13:25 Ftse Mib debole con le banche. Il petrolio sale, Russia: pace non nel breve con l’Ucraina

Con i futures statunitensi in calo (-0,31% quello sul Dow Jones e -0,24% quello sull’S&P500 alle 13:25), i mercati del Vecchio Continente restano contrastati. Francoforte sale dello 0,15% insieme a Londra (+0,04%), viceversa Parigi perde lo 0,37% e Milano lo 0,20% a 39.905 punti con le banche, Generali, Mediobanca, poste e Tim sotto pressione.

Lo spread Btp/Bund staziona a 100,6 punti base a due giorni dalla riunione della Bce. Konstantin Veit, Portfolio Manager di Pimco, crede che giovedì la Banca Centrale Europea taglierà il tasso sui depositi di 25 punti base, dal 2,25% al 2%. Questa mossa rappresenta probabilmente l'ingresso della Bce nella fase finale del ciclo di tagli dei tassi, con il 2% considerato dalla maggior parte dei membri del Consiglio direttivo come il punto medio di un intervallo di politica monetaria neutrale per l'area euro. «Il mercato sta attualmente scontando un tasso terminale di circa l'1,7%, che a nostro avviso sembra ragionevole», precisa Veit.

Nella prossima riunione riceveremo anche le nuove proiezioni dello staff dell'Eurosistema, che dovrebbero mostrare prospettive di crescita a breve termine più deboli per l'area euro, con rischi orientati al ribasso a causa delle tensioni commerciali, dell'incertezza geopolitica e del comportamento cauto dei consumatori.

«Nel complesso, tuttavia, prevediamo che le nuove proiezioni dello staff dell'Eurosistema indicheranno un quadro macroeconomico più debole nel 2025 e nel 2026, con il 2027 sostanzialmente invariato e l'inflazione intorno all'obiettivo», aggiunge Veit, il quale, guardando oltre giugno, ritiene che le discussioni del Consiglio direttivo si concentreranno probabilmente sull'appropriato orientamento della politica monetaria per il futuro e, in particolare, sulla necessità di adottare un orientamento decisamente accomodante per evitare che l'inflazione scenda al di sotto dell'obiettivo di stabilità dei prezzi nel medio termine. «Ci aspettiamo che il Consiglio direttivo mantenga un orientamento reattivo piuttosto che proattivo e continui a ribadire che saranno i dati a determinare la linea d'azione da seguire nelle riunioni future», conclude l’esperto di Pimco.

I prezzi del petrolio si confermano in rialzo (Brent +0,40% a 64,89 dollari al barile) dopo che il Cremlino ha affermato che il lavoro per cercare di raggiungere un accordo che ponga fine alla guerra in Ucraina è straordinariamente complesso e che sarebbe sbagliato aspettarsi decisioni imminenti. Il commento giunge dopo che la Russia, durante i colloqui di pace tenutisi il 2 giugno in Turchia, ha detto a Kiev che accetterà di porre fine ai combattimenti solo se rinuncerà a grandi porzioni di territorio e accetterà limiti alle dimensioni del suo esercito, richieste che l'Ucraina ha ripetutamente respinto.
 

Ore 11:35 Il Ftse Mib resta in calo con Generali e Mediobanca. Lo spread scende a 100: inflazione in Ue sotto il target Bce

L’indice Ftse Mib resta in ribasso dello 0,18% a 39.912 punti alle 11:35 con Medioanca, Generali e Tenaris le peggiori, in linea con il Cac40 (-0,35%) e il Ftse100 (-0,22%). Mentre il Dax di Francoforte resiste in territorio positivo (+0,14%). L’euro si conferma in calo dello 0,11% a 1,1416 dollari dopo che l’inflazione media nell’area euro si è riportata al di sotto dell’obiettivo della Bce (2%) all’1,9% su base annua a maggio. Ad aprile l’inflazione si era attestata al 2,2%. Il dato giunge a due giorni dalla riunione della Bce, da cui è atteso un nuovo taglio dei tassi di interesse di 0,25 punti percentuali. Invece, ad aprile il tasso di disoccupazione medio dell’area euro è ridisceso al 6,2%, il minimo storico che era stato già toccato nel novembre del 2024. A marzo la disoccupazione si era attestata al 6,3%.

«Si prevede ampiamente che la Bce taglierà i tassi di interesse di 25 punti base al 2% nella riunione di giovedì, riportando la politica monetaria al centro del suo "intervallo" neutrale. Una mossa del genere è completamente scontata dal mercato», sottolinea Annalisa Piazza, Fixed Income Research Analyst, MFS Investment Management. «Prevediamo che il pil dell'Eurozona si attesterà allo 0,8% nel 2025 e nel 2026, tenendo conto di una parte dell'impatto negativo dell'incertezza commerciale e della mancanza di una ripresa consistente della spesa privata».

Cosa succederà dopo giugno? «Crediamo che la dipendenza dai dati continuerà ad essere il fattore chiave per le decisioni di politica economica, con la piccola avvertenza che i tassi di riferimento saranno più neutrali rispetto a prima, quindi l'ostacolo per attuare ulteriori tagli consecutivi è elevato», spiega Annalisa Piazza, prevedendo una pausa nella riunione di luglio (a meno che non ci siano segnali di miglioramento nei negoziati sui dazi) e un ulteriore allentamento a settembre e forse nel quarto trimestre, con tassi terminali all'1,5%. I mercati stanno attualmente scontando due tagli nei prossimi 6 mesi e tassi terminali intorno all'1,65%.

Ore 10:20 Ftse Mib sotto 40.000 dopo il quadro cupo dell’Ocse, lo spread sale a 101

A Piazza Affari l’indice Ftse Mib accelera al ribasso (-0,62% a 39.738 punti con le banche sotto pressione, Mediobanca in primis, -3%, insieme a Generali, Poste, Tenaris e Tim) dopo l’avvertimento dell’Ocse: la crescita economica globale sta rallentando più di quanto previsto con le conseguenze della guerra commerciale dell'amministrazione Trump che si ripercuotono maggiormente sull'economia statunitense.

I dazi pesano sulla crescita economica globale

L'economia globale è destinata a rallentare dal 3,3% dello scorso anno al 2,9% nel 2025 e nel 2026. A marzo l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico aveva previsto una crescita del 3,1% quest'anno e del 3,% l'anno prossimo. L'economia statunitense, secondo l'Ocse, crescerà solo dell'1,6% quest'anno e dell'1,5% l'anno prossimo.

Ocse: in Italia pil +0,6% nel 2025

Nel caso dell’Italia l'Ocse ha stimato che la crescita del pil rallenterà leggermente allo 0,6% nel 2025 e aumenterà allo 0,7% nel 2026. L'aumento dei salari reali sosterrà la domanda dei consumatori. Gli investimenti saranno stimolati dall'attuazione accelerata dei progetti del Pnrr. Ma i volumi delle esportazioni sono destinati a stagnare nel 2025 a causa di politiche commerciali più restrittive e della debolezza della domanda nei principali mercati europei. Dominano i rischi al ribasso, tra cui l'incerta risposta di investitori e datori di lavoro agli sviluppi delle politiche globali.

Cala la disoccupazione ad aprile

Inoltre, ad aprile, secondo i dati Istat, su base mensile la stabilità degli occupati si associa al calo dei disoccupati e alla crescita degli inattivi. Il tasso di occupazione è risultato stabile al 62,7%. Il calo delle persone in cerca di lavoro (-3,1%, pari a -48mila unità) riguarda entrambe le componenti di genere e tutte le classi d'età ad eccezione dei 25-34enni, tra i quali il numero di disoccupati è sostanzialmente stabile. Il tasso di disoccupazione è sceso al 5,9% (-0,2 punti), quello giovanile al 19,2% (-1,2 punti). Mentre la crescita degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,3%, pari a +39mila unità) ha coinvolge uomini, donne e tutte le classi d'età tranne i 25-34enni, per i quali il numero di inattivi è in calo. Lo spread Btp/Bund sale a 101,26 punti base e l’euro flette dello 0,12% a 1,1414 dollari.

Ore 09:05 Ftse Mib positivo con Recordati ed Hera, spread stabile a 98 in attesa dell’outlook dell’Ocse

Borse europee positive in avvio di seduta. Il Dax segna un +0,42%, il Cac40 un +0,26%, il Ftse100 un +0,29% e il Ftse Mib un +0,21% a 40.068 punti. L'amministrazione Trump ha inviato una lettera ai partner commerciali chiedendo di presentare la loro migliore offerta per i negoziati commerciali entro domani, 4 giugno, mentre i funzionari cercano di accelerare i colloqui con più partner prima della scadenza di sole cinque settimane, secondo quanto emerge dalla bozza della lettera ai partner visionata da Reuters.

Una via di sbocco per la conclusione dei difficili negoziati commerciali

La bozza, proveniente dall'ufficio del rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti, suggerisce una via di sbocco per la conclusione dei difficili negoziati con decine di Paesi avviati il 9 aprile, quando Donald Trump ha sospeso i dazi annunciati nel Liberation day per 90 giorni, fino all'8 luglio. È possibile nei prossimi giorni anche un colloquio tra Trump e l'omologo cinese, Xi Jinping, come prospettato dalla Casa bianca.

Le tensioni commerciali hanno continuato ad aumentare con l'annuncio di Trump di voler raddoppiare i dazi su acciaio e alluminio al 50%. Per la verità l’avversione al rischio è stata percepita solo sulle valute, mentre su azionario, indice Vix e rendimenti dei titoli di Stato, non si è vista, sottolinea Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades. Il dollaro si è indebolito su tutta la linea, con i cali più significativi registrati nei confronti di yen, euro e dollaro australiano. il cambio euro/dollaro ha toccato quasi 1,1454 per poi correggere stamani fino a 1,1425 (-0,03%). Il dollaro/yen il 2 giugno ha toccato quota 142,36 per poi risalire fino a 143,23 (il 3 giugno quota a 142,868), ma attenzione ai supporti chiave posti a 141,90 e a poi 139,70, precisa Berlinzani.

Dall’Ocse un aggiornamento delle stime sulle principali economie del mondo, inclusa l'Italia

Lo spread Btp/Bund è pressoché stabile a quota 98,38 punti base. Nell'Economic outlook che sarà pubblicato alle 9 l’Ocse comunicherà l'aggiornamento delle sue stime sulle principali economie del mondo, inclusa l'Italia. I numeri su pil e inflazione per l'anno in corso e per il 2026 saranno da confrontare con quelli ipotizzati a marzo quando la crescita italiana era vista rispettivamente a +0,7% e +0,9%, con un Cpi a +1,7% e +1,9%. In arrivo anche le previsioni sull'andamento del deficit/pil e del debito/pil per il medesimo biennio. Dall’Istat, sempre stamani, le statistiche sul lavoro relative al mese di aprile, quando il tasso di disoccupazione, in base alle attese, dovrebbe salire al 6,1% dal 6% del di marzo.

A Milano bene Recordati, Hera, Lazio, Technoprobe e Sol. Leonardo storna

Sul listino milanese spiccano Recordati con un +1% a 53,35 euro ed Hera con un +0,7% a 4,44 euro. Tra i titoli del settore petrolifero storna Tenaris (-1% a 15,34 euro), non Saipem (+0,09% a 2,235 euro) ed Eni (+0,11% a 13,18 euro) che, come scrive MF-Milano Finanza, tra tasse e royalty ha pagato oltre 8 miliardi di euro ai governi di mezzo mondo.

Rialzo frazionale (+0,21% a 21,73 euro) per Stm dopo che la taiwanese Tsmc ha detto che i dazi statunitensi stanno avendo un certo impatto sull'azienda, ma la domanda di intelligenza artificiale rimane forte e continua a superare l'offerta. Le politiche commerciali del presidente Trump hanno creato molta incertezza per l'industria globale dei chip e per Tsmc, il principale produttore dei semiconduttori più avanzati al mondo, i cui clienti includono Apple e Nvidia.

Ritraccia Leonardo (-0,75% a 53,26 euro) dopo che l'Unione Europea ha approvato la joint venture tra il gruppo italiano, Bae Systems e Japan Aircraft Industrial Enhancement (Jaiec) per il programma Gcap di sviluppo del caccia di nuova generazione.

Inoltre, la Lazio sale del 2,38% a 0,84 euro con Maurizio Sarri tornato ad allenare il club biancoceleste dopo l'uscita di Marco Baroni. In rally del 3,23% a 7,035 euro Technoprobe dopo che Deutsche Bank ha alzato il rating da hold a buy e il target price da 6,3 a 9 euro e Sol del 3,86% a 47,1 euro: Berenberg ha alzato il target price da 41 a 49 euro (rating buy). Infine, si segnala che inizia l’opa volontaria sulle azioni Il Sole 24 Ore (-0,45% a 1,1 euro) promossa da Confindustria tramite il veicolo Zenit; termina il 30 giugno.

Ore 07:40 Europa attesa poco mossa. Trump: senza i dazi gli Usa non sopravviveranno

Borse europee attese poco mosse (+0,09% il futures sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta. Mentre i futures statunitensi flettono (-0,33% quello sul Dow Jones e -0,34% quello sull’S&P500) dopo che il presidente, Donald Trump, ha detto che senza i dazi gli Stati Uniti non sopravviveranno: «gli altri Paesi li usano contro di noi, dobbiamo contrastarli», ha aggiunto il numero uno della Casa Bianca.

Trump: senza i dazi gli Usa non sopravviveranno

Mentre la battaglia nei tribunali americani sulle tariffe imposte dal presidente continua, il tycoon ha spiegato su Truth che, «se ad altri Paesi è consentito usare dazi contro di noi e a noi non è consentito contrastarli, rapidamente e agilmente, con altre misure, il nostro Paese non ha nemmeno una piccola possibilità di sopravvivenza economica».

Per questo l’amministrazione Trump, secondo quanto riferito da Reuters, ha chiesto ai Paesi di presentare le loro migliori offerte per i negoziati commerciali entro domani, mentre i funzionari cercano di accelerare i colloqui con diversi partner prima della scadenza dell'8 luglio dopo che il 9 aprile Trump ha sospeso i dazi del Liberation Day per 90 giorni. 

Il dollaro accenna un recupero

Nel bel mezzo della guerra commerciale il dollaro cerca di recuperare terreno sull’euro che vale 1,1415 (-0,11%) in attesa alle 11 dell’inflazione a maggio preliminare dell’Eurozona (precedente: +2,2% anno su anno), importante in vista della riunione della Bce del 5 giugno (atteso un ulteriore taglio dei tassi di interesse di 25 punti base), dell’inflazione core a maggio preliminare (precedente: +2,7% anno su anno) e del tasso di disoccupazione ad aprile (precedente: 6,2%). Mentre alle 14:55 dagli Stati Uniti arriva l’indice settimanale Redbook (precedente: +6,1% anno su anno) e alle 16 gli ordini delle imprese ad aprile (precedente: +3,4% mese su mese).

Diversi gli esponenti della Fed che parlano: alle 18:45 Goolsbee, alle 19 Cook e alle 21:30 Logan. Quest’ultima, presidente della Federal Reserve di Dallas, ha detto che con il mercato del lavoro stabile, l'inflazione leggermente al di sopra dell'obiettivo e le prospettive incerte, la banca centrale americana sta tenendo d'occhio un'ampia gamma di dati per valutare quale risposta potrebbe essere necessaria e quando. Secondo i dati raccolti da Lseg, gli operatori vedono almeno due tagli dei tassi di interesse di 25 punti base entro la fine dell'anno.

L’oro storna

I prezzi dell'oro calano (-0,41% a 3.383 dollari l’oncia il futures) a causa di prese di profitto dopo le forti tensioni geopolitiche in Europa e Medio Oriente, unite all’incertezza commerciale, e in seguito al leggero recupero del dollaro. L’Ucraina ha lanciato un attacco mortale con droni contro la Russia, minando in gran parte i colloqui di pace. Mosca ha, inoltre, mostrato scarso interesse nel raggiungere un cessate il fuoco duraturo.

Al contempo, i colloqui sul nucleare tra Stati Uniti e Iran sembrano essere falliti dopo che il presidente Trump ha dichiarato che a Teheran non sarà permesso arricchire uranio. L’oro è salito lunedì 2 giugno, spinto anche dalle persistenti preoccupazioni per l’aumento dei dazi commerciali statunitensi e dal peggioramento delle relazioni con la Cina, che hanno aumentato la domanda di beni rifugio. e del leggero recupero del dollaro dopo le recenti perdite.

Petrolio ancora in rialzo

Invece, i prezzi del petrolio salgono ancora per i timori legati all’offerta, con l’Iran pronto a respingere la proposta di accordo nucleare degli Stati Uniti, importante per l’allentamento delle sanzioni contro il grande produttore di petrolio. Se i colloqui nucleari tra Stati Uniti e Iran dovessero fallire, ciò potrebbe significare il mantenimento delle sanzioni contro l’Iran, limitando così la sua offerta di petrolio e sostenendo i prezzi. A far preoccupare è anche un incendio boschivo nella provincia canadese dell’Alberta che ha costretto alla chiusura temporanea di alcune attività di produzione di petrolio e gas, con una possibile riduzione dell’offerta.

Secondo calcoli di Reuters, gli incendi in Canada hanno colpito oltre 344.000 barili al giorno di produzione di sabbie bituminose, circa il 7% della produzione complessiva di petrolio greggio del Paese. Così i future sul Brent si apprezzano dello 0,29% a 64,82 dollari al barile e quelli sul Wti dello 0,43% a 62,79 dollari al barile. Il mercato petrolifero ha registrato un forte rialzo lunedì 2 giugno, grazie all’aumento dei rischi geopolitici e a un incremento dell’offerta da parte dell’Opec+ inferiore alle attese per luglio: +411.000 barili al giorno.

A Milano occhio a Stm, Leonardo, Eni, Lazio e Sol

Sul listino milanese attenzione, quindi, ai titoli del settore petrolifero come Tenaris, Saipem ed Eni che, come scrive MF-Milano Finanza, tra tasse e royalty ha pagato oltre 8 miliardi di euro ai governi di mezzo mondo.

Occhio anche a Stm dopo che la taiwanese Tsmc ha detto che i dazi statunitensi stanno avendo un certo impatto sull'azienda, ma la domanda di intelligenza artificiale rimane forte e continua a superare l'offerta. Le politiche commerciali del presidente Trump hanno creato molta incertezza per l'industria globale dei chip e per Tsmc, il principale produttore dei semiconduttori più avanzati al mondo, i cui clienti includono Apple e Nvidia.

Da monitorare, poi, Leonardo visto che l'Unione Europea ha approvato la joint venture tra il gruppo italiano, Bae Systems e Japan Aircraft Industrial Enhancement (Jaiec) per il programma Gcap di sviluppo del caccia di nuova generazione.

Focus, inoltre, sulla Lazio perché Maurizio Sarri torna ad allenare il club biancoceleste dopo l'uscita di Marco Baroni e su Sol di cui Berenberg ha alzato il target price da 41 a 49 euro (rating buy). Infine, si segnala che inizia l’opa volontaria sulle azioni Il Sole 24 Ore promossa da Confindustria tramite il veicolo Zenit; termina il 30 giugno. (riproduzione riservata)



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