Poco mossa Piazza Affari (Ftse Mib -0,03%) in chiusura degli scambi. Contrastate le altre piazze europee: il Dax scivola dello 0,08%, il Cac dello 0,8% mentre il Ftse 100 sale dello 0,6%. In rialzo il differenziale tra Btp e Bund tedeschi a 131,6 punti, con il rendimento annui italiano in ribasso di 3,5 punti al 3,87% e quello tedesco di 2,2 punti al 2,56%.
A Piazza Affari, riflettori puntati su Mps (+5,56%) in vista della trimestrale della prossima settimana e sulla scia dell’offerta di scambio di Bbva agli azionisti di Sabadell per un’integrazione, con un concambio di 1 azione della prima ogni 4,83 titoli della seconda. Acquisti anche su Ferrari (+2,4%) in attesa dei conti il prossimo 7 maggio, mentre scende Stellantis (-3,64%), sull'onda lunga della trimestrale diffusa lo scorso 30 aprile. Sotto pressione anche Stm (-3,27%), in linea con i rivali europei, ed Eni (-1,86%) con il greggio stabile dopo il tonfo della vigilia, a seguito dell'inatteso rialzo delle scorte settimanali Usa.
Bene Saipem (+1,66%), seguita da A2a (+1,59%) che pubblica la trimestrale il prossimo 14 maggio, mentre quella di Intesa (+1,25%) è prevista domani. Si va invece alla prossima settimana per le trimestrali di Banco Bpm (+1,33%), Unicredit (+0,9%), Bper (+0,88%) e Bps (+0,64%%). Segno meno per Iveco (-1,95%), Cucinelli (-1,2%), Tim (-1%), Snam (-0,63%) e Campari (-0,53%). Tra i titoli a minor capitalizzazione sprint di Bioera (+6,25%), scivolone di Fincantieri (-5,63%) e Maire Tecnimont (-4,43%).
Piazza Affari in leggero rialzo (+0,25% il Ftse Mib) dopo l’apertura positiva di Wall Street. Il Dow Jones guadagna lo 0,46%, l’S&P 500 lo 0,62% e il Nasdaq lo 0,98%. Ieri il presidente della Fed Jerome Powell ha dichiarato che è improbabile un rialzo dei tassi nella prossima riunione politica della Fed a giugno, tranquillizzando i timori del mercato. Gli stessi operatori avevano già ridimensionato le loro aspettative di tagli dei tassi quest'anno a uno o due, se mai ce ne saranno, dopo averne previsti sei o più. Powell aveva già lasciato intendere che i tassi potrebbero rimanere alti per un po’ di tempo.
Ora che la decisione sui tassi della Fed è passata, al di fuori degli utili societari gli investitori si concentreranno sui dati del mercato del lavoro. Le richieste di sussidi rimangono stabili a livello settimanale a 208mila unità, mentre domani è atteso il rapporto più completo sui posti di lavoro creati ad aprile.
Mentre i futures statunitensi accelerano al rialzo (+0,54% quello sul Dow Jones e +0,71% quello sull’S&P500) dopo i dati macro, le borse europee si muovono in ordine sparso. Francoforte avanza dello 0,07%, Londra dello 0,47% e Milano dello 0,19% a 33.811 punti alle 14:35, sostenuto da Mps, +4%, e Ferrari e Nexi in rialzo entrambi del 2,4%. Fanalini di coda Stellantis, Stm ed Eni. Resta indietro Parigi (-0,60%). Lo spread Btp/Bund scende a 130,5 punti base, viceversa l’euro sale dello 0,41% a 1,070 dollari post Fed colomba (tassi di interesse invariati al 5,25-5,50% senza ulteriori progressi nella lotta all'inflazione) e dopo che i dati macro Usa hanno mostrato richieste settimanali di sussidi di disoccupazione a 208.000 unità, invariate rispetto alla settimana precedente. La lettura è al di sotto della stima del consenso degli economisti a 211.000 unità. Peggiore del previsto, inoltre, la bilancia commerciale che ha registrato a marzo un deficit di 69,4 miliardi di dollari (67,5 miliardi la stima degli economisti) dal dato del mese precedente rivisto a 60,458 miliardi.
I mercati del Vecchio continente viaggiano in ordine sparso post Fed colomba. Il Dax è piatto, il Ca40 perde lo 0,80%, il Ftse100 sale dello 0,32% e il Ftse Mib dello 0,11% a 33.784 punti alle 12:30, sostenuto dalle utilities, da Mps, +4,46%, e da Ferrari, +2,12%; mentre Amplifon flette dello 0,19% anche se Kepler Cheuvreux ha alzato il rating da hold a buy e il target price da da 32 a 38,40 euro). Lo spread Btp/Bund scende a 131,7 punti base e l’euro si rafforza nei confronti del dollaro a 1,070 (+0,38%).
Tra le materie prime, i prezzi del petrolio continuano a salire. Il Brent segna un +0,77% a 84,08 dollari a barile dopo che l'Iran ha annunciato una serie di sanzioni contro cittadini e aziende statunitensi e del Regno Unito, per il loro sostegno alla guerra di Israele contro Hamas nella Striscia di Gaza. In una nota del ministero degli Affari esteri, la Repubblica islamica ha indicato che le sanzioni riguardano sette cittadini degli Stati Uniti, tra cui il generale Bryan Fenton, capo del comando delle operazioni speciali, e il vice ammiraglio Brad Cooper, ex capo delle forze navali statunitensi in Medio Oriente.
Tra i funzionari e le entità britanniche prese di mira figurano il ministro della Difesa, Grant Shapps, e la Royal Navy britannica nel Mar Rosso. Sono state annunciate sanzioni anche contro le società americane Lockheed Martin e Chevron e le società britanniche Elbit Systems, Parker Meggitt e Rafael UK. Le sanzioni includono il blocco dei conti e delle transazioni nei sistemi finanziari e bancari dell'Iran, il blocco dei beni sotto la giurisdizione della Repubblica islamica dell'Iran e il divieto di rilasciare visti e di entrare nel territorio iraniano.
Solo Londra (+0,59%) e Milano (+0,51% a 33.919 punti alle 10:05 grazie a tutte le utilities e a Mps, +4%; calano Eni, Stellantis, Stm e Iveco) salgono. Lo spread Btp/Bund si conferma a 132,3 punti base dopo che l’Ocse ha lasciato invariate le prospettive di crescita dell'economia italiana rispetto a quelle indicate a febbraio, mentre ha tagliato quelle sull'inflazione. Nel rapporto semestrale Economic Outlook dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, le stime sul pil italiano restano allo 0,7% quest'anno e all’1,2% il prossimo. Nel Def inviato il mese scorso alla Commissione Europea il governo Meloni ha indicato 1% per il 2024 e 1,2% per il 2025. Quanto all'inflazione, l'attesa sul tasso armonizzato è dell’1,1% per quest'anno, in marcato calo rispetto all'1,8% ipotizzato soltanto a inizio febbraio, e del 2% per 2025 dal 2,2% di febbraio.
Brutte notizie, invece, dall'indice Pmi sul settore manifatturiero italiano che ad aprile è sceso a 47,3 da 50,4 di marzo. Dopo il breve periodo di leggera crescita, l’indice principale è ritornato a contrarsi, con tutti e cinque i componenti del Pmi che ad aprile hanno seguito una traiettoria negativa. Il maggiore componente del Pmi principale, i nuovi ordini, ad aprile è calato drasticamente dopo il lieve miglioramento di marzo. Allo stesso tempo,gli ordini esteri sono risultati in forte calo a causa della contrazione della domanda dai mercati europei.
Ma anche l’attività manifatturiera nella zona euro è peggiorata ad aprile con l’indice Pmi sceso a 45,7 rispetto ai 46,1 di marzo, al di sotto della soglia di 50 punti che separa la crescita dalla contrazione. Il dato ha superato di poco la stima preliminare di 45,6. L'indice che misura la produzione, che confluisce nel Pmi composito previsto per lunedì e che è considerato un buon indicatore della stato di salute dell'economia della zona euro, è salito da 47,1 a 47,3, in linea con la stima flash. È chiaro che «il settore manifatturiero sta prolungando la propria recessione ad aprile», ha detto Cyrus de la Rubia, capo economista della Hamburg Commercial Bank.
Borse europee miste in avvio di seduta. Il Dax segna un -0,02%, il Cac40 un -0,45%, il Ftse100 un +0,31% e il Ftse Mib un +0,12% a 33.788 punti. Il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,61% dopo che la Federal Reserve ha giudicato troppo lento il processo di rientro dell'inflazione Usa, stabilendo così per la sesta volta consecutiva una conferma del costo del denaro tra il 5,25% e il 5,50%. La decisione con cui si è concluso il 1° maggio il Fomc è stata adottata all'unanimità, così come all'unanimità si è concordato che non ci sono progressi in direzione dell'avvicinamento dell'obiettivo del 2% per la dinamica dei prezzi. I mercati finanziari si aspettano solo un taglio dei tassi di interesse quest’anno, a novembre, secondo il FedWatch del Cme.
In mattinata vengono resi noti gli indici di aprile sul Pmi manifatturiero delle principali economie europee, Italia compresa. La scorsa settimana sono state diffuse le stime flash di Germania, Francia e zona euro. In quest'ultimo caso l'attività complessiva delle imprese ha registrato la più rapida espansione da quasi un anno, grazie alla ripresa sostenuta dei servizi che ha ampiamente compensato la più profonda flessione del manifatturiero. Le attese per l'Italia sono per un lieve peggioramento a 50 da confrontare con il 50,4 del mese precedente. Per la zona euro è attesa una conferma della stima flash a 45,6 punti. Lo spread Btp/Bund è pressoché stabile a 132,6 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in calo al 3,87%. Sul primario si attiva la Francia che offre un massimo di 12 miliardi di Oat con scadenza novembre 2033, maggio 2034, 2043 e 2055. Venerdì 3 maggio Fitch si pronuncerà sul rating (BBB, outlook stabile) dell’Italia. L’ultima a esprimersi è stata Dbrs che ha lasciato il rating invariato a BBB (high) con un trend stabile.
Sul listino milanese spicca il +2,26% a 4,63 euro di Mps, il +1,75% a 6,29 euro di Banco Bpm, con gli investitori che guardano al risiko bancario partito in Spagna: Bbva sta trattando per comprare Sabadell, e il +1,20% a 5,54 euro di Nexi. Più defilato Leonardo (+0,14% a 21,66 euro) anche se la controllata statunitense Drs ha registrato un fatturato di 688 milioni di dollari nel primo trimestre del 2024, con un aumento del 21% rispetto all'anno precedente, e l'utile netto è più che raddoppiato a 29 milioni.
Post conti del primo trimestre del 2024 deboli, Mediobanca Research ha tagliato il giudizio su Stellantis (-2,56% a 20,34 euro) da outperform a neutral (target price 24 euro), Nomura il target price da 27 a 24 euro (rating neutral), mentre Citi ha confermato il rating nuetral e il target price a 22 euro. Male anche Stm (-1,98% a 36,9 euro) e Iveco (-1,40% a 11,64 euro).
Tra i media, occhio a Mfe (+0,15% a 2,762 euro) dopo che l’assemblea dei soci di ProSiebenSat.1 ha respinto la proposta presentata dal suo principale azionista che chiedeva al management del gruppo tedesco di preparare la scissione delle attività digital da quelle televisive. La proposta è stata votata dal 71% del capitale sociale presente in assemblea, dunque sotto la soglia richiesta per il via libera fissata al 75%.
In calo, invece, dello 0,70% a 15,56 euro Tenaris che ha concluso la seconda tranche del suo programma di riacquisto di azioni proprie, partito il 29 febbraio del 2024. Il programma si è concluso con l'acquisto di 16,4 milioni di azioni ordinarie proprie, per un controvalore complessivo di 277,1 milioni di euro. A oggi, la società detiene 34,1 milioni di azioni proprie, pari al 2,9% del capitale sociale.
Decisamente meglio nel settore del lusso Safilo, in rialzo del 2,57% a 1,196 euro, dopo aver firmato un accordo di licenza perpetua con Authentic Brands Group (Authentic) per Eyewear by David Beckham, che sostituisce il precedente contratto in scadenza a fine 2030. M&A, invece, per Saes (stabile a 26,3 euro, in linea con il prezzo dell’opa lanciata da S.G.G. Holding): ha annunciato il closing dell'acquisizione del 100% di Fmb Berlin, con l'obiettivo di rafforzare la posizione internazionale e la sua leadership nel mercato della ricerca scientifica avanzata. Il prezzo di acquisto è stato pari a 8 milioni di euro, corrisposto per cassa, utilizzando mezzi propri. Infine, è stato prorogato al 31 maggio dal 30 aprile il termine per l'avveramento delle condizioni sospensive per l'accordo di investimento di Tessellis in Go Internet.
Borse europee attese in leggero calo in avvio di seduta (-0,04% il future sull’Eurostoxx50), meglio i futures statunitensi (+0,43% quello sul Dow Jones e +0,58% quello sull’S&P500) dopo che la Fed ha lasciato i tassi invariati ai massimi da 23 anni (tra il 5,25% e il 5,50%). Tuttavia, ha rallentato la velocità di riduzione del suo bilancio: da giugno imporrà un tetto di 25 miliardi di dollari al mese ai Treasury, dai 60 miliardi attuali, mantenendo a 35 miliardi quella dei mortgage-backed securities. Questa mossa allenterà la pressione sulle emissioni di Treasury (il rendimento del 10 anni sale al 4,6%).
L’euro sale dello 0,47% a 1,071 dollari in attesa di alcuni dati macro. Alle 10 i prezzi alla produzione a marzo dell’Italia (precedente: -1% mese su mese, -10,8% anno su anno) e il Pmi manifatturiero ad aprile finale dell’Eurozona (preliminare: 45,6 punti). Mentre alle 14:30 sono in agenda le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (precedente: -5.000 a 207.000) e la bilancia commerciale a marzo (precedente: -68,9 miliardi di dollari; consenso: -67,5 miliardi di dollari), per chiudere alle 16 con gli ordini alle imprese a marzo (precedente: +1,4% mese su mese) e gli ordini di beni durevoli a marzo finali (preliminare: +2,7% mese su mese).
Tra le materie prime, I prezzi del petrolio salgono (Wti +0,68% a 79,54 dollari al barile e Brent +0,70% a 84,02 dollari al barile) con la prospettiva che gli Stati Uniti possano iniziare ad acquistare greggio per la loro riserva petrolifera, dopo che i prezzi del greggio sono scesi sui minimi delle ultime sette settimane per le speranze di un cessate il fuoco tra Israele e Gaza, per i dubbi sui tagli ai tassi di interesse degli Stati Uniti e per l’aumento delle scorte di greggio. «Il mercato petrolifero è sostenuto dalla speculazione che se il Wti scenderà sotto i 79 dollari, gli Stati Uniti si muoveranno per accumulare le loro riserve strategiche», afferma Hiroyuki Kikukawa, presidente di NS Trading, divisione di Nissan Securities. Acquisti anche sull’oro (+0,61% a 2.325 dollari l’oncia).
Sul listino milanese attenzione a Leonardo perché la controllata statunitense Drs ha registrato un fatturato di 688 milioni di dollari nel primo trimestre del 2024, con un aumento del 21% rispetto all'anno precedente, e l'utile netto è più che raddoppiato a 29 milioni.
Post conti del primo trimestre del 2024, Mediobanca Research ha tagliato il giudizio su Stellantis da outperform a neutral (target price 24 euro), Nomura il target price da 27 a 24 euro (rating neutral), mentre Citi ha confermato il rating nuetral e il target price a 22 euro.
Tra i media, occhio a Mfe dopo che l’assemblea dei soci di ProSiebenSat.1 ha respinto la proposta presentata dal suo principale azionista che chiedeva al management del gruppo tedesco di preparare la scissione delle attività digital da quelle televisive. La proposta è stata votata dal 71% del capitale sociale presente in assemblea, dunque sotto la soglia richiesta per il via libera fissata al 75%.
Invece Tenaris ha concluso la seconda tranche del suo programma di riacquisto di azioni proprie, partito il 29 febbraio del 2024. Il programma si è concluso con l'acquisto di 16,4 milioni di azioni ordinarie proprie, per un controvalore complessivo di 277,1 milioni di euro. A oggi, la società detiene 34,1 milioni di azioni proprie, pari al 2,9% del capitale sociale.
Nel settore del lusso Safilo ha firmato un accordo di licenza perpetua con Authentic Brands Group (Authentic) per Eyewear by David Beckham, che sostituisce il precedente contratto in scadenza a fine 2030. M&A, invece, per Saes: ha annunciato il closing dell'acquisizione del 100% di Fmb Berlin, con l'obiettivo di rafforzare la posizione internazionale e la sua leadership nel mercato della ricerca scientifica avanzata. Il prezzo di acquisto è stato pari a 8 milioni di euro, corrisposto per cassa, utilizzando mezzi propri. Infine, è stato prorogato al 31 maggio dal 30 aprile il termine per l'avveramento delle condizioni sospensive per l'accordo di investimento di Tessellis in Go Internet. (riproduzione riservata)