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Generali, titolo ai massimi dal 2001: Donnet pronto ad archiviare l’accordo con Natixis

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Generali vola ai massimi dal 2001: per gli analisti la corsa non è finita. Ecco dove può arrivare | IL VIDEO

09 dicembre 2025, 19:00 Ultimo aggiornamento: 10 dicembre 2025, 08:46

Il titolo della compagnia promosso dagli analisti sale del 3%, sopra i 35 euro. È la quinta miglior performance del 2025. Il punto di forza del dividendo

A Piazza Affari quella di oggi, martedì 9 dicembre, sarà ricordata come la giornata delle Generali. In un martedì di mercato di per sé molto positivo per risparmio gestito e assicurazioni la compagnia triestina guidata da Philippe Donnet si è messa in un luce con un rally del 3%: la quinta miglior performance da inizio anno (e la migliore da aprile), che le ha permesso di superare lo storico traguardo dei 35 euro per azione.

Il vero gioiello del risiko

L’ultima volta che le azioni Generali avevano visto questo valore era stato all’inizio del 2001. Il traguardo borsistico arriva peraltro in una fase molto calda della storia recente della società, preda ambita nelle partite del risiko bancario che hanno portato all’acquisizione di Mediobanca – che della compagnia è primo azionista singolo con una quota del 13,2% –  da parte di Mps (quindi dei soci forti Francesco Milleri e Francesco Gaetano Caltagirone).

Una scalata oggi sotto i riflettori anche della Procura di Milano. La Delfin della famiglia Del Vecchio (guidata da Milleri) e Caltagirone sono anche azionisti di peso diretti della compagnia, della quale detengono rispettivamente il 10,05% e il 6,28%.

Le ragioni della corsa 

A trainare la performance c’è stato un ampio report sul settore assicurativo redatto da Kbw, che ha alzato il giudizio sul Leone ad outperform (dal precedente market perform) con prezzo obiettivo di 37 euro per azione. Il che implica, ai prezzi attuali, un potenziale di apprezzamento ulteriore del 5,5%. Gli esperti segnalano che tra le big assicurative Generali è la compagnia più orientata sulle agenzie e sul retail, e questo rappresenta un punto di forza poiché il gruppo «beneficia dei vantaggi presenti in questi settori, evitando al contempo i rischi in altri rami, quali ad esempio il brokeraggio».

Kbw ritene anche che Generali stia recuperando terreno più rapidamente rispetto ai competitor in termini di gestione del capitale e a livello operativo.

Un titolo solido e dai ricchi dividendi

Infine, evidenziano gli esperti, visto che «il coefficiente di solvibilità di Generali è solido – con meno preoccupazioni per il rischio di credito legato ai Btp – lo sconto sui multipli del decennio passato potrebbe presto trasformarsi in premio». In termini di governance, infine, Kbw crede «che le differenze tra le aspirazioni dei vari soci di Generali siano limitate. Sembrano tutti allineati nel voler creare valore per il titolo nel lungo termine e le possibili conseguenze gestionali del cambiamento non sembrano eccessivamente preoccupanti».

A livello di multipli Generali tratta ancora con il 7% circa di sconto rispetto alla media degli ultimi cinque anni, e ha un dividend yield stimato superiore al 4%. Anche gli analisti di Jp Morgan hanno di recente rivisto al rialzo il prezzo obiettivo sulla compagnia, portandolo da 40 a 42 euro con raccomandazione di acquisto (buy).

L’effetto su Banca Generali

La corsa di Generali è stata un volano anche per la banca del Leone: Banca Generali, specializzata in risparmio gestito, ha chiuso le contrattazioni in rialzo dell’1,4%, a quota 55,3 euro. La ventata di ottimismo proveniente da Trieste si è riflessa su tutta la finanza del Ftse Mib: Banca Mediolanum (maglia rosa di giornata) ha guadagnato il 3,3%, Unipol il 2,1%, Azimut (complice la raccolta) l’1,9%, Bper l’1,4%, così come la Popolare di Sondrio. Tra i migliori anche Leonardo (+2,6%), in scia alla notizia secondo cui il Parlamento tedesco si sta preparando ad approvare, la settimana prossima, 29 contratti di approvvigionamento militare per un valore record di 52 miliardi di euro.

Spread sotto 70 punti

Nonostante la flessione di alcuni titoli (in coda Recordati -2%, Prysmian -1,9% e Stellantis -1,8%), il Ftse Mib ha chiuso le negoziazioni di giornata sopra la parità: +0,3% a 43.575 punti. Peggio del Dax (+0,5% con finanza e difesa sugli scudi) ma meglio di Ibex e Stoxx 600 (piatti) nonché del Cac, che invece ha lasciato per strada lo 0,7%. Leggermente positivi, a metà seduta, gli indici americani, in attesa della decisione della Fed sui tassi di interesse prevista per mercoledì 10 dicembre.

Positive infine le indicazioni provenienti dallo spread, sceso di nuovo sotto i 70 punti base. (riproduzione riservata)



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