Pioggia di scommesse ribassiste su Trump Media, la società quotata del presidente americano Donald Trump che detiene il social network Truth. Ad alimentarle, secondo quanto riportato dal Financial Times, è il crescente scetticismo sulla maxi-operazione annunciata alla fine dello scorso anno dalla società.
A dicembre la società ha raggiunto un accordo per fondersi con Tae Technologies, società attiva nella fusione nucleare sostenuta da Alphabet, in un'operazione valutata oltre 6 miliardi di dollari. L'obiettivo della nuova entità è costruire una serie di grandi centrali elettriche, per sostenere la crescente domanda energetica legata allo sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Ma questa operazione, che nei primi giorni ha convinto il mercato (le azioni di Trump Media sono cresciute del 40% nei giorni immediatamente successivi all’annuncio), ha generato anche un certo scetticismo, che è stato subito cavalcato dagli short seller.
Gli investitori allo scoperto, evidenzia il FT, hanno rapidamente scommesso contro il titolo, quotato con il ticker DJT. Secondo i dati del provider di informazioni di mercato S3, le posizioni corte sono aumentate di circa il 30% nei giorni successivi all'annuncio dell'accordo. Le scommesse ribassiste ammontano a circa il 10% delle azioni disponibili per la negoziazione pubblica.
L'aumento delle vendite allo scoperto indica un certo scetticismo sulle prospettive della nuova società. Trump Media non ha registrato profitti negli ultimi tre anni, mentre Tae è una startup che lavora in un settore ancora agli albori, non in grado per il momento di generare un valore concreto.
Parte dell'interesse allo scoperto potrebbe essere dovuto inoltre, scrive il quotidiano britannico, al tentativo degli investitori che detengono l'obbligazione convertibile da 1 miliardo di dollari di Trump Media di coprire la propria esposizione, vendendo allo scoperto il titolo.
Il prezzo delle azioni di Trump Media è sceso, dal picco dell'anno scorso di circa 40 dollari per azione, a circa 10,5 dollari prima dell'annuncio dell’operazione. Mentre adesso si aggira, dopo l’hype iniziale della fusione che l’aveva portata sopra i 16 dollari, intorno ai 14,3. La capitalizzazione di mercato è poco superiore ai 4 miliardi.
Nel terzo trimestre la società ha registrato una perdita netta di circa 55 milioni a fronte di un fatturato di 972 mila dollari: numeri da startup alle prime fasi di sviluppo. (riproduzione riservata)