
Gli investitori americani ritengono che le obbligazioni europee ad alto rendimento siano un asset interessante nel quale investire. Secondo infatti i gestori di MFS, Massachusetts Financial Services, una società di gestione statunitense fondata nel 1924, il segmento dell'high yield europeo «figura tra quelli più interessanti del mercato obbligazionario globale».
Dato che l'high yield europeo continua ad essere sostenuto da «fondamentali solidi e che il contesto macro sta diventando più favorevole, anche in vista dei tagli dei tassi», i gestori di MFS ritengono che sia giunto il momento di prendere in considerazione un aumento dell'esposizione a questo segmento.
Prima di tutto perché i rendimenti «sono interessanti rispetto ai valori storici». Si collocano infatti al 6,56% circa, «nettamente superiori alla media decennale del 4,53%». Questa è una «considerazione importante – sottolineano gli esperti – perché il rendimento corrente influisce sulle aspettative di rendimento future».
Poiché i punti d'ingresso «contano nel mercato obbligazionario e anche nell'high yield europeo, dato il livello interessante dei rendimenti correnti, a nostro avviso le prospettive per i rendimenti attesi sono ottime», spiegano gli esperti. Questo perché esiste una «solida relazione storica tra rendimenti iniziali come quelli odierni e performance successive relativamente interessanti. Ad esempio, con un rendimento iniziale del 6,56% per i titoli high yield europei, il rendimento mediano per i cinque anni successivi – utilizzando un intervallo di 30 punti base intorno al rendimento iniziale – si attesta al 7,9%, con rendimenti compresi nell'intervallo 5,49-9,44%», spiegano i gestori.
Inoltre, le prospettive per i rendimenti obbligazionari attesi hanno beneficiato delle indicazioni fornite di recente dalle principali banche centrali sui tagli dei tassi. Analizzando la mappa di calore del mercato high yield europeo (qui sotto), «è chiaro che la probabilità di rendimenti più alti è aumentata rispetto a qualche anno fa, alla luce del rendimento iniziale più elevato».
Inoltre, la prospettiva di rendimenti più alti è «avvalorata dall'elevata possibilità di tagli dei tassi a breve, in base ai recenti segnali forniti dalla Bce». In base quindi a un rendimento iniziale del 6,56% e ipotizzando spread invariati nell'anno successivo a fronte di un calo dei tassi di 60 punto base, ragiona MFS, è «possibile realizzare un rendimento ipotetico dell'8,19% in un anno, in base all'impatto di una variazione dei tassi di 60 punti base moltiplicata per la duration dell'indice (60 x 2,71 = 162,6, che sommato al 6,56% dà l'8,19%). A titolo di confronto storico, il rendimento annualizzato ventennale dell'asset class è pari al 6,6%».
Vale la pena di notare anche che in uno scenario estremo, ragionano gli esperti, come un aumento combinato di spread e tassi di almeno 270 punti base, l'high yield europeo produrrebbe un rendimento negativo nel corso dell'anno successivo.
L'high yield europeo continua poi ad essere sostenuto da fondamentali solidi. Nel complesso, secondo i gestori, un netto aumento dei tassi di default o il cosiddetto «muro delle scadenze» non preoccupano. Il «rischio di rifinanziamento rimane limitato alla luce delle prospettive di tagli dei tassi e di un picco delle scadenze che potrebbe concretizzarsi solo nel 2026». Dal punto di vista dei fondamentali, in base al Fundamental Indicator, l'asset class si è rafforzata negli ultimi trimestri. «La forza deriva soprattutto dal rapporto free cash flow/debito, oltre che dall'indebitamento netto», spiega MFS.
Inoltre, è probabile che a breve, forse già nel secondo trimestre di quest'anno, la Bce avvii un ciclo di allentamento che «dovrebbe alimentare l'interesse per gli attivi europei, favorendo l'high yield».
L'high yield europeo, poi, è «interessante rispetto all'high yield Usa. Il motivo è soprattutto che la valutazione di quest'ultimo è davvero eccessiva... Allo stesso modo, l'high yield europeo appare particolarmente interessante se si considerano i rendimenti con copertura. Un investitore con sede negli Stati Uniti intenzionato ad assumere un'esposizione all'high yield europeo con copertura valutaria potrebbe ottenere un rendimento dell'8,04%, superiore a quello che otterrebbe acquistando titoli high yield statunitensi, nonostante la duration più breve dell'indice in euro».
La performance a lungo termine dell'high yield europeo, ricordano i gestori, è «superiore anche a quella delle azioni europee, malgrado la netta sottoperformance rispetto a queste ultime su orizzonti temporali più brevi. Negli ultimi 20 anni, l'high yield europeo ha generato rendimenti simili a quelli dell'indice azionario in euro, ma con una volatilità inferiore». (riproduzione riservata)