I bond subordinati emessi da banche e assicurazioni europee offrono rendimenti interessanti. In Europa questo segmento non è più una nicchia, con centinaia di emissioni per un ammontare superiore a 400 miliardi. Banor ha sviluppato un expertise significativo nei subordinati finanziari, in cui investe dal 2011, e ha di recente perfezionato in un veicolo dedicato tre anni di track record della sua strategia focalizzata sulle obbligazioni subordinate europee: Aristea Sicav Financial Capital.
Le banche sono, per motivi regolamentari, i principali emittenti di bond subordinati, che possono essere sia di tipo Tier 2, meno rischiosi e con una scadenza definita: di solito 5-10 anni, oppure Tier 1, i più rischiosi, perché in caso di difficoltà della banca, spiega a Milano Finanza Francesco Castelli, responsabile obbligazionario di Banor, possono essere convertiti in azioni o azzerati, hanno una scadenza in genere perpetua anche se spesso con opzioni call (rimborso anticipato) e una cedola elevata, ma non obbligatoria (può essere sospesa senza far scattare default).
«Tra il 2009 e il 2012 la certezza che le banche fossero una realtà inattaccabile si è azzerata. Tant'è vero che, in media, le loro obbligazioni pagavano tre punti e mezzo in più di un’emissione di una società industriale con un rating simile. Oggi questo spread si è ridotto, le banche sono sempre più forti, invece, le società industriali cominciano a mostrare qualche segnale di indebolimento del ciclo, con i primi default che stanno aumentando», nota Castelli.
A maggior ragione ora, con all’orizzonte un rallentamento economico, i subordinati di banche e assicurazioni sono un investimento molto più difensivo dei bond high yield industriali, «che non solo cominciano a perdere i colpi, ma anche soldi», avverte l’esperto. Qui i segnali di stress non mancano: il tasso di default in media è risalito oltre il 2,5% e le rinegoziazioni sono conclamate. In Europa la sezione di vigilanza della Bce garantisce un sistema molto più capitalizzato e controllato. Tanto che i bond subordinati Tier 1 (si vedano le tabelle sotto) delle banche europee (senza Ubs) sono pari a 179 miliardi e i Tier 2 a 237 miliardi.
«Anche perché le banche sono tornate a essere una potenza importante, dopo essere passate attraverso aumenti di capitale e dall’azzeramento del pagamento dei dividendi», continua Castelli. La solvibilità e la stabilità del sistema bancario europeo poggia su questi bond che molte volte vengono rimborsati in anticipo. «Nel caso dei Tier 1 in euro offrono un rendimento medio tra il 3,5% e il 4,5%, 40 punti base sopra quello dei bond industriali di pari scadenza. Nel caso dei Tier 2 il 5% e 80/90 punti base in più. Ritorni interessanti per bond doppia B di emittenti più robusti degli industriali, ma con rating e prezzo che possono ancora migliorare, una volta superato lo scetticismo che permane sul mercato. Un rating investment grade», conclude Castelli, «farebbe la differenza».
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