Un ordigno rudimentale fatto esplodere fuori il cancello di casa: uno scoppio, un secondo e poi le fiamme che hanno distrutto la sua macchina e quella della figlia, parcheggiata accanto. Grave intimidazione nella tarda serata di ieri, 16 ottobre, nei confronti di Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, già vittima in passato di minacce. Stavolta, intorno alle ore 22, mentre il giornalista era in casa, un ordigno rudimentale (circa 1 kg di esplosivo a quanto si apprende) è esploso sotto l’auto del conduttore. Nessuno è rimasto ferito, ma «la potenza dell’esplosione è stata tale per cui avrebbe potuto uccidere chi fosse passato in quel momento», si legge sul profilo social di Report.
Ranucci abita a Campo Ascolano, frazione di Pomezia, alle porte di Roma. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, che adesso indagano insieme alla Digos. Al momento il pm della Dda Carlo Villani- coordinato dall’aggiunto Ilaria Calò- procede per danneggiamento con l’aggravante del metodo mafioso in attesa di ricevere le prime informative dalle forze dell’ordine intervenute.
«Sono in auto con la scorta dei carabinieri e sto andando a denunciare quanto accaduto», ha spiegato Sigfrido Ranucci. «Sembra che si tratti di un ordigno rudimentale, ma ora bisogna vedere la natura dell'esplosivo. Con tutte le minacce che riceviamo non è semplice risalire alla matrice».
Non si sono fatte attendere le tantissime reazioni di solidarietà nei confronti del giornalista. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso «la più ferma condanna per il grave atto intimidatorio da lui subito. La libertà e l’indipendenza dell'informazione sono valori irrinunciabili delle nostre democrazie, che continueremo a difendere», si legge in na nota diffusa da Palazzo Chigi.
Di «gravità inaudita e inaccettabile» parla il vicepremier Matteo Salvini, leader della Lega, esprimendo la propria solidatietà al conduttore e giornalista della Rai.
«Un gesto vigliacco e gravissimo che rappresenta un attacco non solo alla persona ma alla libertà di stampa e ai valori fondamentali della nostra democrazia. Ci sarà il massimo impegno delle forze di polizia per accertare rapidamente gli autori. Ho dato mandato di rafforzare al massimo ogni misura a sua protezione», ha dichiarato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
Di «gesto gravissimo, vile, inaccettabile» e di «gravità estrema di un atto che colpisce non solo un giornalista, ma la libertà stessa di informare e di esprimersi. A lui e alla sua famiglia la mia piena solidarietà e vicinanza», scrive il ministro della Difesa Guido Crosetto su X.
«Esprimo ferma condanna per il grave atto intimidatorio subito dal giornalista Sigfrido Ranucci e dalla sua famiglia, ai quali rivolgo la mia piena solidarietà. Non esiste motivazione che possa giustificare questa violenza». È quanto si legge in un post su X del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Piena solidarietà a Sigfrido Ranucci e alla sua famiglia «per il grave atto intimidatorio subito. La libertà di informazione è valore fondante della nostra democrazia e ogni violenza va condannata e duramente perseguita», ha scritto su X il ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso.
L’ad Rai Giampaolo Rossi e l'intera azienda «si stringono al fianco di Sigfrido Ranucci ed esprimono massima solidarietà per il grave e vile attentato intimidatorio». «Il ruolo della Rai e di chi opera al suo interno è quello di garantire dialogo, pluralismo e rispetto nel racconto quotidiano del nostro tempo. La Rai respinge con forza e determinazione ogni minaccia contro chi svolge il proprio lavoro nel Servizio Pubblico. L’essenza vitale della nostra democrazia è la libertà informativa che la Rai garantisce e che i suoi giornalisti rappresentano», si legge in una nota.
«In questi momenti», ha dichiarato la presidente della Commissione di vigilanza Rai, Barbara Floridia, «le parole sembrano sempre troppo piccole di fronte a gesti così gravi e vili. A Sigfrido Ranucci e alla sua famiglia va tutta la solidarietà e la più profonda vicinanza. Pensare che chi dedica la propria vita alla ricerca della verità debba essere colpito in questo modo fa male. Ma siamo certi che nulla potrà fermare la sua voce, né spegnere la luce che il lavoro di Report accende ogni giorno. Chi ha scelto la via della minaccia e della paura dovrà essere trovato e affrontare le proprie responsabilità. A Sigfrido, alla sua famiglia, e a tutti coloro che credono nel valore della libertà e del coraggio, va oggi il pensiero più sincero. Non siete soli». (riproduzione riservata)