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Bolla AI? Nessun segnale e 4 indicatori chiave da monitorare. Parla Madison Faller (J.P. Morgan)
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Bolla AI? Nessun segnale e 4 indicatori chiave da monitorare. Parla Madison Faller (J.P. Morgan)

08 ottobre 2025, 13:38 Ultimo aggiornamento: 13:43

L’AI non sta solo facendo salire i prezzi delle azioni, è un motore dell’economia Usa: la crescita si dimezzerebbe se si escludessero tutte le spese per software e apparecchiature informatiche, avverte Madison Faller, strategist di J.P. Morgan Private Bank, che non vede un bolla e spiega perché

L’intelligenza artificiale sta rimodellando i mercati e alimentando un’ondata di investimenti, con un’influenza che si estende ben oltre il settore tecnologico. Oggi, le azioni legate all’AI rappresentano circa la metà dell’indice S&P 500 e spiegano il 60% dei guadagni del mercato statunitense nel 2025. Con una crescita così rapida, è naturale chiedersi: si sta assistendo alla creazione di un’altra bolla tecnologica?

«È una preoccupazione legittima e un rischio che monitoriamo attentamente», sottolinea Madison Faller, Global Investment Strategist di J.P. Morgan Private Bank. «Per ora, tuttavia, non vediamo chiari segnali di una bolla. L’AI non sta solo facendo salire i prezzi delle azioni, sta diventando un motore fondamentale dell’economia statunitense».

Senza AI la crescita economica si dimezzerebbe

Per dare un’idea, la crescita reale dell’economia nella prima metà del 2025 si dimezzerebbe se si escludessero tutte le spese per software e apparecchiature informatiche. «Questo, combinato con utili solidi e aspettative positive per il futuro, ci porta a dire che l’attuale boom dell’AI sembra essere guidato da un entusiasmo autentico, non da un’euforia incontrollata», sostiene Faller.

Anche il contesto si sta evolvendo: le aziende rimangono private più a lungo e molte delle principali opportunità legate all’intelligenza artificiale sono ancora in fase di sviluppo. In questo scenario, «continuiamo a raccomandare un approccio «a bilanciere» distribuendo gli investimenti tra mercati pubblici e privati per cogliere le opportunità che intravediamo all’orizzonte», spiega lo strategist di J.P. Morgan Private Bank.

I quattro indicatori chiave da monitorare

Questo non impedisce all’esperto di monitorare costantemente la possibile bolla AI, seguendo quattro indicatori chiave:

  • Adozione dell’IA: c’è ancora molto spazio per crescere. L’adozione negli Stati Uniti è aumentata del 60% nell’ultimo anno, ma meno del 10% delle aziende utilizza attivamente l’intelligenza artificiale nei processi produttivi.
  • Potenza e prestazioni: la potenza di calcolo necessaria per addestrare i modelli di AI più avanzati sta crescendo in modo esponenziale, con miglioramenti di performance in accelerazione su entrambi i lati del Pacifico. Se in futuro le innovazioni richiedessero meno potenza, ciò potrebbe sconvolgere i leader di mercato che hanno investito pesantemente in infrastrutture. Tuttavia, Faller ritiene che una partecipazione più ampia e una maggior efficienza stimoleranno un’adozione più diffusa e una produttività sostenuta nel lungo periodo.
  • Capitale disponibile: è rassicurante notare che i principali hyperscaler (le grandi aziende tecnologiche che gestiscono enormi infrastrutture di calcolo e cloud) hanno più utili che debiti, e la maggior parte detiene liquidità in eccesso. Anche la spesa in conto capitale resta bassa rispetto ai cicli di sovrainvestimento del passato (come le telecomunicazioni prima dello scoppio della bolla dotcom o il settore energetico durante il boom dello shale), e i vincoli della rete elettrica fungono da freno naturale alla spesa, pur creando opportunità per utility e fornitori di energia.
  • Valutazioni e sentiment: le valutazioni delle principali società di AI sono in realtà diminuite rispetto al mercato e alle bolle precedenti, grazie agli utili solidi. Anche i rendimenti delle Ipo recenti, spesso un segnale di entusiasmo eccessivo, non mostrano un picco significativo.

In sintesi, quindi, «la spinta dietro l’AI appare solida e ben supportata. La storia ci insegna che i mercati a volte possono correre più veloce del progresso tecnologico, e anche questo ciclo potrebbe, alla fine, non fare eccezione, ma al momento non vediamo segnali di una bolla. Man mano», conclude Faller, «che le piattaforme e le applicazioni di AI evolvono, vediamo emergere opportunità interessanti lungo tutta la catena del valore dell’intelligenza artificiale, in diversi settori e sia nei mercati privati che in quelli pubblici». (riproduzione riservata)



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