L’ultimo sondaggio condotto da Bank of America (BofA) tra i gestori di fondi fa emergere un crescente ottimismo nei confronti dei mercati azionari europei.
Le azioni del Vecchio Continente hanno vissuto un rally significativo nel 2025, sostenute da un progressivo spostamento dei capitali dagli asset statunitensi, attirati dalla prospettiva di un forte stimolo fiscale in Germania e dal boom del settore della Difesa.
Tra il 4 e il 10 luglio, BofA ha intervistato 222 fund manager con un patrimonio gestito complessivo di 504 miliardi di dollari. L’81% degli investitori europei prevede ulteriori rialzi per le azioni del Vecchio Continente nei prossimi 12 mesi, mentre il 41% dichiara di essere attualmente sovrappesato sull’azionario europeo — il livello più alto degli ultimi quattro anni.
Nel sondaggio di giugno, il 75% si diceva ottimista sulle prospettive dei titoli europei, mentre oggi oltre il 20% prevede rally superiori al 10% nell’arco dei prossimi dodici mesi. Tuttavia, è importante notare che il sondaggio è stato completato prima dell’annuncio del presidente Trump sui nuovi dazi del 30% sulle importazioni dall’Unione Europea. L’Ue ha tempo tuttavia un paio di settimane per trovare un accordo cob gli Usa abbattendo un’aliquota ritenuta troppo alta.
Il 75% dei gestori ritiene che politiche fiscali espansive in Germania, l’aumento della spesa per la Difesa e una maggiore integrazione nell’area Euro siano le leve per superare la storica sottoperformance dell’Europa rispetto agli Usa.
Secondo BofA, il 63% degli intervistati prevede un rallentamento dell’economia statunitense, ma giudica l’Europa relativamente «immune». Il 63% degli investitori ritiene che la spesa pubblica europea sarà abbastanza incisiva da «scollegare» (decoupling) la traiettoria macroeconomica europea da quella americana — un netto miglioramento rispetto al 25% del mese precedente.
Cresce intanto l’attesa per un modesto aumento dell’inflazione europea, con un 4% netto che si aspetta un’inflazione in salita nei prossimi 12 mesi — il livello più alto da marzo 2022.
Banche e tecnologia dominano le preferenze settoriali: oltre un gestore su cinque dichiara di essere sovrappesato su questi comparti. L’indice Stoxx 600 Banks ha guadagnato quasi il 30% nei primi sei mesi del 2025. Titoli come Deutsche Bank e Barclays hanno toccato i massimi da dieci anni.
Più della metà degli intervistati ritiene che il settore bancario europeo resti interessante, nonostante il forte rally. Altri settori favoriti sono: beni industriali e servizi, assicurazioni, costruzioni.
Un terzo degli investitori europei si aspetta che il settore industriale sarà il migliore performer nei prossimi 12 mesi, mentre uno su quattro punta sui finanziari. Il 44% degli intervistati ritiene che le small cap europee supereranno le large cap — un forte incremento rispetto al 7% di giugno.
Al contrario, il 30% dichiara di essere sottopesato sul settore auto: il comparto ha subito l’impatto diretto dei dazi Usa del 25% introdotti ad aprile. Il sottoindice Stoxx Europe Automobiles and Parts è sceso di quasi il 3% da inizio anno. Anche i settori retail, minerario e media risultano tra i meno apprezzati.
Tra i singoli Paesi, la Germania resta il mercato azionario preferito in Europa per il 40% dei gestori, seguita dall’Italia, mentre Svizzera e Francia sono le meno amate.
Il Dax è salito di quasi il 22% nel 2025, grazie ai forti rialzi di titoli come Rheinmetall (+200%) e Commerzbank (+84%). L’indice MDax (mid-cap) è salito anch’esso del 22%, trainato dal rally dei titoli della difesa: Renk +310%, Hensoldt +204%, Thyssenkrupp +182%.
Il 40% degli investitori è sottopesato sulla Svizzera, che ha visto apprezzarsi il franco in quanto valuta rifugio — un fattore che complica le politiche economiche interne e potrebbe innescare tensioni con Washington, che ha inserito il Paese nella sua «lista di monitoraggio valutario». (riproduzione riservata)