Tutta l’esperienza del trading in un’unica app. A partire dal prossimo 29 gennaio con Bitpanda si potrà investire non solo nelle criptovalute ma anche nelle azioni e negli Etf, compresi quelli che riproducono l’andamento delle materie prime (dall’oro al petrolio) e vengono detti Etc.
Come ha dichiarato Eric Demuth, presidente e co-fondatore di Bitpanda, «11 anni fa abbiamo reso le criptovalute semplici e sicure per tutti. Ora arriva la prossima evoluzione, per Bitpanda e per il mercato finanziario: per la prima volta stiamo riunendo tutti i mercati e le classi di attività in un'unica app». L'offerta copre circa 8.000 azioni e 2.500 Etf, disponibili a una tariffa fissa di 1 euro per operazione e senza commissioni di custodia.
Le barriere tra mercato cripto e mercati della finanza tradizionale stanno venendo meno. E si tratta di un trend ormai globale. Ma perché un risparmiatore che finora si è sempre mosso entro i limiti della finanza tradizionale dovrebbe scegliere una borsa di criptovalute per comprare azioni, cosa che fa già con la sua banca?
«La nostra piattaforma è più intuitiva e soprattutto molto più veloce», è la risposta di Massimo Di Rosa, country director per l’Italia di Bitpanda. «Mi è capitato di vendere un Etf tramite una banca tradizionale e di essere contabilizzato dopo più di 48 ore. Con Bitpanda, invece, vendo un asset e dispongo subito della liquidità. Ormai cambia tutto a una velocità pazzesca e quindi non si possono più aspettare i tempi delle banche».
Bitpanda è stata fondata a Vienna, dove c’è il quartier generale, mentre il suo mercato principale è la Germania. Non a caso, la sua Hausbank, ovvero il partner finanziario primario e a lungo termine, è Deutsche Bank, che entro la prima metà dell'anno lancerà una piattaforma di custodia per asset digitali utilizzando proprio la tecnologia di Bitpanda per il frontend e i servizi di trading.
Per quanto riguarda l’Italia, gli utenti stanno aumentando e, secondo indiscrezioni, dovrebbero avvicinarsi al mezzo milione. Ma ovviamente c’è il grande rammarico per l’aumento dal 26 al 33% dell'aliquota sulle plusvalenze generate dal trading di criptovalute. «Un segnale», osserva Di Rosa, «che qui in Italia le cripto non sono ancora ben viste da una parte del governo, delle istituzioni e della finanza tradizionale. Si capisce allora perché molti exchange di criptovalute, da Bybit a KuCoin, stanno aprendo il loro quartier generale per l’Europa in Austria e non Italia».
Non stupisce, infine, che proprio per lo stretto legame con Vienna, Bitpanda abbia scelto come testimonial della campagna di lancio della sua super app il più celebre attore austriaco, Christopher Waltz, reso celebre dal capolavoro di Quentin Tarantino Bastardi senza gloria. (riproduzione riservata)