Bitcoin ha riconquistato quota 90.000 dollari per la prima volta da marzo. E alle 18:20 ora italiana saliva del 4,3% a 90.840 dollari, portando il rialzo dai minimi di aprile al 24%.
Gli Etf statunitensi, che replicano il prezzo spot del Bitcoin, hanno registrato lunedì 21 afflussi netti per 381,4 milioni di dollari. Si è trattato del maggiore afflusso giornaliero dal 30 gennaio scorso, quando avevano registrato 588,2 milioni di dollari, e del loro quarto giorno di afflussi positivi nelle ultime cinque sessioni di trading.
«Il Bitcoin continua a mostrare segni di resilienza», ha dichiarato in una nota Ed Engel, analista di Compass Point, sottolineando però che «la recente forza si accompagna a volumi di trading contenuti». «Questo riduce la nostra convinzione», ha aggiunto Engel, «che il Bitcoin possa superare il livello di resistenza di 93.000 dollari senza un catalizzatore significativo come un allentamento monetario della Fed o accordi tariffari. Detto questo, i detentori di Bitcoin a lungo termine rimangono fermi mentre gli acquisti da parte di Strategy stanno aumentando con il calo della liquidità di Bitcoin». Secondo Engel, quindi, «questi fattori possono supportare un'ulteriore resilienza in un contesto di volatilità azionaria e obbligazionaria». (riproduzione riservata)