Bitcoin è tornato sopra quota 80.000 dollari, livello che non toccava dallo scorso gennaio. Già di prima mattina aveva fatto un balzo in quest’area, ma era durata poco. Adesso ci riprova e alle ore 17:20 veniva scambiato a 80.148 dollari, in rialzo dell’1,8%.
Il risultato è tanto più interessante se si considera che Strategy, il principale detentore di Bitcoin, si è preso una rara settimana di pausa dall'accumulo della criptovaluta. La società di Michael Saylor, che detiene Bitcoin per un valore di circa 65 miliardi di dollari, annuncia puntualmente ogni lunedì mattina un acquisto settimanale di BTC, salvo rare eccezioni. Questa settimana è stata una di quelle eccezioni, ma era prevedibile: la società, infatti, di norma non effettua acquisti la settimana precedente la pubblicazione dei risultati trimestrali, prevista per giovedì 7. «Nessun acquisto questa settimana. Si torna al lavoro la prossima settimana», ha scritto Saylor domenica 5 su X.
Questo rialzo è probabilmente dovuto all’accordo bipartisan sui rendimenti delle stablecoin all'interno del Clarity Act raggiunto alla fine della scorsa settimana. Il compromesso, mediato dai senatori Thom Tillis e Angela Alsobrooks, sblocca l'iter legislativo risolvendo la disputa tra il settore bancario e quello delle criptovalute.
Ecco i dettagli principali dell'accordo: le società cripto non possono offrire interessi o rendimenti sulle stablecoin che siano «economicamente o funzionalmente equivalenti» ai depositi bancari. Questo serve a proteggere le banche tradizionali dal rischio di fuga dei depositi verso asset digitali con interessi simili.
Sono invece consentite le ricompense legate a un uso attivo della piattaforma. Tra queste rientrano programmi fedeltà, promozioni, premi per il trading e incentivi all'utilizzo della rete.
Grandi attori del settore cripto come Coinbase e Circle hanno espresso sostegno al compromesso, vedendolo come un passo fondamentale verso la chiarezza normativa. Con la risoluzione di questo punto critico, la Commissione Bancaria del Senato dovrebbe procedere a scrivere il testo finale della proposta di legge già nella settimana dell'11 maggio. (riproduzione riservata)