Il bitcoin torna sopra i 100.000 dollari in attesa dell'insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump, il prossimo 20 gennaio. La prima delle criptovalute alle ore 16:20 veniva scambiata a 101.185 dollari, in rialzo del 3,3%. Il mese scorso, il bitcoin ha toccato il record di tutti i tempi a 108.315 dollari grazie alla vittoria di Trump alle elezioni presidenziali.
Nel corso della campagna elettorale, Trump ha promesso di fare degli Stati Uniti la capitale mondiale delle criptovalute, ventilando persino l'idea di una riserva nazionale strategica di bitcoin. Di certo nei posti più strategici nella nuova amministrazione, Trump ha nominato uomini favorevoli al settore cripto come Paul Atkins, che prenderà il posto dell’odiatissimo Gary Gensler alla guida della Sec. Anche i tre figli maschi del presidente eletto sono grandi sostenitori delle criptovalute. In particolare l’ultimogenito Barron sembra abbia influenzato il padre in senso positivo nei confronti del settore. Nei giorni scorsi, infine, JPMorgan, da sempre scettica nei confronti delle criptovalute, ha sottolineato come «sia l'oro sia il bitcoin stanno diventando componenti sempre più importanti nei portafogli degli investitori».
MicroStrategy ha intanto aumentato le sue partecipazioni in bitcoin (BTC) per la nona settimana consecutiva. La società di Michael Saylor detiene più bitcoin di qualsiasi altra società quotata in borsa. Nella settimana conclusasi il 5 gennaio, MicroStrategy ha acquistato altri 1.020 BTC per 101 milioni di dollari, portando le sue partecipazioni totali in bitcoin a 447.470 BTC. Il prezzo medio di acquisto del bitcoin era di 94.004 dollari, cosa che ha portato il prezzo medio degli acquisti totali a 62.503 dollari. Sempre la settimana scorsa, MicroStrategy ha annunciato di puntare a una raccolta di 2 miliardi di dollari da un'offerta di azioni privilegiate per acquistare altri BTC. (riproduzione riservata)