Michael Saylor e la sua azienda Strategy hanno annunciato la creazione di una riserva da 1,44 miliardi di dollari e un ulteriore acquisto di Bitcoin. Ma alle 19:30 ora italiana, sul Nasdaq il titolo perdeva l’8,8% a 161,50 dollari perché echeggiano ancora le parole pronunciate pochi giorni fa dal ceo Phong Le, secondo cui Strategy avrebbe cominciato a vendere i suoi Bitcoin se il suo valore patrimoniale netto rettificato per il mercato fosse sceso sotto 1, il che significa che la società è valutata meno del valore degli asset che detiene.
Strategy ha dunque creato una riserva di liquidità da 1,44 miliardi di dollari, finanziata tramite la vendita di azioni ordinarie di Classe A. Lo scopo è fornire un «cuscinetto» finanziario per coprire i dividendi sulle azioni privilegiate e gli interessi sul debito esistente, riducendo le preoccupazioni del mercato sulla necessità di vendere Bitcoin per far fronte agli obblighi finanziari. L'obiettivo è mantenere una copertura per almeno 12 mesi di dividendi, puntando a 24 mesi nel tempo.
L'azienda ha inoltre annunciato di aver acquistato altri 130 Bitcoin per un valore di circa 11,7 milioni di dollari, a un prezzo medio di circa 89.960 dollari per Bitcoin, tra il 17 e il 30 novembre (alle ore 19:30 Bitcoin veniva scambiato a 85.380 dollari). Con l'ultimo acquisto, Strategy detiene ora un totale di 650.000 Bitcoin, acquisiti a un costo totale di circa 48,4 miliardi di dollari (prezzo medio di circa 74.436 dollari per Bitcoin).
Contestualmente, Strategy ha fornito una guidance aggiornata per l'anno fiscale 2025, basata su un prezzo del Bitcoin a fine 2025 compreso tra 85.000 e 110.000 dollari.
Saylor, fondatore e presidente esecutivo, ha dichiarato che l'istituzione della riserva in dollari integra la riserva in Bitcoin e rappresenta il passo successivo nell'evoluzione dell'azienda, con l'obiettivo di posizionarsi come il principale emittente mondiale di «credito digitale». (riproduzione riservata)