skin track
Criptovalute Leggi dopo

Bitcoin riaggancia a fatica gli 80.000 dollari, ecco perché Tether sta affossando il mercato cripto

28 febbraio 2025, 09:00 Ultimo aggiornamento: 20:19

Washington sta preparando la regolamentazione delle stablecoin e ne gira una versione che Tether giudica penalizzante al punto da escluderla dagli Stati Uniti. Il ceo Ardoino pronto a volare oltreoceano per esporre le sue ragioni | Mezzogiorno di fuoco per Tether, giorni decisivi a Washington

Bitcoin riaggancia quota 80.000 dopo essere precipitato fino a 78.337 dollari. Alle 17;30 ora italiana viaggiava intorno agli 83.600 dollari, perdendo comunque il 23% dal record di tutti i tempi toccato lo scorso 20 gennaio, giorno dell’insediamento di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, a 108.786 dollari. C’è il rischio che precipiti ulteriormente, magari a 70.000 dollari? 

  • Iscriviti a "Cryptomaniac", la newsletter a cura di Marcello Bussi per scoprire tutto quello che c'è da sapere sul mondo delle criptovalute

Spiegazioni insufficienti

Per la caduta di questi giorni si citano spesso come cause l’hack di Bybit, il più grosso della storia, avvenuto venerdì 21 a opera di Lazarus, un gruppo di hacker nordcoreani che usano la refurtiva per finanziare il programma nucleare del regime di Kim Jong-un: va bene, sono stati rubati 1,46 miliardi di dollari in ethereum, però Bybit, grazie anche all’aiuto di altre società del settore, è riuscita a fare fronte alle richieste di riscatto e non sembrerebbe sull’orlo del fallimento. L’altra causa citata dagli analisti è il crollo delle meme coin, ben illustrata da quella lanciata dallo stesso Trump due giorni prima del suo ritorno alla Casa Bianca, che ha perso l’82% dal massimo storico toccato il 19 gennaio. Ma alla fine anche questa spiegazione non convince del tutto gli analisti. 

Un ribasso così forte del mercato cripto, si dice, può essere giustificato solo alla luce di un evento negativo di portata analoga al fallimento di Ftx, soprattutto ora che alla Casa Bianca c’è un’amministrazione super favorevole al settore e quindi il contesto generale è più che positivo. Guardandosi intorno, chi è veramente a rischio? Questa la risposta che molti danno, più o meno sottovoce: Tether, la società che emette Usdt, la stablecoin più usata al mondo che ha un rapporto di parità col dollaro e vanta una capitalizzazione di 142,2 miliardi di dollari.

Il post di Pavlovski

A fare alzare le antenne è stato un tweet del ceo di Tether Paolo Ardoino, che nel pomeriggio di mercoledì 26 ha ripostato quanto scritto da Chris Pavlovski, con questo commento: «Molto preoccupante». Pavlovski è il fondatore e ceo di Rumble, un social che ambisce a fare concorrenza a YouTube e che ha ospitato Trump quando era stato messo al bando da tutti i principali social americani a seguito dell’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021 da parte dei suoi seguaci più accesi. Lo scorso dicembre Tether è entrato nell’azionariato di Rumble investendo 775 milioni di dollari. Pavlovski ha pertanto notizie di primissima mano e questo ha scritto: 

«Ho la netta sensazione che questa legislazione tossica sulle stablecoin stia influenzando negativamente il prezzo di bitcoin e danneggiando la fiducia nelle criptovalute. Mi ricorda il momento di SBF (Sam Bankman-Fried, ceo della già citata Ftx, finita in bancarotta, mentre lui ora è in carcere, ndr.) quando pagava tutti a Washington per promuovere una legislazione in modo da poter monopolizzare. Chi sta promuovendo questa spazzatura?».

Pavloski si riferisce alla regolamentazione delle stablecoin in corso di definizione negli Stati Uniti e parla di spazzatura perché sembra stia prevalendo la tesi di chi vorrebbe penalizzare Tether. La situazione è allarmante al punto che la prossima settimana Ardoino andrà negli Stati Uniti per spiegare le sue ragioni. Già nei giorni aveva dichiarato che i concorrenti stanno cercando di «uccidere Tether» usando appunto la regolamentazione.

Cosa non piace a Tether

Uno dei punti più critici per Tether è la proposta di restringere l'accesso degli emittenti di stablecoin offshore, come Tether stessa, ai mercati dei titoli del Tesoro statunitense. Se queste restrizioni venissero approvate, Tether potrebbe essere costretta a ristrutturare radicalmente le sue riserve, vendendo asset come bitcoin o metalli preziosi e sostituendoli con strumenti conformi, un processo che potrebbe essere costoso e complesso.

Inoltre, Tether è preoccupata per i requisiti di trasparenza e audit più rigorosi previsti da alcune proposte, come lo Stable Act o il Genius Act. Attualmente, Tether pubblica rapporti trimestrali sulle sue riserve, ma i progetti di legge americani richiedono audit mensili condotti da società contabili con sede negli Stati Uniti e una conformità più stretta a standard di riserva 1:1 con asset di alta qualità e liquidità. Questo potrebbe esporre Tether a maggiori controlli e critiche.

Ardoino vola negli Stati Uniti

Per perorare la sua causa, Ardoino dirà che Tether conta nelle sue riserve ben 115 miliardi di dollari in titoli a breve del Tesoro Usa, rendendo la società uno dei maggiori detentori di debito Usa al mondo, al 18esimo posto davanti a Stati come Emirati Arabi Uniti, Messico e Australia. Con 400 milioni di utenti concentrati nei Paesi emergenti come Turchia e Argentina, Tether aumenta inoltre l'influenza del dollaro in quest’area.

Tether rappresenta circa il 70% del mercato delle stablecoin, e nel 2019 ha superato bitcoin come criptovaluta più scambiata globalmente. La sua importanza deriva dalla capacità di fornire liquidità e stabilità, spesso Usdt usato come coppia di trading per bitcoin e altre criptovalute, specialmente in mercati dove le coppie fiat-cripto sono limitate.

Perché penalizzare Tether rischia di affossare il bitcoin

Se Tether fosse escluso dal mercato statunitense, ciò significherebbe probabilmente che gli exchange basati negli Usa non potrebbero più offrire Usdt, limitando così drasticamente il suo utilizzo da parte dei trader americani. Questo scenario potrebbe avere l’effetto ridurre la liquidità sui mercati cripto: Tether è infatti cruciale per la liquidità, con volumi di trading giornalieri che spesso superano i 55 miliardi di dollari rispetto ai 28 miliardi del bitcoin. La sua esclusione potrebbe rendere il trading di bitcoin meno efficiente, con spread bid-ask più ampi e costi di transazione più alti, specialmente negli Usa. Con una liquidità ridotta, inoltre, il prezzo di bitcoin negli Usa potrebbe diventare più volatile.

I trader potrebbero passare a stablecoin alternative come Usdc, emesso da Circle, società legata a doppio filo alla borsa di criptovalute Coinbase. Tuttavia, Usdc, con una capitalizzazione di mercato di circa 41,56 miliardi di dollari, potrebbe non avere la stessa liquidità immediata di Tether. Questo passaggio potrebbe richiedere tempo, causando incertezze iniziali. Insomma, il bitcoin sopravviverebbe comunque all’uscita di scena di Tether o alla sua marginalizzazione. Ma quanto durerebbero le scosse di assestamento di questo terremoto? Per essere chiari: quanto tempo bisognerebbe aspettare prima di rivederlo sopra i 100.000 dollari?

Il viaggio di Ardoino negli Usa la prossima settimana sarà quindi decisivo per prevedere l’andamento del bitcoin nei prossimi tre o quattro mesi. Chissà se riuscirà a contare sull’appoggio del segretario al Commercio Usa Howard Lutnick: Cantor Fitzgerald, la società di Wall Street da lui guidata fino al momento dell’incarico nell’amministrazione Trump, nei mesi scorsi è diventata azionista di Tether con una quota del 5% acquistata per 600 milioni di dollari. Ed è Cantor Fitzgerald a custodire i titoli di Stato Usa di Tether.

Però è anche vero che in un’ottica America First e Stati Uniti capitale mondiale delle criptovalute, i rapporti di stima e amicizia possono passare in secondo piano. Difficile diventare la capitale mondiale delle criptovalute se un settore fondamentale per questo ecosistema, ovvero le stablecoin, ha come protagonista principale una società che sta fuori dagli Usa. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video Crypto Updates

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza