Il Bitcoin punta deciso verso quota 70.000 dollari: alle ore 20 veniva scambiato a 69.375 dollari, in rialzo del 7,6%. Sono in molti a collegare l’impennata della criptovaluta con la notizia che Jane Street Capital è stata citata in giudizio dall'amministratore fallimentare di Terraform Labs, Todd Snyder.
L’accusa è di insider trading e manipolazione durante il crollo di Terra/Luna nel 2022. La causa sostiene che Jane Street abbia utilizzato informazioni riservate per vendere massicce quantità dell’ex stablecoin algoritmica TerraUSD (UST) pochi minuti prima che il crollo diventasse pubblico, accelerando il disastro.
Da tempo Jane Street, una delle più grandi e redditizie società di trading quantitativo al mondo che opera come un market maker globale, fornendo liquidità in oltre 200 sedi di trading in 45 Paesi per una vasta gamma di asset, tra cui Etf, azioni, obbligazioni, opzioni e criptovalute, viene sospettata di manipolare il prezzo del Bitcoin con una presunta strategia di vendita algoritmica nota come "10 AM slam".
Si è notato che il prezzo di Bitcoin subisce forti cali improvvisi intorno alle 10:00 (ora di New York), in coincidenza con l'apertura dei mercati azionari statunitensi. Secondo queste teorie non confermate, Jane Street utilizzerebbe vendite algoritmiche concentrate per innescare liquidazioni di posizioni lunghe e acquistare poi a prezzi più bassi.
Alcuni osservatori hanno notato che, nel giorno in cui la causa legale è diventata di dominio pubblico (23-24 febbraio 2026), l'abituale pressione di vendita delle 10:00 è improvvisamente scomparsa, alimentando speculazioni sul fatto che la società abbia spento determinati algoritmi di trading in risposta al controllo legale. Jane Street ha respinto queste accuse come «prive di fondamento» e «opportunistiche».
Ma guarda caso, proprio mercoledì 25 il prezzo di Bitcoin ha cominciato a salire con decisione. (riproduzione riservata)