Il sindaco di New York Eric Adams si è espresso con toni fortemente concilianti nei confronti del Bitcoin in un intervista rilasciata a The Street nella giornata di mercoledì 4 giugno.
«Quando sono diventato sindaco, sapevo di dover avere un ruolo sia sostanziale che simbolico. Il simbolismo è arrivato con la scelta di ricevere i miei primi tre stipendi in Bitcoin», ha dichiarato. «È stato un messaggio forte, perché dieci anni fa l’ex governatore ha decimato l’industria. Credo sia stato un atto intenzionale per abbatterla. Volevo dire a chi è fuggito dalla città e dallo Stato: tornate. Siamo aperti agli affari.»
Adams ritiene che Bitcoin offra opportunità a coloro che storicamente sono stati ignorati da Wall Street e ha dichiarato di voler normalizzare l’uso di Bitcoin in città per tutti i tipi di pagamenti.
«Vogliamo iniziare a permettere alle persone di pagare le bollette con Bitcoin.»
Secondo quanto riportato dal The Street, un recente studio ha evidenziato come il numero di americani in possesso di Bitcoin abbia superato quello di chi detiene oro fisico, un dato che ha colto di sorpresa non solo gli investitori tradizionali ma anche gli operatori più esperti del settore cripto. «Oggi 50 milioni di americani detengono Bitcoin. Potremmo raddoppiare questa cifra se riuscissimo a raggiungere quelle comunità storicamente escluse dal sistema finanziario», ha dichiarato Adams.
Il sindaco ha inoltre messo in luce il problema dell’esclusione economica: «Stiamo lasciando indietro intere comunità». Le numerose cause legali e i casi di frode hanno infatti scoraggiato molti risparmiatori tradizionali dall’approcciarsi al mercato delle criptovalute, privandoli così di opportunità di investimento uniche nel loro genere. Adams punta a risolvere questa criticità attraverso politiche educative e interventi istituzionali mirati.
«Uscendo dall’ombra e integrando la cultura digitale nei programmi scolastici, potremo costruire una solida base per il futuro. Stiamo valutando l’istituzione di un ufficio dedicato alle valute digitali all’interno del Comune di New York, con l’obiettivo di normalizzare l’uso delle criptovalute così come è avvenuto per le altre forme di pagamento», ha concluso.
Adams ritiene che i primi passi possano essere compiuti sfruttando i poteri conferiti al suo ruolo di sindaco. Secondo lui, bollette e altri pagamenti comunali possono essere riformulati per accettare Bitcoin anche senza un intervento legislativo formale.
Tuttavia, per ottenere un cambiamento strutturale e duraturo a beneficio dei cittadini di New York, sarà necessaria la collaborazione delle agenzie statali e del legislatore. Per questo ha lanciato un appello alla comunità Bitcoin: «Andate nei vostri municipi e dite ai vostri rappresentanti che è ora di smettere di penalizzare questo settore».
Dalla nascita dei primi Etf su Bitcoin lo scorso anno, le istituzioni finanziarie tradizionali hanno deciso di puntare con forza sulle criptovalute.
Fidelity ha lanciato conti pensionistici individuali (Ira) in cripto, JPMorgan è in trattative per sviluppare una propria stablecoin e ormai quasi tutte le principali piattaforme offrono Bitcoin agli stessi investitori che da decenni operano su azioni e obbligazioni. (riproduzione riservata)