Il bitcoin rimane un asset rischioso. A dirlo stavolta è stato il direttore della Banca di Francia, Francois Villeroy, in un’intervista alla radio France Inter, mercoledì 13, commentando il recente rally della regina delle criptovalute. Forte della rielezione di Donald Trump e del suo piano di fare degli Stati Uniti la «capitale mondiale delle criptovalute», il bitcoin ha sfiorato i 90 mila dollari, una quotazione mai vista, prima di attestarsi intorno agli 87.300 dollari.
Dal 4 novembre, giorno delle elezioni negli Stati Uniti, il bitcoin ha guadagnato circa il 30%. Da inizio 2024, il prezzo è più che raddoppiato. Una corsa che ha trainato anche le altre criptovalute, dall’ethereum (+40% dopo il voto) al dogecoin (+150%), e che ha riacceso i riflettori sulla moneta digitale. Tuttavia, Villeroy non è l’unico a mantenere un atteggiamento prudente. «Continuiamo a vedere le cripto-attività come una scommessa speculativa piuttosto che un investimento strategico», sottolinea Mark Haefele, global wealth management chief investment officer di Ubs. Il bitcoin e le sue sorelle, aggiunge Haefele, «possono aumentare significativamente la volatilità di un portafoglio». Motivo per cui l’esperto continua a consigliare di investire in azioni globali e statunitensi piuttosto che buttarsi sulle criptovalute.
Anche Filippo Diodovich, senior market strategist di Ig Italia, crede che l’entusiasmo attuale per le cripto sia eccessivo. «Riteniamo che i mercati stiano scontando prima del dovuto le possibili politiche in favore del mondo cripto promesse in campagna elettorale: sarà molto difficile che nel breve periodo possano essere implementati tutti quei cambiamenti tanto richiesti dagli utenti delle valute digitali», osserva l’esperto. «E come ben sappiamo in politica il dietrofront è sempre dietro l’angolo. Valutiamo, quindi, che il movimento positivo del bitcoin possa avere una vita breve».
Tuttavia, non mancano pareri più ottimisti, soprattutto tra gli operatori del settore. «Il recente halving (dimezzamento, ndr) di bitcoin, che ha ridotto l’offerta disponibile, storicamente ha portato a un incremento del prezzo nei mesi successivi. Questo evento, combinato con l’accelerazione di un ambiente politico favorevole, fa presagire un ulteriore rally dei prezzi nel 2025», ritiene Gianluca Sommariva, ceo della piattaforma cripto Hodlie.
Ma dove può arrivare il bitcoin? La soglia psicologica dei 100 mila dollari è raggiungibile? Diodovich non lo esclude, sottolineando però che un ulteriore rialzo, proprio verso i 100 mila dollari, potrebbe essere seguito da una «correzione significativa». (riproduzione riservata)