Sulla norma che aumenta la ritenuta sulle plusvalenze dei bitcoin dal 26% al 42%, annunciata tra le misure della manovra, già si lavora a una possibile modifica in sede parlamentare. Aumentare la tassazione, ha dichiarato il deputato della Lega Giulio Centemero, «è controproducente perché spinge al sommerso, mentre noi vogliamo tutelare i piccoli risparmiatori, accompagnare un mercato in crescita, che è il futuro ed è usato da tanti italiani. Inoltre c'è un tema di allineamento geopolitico: noi lavoriamo con Elon Musk e sosteniamo Donald Trump e la loro posizione è chiara». Si sa che Tesla è stata la prima grande società quotata a detenere bitcoin nella sua tesoreria mentre Trump ha promesso di fare degli Stati Uniti la capitale mondiale delle criptovalute.
«La posizione di tutta la Lega è in questo senso», ha sottolineato Centemero, che in un post su X ha lanciato l’idea di «ospitare alla Camera un momento di riflessione sulla funzione sociale delle cripto. A differenza di quanto molti affermano, ho toccato con mano quanto le criptovalute, ma anche la blockchain, gli nft e il Web3 in generale, svolgano funzioni di inclusione sociale, finanziaria e siano strumenti di libertà anche e soprattutto per i piccoli che altrimenti sarebbero esclusi».
Totalmente opposta la visione del commissario Consob Federico Cornelli, che in un intervento su Avvenire, quotidiano cattolico di proprietà della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), ha affermato che il risparmio in criptovalute private «non presenta fondamentali caratteristiche di utilità sociale». Secondo Cornelli, le cripto sono «negoziate in modo spesso opaco e prive di un vero e proprio sottostante su cui impattano gli investimenti». Per tale motivo, «raramente consentono di generare utilità collettive attraverso utilità private» e mancano del pregio della «tendenziale saggezza», criterio, spiega il commissario Consob, «utile per evitare di indirizzare il risparmio». (riproduzione riservata)