«Sono qui oggi per dire forte e chiaro che con il presidente Trump le criptovalute hanno finalmente un campione e un alleato alla Casa Bianca», ha detto il vice presidente degli Stati Uniti JD Vance nel discorso tenuto alla Bitcoin Conference 2025 di Las Vegas lo scorso 28 maggio. «Vogliamo che i nostri concittadini americani sappiano che le criptovalute e gli asset digitali, in particolare Bitcoin, fanno parte dell’economia mainstream e sono qui per restare», ha aggiunto.
Dichiarazioni impegnative, che nessun capo di governo europeo si sognerebbe mai di fare. Un esempio di quanto si stia allargando la distanza fra le due sponde dell’Atlantico. E a Las Vegas sembra davvero di stare su un altro pianeta. Anche se nell’immaginario della città del Nevada è molto presente un’Italia surreale. Basti pensare ai nomi dei tre principali resort-casino: The Venetian, Bellagio e Caesar’s Palace. Proprio al Venetian si è tenuta la Bitcoin Conference, che ha avuto un successo superiore alle aspettative con oltre 35.000 presenze. Il biglietto più economico costava 699 dollari, quello più caro, denominato Whale pass (con la parola whale, balena, si indicano i grossi possessori di bitcoin), 21.000 dollari.
Tra ballerine che si esibivano travestite da mucche olandesi, cappelli da cowboy e uno dei più celebri imitatori di Donald Trump portato a spasso da Steve London, candidato alle primarie repubblicane del Nevada per le elezioni al Congresso dell’anno prossimo, sembrava di stare in una fiera di paese. Frequentata però da alcuni degli uomini più ricchi e potenti degli Stati Uniti.
Qualcuno di loro, come Grant Cardone, sta preparando lo sbarco in politica. Pare infatti che il suo attivismo mediatico sia dettato dall’intenzione di candidarsi a governatore della California, ovviamente con i repubblicani. E così è venuto a Las Vegas per cementare la sua popolarità esaltando le virtù degli investimenti in criptovalute. Un po’ come se un aspirante candidato alla presidenza della Regione Lombardia si presentasse al BitCare Forum di Brescia, il ritrovo annuale dei massimalisti italiani del Bitcoin (roba da fantascienza in questo caso).
E invece in Nevada è sbarcato anche il sindaco di New York Eric Adams, eletto tra i democratici ma che per il secondo mandato sta pensando di candidarsi come indipendente e sostenitore delle criptovalute, tanto che vorrebbe lanciare un’obbligazione municipale garantita da Bitcoin. D’altronde Donald Trump ha dimostrato che i bitcoiner portano voti e tanti finanziamenti. Quindi sarebbe autolesionista inimicarseli (tutto il contrario che in Italia).
A proposito del presidente degli Stati Uniti, i suoi due figli maschi più grandi, Donald Jr. ed Eric, sono stati fra i mattatori a Las Vegas. Così si è scoperto che a convincere papà delle virtù delle cripto è stato Eric. Mentre Donald Jr. ha fatto un discorso molto franco: «Non abbiamo cominciato a investire nelle criptovalute perché fa figo, ma per necessità», ha detto, ricordando che l’anno scorso, nel pieno della campagna elettorale, agli esponenti della famiglia le banche hanno bloccato i conti.
Come uscirne? «La risposta», ha detto Donald Jr. «sono le criptovalute. Queste piattaforme decentralizzate dove non sei vincolato a nulla, dove crei efficienze». Pertanto la famiglia Trump ha fondato ed è azionista di controllo di World Liberty Finance, nota (e criticata) per avere lanciato i meme coin Trump e Melania.
Ma il colpo grosso lo sta tentando con la stablecoin Usd1, usata da Mgx, un fondo di Abu Dhabi, per sovvenzionare l’operazione da 2 miliardi di dollari di investimenti in Binance, la borsa di criptovalute più grande del mondo. Conflitto d’interessi? A Las Vegas non si pongono il problema.
Le stablecoin sono ormai diventate strategiche per gli Usa. Come ha detto a Las Vegas JD Vance, «questa amministrazione non pensa che le stablecoin minaccino l’integrità del dollaro. Al contrario, le vediamo come un moltiplicatore di forza della nostra potenza economica». Questo perché le stablecoin, per mantenere la parità con il dollaro investono i loro fondi nei titoli di Stato Usa a breve termine. Motivo per cui Paolo Ardoino, ceo di Tether, la società che emette Usdt, la stablecoin più diffusa al mondo, è stato accolto con entusiasmo dal pubblico di Las Vegas, dove ha partecipato a una cena ristretta con i massimi protagonisti del mondo cripto, compresi Donald Jr. ed Eric Trump. (riproduzione riservata)