La fine della pandemia si fa sentire a metà sui conti di Bending Spoons, la startup italiana divenuta celebre in periodo Covid per lo sviluppo dell’app Immuni e che è guidata dal fondatore Luca Ferrari e partecipata con quote significative da Nuo Capital (di cui Exor ha il 50%), H14 (della famiglia Berlusconi) e Startip (controllata al 100% da Tamburi Investment Partners). A ben guardare però il 2022 della capogruppo si è chiuso con numerose luci e una sola ombra, che non passa inosservata: la perdita di 3,7 milioni di euro (21,3 milioni quella consolidata), che si confronta con l’utile da 13,8 milioni dell’anno precedente.
A fronte di ricavi in lieve calo (da 38 a 36,7 milioni), sono aumentati i costi di marketing (da 20 a 32,6) e più che raddoppiati quelli amministrativi (da 22,3 a 46,6). Ancora più impattante è il risultato netto della gestione finanziaria, positivo per 3,8 milioni nel 2021 e negativo per 13,5 l’anno successivo. Hanno pesato in particolare gli interessi passivi su finanziamenti bancari (più che raddoppiati a 2,7 milioni) e la svalutazione per 12 milioni della partecipazione in Alight Creative, società coreana acquisita nel corso dell’anno per accaparrarsi l’app Alight Motion, che è stata poi venduta alla controllata Splice Video Editor, con cui la capogruppo ha stipulato un contratto «per la fornitura di servizi tecnologici e per la concessione in uso di software» che hanno portato nel conto economico 60 milioni di ricavi infragruppo.
La perdita del 2022 della capogruppo, insomma, è frutto anche di giri di denaro interni. Se si rivolge l’attenzione alle altre voci del conto economico, si vede che Bending Spoons è riuscita a tener testa piuttosto bene alla fine dei lockdown e alla concorrenza serrata - citata tra i fattori di rischio - delle app di intrattenimento. L’ebitda, in particolare, si è assestato a 32,2 milioni, in lievissimo calo dai 32,5 dell’anno precedente, ma con un ebitda margin dell’87% (+2%). Mentre l’ebit, seppur in flessione, rimane comunque sopra i 12 milioni (da 14). Non va dimenticato poi che la società siede su una montagna di liquidità, che rende certamente la perdita più facile da digerire: 235 milioni, quasi il doppio dei 124 di fine 2022. Nel frattempo Bending Spoons continua a macinare round di investimento: l’ultimo, a inizio agosto, è stato guidato da Baillie Gifford, NB Renaissance e Cox Enterprises, per un totale di 100 milioni.
Infine il capitolo m&a. Bending Spoons in un anno e mezzo ha messo a segno quattro acquisizioni: il 100% della già citata Alight in Corea, il 100% dell’americana Filmic, l’87,5% della italiana Humamy e, quest’anno, il colpaccio fatto in America con Evernote, l’app per prendere appunti che nel 2013 era stata a un passo dal divenire unicorno. Considerando le nove controllate, il bilancio consolidato del 2022 è stato chiuso con ricavi di 151 milioni, in crescita annua del 40%. (riproduzione riservata)