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Bce: l’Esma dovrebbe vigilare sui fondi Ue. L’asset management è dominato da pochi operatori con forte attività cross-border
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Bce: l’Esma dovrebbe vigilare sui fondi Ue. L’asset management è dominato da pochi operatori con forte attività cross-border

16 febbraio 2026, 22:00

Gli economisti di Francoforte suggeriscono collegi con supervisori da più Paesi, coordinati dall’autorità dei mercati

Le maggiori 10-15 società di asset management in Europa dovrebbero essere vigilate in modo più centralizzato con maggiori poteri affidati all’Esma, l’autorità dei mercati Ue, secondo un intervento di economisti Bce. «La frammentazione nazionale della vigilanza lascia spazio a punti ciechi che potrebbero essere risolti attraverso una supervisione integrata. Un quadro di vigilanza più europeo rafforzerebbe in ultima analisi la resilienza del settore», hanno scritto gli autori.

L’analisi non rappresenta necessariamente la posizione Bce ma di fatto ricalca l’opinione di un recente documento di Francoforte e delle banche centrali nazionali (si veda MF-Milano Finanza del 13 giugno). Anche la Commissione Ue ha proposto a fine 2025 di aumentare i poteri dell’Esma sui mercati europei.

Gli economisti Bce hanno sottolineato che «il settore europeo dell’asset management è in forte espansione». Negli ultimi dieci anni, il patrimonio gestito è quasi raddoppiato, superando oggi i 20 mila miliardi di euro. Il settore è cresciuto a un ritmo circa tre volte superiore a quello bancario, che detiene oltre 39 mila miliardi di euro di attività. Il comparto è destinato ad avere un ruolo ancora maggiore nella Savings Investments Union.

Le caratteristiche del risparmio gestito in Europa

Ci sono alcune caratteristiche degli operatori del risparmio gestito che richiedono attenzione: l’elevata concentrazione, l’ingente attività cross-border e le forti interconnessioni con banche e assicurazioni.

I maggiori 15 gruppi hanno asset in gestione per 6.300 miliardi, oltre la metà del totale del settore (mentre le 15 maggiori banche hanno attivi per un terzo del comparto).

Blackrock pesa per 1.600 miliardi nell’Eurozona con fondi domiciliati soprattutto in Irlanda (così come quelli di Vanguard) e in misura minore in Lussemburgo e Germania. Amundi è presente soprattutto in Francia e Lussemburgo. Quest’ultima è la sede europea dei fondi di Deutsche Bank e JpMorgan. Allianz si divide tra Germania e Irlanda (si veda grafico in pagina).

I rischi della frammentazione della vigilanza

Il problema principale, secondo la Bce, è che la vigilanza su questi gruppi è soltanto nei Paesi dove sono domiciliati. Così eventuali turbolenze in questi hub finanziari possono avere «un effetto sproporzionato sulla stabilità finanziaria Ue» poiché «i rischi non si fermano ai confini».

Ci sono due punti di debolezza secondo gli economisti. In primo luogo, «le autorità di vigilanza nazionali potrebbero essere più inclini a trascurare i potenziali effetti di contagio su altri Paesi». In secondo luogo, «i Paesi che potrebbero essere colpiti da tensioni spesso non sono responsabili della vigilanza sui fondi in questione e quindi non hanno la capacità di prevenire i rischi emergenti».

Verso una supervisione più integrata

Come potrebbe allora essere cambiata la supervisione? Secondo Francoforte, l’Esma dovrebbe coordinare i collegi di vigilanza di vigilanza per i 10-15 gruppi maggiori, riunendo le autorità nazionali. Questi collegi esistono già per alcuni asset manager nell’ambito di un sistema volontario di scambio di informazioni e pratiche.

Ciascun collegio di vigilanza comprenderebbe solo le autorità dei Paesi in cui hanno sede i gestori di un gruppo e dovrebbe coordinarsi con le autorità bancarie e assicurative per individuare i rischi intersettoriali.

Oltre alla vigilanza sui principali operatori, per affrontare i rischi complessivi del settore sarebbe necessario secondo gli economisti Bce «un insieme di strumenti macroprudenziali sufficientemente sviluppati, inseriti in un approccio di vigilanza più integrato nei confronti delle istituzioni non bancarie nell’Ue». (riproduzione riservata)



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