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Christine Lagarde, presidente Bce
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Bce, inizia il toto-nomi per la successione di Christine Lagarde

di Angelo De Mattia
16 febbraio 2026, 20:00 Ultimo aggiornamento: 17 febbraio 2026, 07:13

Nonostante il mandato della presidente della Bce termini nel 2027, si discute già dei possibili successori, complici le voci di un suo impegno politico in Francia

Mentre in Italia, quando mancano 20 giorni circa alla scadenza del mandato del presidente della Consob Paolo Savona, si continua ad attendere la designazione del successore – scelta non facile per il livello non affatto comune di competenza ed esperienza di Savona –, a livello europeo si discute già come se si fosse nell’imminenza della fine del mandato di Christine Lagarde, presidente della Bce, che invece terminerà a novembre 2027. E già nel dibattito pubblico si comincia a fare i nomi dei possibili candidati.

Ipotesi politiche e successione alla Bce

Per la Consob ora spunta, come dal cappello di un prestigiatore, il nome di Donato Masciandaro, che ingrossa la fila dei possibili successori di Savona. Per la Bce qualche motivo tuttavia potrebbe esserci per l’anticipo della formulazione di ipotesi e riguarda il fatto che si comincia a parlare di un eventuale impegno politico di Lagarde in Francia, fino a quello di una successione a Emmanuel Macron.

Quanto ciò sia fondato e quanto derivi dalle attuali difficoltà del governo francese è tutto da verificare. Naturalmente un abbandono anticipato inscriverebbe pur sempre Lagarde nella rosa di coloro che, come un italiano di molti anni fa che lasciò la presidenza della Commissione Ue per candidarsi al Parlamento italiano, assegnano una priorità alle cariche nazionali, anche se in questo caso potrebbe essere, secondo alcuni, quella, indubbiamente di incomparabile importanza, di capo dello Stato. Non bisogna però dimenticare il prestigio e le responsabilità del presidente della Bce, unica fra le istituzioni europee che è in grado di progettare e di decidere tempestivamente con un ordinamento che ne sottolinea l'autonomia e l’indipendenza. Per la successione si fa anche l’ipotesi di uno scambio franco-tedesco, ammesso che i rapporti tra Macron e Friedrich Merz siano tali da poter contrattare una tale operazione inaudita altera parte, cioè tutti gli altri Paesi dell’Eurosistema. Si tratterebbe inoltre di offrire la presidenza della Commissione Ue a un francese e avere in cambio da parte della Germania la presidenza della Bce da attribuire al presidente della Bundesbank Joachim Nagel.

Ostacoli e altri nomi in campo

Molti sono però gli ostacoli a un tale patto. Innanzitutto gli accordi costituenti Mitterand-Kohl, secondo i quali la Bce avrebbe avuto sede in Germania ma mai un presidente tedesco; poi la Germania ha già la tedesca Claudia Buch alla presidenza del Consiglio di Vigilanza della banca centrale. Naturalmente alla fin fine con cambi e sostituzioni vari si potrebbe pur spianare la strada a Nagel, ma l’operazione appare molto difficile.

Si fanno allora, altri nomi, come quello dell’olandese Klaas Knot, presidente del Financial Stability Board – ma sarebbe la seconda volta di un olandese dopo Win Duisenberg, primo presidente della Bce – e, con più probabilità di affermazione, dello spagnolo Hernàndez de Cos, già governatore della Banca di Spagna.

Ma l’individuazione per Paesi e banche centrali di provenienza può valere fino a un certo punto; poi subentrano le qualità, l’esperienza e la linea seguita finora, con la pur stantia, ma sempre richiamata, distinzione tra falchi e colombe.

Il ruolo dell’Italia e le prospettive future

Tra i Paesi coinvolti non compare l’Italia, ma essa non figurava neppure quando si era ai non vicini avvii della designazione del successore di Jean-Claude Trichet. Solo questo giornale faceva allora il nome di Mario Draghi, che alla fine si affermò. Un’esclusione aprioristica della scelta di un italiano non sarebbe accettabile, ma per ora la migliore opzione sarebbe quella di un embargo delle rose di candidature: troppo tempo deve trascorrere ancora, a meno di improvvise e non prevedibili decisioni riguardanti Lagarde.

Adesso si innesta, continuando con le candidature, nella vita dell’istituto un fattore di disorientamento. Invece al momento opportuno sarà importante che preliminarmente si discuta del ruolo e delle prospettive della Bce. (riproduzione riservata)



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