Nel giorno in cui Unicredit ha deciso di riaprire il confronto con il governo sulle prescrizioni imposte per l’ops (sospesa per 30 giorni fino al 23 giugno) su Banco Bpm, Deutsche Bank alza il target price sull’istituto di credito guidato da Giuseppe Castagna e conferma buy in seguito a un roadshow con il top management a New York la scorsa settimana. «Ci aspettiamo un re-rating dell’azione grazie alle revisioni al rialzo degli utili e al progresso del coefficiente patrimoniale Cet1», si legge nel report di Deutsche Bank.
Il mercato sottovaluta il mix di business di Banco Bpm (il valore del franchise scambia a un multiplo prezzo/utile di 5 volte), mentre il titolo offre un dividend yield superiore al 10% (Deutshe Bank stima un dividendo a valere sul bilancio 2025 in aumento a 1,07 euro per azione con uno yield del 10,6% e a 1,18 euro per azione sul bilancio 2026 con uno yield dell'11,7%). Sulla base dell’outlook solido sulla performance commerciale, sugli utili e sul capitale il broker ha alzato il prezzo obiettivo sull’azione da 10,6 a 11,3 euro (-0,29% a 10,14 euro in chiusura in borsa).
Il Cet1 ratio di Banco Bpm è previsto in crescita fino al 14% entro fine anno e oltre questa soglia nel 2026 (14,3% nel 2026 e 14,6% nel 2027 le stime di Deutsche Bank), grazie anche al potenziale trasferimento dell’avviamento (goodwill) a Bpm Vita (pari a circa 80 bps di Cet1 secondo le stime della banca tedesca). Un forte cash flow e l’ottimizzazione degli asset ponderati per il rischio rafforzerebbero ulteriormente il capitale. Pertanto, «dividendi straordinari potrebbero diventare un’opzione concreta nel 2026», secondo Deutsche Bank, rinviando solo di un paio d’anni il programma di buyback da 1 miliardo di euro che era condizionato all’approvazione della Bce per l’applicazione del Danish Compromise nell’acquisizione di Anima.
I risultati del primo trimestre del 2025 hanno mostrato una forte attività commerciale per l’istituto di Castagna, con una crescita del 67% anno su anno dei nuovi prestiti e del 10% delle vendite di prodotti di investimento. «Ci aspettiamo che ciò venga in gran parte replicato nel secondo trimestre del 2025. Inoltre, Banco Bpm ha alzato il proprio target di utile 2025 a 1,95 miliardi di euro, mentre il consenso per il 2025 e il 2026 è ancora inferiore a 1,9 miliardi, quindi sotto del 10% rispetto alle stime del Banco e alle nostre. Ci attendiamo che la performance commerciale robusta continui, spinta dalla domanda di prestiti e da flussi resilienti nell’asset management», prevede Deutsche Bank.
Sebbene gli obiettivi del piano industriale per il 2027 restino confermati (utile di 2,15 miliardi di euro), il broker ritiene che sia aumentata la probabilità di una revisione al rialzo anche per gli obiettivi di medio termine. Il mercato appare, invece, fin troppo pessimista sulle prospettive di utile del Banco: secondo il consenso Bloomberg, la stima è di un utile netto di 1.896 milioni di euro nel 2025 e di 1.865 milioni nel 2026.
Sorprendentemente, gran parte della differenza sembra derivare dal costo del rischio, mentre il 2% è imputabile ai ricavi. Nello specifico, «per il 2027 non possiamo escludere che, a parità di condizioni, Banco Bpm possa avvicinarsi all’obiettivo di utile netto di 2,15 miliardi di euro già nel 2026, avendo già anticipato di un anno (cioè al 2025) il target inizialmente previsto per il 2026. Detto questo, se la nostra analisi si dimostrerà corretta, vediamo un potenziale di rialzo significativo per le stime del consenso che, attualmente, sono inferiori del 10% rispetto ai target dell’istituto per il 2027 a causa di ipotesi più conservative su costi e accantonamenti».
«Rimaniamo, quindi, convinti del potenziale di upside del titolo Banco Bpm che, secondo noi, non è pienamente riflesso nella valutazione attuale (p/e 2026-2027 di soli 7,5-7,2, pari a quello di Bper Banca) e ancor meno in riferimento all’offerta di Unicredit», avverte Deutsche Bank. «Infatti, notiamo che il Banco continua a scambiare con un premio dell’8% rispetto ai termini dell’offerta, poiché il mercato incorpora una probabilità relativamente alta di un rilancio e/o che il valore standalone della banca superi la valutazione implicita nell’offerta di Unicredit». Si ricorda che l’ops di Unicredit sul Banco prevede un corrispettivo di 0,175 azioni Unicredit per ogni azione del Banco. (riproduzione riservata)