La natura di public company, autonoma ed efficiente, nazionale e locale allo stesso tempo, «è la forza» di Banco Bpm. Così l’ad dell’istituto di credito, Giuseppe Castagna, all'assemblea degli azionisti, sempre più convinto che il nuovo piano 2023-2026, «costruito in una logica stand-alone, darà un impulso ancor maggiore alla crescita della redditività» della banca. I target fissati, infatti, consentiranno al gruppo «una significativa creazione di valore», sostenuta da un utile netto cumulato 2023-2026 pari a circa 6 miliardi dal quale estrarre una remunerazione per gli azionisti di 4 miliardi, pari a oltre 5 volte la distribuzione degli ultimi quattro anni. Tutto questo mantenendo un coefficiente patrimoniale Cet 1 ratio «pari a circa il 14% al 2026 e mai inferiore al 13%», ha assicurato Castagna.
L’utile netto consolidato di 1,264 miliardi di euro raggiunto nel 2023 consente al Banco Bpm di proporre un dividendo per azione pari a 56 centesimi, in crescita del 143% rispetto al 2023 e corrispondente a una distribuzione complessiva di 848 milioni, ha aggiunto il presidente, Massimo Tononi, sempre durante l’assemblea. Un risultato non scontato, «non è solo il frutto delle attuali condizioni di mercato. Anche se è innegabile la congiuntura favorevole legata al margine d’interesse», ha spiegato Tononi, «lasciatemi dire che non è così, perché in questi ultimi anni le banche hanno lavorato molto e bene per gestire e superare le crisi che si sono via via presentate». I risultati dell'esercizio 2023 per l’ad dimostrano che il percorso avviato nel 2017, e proseguito in questi anni, aveva solide fondamenta «che ci hanno consentito di costruire una banca in grado di essere oggi sul podio dei primi istituti di credito italiani», ha affermato Castagna, sottolineando che il bilancio 2023 «rappresenta una tappa fondamentale perché ci presenta una banca in grado di generare ancora più valore per gli azionisti e gli stakeholder».
Quanto al nuovo piano strategico al 2026, per Tononi rappresenta «una sfida e una grande opportunità per consolidare il ruolo della banca, dare soddisfazione agli azionisti e conquistare ulteriormente l’attenzione del mercato che in questi ultimi anni ci ha premiato costantemente, tanto da rendere il nostro uno dei titoli italiani con le migliori performance» (+30% negli ultimi tre mesi). Ora con il nuovo piano, ha continuato Castagna, «siamo certi che si pongano le premesse per poter sfruttare appieno il potenziale di valorizzazione della nostra banca, un potenziale che, nonostante la forte crescita del titolo superiore al 160% nell'ultimo triennio, pensiamo non si sia ancora espresso nella sua interezza». D’altra parte, «l’esperienza che abbiamo maturato nei primi anni di vita di Banco Bpm», ha ricordato, «dimostra che ci vogliono tempo ed energie affinché il mercato apprezzi e riconosca il valore di aggregazioni così complesse».
La volontà del management resta quella di rafforzare il business del gruppo attraverso «un modello distintivo e diversificato» che punta, tra l'altro, sul potenziamento delle fabbriche prodotto, su servizi sempre più strutturati nel wealth management e investment banking per la clientela privata e le aziende, sull'incremento degli investimenti infrastrutturali, con una forte attenzione al digitale, all'AI e alla cybersecurity. Tutto questo sarà possibile anche grazie a un importante ricambio generazionale, che sarà attuato con l'ingresso nell’arco del piano di 800 giovani, di cui 200 specialisti IT-Tech.
L'assemblea degli azionisti di Banco Bpm ha approvato tutti i punti all'ordine del giorno, tra cui il bilancio 2023, il piano di buyback e la distribuzione di un dividendo di 0,56 euro per azione (yield dell’8,90%). Il pagamento è fissato per il prossimo 24 aprile e lo stacco della cedola il 22 aprile.
Nel frattempo, l’agenzia Morningstar Dbrs ha migliorato il trend su Banco Bpm da stabile a positivo, confermando il rating BBB. Il cambiamento del trend in positivo riflette i continui miglioramenti della redditività della banca, attraverso una combinazione di controllo dei costi, basso costo del rischio e un forte aumento dei ricavi in un contesto di tassi di interesse più elevati che hanno incrementato il margine da interessi per tutto il 2023, si legge nella nota dell’agenzia di rating.
Anche se prevede che il margine di interesse si normalizzerà nel 2024 in quanto sono previsti tassi di interesse più bassi, i ricavi dovrebbero comunque essere sostenuti, poiché Banco Bpm beneficerà di commissioni più elevate grazie alla maggior diversificazione del business. Oltre a ciò, la banca è riuscita a migliorare costantemente la sua efficienza operativa attraverso la riduzione del numero delle filiali e del personale nonché l'ottimizzazione del franchising, che dovrebbe continuare a sostenere l’utile. Secondo Dbrs, ciò fornisce alla banca la flessibilità necessaria per assorbire un potenziale deterioramento del costo del rischio che potrebbe materializzarsi nel contesto attuale, con inflazione e tassi di interesse più elevati che potrebbero avere un impatto sui mutuatari.
Il trend positivo tiene conto anche dell'impegno costante di Banco Bpm nel miglioramento della qualità del credito. Sebbene i progressi compiuti negli ultimi anni nella riduzione degli Npl pregressi siano già stati significativi, la banca sta pianificando ulteriori vendite di Npe per circa 700 milioni di euro entro il 2026, per le quali ha anticipato i costi nel quarto trimestre del 2023. Ciò dovrebbe consentire alla banca di mantenere Npe in linea con i competitor europei. A questo l’agenzia di rating aggiunge la presenza consolidata in Italia nelle ricche regioni del Nord Italia, le misure in corso per razionalizzare la struttura operativa e lo sviluppo della digitalizzazione e delle attività a pagamento, come la bancassurance. Quest’ultima fornirà a Banco Bpm ulteriori sinergie di costo e flussi aggiuntivi di entrate per sostenere i profitti.
Attualmente il consenso Bloomberg aggiornato vede 9 buy, 5 hold, 3 sell sull’azione Banco Bpm con un target price medio a 6,26 euro (+0,93% a 6,308 euro). Proprio oggi, 18 aprile, infatti Equita ha alzato il prezzo obiettivo da 6,10 a 6,60 euro, confermando il rating hold in vista dei conti del primo trimestre del 2024 (7 maggio). «Ci aspettiamo un buon trimestre con ancora un forte contributo dal margine di interesse e un ottimo andamento delle commissioni», ha previsto Equita, aspettandosi anche costi in leggera crescita trimestre su trimestre (+2%) e anno su anno (+5%), in larga parte ascrivibile all’impatto del rinnovo del contratto bancario. «Non ci aspettiamo un deterioramento sul fronte dell’asset quality e stimiamo quindi un costo del rischio contenuto, sotto 45bps».
Naturalmente come per le altre banche, la pressoché totalità degli oneri sistemici è attesa impattare il primo trimestre del 2024. Quindi, in sintesi, Equita si attende un margine di interesse a 859 milioni (-1 trimestre su trimestre, +16% anno su anno); ricavi totali a 1,415 miliardi (+1% trimestre su trimestre, +13% anno su anno, 1,397 miliardi la stima del consenso Bloomberg); un utile operativo a 741 milioni (+1% trimestre su trimestre, +21% anno su anno); accantonamenti per perdite su crediti per 112 milioni e un utile netto pari a 342 milioni (606 milioni la stima del consenso). (riproduzione riservata)